SEZ. VARIE NEWS AMALFI, LA LETTERA DI UN AMALFITANO: "È SEMPRE TRISTE PARTIRE. MA PIÙ TRISTE È VEDERE LA TRASFORMAZIONE DEL TURISMO"
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DI MICHELE PAPPACODA Riceviamo e pubblichiamo una lettera accorata che è un vero e proprio sfogo d'amore per Amalfi. Una riflessione amara, nostalgica, ma che tanti amalfitani, soprattutto di una certa generazione, condivideranno.È sempre triste partire.
Soprattutto dal paese dove hai trascorso l'infanzia.. amici, ricordi e non solo, in un'epoca molto diversa da quella di oggi. Forse c'era poco ma sicuramente c'era rispetto ed educazione che noto sempre meno in giro.. la modernità!!??Inizia così il messaggio arrivato in redazione. Un amalfitano che è appena tornato per qualche giorno di vacanza nel suo paese e ora riparte, con il cuore pesante.Invece più triste è stato vedere la "trasformazione" del turismo, ormai di tutti, impossibile da paragonare, come qualità e spessore, a quello degli anni passati...E qui il tono si fa più duro, più critico. L'autore non condanna il turismo in sé, ma la sua metamorfosi in un mordi e fuggi senza identità....condito da diverse realtà come quella della musica dal vivo, che ravvivava il paese e che oggi è letteralmente scomparsa!! Uno squallore! Io e i miei coetanei abbiamo avuto la fortuna di viverle!... mi dispiace per chi è venuto dopo.Quante sere in piazza, quanti locali con la chitarra, il piano bar, le band che suonavano fino a tardi. Amalfi era musica. Oggi, dice, è solo rumore di trolley.Resta comunque l'incanto del paesaggio impossibile da cambiare e che rimane con la sua atmosfera ricca di storia, a "sopportare e supportare" i cambiamenti che qui, favoriscono pochi intimi..La chiusura, però, è un atto d'amore puro, nonostante tutto....ma Amalfi resta e resterà sempre unica! ❤️Una lettera che non ha bisogno di commenti. È il grido di chi Amalfi l'ha vissuta quando era comunità, prima di diventare solo destinazione.
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