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SEZ. RICETTE FRITTATA CON PATATE E CIPOLLA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

12 Marzo 2016, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE FRITTATA CON PATATE E CIPOLLA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA

INGREDIENTI:Per 6 persone

  • 6 uova
  • 3 Cucchiai d'olio
  • un Cucchiaio di cipolla tritata
  • 2 patate
  • sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:

Ponete le patate in una pentola piena d’acqua, mettetela sul fuoco e fatele cuocere fino a quando non risulteranno tenere, cioè fino a quando non riuscirete ad infilzarle con facilità con la forchetta. Quindi scolatele, fatele intiepidire, sbucciatele e affettatele.

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, aggiungete la cipolla tritata finemente; quindi, appena questa si sarà imbiondita, unitevi le patate e lasciate cuocere mescolando bene per evitare che il tutto si attacchi alla padella.

Dopo 3 o 4 minuti versate nella padella le uova sbattute con un pizzico di sale e di pepe.

Mescolate velocemente col cucchiaio di legno quindi, appena la frittata comincia a rapprendersi, capovolgetela con l’aiuto di una paletta ed eventualmente di un piatto, e fatela cuocere dalla parte opposta per 5 minuti (ricordate che il tutto deve essere eseguito a fuoco alto perché la frittata venga dorata esternamente, morbida nell’interno e non troppo unta).

Appena pronta servite subito la frittata ancora ben calda.

STORIE NEL PIATTO

È difficile trovare nella gastronomia odierna un alimento tanto utilizzato, ma allo stesso tempo bistrattato a causa del suo odore e della sua natura povera, quanto la cipolla.

Eppure nell’antichità, questo ortaggio, che proviene dall’attuale Iran, dove veniva coltivata più di cinque millenni orsono, era estremamente apprezzato non solo come cibo e come medicinale, ma anche dal punto di vista rituale, tanto che per gli egizi era il simbolo dell’eternità e veniva venerata alla stregua di una divinità.

Nell’Antica Grecia, invece, era opinione comune che le cipolle possedessero straordinarie proprietà, tanto che il grande condottiero Alessandro Magno le somministrò alle sue truppe per accrescerne il valore.

Con il passare del tempo, però, le cipolle sono divenute sempre più un alimento tipico delle popolazioni contadine, tanto che il celebre gastronomo francese Brillat-Savarin arrivo a definirle: “il tartufo del popolo”. Nonostante la loro fama di cibo rustico e di scarso valore, però, le cipolle sono sempre rimaste un ingrediente fondamentale della tradizione gastronomica italiana tanto da essere presente nella maggior parte delle ricette tipiche della penisola.

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