PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Noemi Impellizzeri, il compagno indagato per omicidio: «Io non c'entro, si è suicidata». Tutti i punti oscuri del giallo di Riposto

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DI MIKI PAPPACODA RIPOSTO (CATANIA) – Si infittisce il giallo intorno alla morte di Noemi Impellizzeri, 34 anni, trovata senza vita impiccata nella sua casa di via Circumvallazione a Riposto, nella notte tra sabato e domenica 23 agosto, mentre nella stessa abitazione si era sviluppato un incendio.Il compagno della donna, che per primo ha dato l'allarme, è ora indagato per omicidio. La notizia è stata confermata dal suo legale, l'avvocato Ivan Siragusa. L'iscrizione nel registro degli indagati – atto dovuto per consentire accertamenti irripetibili come l'autopsia – apre ufficialmente la pista dell'omicidio.L'uomo si difende e ribadisce la sua versione: «Io non c'entro, si è suicidata. Ecco com'è andata quella notte».La versione del compagnoSecondo quanto raccontato agli investigatori, Noemi gli avrebbe preannunciato nei giorni precedenti l'intenzione di farla finita. Quella notte, intorno alle 4:30, lui avrebbe trovato il corpo senza vita e sarebbe corso nel bar del cognato, fratello della vittima, per chiedere aiuto. Quando è tornato in via Circumvallazione, ha detto, c'erano già i vigili del fuoco, allertati da una vicina che aveva visto fumo uscire dall'appartamento.I punti oscuri che non tornanoSono almeno quattro gli elementi che hanno convinto la Procura di Catania a non archiviare come suicidio:1. L'autopsia non univoca: L'esame autoptico eseguito il 25 agosto dal medico legale Giuseppe Ragazzi al Policlinico di Catania non ha dato un'indicazione chiara sulla causa della morte. Non è emerso se la morte sia avvenuta per impiccamento. Si attendono ora gli esiti degli esami istologici e tossicologici.2. L'incendio sospetto: Il corpo è stato trovato dai pompieri in una stanza al piano terra, lambito dalle fiamme. Ma all'ingresso dell'abitazione è stato rinvenuto del solvente, lontano dal punto dove Noemi era appesa. Per gli inquirenti potrebbe essere stato usato per innescare il rogo e cancellare eventuali tracce. L'ipotesi, riportata anche dal TGR Sicilia, è che Noemi fosse ancora agonizzante mentre la casa bruciava.3. La dinamica del ritrovamento: I familiari non credono alla versione del compagno. La sorella, davanti alle telecamere, è stata netta: «Non credo assolutamente a questa versione, ci sono troppe cose che non coincidono». La famiglia parla apertamente di messinscena.4. Le fiamme come depistaggio: Resta da chiarire se il fuoco sia stato appiccato intenzionalmente e se prima della tragedia ci fossero altre persone nell'abitazione. Su questo sta lavorando la Scientifica.Al momento non si può ancora parlare come fatto certo né di suicidio né di omicidio. Le indagini dei Carabinieri continuano.Se tu o una persona che conosci sta vivendo un momento di difficoltà, parlane con qualcuno di cui ti fidi. Puoi contattare Telefono Amico Italia al numero 02 2327 2327 o il 118.
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