GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Cosa dice DAVVERO l'Articolo 38 della Costituzione? Ve lo spieghiamo semplice.

/image%2F1394276%2F20261014%2Fob_a73b77_1.jpg)
DI MIKI PAPPACODA Spesso sentiamo parlare di diritti, di inclusione, di tutele. Ma cosa c'è scritto davvero, nero su bianco, nella legge più importante che abbiamo? La nostra Costituzione.L'Articolo 38 è uno dei pilastri più potenti e, forse, più dimenticati. È l'articolo che dovrebbe garantire protezione e dignità a chi si trova in condizione di fragilità, malattia o disabilità. Non è un'opinione. È la legge fondamentale dello Stato.E parla chiarissimo. Ve lo spieghiamo in 4 punti semplici:1. ASSISTENZA PER CHI NON PUÒ LAVORARE"Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale."Tradotto: se una persona non è in grado di lavorare e non ha i soldi per vivere, non deve essere lasciata sola. Ha il DIRITTO di essere sostenuta. E non è carità, è un diritto.2. TUTELE PER CHI LAVORA"I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria."Se lavori, lo Stato ti deve proteggere quando sei più fragile: se ti fai male sul lavoro, se ti ammali, se diventi invalido, quando diventi anziano o se perdi il lavoro non per colpa tua.3. EDUCAZIONE E LAVORO PER LE PERSONE CON DISABILITÀ - IL CUORE DELL'ARTICOLO"Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale."Questo è il punto rivoluzionario. La Costituzione non dice che le persone con disabilità devono essere "assistite e basta". Dice che hanno il diritto sacrosanto all'educazione, alla formazione professionale e all'inserimento nel mondo del lavoro. Diritto allo studio, diritto a imparare un mestiere, diritto a lavorare. Perché il lavoro è dignità.4. NON È CARITÀ, È UN DOVERE DELLO STATO"Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato."A garantire tutto questo non devono essere i privati, le associazioni da sole, le famiglie lasciate sole o la buona volontà di qualcuno. Deve essere lo Stato, con le sue istituzioni, le sue leggi, i suoi servizi.Ecco perché oggi più che mai è fondamentale ricordarlo.L'inclusione scolastica, le pensioni di invalidità, l'accompagnamento, i supporti per il lavoro, le barriere da abbattere non sono "concessioni", non sono "favori" che qualcuno ci fa.L'INCLUSIONE NON È UN FAVORE, È UN DOVERE DELLO STATO. LO DICE LA COSTITUZIONE.L'Articolo 38 è lì dal 1948. A ricordarci che una Repubblica che non protegge i più fragili, tradisce se stessa.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)