PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il ministro Cancellieri: «Svuota-carceri non per i mafiosi»
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI E MICHELE PAPPACODA «Su eventuali modifiche al testo e sull'ipotesi di restringere la platea dei beneficiari del provvedimento di liberazione anticipata speciale io non ho alcuna riserva da opporre. Anzi posso dire sin d'ora che, se il Parlamento ci dovesse chiedere di escludere i condannati per reati gravi come quelli di mafia, allora daremo il parere favorevole».
Annamaria Cancellieri interviene nel dibattito aperto dal Mattino su quelli che potrebbero essere gli effetti del decreto numero 146 del 23 dicembre 2013, meglio noto come "svuotacarceri". Lo fa dicendosi pronta ad accogliere qualunque modifica (il testo è già stato esaminato dalla Camera dei Deputati e approda ora al Senato) dovesse giungere dai due rami del Parlamento. E, in un orizzonte di vedute più ampio, il Guardasigilli affronta anche altri temi attuali e scottanti: dalla riforma della carcerazione preventiva all'emergenza carceraria, per finire ai rapporti con i rappresentanti dell'avvocatura italiana e a una serie di misure appena adottate per rendere concreto il decollo del secondo Tribunale del capoluogo campano, quello di Napoli Nord.
Ministro, a ben guardare le tabelle predisposte dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, non si può restare poi così indifferenti se si esaminano i potenziali effetti dell'applicazione dello "svuotacerceri". Il presidente della Corte d'Appello di Napoli lo ha bollato come un "provvedimento distruttivo"; e sono molti quelli che si chiedono per quale motivo non si sia deciso di limitarne gli effetti, magari, solo ai detenuti condannati per reati comuni.
«In quel testo noi non avevamo messo paletti di alcun genere anche perché sappiamo bene che ogni decisione rispetto alla posizione di ogni singolo detenuto ristretto nelle carceri italiane deve passare per un filtro importante come quello dei Tribunali di Sorveglianza. Ora il decreto, dopo essere stato discusso alla Camera è all'attenzione del Senato. Rispetto alla sua domanda posso dire comunque che, se quel testo desta preoccupazioni, noi siamo pronti a restringere la cerchia dei potenziali beneficiari».
Dunque anche per i condannati per i reati di mafia?
«Certo. In sede di conversione - laddove ci venisse chiesto dalle Camere - daremo parere favorevole. Anche perché, e voglio sottolinearlo con forza, la lotta alle mafie resta una delle priorità di questo governo».
DI GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO.IT
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