FAVOLE E RACCONTI IL BRUTTO ANATROCCOLO

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA All'interno di una nidiata di anatroccoli, situata in una casa padronale, se ne distingue uno dalle piume grigie scure, particolarmente grande e sgraziato. Sebbene la madre, nonostante le sue differenze, gli voglia comunque molto bene e cerchi di farlo accettare, il piccolo viene percepito dai suoi simili come una brutta e stramba creatura, venendo conseguentemente deriso ed emarginato; il duro trattamento che gli viene riservato lo induce ben presto a prendere la decisione di fuggire dall'aia e andare a stabilirsi in una palude in compagnia delle oche e delle anatre selvatiche, sino a quando un gruppo di cacciatori non uccide il resto del branco. Sul posto giungono persino dei cani da caccia, ma la presenza sgradevole dell'anatroccolo li costringe alla fuga. Il piccolo, sopravvissuto, abbandona la palude eludendo i cacciatori e vaga faticosamente per i campi, trovando rifugio presso una casa di contadini appartenente ad un'anziana donna, ma il suo gatto e la sua gallina lo scherniscono crudelmente, spingendolo quindi a rimettersi in viaggio. Una sera di autunno vede gioioso uno stormo di splendidi cigni migratori in volo e, pur provando fascino, non vuole unirsi a loro poiché si considera troppo brutto ed incapace di volare. Al calare dell'inverno, viene una mattina messo in salvo da un contadino dopo essere rimasto intrappolato nel ghiaccio rischiando di morire congelato, ma è impaurito dai suoi bambini chiassosi e decide ancora una volta di fuggire nascondendosi nelle paludi. A primavera inoltrata, scampato miracolosamente da morte certa dal rigido inverno, il protagonista, ormai diventato adulto, giunge presso un giardino dove vede nuotare in un lago uno stormo di tre cigni. Non sopportando più una vita piena di solitudine e avversità, si avvicina con l'intenzione di venire ucciso da loro, ma rimane molto sorpreso in quanto le eleganti creature, inaspettatamente, gli danno il benvenuto e lo accettano; guardando il proprio riflesso nell'acqua, si rende infatti conto che lui stesso è sempre stato, per tutto questo tempo, un bellissimo e aggraziato cigno nero. Lo stormo prende il volo e il protagonista, ritrovata la sua tanto agognata felicità, si unisce al viaggio con la sua nuova famiglia.
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