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sez. varie news

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SEZ. VARIE NEWS Il primo aliscafo nel Golfo di Napoli

4 Febbraio 2026, 16:57pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

A CURA DI MIKI PAPPACODA  Al 13 luglio 1956 risale il primo viaggio di un aliscafo nel Golfo di Napoli, effettuato dal Freccia del Sole di Carlo Rodriquez in soli 28 minuti sulla tratta Napoli Mergellina-Ischia-Porto. L'esperimento ebbe successo tanto che nel 1960 avremo già un discreto numero di mezzi operanti grazie alla costituzione della "S,p.A. Aliscafi" divenuta in seguito "Aliscafi S.N.A.V.-Società Navigazione Alta Velocità" dei Rodriquez, passata poi al gruppo Aponte e armatrice fra gli altri dei battelli storici Freccia del Vesuvio, Freccia di Mergellina, Freccia di Procida e Freccia di Posillipo solo per citarne alcuni. Ad essa farà seguito la concorrente "AliLauro" costituita nel 1968 dall'onnipresente Agostino Lauro che nel 1972 si consorzierà con gli armatori Onorato della "NAV.AR.MA." oggi "Moby Lines" immettendo in linea tutta un serie di natanti compresi fra le 130 e le 200 tonnellate della capienza di 250-300 passeggeri non solo provenienti dai cantieri Rodriquez quali l'Ali Capri, l'Ali Napoli, l'Ali Ischia e l'Ali Jumbo ma anche di fabbricazione russa, questi ultimi resi assolutamente individuabili grazie alla loro inconfondibile silhouette a metà strada fra unità civili e mezzi militari dai quali comunque derivavano e dotati di una particolare motorizzazione derivata dai carri armati sovietici che col tempo si rivelerà però il loro "tallone d'Achille" data la grande difficoltà di potere reperire eventuali pezzi di ricambio. 

Il traffico basato su questo tipo di natanti molto veloci, affiancati in seguito da catamarani e monocarena altrettanto rapidi e forse ancora più versatili, si è affermato e copre oggi tutta una serie di linee che vanno da quelle classiche verso Capri, Ischia, Procida, le Isole Pontine e si spingono nella stagione estiva fino alle Isole Eolie e alle Egadi via Ustica. Nel dettaglio, oggi la "AliLauro", guidata da Salvatore Lauro, figlio di Agostino e dai suoi eredi e in società con il Sorrentino Salvatore Di Leva e altri, dispone di un ventina di mezzi fra aliscafi, monocarena e catamarani della capacità di 200-300 passeggeri e velocità massima 36 nodi fra cui annoveriamo Angelina Lauro Jet, Annamaria Lauro, Rosaria Lauro, Celestina (che per un breve periodo ha anche prestato servizio come "nave bus" dal Porto Antico di Genova a Pegli), Città di Forio, Città di Amalfi, Città di Sorrento e consorelle, di costruzione recente e impegnati nelle rotte che da Napoli Mergellina e Molo Beverello portano giornalmente tutto l'anno a Sorrento, Ischia e a Stromboli, Panarea, Salina, Lipari e Vulcano da giugno a settembre. Oltre a questi sono attivi altri collegamenti da Ischia e Castellammare di Stabia per Sorrento e Capri, da Salerno per Amalfi, Positano, Sorrento, Capri, Ischia e da Maiori e Minori per Amalfi e, nel complesso, ogni anno la compagnia trasporta in media cinque milioni di passeggeri e due milioni di autoveicoli dando lavoro a circa mille persone.

La "SNAV" invece, passata ultimamente al gruppo Aponte proprietario fra le altre di "MSC Crociere" e di una delle flotte di mega-porta containers più grandi del mondo, è presente localmente con alcuni aliscafi dal caratteristico scafo blu e le sue bianche monocarena fra le quali annoveriamo le grandi Don Francesco e SNAV Orion che raggiungono i 37 nodi di velocità trasportando 700 passeggeri per passare al SuperJumbo, potente aliscafo da 33 nodi e 300 passeggeri popolarissimo da anni sulla rotta estiva per le Eolie e ai vari Aries, Aquila, Alcione, Antares, Altair, catamarani da più di 30 nodi. Con queste unità la "SNAV" copre le linee del Golfo e con altre è presente stagionalmente anche nelle Isole Pontine e in Croazia nei collegamenti fra Ancona, Pescara e Spalato dove ha operato dal 2002 al 2015 col grande catamarano Croazia Jet di costruzione australiana (Fremantle, 1996) stazzante 5307 tonnellate, in grado di trasportare 650 passeggeri e più di 150 auto ad una velocità  che sfiorava i 40 nodi e passato poi alla venezuelana Golden Suncol nome di Avemar Dos. Tale unità è stata affiancata dal 2005 al 2016 dall'analogo Pescara Jet, utilizzato anche sulla linea veloce Napoli-Palermo. Appartenente alla classe "Seacat" e varato a Hobart in Tasmania nel 1991, era in grado di raggiungere i 38 nodi con una capienza di 450 passeggeri e 85 auto ed opera attualmente come Golden Blaze in acque greche.

Riguardo ai servizi fra il Golfo di Napoli e le Isole di Ponza e Ventotene, collegamento storico fin dall'epoca borbonica, c'è da aggiungere come esso abbia visti impegnati negli ultimi decenni nuovi armatori quali Giovanni Cafiero di Gaeta, Antonio Coilandrea, Pasquale Parascandolo, Nicola Assenso e Silverio Mazzella col suo piccolo Maria Maddalena oltreché Torquato Vecchiarelli di Anzio, già assegnatario del servizio di rifornimento idrico per le Isole Pontine e primo a mettere in servizio nel 1981 un aliscafo di provenienza sovietica, battezzato Isola di Palmarola e divenuto in seguito Vetor 944. Attualmente, dopo il parziale disimpegno su questo settore di alcune società partenopee, gran parte dei collegamenti sono affidati alla Laziomar, società per azioni fondata il 14 febbraio 2011 a Roma con sede operativa a Napoli presso il Molo Angioino che ha rilevato i collegamenti precedentemente gestiti dalla "CAREMAR" per l'Arcipelago Pontino non solo dal capoluogo campano ma anche da Formia, Anzio e Terracina impiegando, fra mezzi di proprietà e noleggiati, un aliscafo, un catamarano, due monocarena e quattro traghetti ro-ro tradizionali fra i quali ritroviamo Tetide e Quirino precedentemente incontrati nei ranghi "CAREMAR". di Francesco Pittaluga - DL News https://www.informazionimarittime.com/post/il-primo-aliscafo-nel-golfo-di-napoli

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SEZ. VARIE NEWS Perché si esce asciutti dopo il bagno a Lourdes 😊 La domanda del secolo! 😊

21 Gennaio 2026, 17:08pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Nelle piscine di Lourdes si immergono ogni anno in 80mila - RomaSette

DI MIKI PAPPACODA La storia di Lourdes e dell'acqua miracolosa è affascinante. Secondo la tradizione cattolica, nel 1858, la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous in una grotta vicino al fiume Gave, a Lourdes. Durante una delle apparizioni, Bernadette scavò nel terreno e trovò una sorgente d'acqua, che da allora è diventata famosa per le sue proprietà miracolose.

La sorgente di Lourdes produce circa 27.000 litri d'acqua al giorno, che vengono convogliati in due piscine separate per i pellegrini: la Piscina di San Pio X e la Piscina di Bernadette. I pellegrini si immergono in queste acque con la speranza di guarire fisicamente o spiritualmente.

Ora, la domanda è: perché si esce asciutti dopo il bagno a Lourdes? 😊

Ci sono alcune spiegazi…
[17:02, 20/01/2026] Michele Pappacoda 2: 😊 La domanda del secolo! 😊

La storia di Lourdes e dell'acqua miracolosa è affascinante. Secondo la tradizione cattolica, nel 1858, la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous in una grotta vicino al fiume Gave, a Lourdes. Durante una delle apparizioni, Bernadette scavò nel terreno e trovò una sorgente d'acqua, che da allora è diventata famosa per le sue proprietà miracolose.

🙄L'immersione alle piscine di Lourdes non è sempre un gesto scontato. Per  molti è un passaggio naturale, immediato: vado in pellegrinaggio a Lourdes  – vado subito alle piscine. Questi pellegrini si notanoLa sorgente di Lourdes produce circa 27.000 litri d'acqua al giorno, che vengono convogliati in due piscine separate per i pellegrini: la Piscina di San Pio X e la Piscina di Bernadette. I pellegrini si immergono in queste acque con la speranza di guarire fisicamente o spiritualmente.

Ora, la domanda è: perché si esce asciutti dopo il bagno a Lourdes? 😊

il bagno nelle Piscine di Lourdes è senza dubbio uno dei momenti più forti  del pellegrianggio a Lourdes. Se vuoi recarti a Lourdes in pellegrianggio e  vivere questa forte emozione: www.sitiviaggi.comCi sono alcune spiegazioni:

1. La fede: per molti, l'acqua di Lourdes è un simbolo di purificazione e di guarigione spirituale. La fede e la speranza dei pellegrini possono creare un'atmosfera di grande spiritualità, che può portare a esperienze di guarigione e di rinascita.
2. L'acqua è fredda: l'acqua della sorgente di Lourdes è molto fredda (circa 12°C), il che può causare un effetto shock che fa contrarre i vasi sanguigni e ridurre la sensazione di bagnato.
3. Il tempo di immersione è breve: i pellegrini solitamente si immergono nell'acqua per un breve periodo, il che non è sufficiente per bagnarsi completamente.
4. La vestizione: molti pellegrini indossano abiti speciali per l'immersione, come tuniche o abiti da bagno, che possono aiutare a ridurre la quantità di acqua assorbita.

Quindi, si esce asciutti dopo il bagno a Lourdes? 😊 Non necessariamente, ma l'esperienza spirituale e la fede possono fare la differenza!

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SEZ.VARIE NEWS SANTA LIBERATA

18 Gennaio 2026, 09:15am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Festa : 11 Gennaio Santa Liberata e Compagne Martiri Santa Liberata era  figlia di Lucio Catelio Severo già console di Roma e governatore del  nord-est della penisola Iberica nell'anno 122. La madre

DI MICHELE PAPPACODA Santa Liberata è una figura enigmatica del martirologio iberico, la cui storia affonda le radici nel II secolo, precisamente nel 122 d.C. Secondo la tradizione, era una delle nove figlie gemelle di un ex console romano e della nobildonna Calsia. La madre, turbata dal parto straordinario, ordinò di affogare le neonate, ma la levatrice cristiana disobbedì e le mise in salvo, battezzandole con i nomi di Ginevra, Vittoria, Eufemia, Germana, Marina, Marciana, Basilissa, Quiteria e Liberata.

La vita e il martirio

Le nove sorelle crebbero nella fede cristiana e non rinnegarono mai il Cristo, nemmeno durante la persecuzione dell'imperatore Adriano. Tutte e nove affrontarono il martirio con fermezza, e Liberata morì per crocifissione, seguendo le sofferenze di Cristo ¹.

Il culto e la devozione

Il culto di Santa Liberata ricevette un impulso decisivo nel 1564, grazie all'opera del Vescovo di Tuy, che ne promosse la devozione come simbolo di resistenza spirituale e fedeltà estrema. Oggi, Santa Liberata è venerata in molte località della Spagna, Francia e Italia, e è invocata come protettrice contro i pericoli del parto e della mortalità infantile 

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SEZ. VARIE NEWS IL BATTESIMO DI GESU

11 Gennaio 2026, 17:54pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Può includere: Illustrazione ad acquerello raffigurante due figure nell'acqua, con le braccia alzate verso una colomba. La colomba è in volo, immersa in una luce dorata. Le figure, in abiti lunghi, hanno capelli lunghi e barbe, su uno sfondo di acquerelli.

DI MIKI PAPPACODA Il battesimo di Gesù! 😇 È un evento fondamentale nella storia del cristianesimo e viene raccontato nei Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Secondo la tradizione cristiana, Gesù si recò al fiume Giordano per essere battezzato da Giovanni Battista, un profeta che predicava la conversione e il battesimo per la remissione dei peccati.

Quando Gesù si avvicinò a Giovanni, questi esitò, dicendo: "Io dovrei essere battezzato da te, e tu vieni a me?" (Matteo 3,14). Ma Gesù rispose: "Lascia fare per ora, perché conviene che noi adempiamo ogni giustizia" (Matteo 3,15).

Giovanni Battista allora battezzò Gesù, e mentre usciva dall'acqua, il cielo si aprì e lo Spirito Santo discese su di lui sotto forma di colomba. Una voce dal cielo disse: "Questo è il mio Figlio amato, in cui mi sono compiaciuto" (Matteo 3,17).

Il battesimo di Gesù è considerato un momento importante nella sua vita, poiché segna l'inizio della sua missione pubblica e la sua identificazione come Figlio di Dio.

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SEZ. VARIE NEWS I cappelli con il pompon! 😊 La storia dietro questo dettaglio è piuttosto interessante.

6 Gennaio 2026, 17:05pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

Perché sui cappelli ci sono i pon pon | Rivista Studio

DI MICHELE PAPPACODA Il pompon è un elemento decorativo che risale al XVIII secolo, quando i marinai e i soldati francesi portavano cappelli con un pompon rosso per distinguersi. Il pompon serviva anche a proteggere il cappello dalla pioggia e a evitare che si sporcasse.

Tuttavia, la vera origine del pompon è probabilmente più antica e risale ai cappelli tradizionali dei marinai e dei pescatori del Nord Europa. Il pompon era fatto di lana o di peli di animale e serviva a proteggere il cappello dal vento e dalla pioggia.

Oggi, il pompon è diventato un elemento di moda e viene utilizzato su molti tipi di cappelli, come i beanie, i beret e i cappelli da montagna. Serve a dare un tocco di stile e di personalità al cappello, ma anche a tenere la testa al caldo!

Curiosità:

- Il pompon è anche chiamato "bobble" o "pom-pom" in inglese.
- I pompon possono essere fatti di materiali diversi, come lana, cotone, peli di animale o anche materiali sintetici.
- Alcuni cappelli hanno più di un pompon, come i cappelli da clown o quelli da cerimonia.

Spero che questo ti sia stato utile! 😊

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SEZ. VARIE NEWS ARCIPELAGO LI GALLI PARADISIACHE TRA CAPRI E POSITANO

4 Gennaio 2026, 13:31pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Arcipelago Li Galli: isole paradisiache tra Capri e PositanoA CURA DI MIKI PAPPACODA Un incontaminato arcipelago a sud della penisola sorrentina: Li Galli. Tre sono le isole che compongono Li Galli: Gallo Lungo, La Rotonda e Dei Briganti, quest’ultima meglio conosciuta come La Castelluccia. L’arcipelago fa parte dell’area protetta di Punta Campanella e rientra nel comune di Positano. Se si guarda dall’alto la sagoma dell’arcipelago, quello che sembra di poter scorgere precisamente è la figura di un delfino o, se si vuole restare fedeli al mito, la coda di una sirena.

Gallo Lungo è l’isola più grande e anche quella abitata fin dall’epoca greca; sull’isola fu eretto un monastero, poi trasformato in prigione verso la fine del XIII secolo. Al XV secolo, invece, risale la costruzione della torre aragonese in funzione di difesa anti-corsara, che ancora oggi si vede svettare.

Notizie su: aliscafi - Normanno.comCome raggiungere Li Galli

Il territorio de Li Galli è un territorio quasi incontaminato, che trabocca di vegetazione e in cui abbondano in particolare i narcisi. Essendo una proprietà privata, non si può accedere liberamente, ma solo se invitati. Si può, però, visitare l’arcipelago via mare, approfittando della sua ridotta distanza dalla costa, sia tramite il noleggio di un gommone sia sfruttando una delle tante escursioni guidate che vengono organizzate da Positano o dalla Marina Grande di Sorrento.

Arcipelago Li Galli: mito e leggenda

L’arcipelago de Li Galli è noto anche come arcipelago delle Sirenuse, secondo la testimonianza del geografo greco Strabone del I secolo a.C. Secondo il mito, le Sirene ammaliavano con i loro canti i marinai di passaggio, facendoli naufragare contro gli scogli. Famoso è l’episodio dell’Odissea che vede Ulisse desideroso di ascoltare i canti delle Sirene, ma solo dopo essersi fatto legare all’albero della nave e dopo aver tappato con la cera le orecchie dei suoi marinai, così come gli era stato suggerito dalla maga Circe.

La mitologia greca racconta che, prima di Ulisse, anche Teseo riuscì a scampare alla maledizione del canto delle Sirene. Gli Argonauti guidati da Teseo si salvarono grazie alla musica della lira di Orfeo, che superò nettamente il canto delle Sirene, le quali vennero umiliate a tal punto da gettarsi in mare, e così trasformate in sassi.

Ci si potrebbe chiedere quale sia l’origine del nome Li Galli. Il mistero è presto svelato se pensiamo che le Sirene della mitologia classica non sono gli esseri metà donna e metà pesce a cui comunemente si pensa, bensì degli esseri per metà donna e per metà uccello. Il nome Li Galli rimanda, allora, alla sembianza di uccello delle Sirene mitologiche, le quali personificano i rischi legati alla navigazione, rischi dettati, per esempio, dai venti e dalle correnti che in questo tratto di mare portavano le navi a schiantarsi contro gli scogli.

Snav, aliscafi Napoli-Eolie: dal 30 maggio via ai collegamenti. Biglietti  sul telefonino e sconti online - Ildenaro.itTempi moderni

Lasciando il terreno della mitologia antica, in tempi ben più recenti l’arcipelago de Li Galli fu apprezzato da numerosi personaggi famosi, come il coreografo russo Léonide Massine, che acquistò l’arcipelago facendovi edificare una villa; nel 1989 l’arcipelago fu acquistato dal grande ballerino Rudolf Nureyev fino alla sua morte. Dal 1993 proprietario dell’arcipelago è l’imprenditore sorrentino Giovanni Russo.

Nel corso del Novecento svariati personaggi famosi, del cinema e non solo, hanno subito il fascino di queste isole, visitandone l’arcipelago e frequentandone le lussuosissime ville sul mare; solo per fare qualche nome possiamo citare quelli di Greta Garbo, Roberto Rossellini, Jacqueline Kennedy, Anna Magnani, Franco Zeffirelli, Ingrid Bergman, Sofia Loren, Aristotele Onassis.

Oltre a sentirsi immersi in una natura vergine, da Li Galli si può godere di una vista spettacolare su Positano, se si guarda verso la costa, e su Capri e i faraglioni se si guarda verso il mare.

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SEZ. VARIE NEWS PASSEGIATA A MAIORI 03.01.2026

3 Gennaio 2026, 16:57pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Maiori News - Mare improvvisamente in tempesta: paura tra i bagnanti a  Maiori e Minori /Foto /Video /diretta

DI MIKI PAPPACODA Oggi 3 gennaio 2026 ci troviamo a Maiori il mare è agitato da un vento di libeccio il cielo è grigio fra pochi giorni arriverà la neve siamo qui in giro come sempre col giornale Vettica di Amalfi Online e siamo coi collaboratori Emanuel e Barbara che si trovano sul lungomare a girare un filmino che tra poco metteremo su questo gruppo e poi sul giornale quindi continuano le passeggiate con il direttore Michele Pappacoda e i suoi collaboratori e anche quest'anno il giornale crescerà ancora di più grazie all'impegno del direttore che nonostante le sue problematiche tira avanti questa sua idea

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SEZ. VARIE NEWS 26 dicembre: Santo Stefano, il protomartire che vide il cielo aperto mentre cadeva sotto le pietre.

26 Dicembre 2025, 16:51pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

26 dicembre: Santo Stefano, il protomartire che vide il cielo aperto mentre cadeva sotto le pietre.

A CURA DI MIKI PAPPACODA La Chiesa fa memoria oggi di Santo Stefano, il primo a versare il sangue per testimoniare la fede in Gesù Cristo. Ebreo di nascita e convertito dalla predicazione di San Pietro, Stefano fu subito eletto dagli Apostoli come il primo dei sette Diaconi, con il compito di assistere i fedeli più bisognosi, in particolare vedove e orfani. Zelo e saggezza: il conflitto con i Giudei 

Pieno della grazia e animato dallo Spirito Santo, Stefano predicava il Vangelo con una sapienza insuperabile e la sua testimonianza era confermata da numerosi miracoli. Questo fervore, però, gli attirò l’odio implacabile delle fazioni giudaiche, che non potevano sopportare il suo zelo né resistere alla sua dottrina.
Vedendosi sconfitti in ogni dibattito, gli avversari ricorsero a una macchinazione: cercarono falsi testimoni per accusare Stefano di blasfemia contro Mosè e contro Dio. Ma il Signore intervenne, rendendo il suo volto così radioso da apparire bello come quello di un Angelo.

 
L’apologia e la sentenza di morte
 

Chiamato a difendersi davanti al sommo sacerdote Caifa, Stefano pronunciò una poderosa apologia, ripercorrendo la storia del popolo ebrao da Abramo a Davide e mettendo in luce la costante misericordia di Dio. Ma, rivolgendosi ai giudici e ai presenti con tono profetico, li accusò di cuore indurito:

 

«O uomini di dura cervice e incirconcisi di cuore, voi sempre resistete allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi».

 

A queste parole, la folla non seppe contenere la rabbia. Mentre i presenti fremavano digrignando i denti, Stefano levò gli occhi al cielo ed esclamò: «Ecco io vedo i cieli aperti e il Figlio dell’Uomo stare alla destra di Dio».

 
Lapidazione e perdono in punto di morte
 

Quelle parole furono interpretate come l’ultima, insopportabile bestemmia. Alzando grandi grida, si turarono le orecchie e si avventarono tutti insieme sul diacono. Trascinato fuori dalle mura della città, Stefano fu sottoposto a lapidazione.
Prima di esalare l’ultimo respiro, il Protomartire replicò l’atto supremo di Gesù sulla Croce, pregando per i suoi carnefici: «Signore, non imputare loro questo peccato».
Un dettaglio storico cruciale: le vesti di coloro che lo lapidarono furono deposte ai piedi di un giovane chiamato Saulo, il futuro San Paolo, un particolare che lega indissolubilmente il primo martire al suo successore spirituale. Santo Stefano, dopo il suo supremo atto di perdono, «si addormentò nel Signore».

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SEZ. VARIE NEWS La nuova Ferrari Amalfi

26 Dicembre 2025, 15:43pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

FERRARI AMALFI V8 🇮🇹 The "ex-Roma" has 640 HP and active ...

DI MIKI PAPPACODA DIRETTORE La nuova Ferrari Amalfi è una berlinetta termica V8 2+ che sostituisce la Roma, offrendo un'evoluzione di design, interni e tecnologia con 640 CV, accelerazione 0-100 km/h in 3.3 secondi, aerodinamica attiva e un prezzo di circa 240.000 €. Lanciata nel 2025, con le prime consegne previste per inizio 2026, si distingue per il motore V8 biturbo potenziato, nuovi interni digitali e un'esperienza di guida che bilancia sportività e comfort quotidiano. Caratteristiche principali: Motore: V8 biturbo da 3.9 litri, evoluzione della famiglia F154, potenziato a 640 CV. Prestazioni: 0-100 km/h in 3.3 secondi, velocità massima 320 km/h. Design: Ispirato alla "speedform" minimalista, con un'aerodinamica attiva che include un alettone posteriore mobile. Interni: Design contemporaneo con un nuovo display centrale da 10.25", quadro strumenti da 15.6" e display passeggero da 8". Trasmissione: Cambio a doppia frizione a 8 rapporti ottimizzato per prestazioni e comfort. Prezzo: Circa 240.000 €. Lancio: Presentata nel 2025, consegne nel primo trimestre 2026. Questo video offre una panoramica dettagliata del design e delle caratteristiche della Ferrari Amalfi: Miniatura del video correlato Ferrari Amalfi, berlinetta da 640 cavalli: prezzo e specifiche - Autoo.it 24 lug 2025 — Ferrari Amalfi, prezzo e arrivo nelle concessionarie Difficile parlare del listino di una supercar di Maranello. La Fer... Autoo.it Mostra tutto

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SEZ. VARIE NEWS 21 DICEMBRE E ARRIVATO L'INVERNO

21 Dicembre 2025, 09:06am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Inverno, quando inizia | GQ Italia
DI MICHELE PAPPACODA È arrivato l'inverno! Oggi, 21 dicembre 2025, segna il Solstizio d'Inverno, il giorno più corto dell'anno, che dà ufficialmente il via alla stagione astronomica, portando con sé giornate più corte (che da domani ricominceranno lentamente ad allungarsi) e condizioni meteorologiche che si fanno più fredde e invernali in tutta Italia, anche se con differenze tra Nord e Sud. 
Questo video mostra un'animazione che spiega il solstizio d'inverno:
Cosa significa l'arrivo dell'inverno:
  • Astronomia: Il solstizio d'inverno è il momento in cui l'emisfero settentrionale è più inclinato lontano dal Sole, risultando nel minor numero di ore di luce solare.
  • Meteo: Si prevedono temperature più rigide, cielo spesso coperto e possibili precipitazioni, soprattutto al Nord.
  • Natura: È il momento in cui gli alberi perdono le foglie, gli animali vanno in letargo o migrano, e si preparano i cibi e le bevande tipici della stagione.
  • Attività: È il periodo delle feste natalizie, con panettone, pandoro e tante tradizioni. 
In sintesi, l'inverno è arrivato, portando il freddo, le notti lunghe e il cambio di stagione, con la promessa di un lento ritorno alla luce a partire da domani. 

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