CASERTA NEWS http://mikivettica.over-blog.it/2024/09/inserito-da-miki-pappacoda-minaccia-la-guardia-medica-e-il-personale-sanitario-poi-prende-a-pugni-l-autista-del-118-e-danneggia-l-ambulanza-e-accaduto-a-mondragone-in-provincia-di-caserta-dove-i-carabinieri-hanno-denunciato-un-29enne-che-ora-dovra-risp.html

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA http://mikivettica.over-blog.it/2024/09/inserito-da-miki-pappacoda-minaccia-la-guardia-medica-e-il-personale-sanitario-poi-prende-a-pugni-l-autista-del-118-e-danneggia-l-ambulanza-e-accaduto-a-mondragone-in-provincia-di-caserta-dove-i-carabinieri-hanno-denunciato-un-29enne-che-ora-dovra-risp.html poi prende a pugni l'autista del 118 e danneggia l'ambulanza. È accaduto a Mondragone, in provincia di Caserta, dove i carabinieri hanno denunciato un 29enne, che ora dovrà rispondere di lesioni personali, danneggiamento, violenza o minaccia a pubblico ufficiale e interruzione di un servizio di pubblica necessità. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'uomo è giunto con la moglie presso la guardia medica di Mondragone con mezzi propri, poi ha iniziato a sferrare violenti calci alla porta d'ingresso dell'ambulatorio pretendendo che i medici interrompessero la visita in atto a un’altra paziente perché prestassero soccorso a sua moglie, in preda ad un attacco di panico. Il 29enne si è quindi scagliato contro l’autista di un’ambulanza presente all’esterno della struttura colpendolo con diversi pugni alla testa, danneggiando con calci e pugni la fiancata del mezzo e mandando in frantumi il parabrezza, continuando a inveire e minacciare i sanitari anche mentre questi visitavano la signora. L'autista dell'ambulanza, visitato presso la clinica Pineta Grande di Mondragone è stato poi dimesso con 7 giorni di prognosi. L'uomo, bloccato dai carabinieri giunti presso l'ambulatorio su richiesta delle vittime, è stato condotto in caserma e denunciato a piede libero. "Tutto il consiglio direttivo dell'Ordine dei medici esprime massima solidarietà ai colleghi testimoni e vittime dell'ennesimo episodio di violenza nei confronti dei sanitari. Gli autori di questi gesti devono essere chiamati per quello che dimostrano di essere, ovvero dei criminali privi di senso civico, e perseguiti dalle forze dell'ordine che devono intervenire a nostra difesa", dichiara il presidente dell'Ordine Carlo Manzi, rivolgendo poi un "appello all'Azienda sanitaria locale di Caserta affinché predisponga, come deterrente, l'installazione di impianti di videosorveglianza, collegati a una stazione di polizia, nelle strutture territoriali di continuità assistenziale e in tutti i punti critici di lavoro, per tutelare la sicurezza del personale sanitario". L'Ordine dei medici di Caserta ha informato dell'accaduto il direttore del Distretto sanitario 23 di Mondragone, Eduardo Giordano, che ha garantito che invierà al direttore generale dell'Asl una nuova richiesta per la messa in sicurezza del presidio. I due medici vittime di violente minacce lavorano nella continuità assistenziale. La dottoressa è specializzanda in igiene e medicina preventiva, l'altro frequenta il primo anno del corso di medicina generale. Entrambi sono fortemente turbati per l'episodio e raccontano: "Eravamo in ambulatorio a visitare una paziente quando improvvisamente abbiamo sentito dei colpi molto violenti alla porta e la voce minacciosa di un uomo che ci intimava di aprirla. Ci siamo trovati davanti una persona in pieno stato di agitazione psico-motoria, aggressivo e violento, che ha intimato alla paziente che stavamo visitando di uscire immediatamente, dovendo far entrare la sua compagna che visibilmente aveva un attacco di panico”. "Precedentemente – prosegue la loro testimonianza – l'uomo aveva schiaffeggiato l'autista del 118 che si era rifiutato di sollecitare l'apertura della porta dell'ambulatorio. Nel mentre visitavamo la donna, l'aggressore continuava a minacciarci di morte, dicendo che non saremmo usciti vivi dal presidio se la moglie non fosse stata bene, ma soprattutto se da qui a tre mesi la moglie avesse avuto di nuovo episodi di panico. Successivamente, ha di nuovo percosso l'autista e a mani nude, ha rotto il parabrezza dell'ambulanza e ha preso a calci la fiancata del mezzo dal lato guidatori. Qui l'arrivo dei carabinieri che lo hanno bloccato". "Siamo profondamente amareggiati dalla situazione perché sembra che tutto passi nell'indifferenza generale - raccontano i due medici - siamo amareggiati per la crescente aggressione verso il personale sanitario e siamo frustrati perché un soggetto del genere è stato denunciato, certo, ma ora è a piede libero. Dunque, nulla impedisce a questo soggetto di ripetere quanto già fatto o peggio ancora. C'è preoccupazione per eventuali ritorsioni verso i sanitari". E aggiungono: "Va detto che nel presidio di Mondragone non ci sono telecamere, né videosorveglianza, per di più si trova in una zona poco servita e poco trafficata. Più volte abbiamo fatto richiesta al direttore dell'Asl di questa necessità, ma nulla si è mosso. Purtroppo sembra che l'unica scelta lasciata ai medici sia quella di abbandonare la professione e fare altro, nonostante i tanti sacrifici sia personali che delle nostre famiglie. Ma invero noi sappiamo fare i medici. Cosa altro potremmo fare?", aggiungono con rammarico i professionisti aggrediti. LA REPUBBLICA
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