AVELLINO NEWS Avellino. Detenuto di 25 anni ingerisce una batteria: operato d'urgenza

INSERITO ANGELA CECERE Ariano Irpino. Un grosso spavento, ma per fortuna niente di irreparabile, dopo un nuovo episodio di autolesionismo in carcere. È fuori pericolo B.F., detenuto di 25 anni originario di Torre Annunziata, che ha ingerito una batteria per protestare nei confronti della direzione della casa circondariale di Ariano Irpino che, a suo parere, non aveva accolto la richiesta di trasferirlo in altra cella. Il giovane detenuto, stando a quanto trapelato, da giorni appariva nervoso e taciturno. Non sopportava di restare nel padiglione dove era stato sistemato da qualche mese. Di qui la decisione estrema di ingerire una batteria nella speranza di essere preso finalmente in considerazione. Dopo aver messo in atto il suo gesto, il giovane ha cominciato ad accusare dei forti dolori addominali, tanto da non passare inosservato né agli altri compagni di cella, né ai poliziotti penitenziari addetti alla sorveglianza. Immediatamente il detenuto è stato condotto nell'ambulatorio interno alla casa circondariale e, da qui, è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale «S. Ottone Frangipane». Una volta accertato che aveva ingerito la batteria, lo stesso è stato trasferito all'ospedale «San Giuseppe Moscati» di Avellino per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, con una sonda introdotta nello stomaco. Effettuato l’intervento, dopo che i sanitari hanno escluso ulteriori rischi, c’è stato il rientro del giovane alla casa circondariale arianese. Come da prassi, è immediatamente scattata una indagine interna per accertare se l'episodio sia riconducibile esclusivamente a una decisione individuale del suo protagonista. «Si deve alla professionalità dei poliziotti penitenziari - sostiene Emilio Fattorello, segretario nazionale del Sappe - l'immediato intervento nei confronti di questo detenuto che ha messo in atto uno dei tanti gesti di autolesionismo che si registrano negli istituti penitenziari italiani. Ciò accade specialmente durante il periodo estivo. Anche ad Ariano si sono verificati altri casi di questo genere, e per fortuna si sono tutti conclusi senza conseguenze gravi per i detenuti. È evidente che le situazioni di sovraffollamento e le condizioni generali degli istituti penitenziari possono aver in qualche modo inciso anche nella decisione di questo detenuto. Ad Ariano, tra l'altro, si scontano diverse carenze strutturali, per non parlare di quella, ancora più grave, di poliziotti penitenziari. Ne mancano sedici e solo tra qualche giorno ne arriveranno altri otto. Siamo comunque sempre al di sotto dell'organico necessario. Anche in questa occasione c'è stata tempestività di intervento e capacità di comprendere subito quanto accaduto. Qualche minuto in più e si sarebbe potuta verificare la fuoriuscita di acidi dalla batteria, con conseguenze molto più gravi di quelle che si sono avute».
IL MATTINO
13.07.2015. 14.00
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