CILENTO NEWS AGROPOLI,RISCHIA L’ERGASTOLO MRABET NEZAR OMICIDIO PREMEDITATO DI MARCO BORRELLI

INSERITO DA MARIA PAPPACODA AGROPOLI. Omicidio volontario premeditato: questa l’accusa a carico di Mrabet Nezar (a sinistra nella foto), il 25enne di origine tunisina reo confesso dell’assassinio a sfondo passionale di Marco Borrelli (a destra nella foto), il 20enne di Agropoli sgozzato con una coltellata alla gola e abbandonato tra cespugli e calcinacci sotto un ponticello della SP430 nei pressi del parco ‘Le Ginestre’, dove il corpo senza vita del giovane fu rinvenuto il 6 aprile scorso.Il tribunale del Riesame ha respinto, ieri, la richiesta di detenzione ai domiciliari presentata dal legale difensore del tunisino, l’avv. Antonio Mondelli, in considerazione della potenziale pericolosità del giovane, gravato da precedenti penali inerenti accuse di sequestro di persona ed un tentativo di estorsione. Il 25enne, che ora rischia una condanna all’ergastolo, resta dunque in carcere presso la casa circondariale di Fuorni a Salerno. Proseguono intanto le indagini: nei giorni scorsi, è stato effettuato un tampone salivare per consentire di eseguire il test del dna al fine di verificare la presenza di ulteriori riscontri che avvalorino la confessione del tunisino, che ha ricostruito l’omicidio davanti al pm e, successivamente, confermato i fatti anche davanti al gip. Esclusa del tutto la presenza di un complice: ad uccidere Borrelli è stata una sola coltellata letale. Intanto, l’avv. Mondelli ha annunciato che presenterà richiesta di giudizio con rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena inflitta, puntando anche al riconoscimento del dolo d’impeto da accumulo, in considerazione delle problematiche familiari di Nazer: circostanza che, se fosse accolta, consentirebbe un ulteriore sconto di pena. FONTE STILETV
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INSERITO DA DOTT. MICHELE PAPPACODA AGROPOLI. Riapertura pronto soccorso, tutte notizie false. Lo annuncia il consigliere comunale Emilio Malandrino che con un’interrogazione ha reso note alcune criticità, dichiarando che la notizia della riapertura sarebbe del tutto falsa.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Campagna – Aggredisce la madre spacciatrice, la scaraventa a terra e con un calcio le spacca la mandibola. La donna, 37enne, è ricoverata a Napoli, all’ospedale Cardarelli, nel reparto maxillo facciale. Il figlio 22enne è stato denunciato con l’accusa di lesioni gravi nei confronti della madre. È incensurato. La madre e il convivente hanno invece precedenti penali per spaccio internazionale di droga.Le indagini sono coordinate dal tenente Geminale e dal maresciallo Pessolano. I carabinieri hanno ascoltato il compagno della donna. Nei prossimi giorni saranno sentiti anche alcuni minori presenti all’aggressione. L’episodio di violenza è avvenuto lunedì scorso, al Quadrivio di Campagna.
INSERITO DA MARIA PAPPACODA La manifestazione si apre martedì 2 maggio, ore 19, chiesa collegiata S.Sisto Papa di Perdifumo, S.Messa celebrata da P.Jonny con la Corale Madonna del Rosario, mercoledì 10 maggio, delegazione all’udienza generale di Papa Francesco a Città del Vaticano, Roma, la partenza da S.Pietro sarà alle ore 4; domenica 21 maggio, ore 8.30-10-30, esposizione auto d’epoca, caseificio La Perla del Mediterraneo Capaccio Scalo, partenza per Castel San Lorenzo, Felitto, Gole del Calore, organizza l’associazione Araba Phoenix.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tragedia sfiorata questa mattina ad Agropoli presso la locale stazione ferroviaria. Stando a quanto riportato da Info Cilento, infatti, nella mattinata di oggi una donna avrebbe tentanto di togliersi la vita gettandosi sotto un treno in transito.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Altro colpo all’illegalità diffusa da parte dei Carabinieri della Compagnia di Agropoli, diretta dal Capitano Francesco Manna, i quali durante specifici controlli eseguiti sul territorio, in particolare nel Comune di Agropoli hanno denunciato a piede libero, due coniugi, entrambi partenopei, poiché responsabili in concorso tra loro del reato di spendita di monete falsificate.I due, nel corso della giornata del 14 aprile u.s., presso un noto panificio di Agropoli tentavano di spendere una banconota da 50 euro, palesemente contraffatta. Il fatto non è passato inosservato ad un militare libero dal servizio che faceva intervenire i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, i quali subito si portavano sul posto bloccando i due soggetti.Gli operanti a seguito di perquisizione personale rinvenivano in loro possesso il citato denaro che è risultato palesemente falsificato e che sarà inviato alla Banca d’Italia per gli accertamenti di competenza. Il danaro è stato sottoposto a sequestro, mentre i due responsabili sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania, per il reato di spendita di monete false.Proseguono i mirati servizi di controllo del territorio tesi a fronteggiare ogni tipo di illegalità.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA AGROPOLI. Volevano fare acquisti in un negozio di Agropoli con banconote false ma sono stati beccati e denunciati dai carabinieri. Un altro importante risultato per i militari della compagnia diretta dal capitano Francesco Manna contro l’illegalità diffusa.
DI MORENA MOTTA 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA AGROPOLI. Era fissata per questa mattina, davanti al gip del tribunale di Vallo della Lucania, la convalida del fermo di Mrabet Nezar, il 25enne italo-tunisino accusato dell’omicidio del 20enne di Agropoli, Marco Borrelli, ucciso la sera di giovedì scorso con un fendente alla gola. Sarà eseguita invece domattina alle 8, nella morgue dell’ospedale di Vallo della Lucania, l’autopsia sul corpo del ventenne cilentano davanti al procuratore Itri,sarà il medico legale Adamo Maiese a farla. La famiglia del giovane assassinato, giovedì notte, ha nominato quale proprio legale di fiducia, l’avvocato Franco Cardiello. «Non nomineremo un consulente di parte per assistere all’esame autoptico – sottolinea il senatore ebolitano – vista la confessione dell’italo-tunisino». Ma in merito a quanto detto dall’indagato durante il suo primo interrogatorio in caserma, l’avvocato Cardiello ritiene che ci siano ancora alcuni punti da chiarire: «ritengo che potrebbero esserci stati eventuali complici». «Va valutato – evidenzia – se l’omicida era solo al momento dei fatti, o c’era qualcuno con lui, che l’ha potuto aiutare, magari, a trascinare il corpo senza vita di Marco fin sotto il ponte. Non penso abbia potuto fare tutto da solo. Ma ovviamente sono solo ipotesi le mie, non ho certezza anche perché non ho ancora gli atti a disposizione».Quindi il legale svela che dopo la scomparsa di Marco la sera di giovedì, «l’italo-tunisino, primo indiziato del delitto, venne subito prelevato dai carabinieri di Agropoli e portato in caserma: fu sottoposto ad un primo interrogatorio, durante il quale il 25enne negò ogni addebito e venne rilasciato». «Intorno alle 20.30 – aggiunge il legale – sul telefono cellulare del papà di Marco, Vincenzo, giunse un messaggio proveniente dal telefono del figlio. Nello stesso, il 20enne chiedeva aiuto al papà per alcune minacce ricevute». Secondo l’avvocato «l’autore del messaggio di aiuto fu l’omicida, dopo aver ucciso Marco, per depistare le indagini».Tale ipotesi nasce dal fatto che «il 20enne non conosceva perfettamente l’italiano e usava inviare i messaggi in dialetto; quello pervenuto sul cellulare di papà Vincenzo era invece in perfetto italiano, lingua che l’italo-tunisino, nato ad Agropoli, conosce e sa parlare perfettamente». Emerge inoltre che «la ragazza di Marco, che aveva avuto due figli dall’italo-tunisino, aveva lasciato quest’ultimo, da tempo, perché violento. I due figli sono stati affidati ad una casa famiglia». Anche Marco, in età adolescenziale, aveva avuto un figlio, che oggi ha tre anni, da una ragazza che risiede in un paesino limitrofo ad Agropoli.
INSERITO DA MORENA MOTTA AGROPOLI - Palloncini bianchi in ricordo di Marco. Così i residenti della frazione Moio ieri hanno voluto ricordare il ventenne assassinato giovedì sera ad Agropoli. «Per Marco» si legge sui palloncini con cui hanno voluto anche mostrare la loro vicinanza ai genitori, chiusi nel loro lacerante dolore. La morte di Marco poteva essere evitata? È la domanda che si pongono in tanti. Perché Nezar Mrabet si era mostrato molto possessivo nei confronti della sua ex anche in passato, ma nessuno si aspettava che arrivasse ad uccidere. Lo stesso Marco aveva accettato di incontrarlo per parlare della situazione, sottovalutando il pericolo. Mai avrebbe immaginato che quel ragazzo che in passato era stato suo amico potesse arrivare ad ucciderlo.