CASERTA NEWS Il dolore silenzioso per l’addio all’alpino Giuseppe, morto di leucemia dopo la missione in Kosovo
INSERITO DA GIULIA NARDONE CASERTA - Funerali pubblici, a tratti solenni. Eppure, per espresso volere della famiglia, la commozione e il dolore sono rimasti privati. Una riservatezza tanto composta che non ha dato alle autorità militari il tempo di allestire nemmeno i drappelli di scorta. Presente una rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri e del «Polo mantenimento pesante Sud» dell’Esercito di Nola, dove lavorava. E poi c’era la folla, quella che ha riempito la chiesa di via Napoli. L’estremo saluto a Giuseppe Macena si è trasformato nel commiato di un’intera comunità che ha sommerso la vedova Marianna, familiari e tutto il mondo di Giuseppe. Solo un dramma cocente, inaspettato e tutt’altro che metabolizzato (come accade sempre più spesso quando un male incurabile spezza una giovane vita) ha potuto mescolare la moltitudine dei semplici al mondo delle istituzioni.
Nelle parole del sindaco Rosa De Lucia sono riassunti tutta la sorpresa e la preoccupazione del territorio: «Faccio mio ed esprimo tutto il profondo cordoglio dei maddalonesi e dell’amministrazione comunale per la prematura scomparsa dell’alpino Giuseppe Macena». L’ingegnere dà dignità istituzionale ai vissuti più profondi: «Siamo vicini alla moglie e ai suoi figli, vittime incolpevoli di un tragico destino». E poi mette in piazza un comune sentire: «La sua morte per leucemia, al rientro dalla missione in Kosovo, riporta prepotentemente alla ribalta la questione dell’uranio impoverito. Sosterremo quanti, con cognizione di causa, si stanno battendo da anni per la verità».
DI GIUSEPPE MIRETTO IL MATTINO.IT
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