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CASERTA NEWS Le mani del clan sul parcheggio, conti delle società passati ai raggi X L'ufficiale delle fiamme gialle racconta: "Accordo finanziario di un milione di euro per garantirsi la tracciabilità"

7 Febbraio 2024, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CASERTA NEWS Le mani del clan sul parcheggio, conti delle società passati ai raggi X L'ufficiale delle fiamme gialle racconta: "Accordo finanziario di un milione di euro per garantirsi la tracciabilità"

INSERITO DA ANGELA CECERE La preoccupazione dei familiari per un attivo sul conto corrente personale di 154mila euro il cui ‘cumulo’ era costituito da versamenti non tracciati, la connessione con la società di calcestruzzo legata a persone ‘gravitanti’ intorno al clan dei Casalesi e la pianificazione di una operazione economica di un milione di euro. È quanto emerso nel processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi, in particolare del boss Michele Zagaria, nel parcheggio di via San Carlo a Caserta. Il luogotenente della Guardia di Finanza di Roma che condusse le indagini, sentito dinanzi alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Sergio Enea con a latere Giuseppe Zullo e Norma Cardullo, ha svelato i retroscena dell'inchiesta coordinata dalla Dda partenopea in particolar modo delle intercettazioni ambientali acquisite nelle residenze prescelte per la detenzione di Michele Patrizio Sagliocchi. L'ufficiale ha fatto un excursus sulle società di movimento terra che realizzarono le opere di scavo per il parcheggio con i relativi legami tra le varie società e le connesse operazioni bancarie. "Il primo contratto ci fu tra la ditta facente capo a Sagliocchi con Caruso e poi il subappalto tra Caruso e Fontana con la Fontana Trucks, dove Teresa Capaldo deteneva gran parte delle quote. Questo era il collegamento con Michele Zagaria", ha spiegato l'ufficiale proseguendo “c’era un movimento cambiario tra le diverse società e posizioni di debito/credito tra Sagliocchi, Caruso ed i Fontana. Sagliocchi vantava un debito nei confronti di Caruso a sua volta lo vantava nei confronti della Fontana Trucks quindi sono state girate tra loro le prime cambiali utilizzate da Patrizio Michele Sagliocchi per un importo di 267mila euro”. Il finanziere ha poi chiarito che esistevano rapporti creditori/debitori tra Patrizio Michele Sagliocchi ed i Fontana ancor prima della realizzazione del parcheggio di via San Carlo. L’ufficiale delle fiamme gialle ha poi riferito di una visita di Emilio Bilotta, promotore finanziario della Banca Generali a Pizzoferrato residenza in cui stava scontando i domiciliari Sagliocchi. “Lo scopo della visita del promotore finanziario fu quello di pianificare una operazione finanziaria di smobilitazione di denaro di un milione di euro insieme a Sagliocchi. Vennero accesi tre conti correnti dalla moglie e dai figli di Sagliocchi presso la banca Generali. Questi conti, in particolari quello della moglie precedente correntista presso la banca Monte Paschi di Siena vennero effettuati 4 trasferimenti di 50mila euro cadauno per un totale complessivo di 200mila euro. I trasferimenti si ebbero nell’arco di 11 giorni. La cifra rimanente era di 800mila euro che doveva essere versata, operazione che non si verificò perché intervenne la misura patrimoniale del sequestro di tutti i beni del Sagliocchi. Il proposito dell’accordo finanziario era quello di porre a garanzia un milione di euro ed ottenere dalla Generali una linea di credito diretta del valore di 800mila euro per la società madre delle imprese di Sagliocchi, denaro che doveva essere affidato alle società partecipate tra cui quella che si occupò della realizzazione dei lavori per il parcheggio interrato. Il fine era quello di avere una tracciabilità delle operazioni finanziarie poiché alcuni versamenti erano non erano tracciati”. Si torna in aula nel mese di marzo per il prosieguo dell’escussione del militare. Sono finiti sotto processo Michele Patrizio Sagliocchi, il boss Michele Zagaria, l’attuale dirigente del Comune di Caserta Francesco Biondi, l’architetto Carmine Domenico Nocera, Gaetano Riccardi nipote di Sagliocchi, Fabio Fontana, Teresa Capaldo, accusati a vario titolo di associazione a delinquere con l'aggravante della agevolazione mafiosa, corruzione, autoriciclaggio, falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giovanni Cantelli, Giuseppe Stellato, Enzo Di Vaio, Guido Diana, Michele Di Fraia, Paolo Di Furia, Emilio Martino, Alfonso Quarto, Alessandro Barbieri, Mauro Iodice, Stefano Montone, Giuseppe Ceceri. Il Comune di Caserta si è costituito parte civile rappresentato dall'avvocato Lidia Gallo.

CASERTANEWS 

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