SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS GIUGLIANO - L'imprenditore edile denuncia l'estorsione: "Mi ha puntato la pistola in cantiere" - Duro colpo al clan, arresto per tentata estorsione mafiosa

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DI MORENA MOTTA GIUGLIANO IN CAMPANIA - Non si è piegato. Ha denunciato tutto ai Carabinieri e ha fatto scattare le manette per i suoi estorsori. È la storia di un imprenditore edile di Giugliano, titolare di una ditta impegnata in lavori di ristrutturazione e rifacimento stradale in provincia di Napoli, vittima di un tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso.Secondo quanto ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, tutto è iniziato con una visita in cantiere. Due uomini a bordo di un'auto si sono presentati mentre gli operai lavoravano.Uno dei due, secondo la denuncia dell'imprenditore, teneva la mano destra costantemente dentro un borsello a tracolla, dando l'impressione di impugnare un'arma. Poi ha intimato agli operai di fermarsi: "Dovete abbandonare tutto, vi sparo a tutti se non vi mettete a posto con Giugliano". Un esplicito riferimento al pagamento del pizzo al clan egemone in città.Poi l'escalation. Nei giorni successivi, l'imprenditore - che esponeva fuori dal cantiere anche il cartello dell'associazione antiracket - è stato avvicinato di nuovo. Questa volta l'uomo avrebbe estratto davvero una pistola, puntandogliela contro e intimandogli di "andare a pagare a Giugliano" prima di continuare i lavori.La vittima non ha ceduto. Si è presentato nella caserma della Compagnia Carabinieri di Giugliano e ha raccontato tutto. Da lì sono partite indagini serrate: pedinamenti, osservazioni, testimonianze degli operai e riscontri sul territorio.Le attività, coordinate dalla DDA, hanno portato all'identificazione dell'estorsore come un soggetto vicino al clan Mallardo, storicamente radicato tra Giugliano, Sant'Antimo, Casandrino e Grumo Nevano, e specializzato nel controllo asfissiante dei cantieri edili.Per lui è scattata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose. Il gip ha ritenuto credibile e dettagliata la denuncia della vittima, corroborata dalle indagini.Il metodo è sempre lo stesso: arrivare in cantiere, evocare "gli amici di Giugliano", minacciare il blocco dei lavori, e quando serve tirare fuori la pistola.Stavolta, però, ha trovato un imprenditore che ha detto no.
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