FAVOLE E RACCONTI SOGNO AD AMALFI

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DI MIKI PAPPACODA Era una sera di luglio, il sole stava tramontando sulla costa amalfitana, tingendo il cielo di rosa e arancio. Amalfi, la perla del Mediterraneo, si stendeva ai piedi della montagna, con le sue case colorate e le strade strette e tortuose.
Mi trovavo lì per caso, dopo aver perso l'autobus per Positano. Mentre camminavo lungo la spiaggia, sentii il profumo di limone e il suono delle onde che si infrangevano sulla riva. Mi fermai a guardare il mare, ipnotizzato dalla bellezza del luogo.
Improvvisamente, una ragazza con i capelli neri e gli occhi verdi mi si avvicinò. "Vuoi bere un caffè con me?" mi chiese, sorridendo. Non conoscevo il suo nome, ma qualcosa in lei mi fece annuire.
Ci sedemmo in un bar sulla spiaggia, e lei mi raccontò la storia di Amalfi, delle sue tradizioni e delle sue leggende. Mi parlò del duomo, della sua architettura bizantina e della sua storia millenaria.
Mentre il sole scompariva all'orizzonte, la ragazza mi prese la mano e mi disse: "Vieni, ti mostro qualcosa di speciale". Mi portò in un giardino segreto, pieno di limoni e aranci, e mi mostrò il mare che si stendeva ai nostri piedi.
In quel momento, capii che Amalfi era più di un semplice luogo, era un sogno, un'atmosfera, un sentimento. E la ragazza, con i suoi occhi verdi e il suo sorriso, era la personificazione di quel sogno.
Non so cosa sia successo dopo, se ci siamo persi di vista o se la nostra storia è ancora da scrivere. Ma so che Amalfi mi ha lasciato un segno, un ricordo indelebile di una sera d'estate, di un incontro fortuito e di un amore che forse non finirà mai.
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