CAMPANIA NEWS SCACCO ALLA RETE DI BABY TERRORISTI: "A Napoli sventato raid in classe" - 17 perquisizioni in tutta Italia

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DI MIKI PAPPACODA NAPOLI - ROMA - Più che suprematisti, amano definirsi "accelerazionisti". Nel senso che vogliono accelerare il collasso della società democratica e multietnica. Slogan, video di stragi, tutorial per fabbricare bombe. E piani concreti per attaccare scuole e moschee.E' la rete di baby terroristi smantellata nell'ultimo blitz antiterrorismo coordinato dalle Procure di Roma (ordinaria e per i minorenni) e di Venezia, con 17 perquisizioni eseguite da ROS dei Carabinieri e DIGOS in tutta Italia. Blitz che, secondo quanto ricostruito da Il Mattino, ha sventato anche un raid armato in una classe di Napoli.L'operazione, scattata giovedì 24 e venerdì 25 settembre, ha coinvolto 17 indagati, 14 dei quali minorenni tra i 16 e i 18 anni. Le perquisizioni hanno toccato Milano, Como, Bologna, Trento, Udine, Genova, Verona, Brescia, Roma, Benevento, Catanzaro, Palermo e appunto Napoli, dove è intervenuta la Digos partenopea.L'IDEOLOGIA DELL'ODIO
Secondo gli investigatori, i giovani erano attivi in due gruppi virtuali su Telegram dove condividevano sistematicamente propaganda razzista, antisemita, neonazista. Nei loro telefoni e pc sono stati trovati manifesti che esaltavano Adolf Hitler, le SS, e i grandi stragisti suprematisti come Brenton Tarrant (Christchurch 2019) e Anders Breivik (Utøya 2011).Non solo propaganda. Gli inquirenti contestano reati gravissimi: istigazione a delinquere, propaganda e istigazione per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, addestramento ad attività con finalità di terrorismo con l'aggravante terroristica.Nelle chat, frasi come: "Attentati anche a scuola, sgozziamo i meticci". E ancora istruzioni dettagliate per costruire ordigni, bottiglie molotov testate in capannoni abbandonati, video-tutorial sul dark web.NAPOLI AL CENTRO DELL'INCHIESTA
La Procura di Napoli è uno dei primi uffici in Italia ad aver acceso i riflettori sul fenomeno dei giovanissimi radicalizzati online. La città non è nuova a episodi del genere: già in passato la Digos aveva arrestato un minorenne che diffondeva manuali ISIS per fabbricare esplosivi e aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico, poi trasferito a Nisida.Ora il nuovo fronte: non più jihadismo, ma suprematismo bianco. Una galassia di adolescenti che trasformano la violenza in modello di appartenenza, cercando accreditamento nella galassia estremista internazionale.Tutti i dispositivi digitali sono stati sequestrati. Le indagini proseguono per capire se ai piani online potessero seguire azioni reali.
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