BENEVENTO NEWS Il suicidio in ospedale, parola al pm

INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi nella tarda mattinata il sostituto procuratore della Repubblica Giacomo Iannella deciderà se autorizzare l'interro o far eseguire l'autopsia sul corpo del pensionato F.G di 86 anni suicidatosi sabato mattina presso l'ospedale Rummo. La decisione sarà presa dopo che i carabinieri della Compagnia di Benevento presenteranno un primo rapporto sull'accaduto. In particolare i carabinieri hanno ascoltato gli infermieri e la caposala presente nel reparto al momento in cui l'uomo si è suicidato. Interrogato anche il figlio dell'uomo. Tutti hanno sostenuto negli interrogatori resi agli inquirenti che non c'erano stati indizi che potevano far presagire la volontà del pensionato di porre fine alla sua esistenza in modo tanto tragico. Pur affetto da tempo da alcune patologie, le sue condizioni apparivano migliorate, al punto che stava per essere dimesso e quindi far ritorno nella sua abitazione di Torrecuso. In particolare l'uomo era stato degente nel nosocomio beneventano per una settimana essendo stato ricoverato lo scorso 8 gennaio per problemi respiratori. Al vaglio del magistrato Giacomo Iannella ci sarà anche una prima relazione del medico legale Monica Fonzo che nell'immediatezza dell'evento era intervenuta presso l'ospedale «Rummo» eseguendo una prima visita esterna sul corpo dell'uomo deceduto. Corpo che era finito in un fossato che delimita il padiglione della struttura sanitaria dove era ricoverato. Era stato proprio il personale infermieristico a dare l'allarme sabato mattina poco dopo le nove avendo scoperto che uno dei pazienti ricoverato nel reparto di medicina interna si era lanciato nel vuoto da una finestra con un volo di oltre dodici metri morendo sul colpo. Poco prima di suicidarsi l'uomo aveva fatto colazione poi ha detto al suo compagno di stanza di allontanarsi per alcuni minuti. Un'assenza che si è prolungata e che ha spinto l'uomo a chiamare l'infermiere per informarlo che il paziente che condivideva con lui la stanza non aveva fatto ritorno. L'infermiere è giunto in uno sgabuzzino dove ha visto uno sgabello a due piani sotto la finestra, e le pantofole del paziente e la finestra aperta. Pochi istanti ed è scattato l'allarme. Nulla da fare per lo sventurato che si era lanciato nel vuoto ed era deceduto sul colpo. Dopo i rilievi di rito la salma era stata trasportata nella adiacente sala mortuaria dell'ospedale Rummo. Un suicidio che essendo avvenuto a distanza di una settimana da un altro, pur di fronte alla imprevidibilità di certi atti, pone il problema ai vertici della struttura sanitaria, della vigilanza sui degenti nei vari reparti. Del resto periodicamente lo stesso ministero della Sanità invia circolari in cui vengono specificate una serie di procedure da eseguire al momento del ricovero dei vari pazienti.
IL MATTINO
18.01.2016 13.47
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