CASERTA NEWS Camorra parking, pentito inguaia imprenditore: "Era uno di quelli che facevano il cambio assegni" Ciccio e' Brezza ha elencato i professionisti che ripulivano il denaro per conto dei Casalesi, tra cui Sagliocchi
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INSERITO DA ANGELA CECERE Molti imprenditori della provincia di Caserta svolgevano il ruolo di cambio assegni per conto di Michele Zagaria. Era uno schema molto semplice, si trattava di assegni delle tangenti che dovevamo cambiare. Li affidavamo agli imprenditori che li riversavano sui loro conti correnti o su quelli di familiari o prestanome e noi avevamo il denaro contante che riversavamo nelle casse del clan”. È quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia Francesco Zagaria alias Ciccio è Brezza nel processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi, in particolare del boss Michele Zagaria, nel parcheggio di via San Carlo a Caserta. Sentito dinanzi alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Sergio Enea con a latere Giuseppe Zullo e Norma Cardullo, il pentito ha indicato chi fossero gli imprenditori che si prestassero alla ‘pulizia del denaro’ per i Casalesi, “gli imprenditori vicini a noi erano Nicola Palladino, i fratelli Abbate, Michele Rauso, i fratelli Diana detti i repezzati alias Nicola e Antonio Diana, Giuseppe Diana della Tifata Gas, Nuzzo e Sagliocchi”. Riguardo Patrizio Michele Sagliocchi, il collaboratore ha chiarito che “io non lo conoscevo personalmente. Lo vidi in auna occasione insieme a Giovanni Garofalo, o’ marmular’ che lo incontrò fuori un bar sull’Appia. Lì gli diede circa 13mila euro di assegni di piccolo taglio da 1500 euro in sù. Sagliocchi li prese e andò via. Giovanni mi disse che lui era benestante assai e che era un grande imprenditore degli idrocarburi”. Ciccio e’ brezza ha riferito anche di una indicazione che riguardava Sagliocchi da Antonio Zagaria che gli parlò del “parcheggio di via San Carlo e mi nominò Sagliocchi dicendomi che loro avevano investito molto in quel parcheggio. Gli chiesi se dovevo fare qualcosa e lui mi rispose che se la stava vedendo Carmine Nocera di Casapesenna a livello politico perchè lui è amico di Michele Zagaria, fù l’architetto che progettò alcuni bunker. Scoprii che il contatto poi con Sagliocchi lo teneva con Franco Sparaco”. Si torna in aula a ottobre per il controesame del pentito. Sono finiti sotto processo Michele Patrizio Sagliocchi, il boss Michele Zagaria, l’attuale dirigente del Comune di Caserta Francesco Biondi, l’architetto Carmine Domenico Nocera, Gaetano Riccardi nipote di Sagliocchi, Fabio Fontana, Teresa Capaldo, accusati a vario titolo di associazione a delinquere con l'aggravante della agevolazione mafiosa, corruzione, autoriciclaggio, falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giovanni Cantelli, Giuseppe Stellato, Enzo Di Vaio, Guido Diana, Michele Di Fraia, Paolo Di Furia, Emilio Martino, Alfonso Quarto, Alessandro Barbieri, Mauro Iodice, Stefano Montone, Giuseppe Ceceri. Il Comune di Caserta si è costituito parte civile rappresentato dall'avvocato Lidia Gallo.©
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