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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Favole della buonanotte, raccontarle «fa bene ai bimbi»: ecco i suggerimenti per Natale e le Feste

6 Gennaio 2025, 10:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA Natale, tempo di vacanza e di vita in famiglia, un'occasione per i genitori di dedicarsi ai figli con più tranquillità, liberi dalla frenetica routine quotidiana. Come impiegare questo tempo in più a disposizione? Per esempio raccontando una storia della buonanotte ai propri piccoli. Una pratica che può far bene alla salute in più modi, evidenziano gli esperti: aiutando i bimbi a scivolare fra le braccia di Morfeo e coinvolgendoli in un discorso 'educativo' sul sonno sano e su quello disordinato attraverso una 'morale nascosta' dei racconti. Parola di scienziati. La pediatra dello sviluppo Megan Thomas e colleghe della Dalhousie University di Halifax, in Canada, e della Lancaster University in Uk passano in rassegna le fiabe che meglio si prestano a questo ruolo in un'analisi pubblicata per il numero di Natale di 'Bmj', che - fra il serio e lo scanzonato - invita a una riflessione sull'importanza del riposo. «Un sonno sano - osservano le autrici - è una priorità per la salute pubblica». È «essenziale per la crescita e lo sviluppo dei bambini e per un benessere fisico e mentale ottimale». Ma almeno un terzo di bambini e adulti segnalano un sonno insufficiente». «Routine coerenti prima di andare a letto, che prevedano un'attività rilassante, come una storia della buonanotte, possono promuovere un sonno sano». L'aspetto educativo Come si inserisce anche l'aspetto educativo? «Alcune fiabe tradizionali e racconti di narrativa classica che hanno 'cullato' molti piccoli fino a farli addormentate - spiegano le ricercatrici - possono anche includere informazioni sui benefici del sonno e sulle caratteristiche dei disturbi del sonno, fornendo modi accessibili e coinvolgenti per genitori o tutori, operatori sanitari ed educatori per discutere di sonno sano con i bambini». La fiaba forse più nota sul sonno, e sui suoi poteri curativi e ristoratori? La Bella addormentata Le scienziate non hanno dubbi: è la Bella addormentata, che arriva al termine del racconto, «dopo un lungo e profondo sonno» a una «completa guarigione dalla pericolosissima puntura al dito» rimediata. E poi c'è Biancaneve, in cui un ruolo di primo piano da questo punto di vista lo hanno i 7 nani. I tratti caratteristici delle loro personalità possono aiutare a spiegare le conseguenze diurne di un sonno scarso: irritabilità (Brontolo), stanchezza (Pisolo), le abilità sociali più deboli (Mammolo). Anche i problemi di attenzione e di fluidità delle parole sono conseguenze riconosciute della privazione del sonno e potrebbero spiegare le difficoltà di linguaggio - il balbettare - di Dotto.Quanto a Eolo, potrebbe avere allergie che contribuiscono alla sua ostruzione respiratoria, o forse la mancanza di sonno ha abbassato la sua immunità, rendendolo più suscettibile ai disturbi respiratori. Sebbene anche Gongolo russi, il suo è un russare dolce e costante in contrasto con quello faticoso degli altri e quindi è improbabile sia dannoso. Biancaneve e la sua caduta in un «sonno simile alla morte» diventa lo spunto anche per parlare dei farmaci comunemente usati per indurre l'addormentamento (nonostante la maggior parte dei problemi in bimbi e adolescenti si affronti con interventi comportamentali). Questi farmaci, scrivono le esperte, «di solito inducono sedazione invece di un sonno ristoratore sano e hanno effetti collaterali» Altra protagonista di fiabe alle prese con disturbi del sonno? Naturalmente la principessa sul pisello. Questo personaggio di Hans Christian Andersen viene descritta come una persona che ha trascorso una notte insonne dopo che un pisello è stato nascosto sotto i 20 materassi e 20 piumoni su cui si è sdraiata per accertarsi se fosse una vera principessa. Al mattino, descrive senza mezzi termini il disagio che ha sopportato. «Le sensibilità sensoriali sono comuni, così come le difficoltà del sonno - spiegano le esperti - con l'insonnia (l'incapacità di addormentarsi o di rimanere addormentati) che è il problema più comunemente segnalato». Riccioli d'oro e i tre orsi L'analisi continua con 'Riccioli d'oro e i tre orsi': nella versione di Flora Annie Steel di questa classica fiaba, una bambina entra in una casa di una famiglia di orsi. Dopo aver provato il loro porridge e le loro sedie, sentendosi stanca, va a cercare un letto in cui dormire. I primi due non sono comodi per lei, ma il letto dell'orsetto è 'perfetto' e si addormenta profondamente. «Una parte fondamentale per ottenere un sonno sano è l'ottimizzazione delle condizioni ambientali - evidenziano le ricercatrici - un letto comodo e una stanza che non sia troppo calda o troppo fredda ma 'perfetta' e che sia buia e silenziosa sono l'ideale». Peter Pan Ultima fiaba citata è la storia di Peter Pan, ragazzino mai cresciuto che viene nell'Isola che non c'è con i 'Bambini perduti', e della sua amica Wendy. Nell'interpretazione alternativa 'scientifica' il lettore viene introdotto ai sintomi delle parasonnie (comportamenti insoliti e indesiderati durante il sonno), comuni nell'infanzia: sonnambulismo, parlare nel sonno, risvegli confusionali e terrori notturni. Per esempio avviene durante il viaggio dei protagonisti dalla camera da letto all'Isola che non c'è. Poi con i sogni 'dolorosi' di Peter, spunto per toccare il tema degli incubi che, spiegano le esperte, «hanno una prevalenza pari a circa l'85% dei bambini e raggiungono il picco tra i 6 e i 10 anni di età, mentre i terrori notturni sono prevalenti nel 14% dei bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni. I fattori che contribuiscono alle parasonnie sono stress, ansia da separazione e privazione del sonno, che si allineano con le esperienze di Peter Pan e dei Ragazzi perduti», lontani dalle famiglie, in fuga dai pericoli di Capitan Uncino. La storia, si conclude nell'analisi, «sottolinea l'importanza di un sonno sano per il consolidamento di memoria e umore ottimale», dicono le scienziate citando un passaggio del racconto: «Ogni notte, la signora Darling riordina i ricordi dei suoi bimbi addormentati, conservandoli al loro posto, e lascia i pensieri più felici in cima alla loro mente per il giorno successivo».

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