FAVOLE E RACCONTI Una pianta da guardia.
DI CECILIA PIRAS Da quando Isaac era partito, Ariel si sentiva sola e indifesa.Le notti insonni non passavano mai,il cuscino era perennemente bagnato di lacrime. Oltre che essere rimasta sola, Ariel stava sempre in ansia per Isaac,infatti lui era dovuto partire in una città lontana, perché era scoppiata una guerra. Temeva sempre che giungessero brutte notizie dal fronte e si teneva sempre a contatto con Lui su Skype. Erano appena 2 mesi che erano andati a vivere insieme ,quando era stato richiamato.Si trattava di difendere dei civili inermi,e,tra l'altro Isaac sentiva questa chiamata come una vocazione, letteralmente una missione. Ariel si sentiva un po' tradita.E a lei,Isaac non pensava?A lei che sarebbe rimasta sola nel suo appartamento?Per fortuna le videochiamate quotidiane mitigavano in parte le sue preoccupazioni. Ma vederlo in videochiamata non era certo la stessa cosa che stringerlo,abbracciarlo,sentire le sue carezze, il suo profumo.E poi Ariel non era riuscita a confessare neppure a sua madre che appena faceva buio provava una strana inquietudine. La madre di Ariel viveva in un'altra città e aveva insistito tanto perché andasse a stare con lei durante l'assenza di Isaac.
Ariel ci aveva pensato, ma rinviava in continuazione, perché aveva tante cose da sistemare.
Come tutte le notti,Ariel aveva chiuso la porta d'ingresso a doppia mandata,ma un senso di oppressione le pesava sul petto come un macigno. A quell'ora sarebbe stata a casa di sua madre,magari a chiacchierare con sua sorella, oppure a dormire serena e tranquilla.
Le parve di sentire dei rumori alla porta d'ingresso ma poi si rese conto che era qualcuno dell'appartamento a fianco appena rientrato a casa.Teneva la luce accesa tutta la notte e riusciva ad assopirsi soltanto quando la luce filtrava attraverso le tapparelle.
Dopo una notte insonne, la mattina successiva si era appena addormentata quando suonò il citofono.
"C'è una consegna per lei!" "Ma io non ho ordinato niente "rispose lei,perplessa.
Quando si affacciò vide il corriere scaricare dal furgone una pianta che ricordava il cactus, ma aveva dei frutti arancioni e le spine enormi. E quale non fu la sua sorpresa quando vide che le spine erano fatte di metallo appuntito! Qualcosa che ricordava il filo spinato.
"Scusi,da dove viene questa pianta?""È un omaggio per lei,so solo questo, non so da parte di chi"in effetti si trattava di una bella opunzia,ma era particolare. Ariel provò a capire se per caso il metallo era stato aggiunto dopo,ma rimase ancora più basita quando si accorse che faceva parte della pianta. Inaudito!Ariel consultò tutte le enciclopedie, i siti che parlavano di piante, ma non esisteva in natura una pianta del genere.
Una notte sognò Isaac, sognò che era tornato. Aveva aperto la porta di casa ,ma poi si era messo a urlare. Ma si rese conto che l'urlo era vero e proveniva dall'ingresso. Cominciò a urlare:"Isaac,Isaac!"Ma che Isaac e Isaac,maledizione! Io volevo solo rubare perché muoio di fame e voi mi avete infilzato la gamba con questo maledetto fil di ferro !"
Ariel chiamò l'ambulanza e la polizia. Il malcapitato venne portato via, ma purtroppo per Ariel i guai non erano finiti.Venne accusata di eccesso di legittima difesa.Come spiegare che i pezzi di fil di ferro erano partiti da soli?Chi le avrebbe creduto? E chi le aveva mandato quella pianta? Isaac tornò in licenza, ma non ebbe il coraggio di dirgli niente. Tuttavia, lui sentiva che c'era qualcosa di strano,ma non riusciva a capire o definire.Quando ripartì, Ariel decise di andare a stare per un po' di tempo dalla sua mamma. La mamma ne fu felicissima e la coccolò come quando era bambina. Ariel le chiese se per caso avesse sentito parlare di un tipo di pianta particolare. La mamma non sapeva quello che era capitato, altrimenti sarebbe morta per la preoccupazione. "Si,ne avevo sentito parlare da un signore che era considerato mezzo matto e sosteneva di parlare alle piante. Diceva che anche le piante provano sentimenti come le persone. Ma perché mi chiedi questo?"
"Un'amica mi ha regalato una pianta proprio di quel tipo e mi chiedo se…"
"Tu prova a parlarle come se ti capisse. Al limite non hai nulla da perdere,no?"
Una volta tornata a casa Ariel seguì il consiglio della mamma.
"Ciao, disse rivolgendosi alla pianta, ti vorrei chiamare Guardian visto che sei un'ottima guardia.In effetti mi hai salvato , però la prossima volta, se puoi,vedi di andarci piano con gli intrusi" E gocce simili a lacrime cominciarono a scendere dalla pianta.
"Non era un rimprovero, non fraintendere"continuò Ariel.Un frutto si aprì,sotto la buccia rivelò un piccolo scrigno.Dentro c'era un biglietto dove c'era scritto:"Questa pianta è stata creata da uno scienziato un po' pazzo ma geniale,che è riuscito a innestare , non si sa come, il ferro insieme alla pianta.Chiunque tu sia, sei fortunato a possederla. Trattala sempre bene e non abbandonarla mai"
Ariel era sempre più perplessa. Intanto la chiamò il suo avvocato, a breve ci sarebbe stato il processo.Intanto anche il ladro,che era stato arrestato, avrebbe partecipato al processo. Quanto a lei,l'avvocato la rassicurò. Anche pensando al peggio le avrebbero dato la condizionale perché era incensurata,quindi non sarebbe in ogni caso andata in prigione.Intanto chiese di poter portare la pianta in tribunale.
Il giorno del processo c'erano anche alcuni esperti di piante, che rimasero perplessi.Nessuno di loro aveva mai visto una pianta del genere! E scoppiò il panico tra la Corte quando cominciarono ad arrivare pezzi di fil di ferro all'indirizzo dell'avvocato dell'accusa e del pubblico ministero! Tutti cominciarono a scappare e a farsi il segno della croce e alla fine dovettero arrendersi all'evidenza. Ariel venne assolta e Isaac tornò a casa sano e salvo. Non seppe mai niente di ciò che era accaduto, ma ogni tanto guardava la pianta,perplesso.
Voi avete mai visto qualcosa di simile?Pensate che dovrebbero esistere piante come Guardian?Io penso però che nessuno debba più arrivare al punto di entrare a rubare dentro una casa perché ha fame e nessuno lo aiuta.
Ma questa è un'altra storia.
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