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SEZ. ECONOMIA Vacanze 2025, quali spese del viaggio si possono scaricare dalle tasse: le novità I Paesi più belli ed economici in Europa Viaggi di lusso, i nuovi trend

6 Gennaio 2025, 10:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La vacanza perfetta non esiste, ma ne siamo sicuri? Vi sveliamo come fare i turisti cercando di ammortizzare sulle spese. Niente mete economiche o trucchi da travel blogger. Ci sono, infatti, casi in cui la pianificazione fiscale può prevedere che lavoratori autonomi e titolari di partita Iva possano scaricare nella dichiarazione 2025, relativa all’anno 2024, anche i costi delle vacanze, in particolare per viaggi e trasferte. Quali costi si possono scaricare Per capire quali costi relativi alle vacanze i lavoratori autonomi possono scaricare dalle tasse devono tenersi in considerazione due elementi, il primo è che tale operazione può essere compiuta solo da coloro che aderiscono al regime ordinario e che di conseguenza portano in deduzione le spese con il metodo analitico. Chi, invece, ha optato per il regime forfettario dovrà applicare il metodo a forfait tenendo in considerazione il coefficiente di redditività stabilito in base al proprio codice Ateco. Il secondo elemento da tenere in considerazione riguarda il principio di inerenza, cioè le spese che è possibile portare in deduzione devono essere inerenti all’attività posta in essere. Deve essere presente una correlazione tra la spesa sostenuta e il ritorno di reddito che può derivare dalla stessa. Non deve generare effettivamente ricavi tangibili, ma deve potenzialmente essere in grado di migliorare le prestazioni del lavoratore autonomo/titolare di partita Iva. 

A cosa stare attenti

Come sottolinea Money.it, è possibile portare in deduzione le spese sostenute per un week end fuori città per partecipare a un corso di formazione, a un convegno, per incontrare soci o potenziali clienti, partecipare a fiere. Naturalmente anche i regali aziendali ai propri clienti possono rientrare tra i costi da portare in deduzione.

Occorre però fare una precisazione, infatti, molti commercialisti ritengono che nel caso di commistione tra un viaggio di vacanza e di lavoro le spese possano essere scaricate soltanto in parte. In caso di controllo da parte del Fisco diventa, infatti, difficile giustificare perché l’imprenditore «X» ha scaricato le spese di albergo per una settimana anche se il convegno a cui dice di aver partecipato dura due giorni.

Se però nell’arco della settimana oltre a partecipare al convegno in oggetto, l’imprenditore «X» ha avuto anche altri incontri di lavoro, come nel caso in cui nei giorni precedenti e/o successivi al convegno abbia incontrato potenziali clienti, abbia visitato strutture in cui si vogliono aprire nuove sedi, può tranquillamente dimostrare che l’intera settimana è stata dedicata al lavoro e che i momenti di relax extra erano semplicemente pause dal lavoro, come quotidianamente avviene anche quando si lavora in azienda. 

Deduzione e detrazione

Portare in deduzione/detrazione le spese per le vacanze dei lavoratori autonomi è possibile, ma si deve prestare molta attenzione ai giustificativi.

Naturalmente tutti i costi devono essere fatturati ed è bene conservare anche documenti che possano attestare l’inerenza della spesa rispetto alla propria attività. A questo punto sarà possibile scaricare anche i costi per il viaggio (treno, aereo, pedaggio autostradale, carburante, taxi), i costi di pernottamento e di soggiorno in città. L’onere della prova ricade sul contribuente, quindi se in caso di controlli, il Fisco dovesse avere dei dubbi sull’inerenza, potrebbe chiedere ragione di essa.

Le spese per le vacanze 2025 per poter essere portate in deduzione devono essere certe e determinate. Questo implica che devono esservi atti che attestino l’esistenza della spesa, ad esempio il contratto (ricordiamo che anche un biglietto aereo è un contratto). Il costo sostenuto deve essere di ammontare determinato, in questo caso scontrini e fatture sono un elemento abbastanza rilevante. 

Il principio di cassa

Ed ecco che entra in scena il principio di cassa. Parliamo solo i costi effettivamente pagati nel 2024 potranno essere portati in deduzione nella dichiarazione del 2025.

Occorre sottolineare che per alcune categorie di spese vi sono dei limiti alla deducibilità.

  • Spese per l’autovettura inerenti la manutenzione e i carburanti sono deducibili al 20%,
  • L’Iva applicata ai costi dell’autovettura sono deducibili al 40%.
  • L’ammortamento del costo dell’autovettura è deducibile annualmente al 20% nel limite di costo del bene di 18.075,99 euro.
  • Le spese di vitto e alloggio sono deducibili al 75%, ma a condizione che il totale nell’anno, non sia superiore al 2% dei compensi registrati nello stesso anno di imposta. L’Iva sulle relative fatture è totalmente detraibile.
  • Le spese di rappresentanza quali viaggi turistici o promozionali, per la partecipazione a mostre e fiere sono interamente deducibili nel limite dell’1% del totale dei ricavi e compensi maturati nell’anno di imposta. L’Iva in questo caso è indetraibile

La Legge di Bilancio per il 2025 porta un’importante novità: l’obbligo di tracciabilità delle spese per i titolari di partita Iva che desiderano portare in deduzione o detrazione le spese sostenute. LEGGO.IT

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