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SEZ.ECONOMIA Piazza Affari maglia nera d’Europa: crollano i bancari, indici in picchiata

18 Gennaio 2016, 13:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Piazza Affari maglia nera d’Europa: crollano i bancari, indici in picchiata
SEZ.ECONOMIA Piazza Affari maglia nera d’Europa: crollano i bancari, indici in picchiata

INSERITO DA MORENA MOTTA Giornata negativa per Piazza Affari, che paga un cattivo andamento dei titoli bancari. Il Mib, dopo aver perso fino al 2,8%, cede intorno al 2%. Piazza Affari al momento è il peggior listini europeo. Le altre piazza europee, dopo un avvio in calo, si sono riportate in terreno positivo, anche grazie alla ripresa dei corsi del Brent: le quotazioni del petrolio del Mare del Nord avevano aperto in deciso calo, toccando il minimo dal 2003, per poi risalire gradualmente e restituire un minimo di ottimismo ai mercati europei. Intorno alle 13 Francoforte, Parigi e Londra si riportano in parità.

Bancari nel mirino

Il crollo della Borsa di Milano, largamente il peggior listino d’Europa, è scandito dal tracollo di Mps, il cui titolo è stato più volte sospeso arrivando a cedere quasi il 13%. Dall’inizio dell’anno, il titolo della banca senese sta subendo una robusta correzione, che l’ha portata a cedere circa un terzo del proprio valore di Borsa. Il crollo di Mps incide sulle quotazioni di tutto il settore: una raffica di sospensioni ha interessato anche per gli altri istituti di credito italiani, a cominciare dalle Popolari per proseguire con Unicredit e Intesa Sanpaolo, le maggiore banche del listino.

I prezzi dei prodotti petroliferi sono ancora in ribasso, con il Brent che a inizio mattinata è scivolato ai minimi dal 2003. L’arrivo sul mercato del greggio iraniano, risultato della cancellazione delle sanzioni contro Teheran, deprime ulteriormente un mercato che già da tempo fa i conti con un eccesso di produzione. Attorno alle 11,40, il futures sulle consegne di Brent a marzo si attesta a 28,60 dollari il barile (-0,34 dollari), dopo aver oscillato fra 27,67 e 28,90 dollari. Il contratto di riferimento sul greggio leggero Usa scende di 0,31 dollari, a 29,11 dollari il barile, dopo aver oscillato tra 28,36 e 29,33 dollari.

La Russia corre «grossi rischi» per il calo del prezzo del petrolio: lo ha ribadito il premier russo Dmitri Medvedev. «L’andamento futuro dei prezzi del petrolio è difficilmente prevedibile» ha dichiarato Medvedev sottolineando che «sono state tolte le sanzioni all’Iran e oggi il petrolio ha continuato a calare» per cui «permangono grossi rischi per il bilancio e per la realizzazione degli obblighi di bilancio e in generale per tutta la sfera economica».
Il rublo è ai minimi dal dicembre 2014 : la valuta europea è scambiata a 85,85 sul rublo, mentre il biglietto verde è a 78,81 sulla moneta russa.

La banca centrale cinese, intanto, ha iniettato 55 miliardi di yuan, pari a 8,36 miliardi di dollari, nel capitale delle banche cinesi attraverso delle «short-term liquidity operations (Slo)», secondo quanto comunicato da una nota ufficiale. Il tasso di interesse per le linee di credito che avranno durata tre giorni, è del 2,10%. Il programma di interventi diretti Slo fu lanciato nel 2013.

FONTE CORRIERE DELLA SERA

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