CAMPANIA NAPOLI NEWS Botte e coltellate dalla baby gang dopo il bagno a Marechiaro, ferito un ragazzino vomerese

INSERITO DA ANGELA CECERE Rientravano dal mare, da una giornata di sole e bagni a Marechiaro. Erano in tre, tutti minorenni: la loro età va dai 15 ai 17 anni, e tutti residenti al Vomero. Ragazzini tranquilli, figli di persone perbene, che non avrebbero mai immaginato come il desiderio realizzato di fare un tuffo in acqua potesse poi trasformarsi in un incubo. I minorenni sono rimasti vittima di un assurdo pestaggio da parte di una gang di giovani mentre risalivano la strada che porta sulla collina di Posillipo. Un’aggressione gratuita, durante la quale a un certo punto è spuntato anche un coltello. L’epilogo della bruttissima storia coincide con un drammatico bilancio: i tre giovanissimi hanno riportato lesioni varie e uno di loro è stato anche ferito da una coltellata al braccio: una ferita fortunatamente superficiale poi medicata al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli. Ma ricostruiamo le sequenze di questa vicenda, l’ennesima, che riaccende i riflettori sull’allarme legato al fenomeno delle baby gang. Tutto ha inizio intorno alle 17 del pomeriggio di sabato. Fa ancora molto caldo quando la comitiva di ragazzini vomeresi decide di far rientro a casa. È stata una bella giornata, ma la situazione precipita drammaticamente proprio in cima alla salita che dalla spiaggia conduce alla fermata dell’autobus che dovrebbe riportare gli adolescenti a casa. Qui accade qualcosa: i tre ragazzini incrociano un’altra comitiva, assai più nutrita, pare composta da dieci-quindici giovani. Sicuramente tra loro ci sono altri minorenni. Stando a quanto riferito dalle vittime, il gruppo più nutrito le prende di mira senza alcun motivo. I bulli non lo fanno per tentare di rapinarli e tantomeno puntano ai cellulari di ultima generazione, no: quella scintilla che in pochi secondi di trasforma in una violentissima fiammata è frutto di una gratuita volontà di far male, di divertirsi accerchiando, iniziando a insultare e a sputare addosso alle tre vittime. E così iniziano a volare i primi ceffoni, seguiti - di fronte alla naturale reazione e al tentativo di difendersi - da spintoni, calci e pugni. Le vittime non hanno scampo e in pochi attimi soccombono. Ma c’è ancora il tempo per estrarre dalla tasca un coltello per sferrare un fendente al minore che forse ha «osato» reagire con più veemenza. Poi, com’è tipico del comportamento di questi vigliacchi che quando si riuniscono in branco sfoggiano la loro aggressività, i quindici fuggono via, pare a bordo di alcuni scooter. I tre ragazzini, terrorizzati, avvertono i rispettivi genitori, con i quali si recheranno all’ospedale Fatebenefratelli e successivamente a denunciare al commissariato di polizia i fatti. Scattano le indagini, si cercano i bulli, vengono effettuati anche controlli e posti di blocco, ,a degli aggressori non c’è più traccia. Il «branco» è ormai lontano, e forse pronto a una nuova avventura.
IL MATTINO
13.07.2015. 13.57
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