VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, le indagini sullo stupro della barista: «Saprei riconoscere chi mi ha violentata»
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INSERITO DA MORENA MOTTA «L’ho scambiato per un senzatetto». E invece era l’uomo che l’ha prima rapinata, e poi violentata all’interno del bar che lei, 35enne milanese, gestisce con buoni risultati in centro a Vimercate, come raccontano i commercianti della cittadina brianzola ancora sconvolta dall’aggressione di sabato 13 luglio, alle prime ore del mattino.
Le indagini dei carabinieri proseguono serrate: la sensazione è che si sia vicini a una svolta. I condizionali sono ancora d’obbligo, ma il violentatore potrebbe essere «una faccia nota», un uomo conosciuto in zona, forse uno sbandato con trascorsi giudiziari: «Uno che in questi giorni, guarda caso, non si vede più», dicono sottovoce i negozianti del centro cittadino. La vittima ha descritto l’aggressore con molti dettagli significativi: l’aspetto fisico e il modo di parlare.
Quando sabato è arrivata sul posto di lavoro e ha visto quell’uomo, inizialmente ha pensato a un senza fissa dimora, che aveva scelto le vicinanze del suo locale per dormire. Una telecamera piazzata in posizione molto favorevole avrebbe ripreso l’inizio della scena. Sono le sei e mezza del mattino, l’orario di apertura del locale. È il tipico sabato estivo, e la città è un deserto. Si vedrebbe, in un filmato, una sagoma maschile accovacciata, effettivamente interpretabile come qualcuno che si è assopito all’aria aperta.
La donna non avverte nulla di pericoloso e apre il locale come sempre. L’uomo, però, fa uno scatto improvviso verso di lei e la spinge all’interno. Le rapina i soldi nella cassa del bar, sotto la minaccia di un’arma (non si sa se vera o meno). Poi, purtroppo, la porta ancora più all’interno e sfoga tutta la sua brutalità. Non è chiaro se all’esterno ci fosse o meno un secondo uomo ad aspettare. Il fatto di essersi presentato armato farebbe pensare alla premeditazione della rapina, poi degenerata in violenza sessuale. Ma l’ora dell’assalto e le probabilità che ci fossero pochi soldi disponibili, alimentano più di un dubbio sulle reali intenzioni del criminale. Interrogativi a cui i militari della compagnia di Vimercate, coordinati dalla procura di Monza, stanno cercando di dare risposte proprio in queste ore.
Nel frattempo, la cittadinanza spera in una soluzione del caso. «Siamo davvero affranti e sconvolti per quanto capitato a una nostra collega — dice Alessandro Barbone, referente di Confcommercio a Vimercate — una vicenda che ci ha davvero toccato. I problemi di questa città sono quelli comuni a tutti i centri, la movida a tratti maleducata, qualche ragazzino molesto, ma un fatto così va davvero oltre. Da tempo abbiamo un dialogo attivo con la Prefettura e le autorità. Abbiamo scritto una lettera al sindaco nella quale chiediamo l’incremento della videosorveglianza. Proprio quelle telecamere dalle quali speriamo possano arrivare gli aiuti decisivi alle forze dell’ordine».
Martedì, giorno in cui la vicenda è venuta alla luce, l’associazione «Donne e diritti» ha inviato cittadini e negozianti a esporre un fiocco rosso come gesto simbolico di protesta, ma l’iniziativa non sembra aver riscosso molto seguito. «Per rispetto alla vittima preferiamo mantenere un basso profilo — si dice fra commercianti — l’importante, ora, è che il responsabile venga assicurato alla giustizia».
FONTE
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