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NEWS ITALIA DEL MONDO IMPRENDITORE SI SPOSA E FA UN REGALO AI SUOI OPERAI: 500 EURO A TESTA

8 Settembre 2013, 09:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA GIOFFRE LUCIA

 TREVISO - Ha sorpreso molti l’idea di Fabio Padovan, titolare della Otlav spa di Santa Lucia di Piave (cerniere per mobili e serramenti). Padovan, che tra qualche giorno convolerà a nozze con Sandra Scopel, ha deciso di capovolgere la tradizione. Sarà lui a fare il regalo di nozze ai 150 dipendenti. Qualcuno ha parlato di 500 euro a ciascuno dei 110 dipendenti dello stabilimento di Santa Lucia e altrettanti ai 40 di Maniago.

Per farlo si è inventato "la gratifica di nozze": un premio dello sposo ai dipendenti. «Le nozze - ha spiegato con modestia Padovan - sono un fatto privato, intimo. Sarà un’occasione per ringraziare i dipendenti che, in questo momento di crisi, mi sono stati vicini, sudando sangue al mio fianco. È grazie a loro se Otlav sta ancora navigando, seppure il mare sia agitato. Smentisco però sia la cifra che il premio».

Padovan è un imprenditore che sa quanto contino le idee e la professionalità dei propri dipendenti. «In fabbrica - aggiunge - siamo una famiglia. Se anche volessi dare una "gratifica" ai dipendenti non sarebbe un regalo, ma la restituzione di quanto mi hanno dato. Sarebbe una goccia nel mare in questo momento di crisi. Oggi che è difficile anche trovare le commesse per far lavorare i dipendenti, già provati dal taglio degli straordinari e dalla cassa integrazione. È il fattore umano e delle idee la vera forza di un’azienda. Non a caso - conclude - in questi giorni abbiamo lanciato due nuovi prodotti che dovrebbero essere vincenti, ma che sono pur sempre una scommessa. Prodotti che sono il frutto dell’ingegno dei miei uomini». Per questo non si meritano solo una gratifica, ma la possibilità di costruirsi un futuro sereno col proprio lavoro. Roberto Ortolan

 

   LEGGO.IT Sabato 7 Settembre 2013

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 08 SETTEMBRE 2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

8 Settembre 2013, 09:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aA CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : NATIVITà DI MARIA SS.  B. FEDERICO Ozanam,  BB. Teodomiro Gioacchino Saiz Saiz ed Evenzio Riccardo Urjurra, Martiri († 1936)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,25-33. 
Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: 
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. 
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? 
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: 
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. 
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 
Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. 
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. 

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Siria: Sardegna dice no a guerra Bandiera Quattro Mori e della Siria "fuse" insieme su Facebook

8 Settembre 2013, 09:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Siria: Sardegna dice no a guerraINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAGLIARI,-La bandiera della Regione Sardegna con i Quattro Mori che si fonde con il vessillo nazionale della Siria e la scritta: "La Sardegna dice No alla guerra in Siria". E' l'iniziativa del governatore sardo, Ugo Cappellacci, che ha pubblicato il messaggio sul suo profilo Facebook, nel giorno in cui si celebrano in tutta Italia e anche in Sardegna diverse veglie per la pace in Medio Oriente. Il presidente della Regione aveva già annunciato di aderire all'appello del Pontefice per la giornata di digiuno.
ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Aerei: ultimo atto bando voli Sardegna Da lunedì apertura buste offerte tecniche e economiche

8 Settembre 2013, 09:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Aerei: ultimo atto bando voli SardegnaINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAGLIARI,  Entro la settimana prossima si chiude il cerchio sulla nuova continuità territoriale aerea per volare sui cieli della Sardegna. Lunedì 9, infatti, verranno aperte le buste con le offerte tecniche presentate da Alitalia, New Livingston e Meridiana. Giovedì 12, invece verranno sciolte le riserve sulle offerte economiche presentate dai tre vettori, ultimo step prima di assegnare le tratte che dovranno essere operative dal 27 ottobre 2013 (stagione aeronautica invernale).
ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bus in scarpata: le vittime salgono a 40 Deceduto a Pozzuoli l'operaio di Monteruscello

8 Settembre 2013, 09:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Salvatore Di Bonito, 54 anni, è la vittima numero 40 della tragedia del bus precipitato in una scarpata dal viadotto Acqualonga dell'autostrada A16 la sera dello scorso 28 luglio. Era un operaio di Monteruscello, frazione di Pozzuoli, la città a nord di Napoli da cui proveniva la maggior parte delle persone che si trovavano a bordo del pullman. L'uomo è morto nell'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli), dove era ricoverato da circa una settimana, dopo essere stato portato prima nel nosocomio di Nola e poi in quello di Salerno. La notizia del decesso di Di Bonito a distanza di 41 giorni dalla tragedia è arrivata proprio nel giorno in cui Monteforte Irpino (Avellino), nel cui territorio è caduto l'autobus, ha ricordato le vittime. Quella stessa Monteforte nella cui scuola furono deposte le salme subito dopo il fatto e il cui sindaco, Antonio de Stefano, con le sue mani aiutò vigili del fuoco e volontari a prestare i primi soccorsi.

Alla cerimonia, che si è tenuta nella chiesa di San Nicola di Bari, ha preso parte, tra gli altri, anche il primo cittadino di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, sindaco del paese di provenienza di quasi tutte le vittime. Salvatore Di Bonito, nell'incidente stradale più grave che l'Italia ricordi, aveva perso la moglie Anna Mirelli di 48 anni. Subito dopo essere stato estratto dalle lamiere contorte del pullman, fu portato nell'ospedale di Nola (Napoli) dove gli fu asportata la milza. Ma le sue condizioni erano critiche e i medici decisero di trasferirlo nel reparto di terapia intensiva del Ruggi d'Aragona di Salerno. Lì è rimasto diverse settimane. Poi la decisione di avvicinarlo a casa, nell'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove stamattina è spirato nel reparto di terapia intensiva. Nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino sono indagati cinque dipendenti della società Autostrade per l'Italia e Gennaro Lametta, titolare della società a cui è intestato il 'bus della morte', fratello di Ciro, l'autista morto nella tragedia. Lo scorso 27 agosto, nel deposito giudiziario di Mercogliano (Avellino), ha avuto luogo l'incidente probatorio con i periti nominati dalla Procura, dalle vittime e dagli indagati. L'incidente probatorio si è concluso giovedì notte con un sopralluogo nel tratto di carreggiata in direzione Napoli laddove avvenne l'incidente, tratto di carreggiata finito sotto sequestro, e su quello parallelo che porta ad Avellino. Dopo avere accertato che il bus affrontò la discesa senza freni e sistema di trasmissione, i periti stanno prendendo in esame anche le condizioni delle barriere di protezione 'new jersey'. Tra poco più di un mese saranno consegnati i risultati.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 8 settembre 1943: dalla festa al dramma A 70 anni dall'armistizio escono libri e riflessioni

8 Settembre 2013, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Abbracci in piazza dopo l'annuncio dell'armistizio, l'8 settembre 1943. Erano le otto di sera dell'8 settembre 1943 quando fu dato l'annuncio dell'armistizio dell'Italia con le forze Alleate.

ANTEPRIMA www.mikivettica.net Erano le otto di sera dell'8 settembre 1943 quando fu dato l'annuncio dell'armistizio dell'Italia con le forze Alleate. L'Italia accese i fuochi, suonò le campane, cantò e ballò persino nelle aie, per strada e nelle piazze in preda a un'euforia che durò poco. In realtà l'8 settembre fu uno dei giorni più enigmatici e tragici della storia politica, sociale e militare d'Italia. E fu anche il giorno delle scelte, delle attese e di una memoria (non sempre condivisa) che protagonisti, più o meno noti, hanno riversato nella scrittura e nella testimonianza, raccontando, in un modo o nell'altro, quello strano giorno in cui la guerra che doveva o sembrava finire, non finì.

A 70 anni da quel giorno ancora se ne discute e escono alcuni libri per ricostruire e fare il punto. Si va, per citare solo i titoli usciti di recente, da ''Otto settembre'' dello storico Paolo Sorcinelli (Bruno Mondadori, pp. 230 - 18,00 euro) a ''La tragedia necessaria. Da Caporetto all'otto settembre'' di Mario Isnenghi (Il Mulino, pp. 146 - 10,00 euro), da ''1943'' di Marco Gasparini e Claudio Razeto (Castelvecchi, pp. 284 - 16,50 euro) alla ripubblicazione del classico ''I nemici di Mussolini'' di Charles F. Delzell (Castelvecchi, pp 672 - 29,00 euro). E a questi viene da aggiungere naturalmente l'antologia di ''Storie della Resistenza'' a cura di Domenico Gallo e Italo Poma, appena edito da Sellerio (pp. 420 - 15,00 euro) e il bel libro di Vittorio Cimiotta che, per temi e figure, ripercorre la storia ''da Giustizia e Libertà al Partito d'Azione'', sottolineandone la forza esemplare, oggi più che mai, di ''Rivoluzione etica'', come dice il titolo (Mursia, pp. 374 - 20,00). Così come 'La seconda guerra mondiale. Una breve storia' (pp. 222 - 14,00) dello storico britannico Norman Stone appena pubblicata da Feltrinelli nella collana Storie. Fin dall'inizio l'Italia unita procede per fratture, da Porta Pia a Caporetto e lo stesso accadde con l'8 settembre 1943, cui il libro di Isnenghi si dedica estensivamente interrogando anche la memorialistica dell'epoca, illuminano lo scollamento tra le differenti anime del paese e testimoniano quel disincanto di massa e quella perdurante estraneità di larghi settori della società che sono all'origine dei malesseri identitari che continuano ad affliggere il nostro paese. Nelle caserme gli ufficiali parlarono alla truppa, le compagnie si sciolsero e, come scrisse Meneghello, le strade si affollarono di "due file praticamente continue di gente, di qua andavano in su, di là in giù, pareva che tutta la gioventù italiana di sesso maschile si fosse messa in strada, una specie di grande pellegrinaggio di giovanotti".

Tutti a casa, come diceva il titolo di un celebre film di Luigi Comencini? Non proprio: sarebbe stato troppo bello, visto che la realtà si rivelò presto dura e nefasta, chiamando ognuno a scegliere se camminare verso Nord, dove si sarebbe presto costituita la Repubblica di Salò o andare verso Sud, dove erano gli alleati, come ricostruisce e spiega Sorcinelli. Da una parte chi grida al tradimento e resta fedele ai propri giuramenti e alle proprie idee e, dall'altra, chi sale in montagna per resistere e cercare di liberarsi di quella che diventa subito un'occupazione nazista. Alla ''Storia della Resistenza armata al regime fascista'' è dedicato il bel libro del 1960 dell'americano Delzell, scomparso nel 2011 e che resta un punto di partenza centrale per lo studio della lotta di liberazione, ricostruendo l'opposizione a Mussolini dalla dissidenza cattolica degli inizi e dal delitto Matteotti in avanti, lungo il ventennio e sino all'8 settembre e la lotta armata. Certo che il 1943 resta uno degli anni più aspri e emblematici della storia italiana recente, col crollo del fascismo, mesi di fuga e disonore, ma anche di orgoglio e riscatto, fine e inizio. Li ricostruiscono due giornalisti, Gasparini e Razeto, utilizzando tutti i documenti possibili, gli articoli di giornale italiani e stranieri, rapporti ufficiali, materiali storici del nostro esercito e dei comandi alleati, discorsi, lettere, diari ( da Bottai a De Bono e Ciano), ricordando che fu l'anno anche del 25 luglio, dello sbarco in Sicilia, come della ritirata di Russia e delle ultime battaglie in nord Africa. Ed è comunque da quelle radici, nel bene e nel male, che germoglia l'Italia come l'abbiamo oggi.

DI PAOLO PETRONI ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Papa Francesco per la pace, migliaia a veglia col Papa

8 Settembre 2013, 09:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Papa, finisca rumore di armi

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA "La guerra segna sempre una sconfitta per l'umanità", è "un fallimento", "porta solo morte" e "parla di morte". E' il grido che papa Francesco ha lanciato stasera durante la veglia di quattro ore per la pace in Siria e in Medio Oriente, da lui indetta a piazza San Pietro. Centomila persone - secondo dati della Questura e della Prefettura vaticana - hanno pregato con lui, in una cerimonia segnata da lunghi silenzi, da letture bibliche, da canti liturgici, da litanie, in un clima di grande raccoglimento e compostezza. Niente bandiere, slogan, tifo da stadio nel crepuscolo e nella prima notte davanti alla Basilica vaticana. Tra la folla di presenti vi era un migliaio di musulmani, per lo più siriani, i quali tuttavia, anche nel momento destinato alla riconciliazione, hanno preferito dividersi in due raggruppamenti, i filo-Assad e i sostenitori dell'opposizione. Hanno occupato due posti diversi della piazza, pur esprimendo un ''no'' comune ad un attacco americano. In una decina poi, al di fuori delle transenne che delimitano l'emiciclo vaticano, hanno recitato ad alta voce versetti del Corano, unendosi cosi' alle Ave Maria e ai Padri Nostri del grande popolo cattolico, in una commistione di riti rara, forse inedita, all'ombra del Cupolone. Quello di Francesco e' stato un discorso di forte impronta spirituale, legato agli intendimenti di preghiera e digiuno per la pace. Un papa particolarmente concentrato, quasi schiacciato dal peso dell'angoscia per quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni, ha parlato dell'armonia del Creato voluta da Dio e del caos scatenato dall'uomo che "alza la mano contro il suo fratello per ucciderlo". Ovvero dai tanti Caini di ieri e di oggi. Non ha fatto alcun riferimento al progetto del presidente Usa Barack Obama di punire con un attacco militare il presunto uso di armi chimiche da parte del regime siriano. ''E' possibile - pero' si è chiesto - percorrere un'altra strada?'', diversa da quella della guerra. ''Possiamo uscire da questa spirale di dolore e morte?'', ha domandato, aggiungendo a braccio "penso ai bambini, soltanto a loro...". "Sì, è possibile per tutti", ha risposto Francesco, con un'espressione che ha ricordato molto quel ''Yes, we can'' della prima presidenza Obama. "Questa sera - ha detto Bergoglio - vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: sì, è possibile per tutti". "Perdono, dialogo, riconciliazione - ha concluso - sono le parole della pace: nell'amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo". Ad ascoltare la sua voce, in piazza San Pietro, erano presenti diversi politici e rappresentanti delle istituzioni italiani, dalla presidente della Camera Laura Boldrini al ministro della Difesa, Mario Mauro. E c'erano anche, tra gli altri, il sindaco di Roma Ignazio Marino e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. L'appello alla preghiera e al digiuno di Francesco per la pace in Siria è stato seguito oggi un pò in tutto il mondo. Non solo tra il miliardo e duecento milioni di cattolici del pianeta, ma anche tra le altre fedi. Si è unito all'iniziativa del Papa il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, guida spirituale dei cristiani ortodossi, ed anche il Gran Muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassod, che ha pregato nella maestosa moschea omayyade di Damasco. Prima della cerimonia di San Pietro, nel pomeriggio, in uno dei suoi soliti 'fuoriprogramma', Bergoglio aveva incontrato un gruppo di fedeli e, prendendo in prestito un microfono del Tg5, aveva tra l'altro detto loro: "Se non ci rivediamo qui, ci vedremo in Purgatorio". Più tardi, a San Pietro, avrebbe parlato dell'inferno della guerra, rimanendo fino a tarda sera con il suo popolo, nella speranza di accedere le luci della speranza. Come recita il Talmud, l'ora più buia è sempre quella prima dell'alba.

ANSA

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CILENTO NEWS Taglio tribunali, avvocati in protesta nel Salernitano A Sala Consilina lancio delle toghe da tetti e un appello al ministro Cancellieri

8 Settembre 2013, 09:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Taglio tribunali, avvocati in protesta nel Salernitano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Prosegue, ormai da 4 giorni, la protesta degli avvocati di Sala Consilina sul tetto del Tribunale della cittadina salernitana per il quale il piano di riordino del Ministero della Giustizia prevede la soppressione. Ieri, per manifestare il proprio dissenso, si sono tolti le toghe e le hanno lanciate dal tetto. Oggi sono scesi in strada e hanno rivolto un appello al ministro Cancellieri dicendosi pronti a risalire riprendere la protesta se il ministro Cancellieri non dovesse riceverl

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Multe a taxi abusivo e auto in divieto Controlli della polizia municipale in città. Ventidue i veicoli rimossi dal carro attrezzi

8 Settembre 2013, 08:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ieri mattina gli agenti della polizia municipale hanno multato il conducente di un veicolo che stava partendo da piazza Vittorio Veneto diretto ad Amalfi, effettuando attività di noleggio del veicolo senza essere in possesso di alcun tipo di autorizzazione e consentendo la salita a bordo dello stesso ad alcuni turisti.

Continuano inoltre i controlli per contrastare il fenomeno della sosta selvaggia. Oggi due pattuglie del reparto motociclisti sono state imiegate con l’ausilio di alcuni carrogrù di Salerno Mobilità. Trentuno le contravvenzioni elevate, in particolare per sosta in doppia fila, sui marciapiedi agli incroci, nelle curve e sugli attraversamenti pedonali, nelle aree riservate ai disabili ed ai mezzi del Cstp. Rimossi 22 veicoli.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Giovane di 25 anni muore investito nel Salernitano La vittima è un russo adottato da una famiglia di Capaccio

8 Settembre 2013, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Giovane di 25 anni muore investito nel Salernitano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  SALERNO, - Muore investito da un'auto mentre in sella alla sua bici percorre la statale 18 nei pressi di Taverna Nova nel territorio di Eboli (Salerno). A perdere la vita un giovane di 25 anni, originario russo, ma da anni adottato da una famiglia del comune salernitano di Capaccio. A quanto si è appreso, il ciclista, la scorsa notte, è stato sbalzato dalla bici ed ha battuto violentemente la testa sul selciato. A nulla sono valsi i soccorsi. ANSA

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