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cilento news

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CILENTO NEWS Vassallo, silenzi e veleni: «Chiedo rispetto per mio marito»

5 Settembre 2015, 14:09pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS  Vassallo, silenzi e veleni: «Chiedo rispetto per mio marito»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sul porto turistico non c'è la folla di agosto. Qualche turista però ancora passeggia e, se gli fai il nome di Angelo Vassallo, risponde così: «La sua storia la conosce l'Italia intera. Non meritava quella fine.
Questo posto è un gioiello». Una storia fatta di semplicità, di passione, di politica attiva e di cose concrete. Che, oggi, si intreccia con il clima di sospetti, veleni, polemiche. Perché Pollica, a distanza di cinque anni, ancora non si sa chi e perché ha ucciso il suo sindaco-pescatore.
Nove colpi di pistola, sparati quella sera del 5 settembre 2010, che hanno strappato un uomo dall'affetto dei suoi cari e minato la serenità di un'intera comunità.

DI ANTONIO VUOLO IL MATTINO.IT

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CILENTO NEWS 5 ANNI FA SPARARONO AD ANGELO VASSALLO SINDACO DI POLLICA,L’OMICIDA ANCORA E’ LIBERO

5 Settembre 2015, 08:45am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS 5 ANNI FA SPARARONO AD ANGELO VASSALLO SINDACO DI POLLICA,L’OMICIDA ANCORA E’ LIBERO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A cinque anni dall’ assassinio di Angelo Vassallo, di cui tutti ricordano lo straordinario impegno per la legalità, l’ambiente e lo sviluppo del territorio, il delitto non ha ancora un colpevole. Angelo Vassallo, il ‘sindaco pescatore’ di Pollica, a cinque anni dalla morte. Vassallo amava profondamente la sua terra, è stato un grande ambientalista, un visionario capace di trasformare i suoi sogni in realtà, ma innanzitutto un uomo coraggioso.
L’Italia ha bisogno di tante persone con le qualità di Angelo Vassallo per dare forza e speranza ai territori e per affrontare le sfide difficili che ha davanti. A cinque anni di distanza dal 5 settembre 2010 le indagini sull’omicidio di Vassallo non sono ancora concluse. Un’assenza di esiti che è una sconfitta per la credibilità dello Stato e nella battaglia per la legalità. Ricorre oggi il quinto triste anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, il ‘sindaco pescatore’, che con dedizione e coraggio tanto ha lavorato, sia da cittadino che da amministratore, per affermare nel comune di Pollica: legalità contro le ecomafie, buona politica, rispetto per il mare e il territorio del Cilento che tanto amava. Per la sua caparbietà e il suo incorruttibile impegno ha purtroppo pagato con la vita. S auspica che gli sviluppi delle indagini con nuovi indagati dal Sud America portino presto ad assicurare i colpevoli alla giustizia e al tempo stesso che molti bravi amministratori di tutti gli schieramenti politici prendano esempio dalla figura di Vassallo nel governare con lo stesso coraggio e lo stesso spirito di servizio i loro territori».

AGROPOLINEWS

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CILENTO NEWS CAPACCIO DON CARLO LASCIA LA LAURA AGROPOLI E’ PRONTO AD ACCOGLIERLO: AUGURIAMOGLI IL MEGLIO di Pasquale Quaglia

31 Agosto 2015, 08:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

di Pasquale Quaglia Don Carlo Pisani lascia la Parrocchia Santa Maria di Loreto in località Laura di Paestum. Il classico fulmine a ciel sereno che ha portato non poco sgomento all’interno della comunità laurense, privata così, a causa del giro di parroci deciso dal vescovo, del suo pastore, del suo padre e del suo figlio. Don Carlo Pisani infatti, il sacerdote di origini acciarolesi, è stato ed è ancora oggi tutto questo e molto di più. Lo è dall’ottobre del 2005, quando, circa dieci anni fa, questo giovane parrocco di 28 anni giunse nella nascente comunità laurense. Subito benvoluto da tutti, come un padre per i più piccoli che con lui sono cresciuti, come un fratello e un figlio per coloro più grandi che in questo giovane sacerdote hanno intravisto il pilastro di una Parrocchia che in zona non era mai esistita. Modi spicci, carattere cordiale eChiesa5modus operandi che non hanno mai lasciato trasparire il distacco tra sacerdoti e fedeli, anzi, don Carlo è disponibile, umile e soprattutto “alla mano”. Sono soltanto alcuni dei tratti caratterizzanti dell’identikit di questo sacerdote, cui va il merito delle tante attività che gravano intorno alla Parrocchia; presidente e tra i fondatori del Real Laura, prima squadra di calcio della contrada; a lui va anche il merito della festività patronale essendone, ovviamente, tra i promotori. Collabora con il Premio Sportivo “Salvatore Apadula”; Queste sono soltanto alcune delle attività in cui è impegnato perché ad elencarle tutte impiegheremmo giorni, così come i pregi e ogni cosa possa riguardarlo e descriverlo.  Il dato di fatto attuale è che don Carlo non sarà più il parrocco della contrada Laura. Non è una notizia piacevole né una situazione gradevole per la comunità che senza il suo pastore dovrà affrontare non pochi sgretolamenti. A tutto questo va aggiunta una scelta sul sostituto di don Carlo un pò discutibile, non per opere che può compiere don Ottavio, il nuovo parrocco della Parrocchia laurense, che ancora non conosciamo, ma anagraficamente il gap andrà a pesare senz’altro su una situazione e su un affetto difficilmente ricolmabile in una nuova figura sacerdotale. Bisogna però riflettere e considerare molti aspetti. Il primo, come stesso lui ha dichiarato, è che “Dio è lo stesso”. L’uomo don Carlo, persona generosa e affabile, ci ha legato a lui in questi anni, proprio per l’umanità dimostrata che apparteneva al  sacerdote ma passava prima indissolubilmente per l’uomo Carlo Pisani. L’insegnamento che ci ha trasmesso è quello di essere legati cristianamente al Signore, non al suo tramite. Altro insegnamento è quello di essere altruisti. Non esistono sacerdoti come don Carlo, questo lo sappiamo e lo abbiamo constatato. Allora che i suoi sermoni possano coinvolgere tutti e la sua persona possa risollevare e unire altri fedeli proprio come ha fatto con la nostra comunità. Poi, in ultimo, il legame che ci lega alla persona di don Carlo è un sentimento di immensa amicizia. E di amici che lasciano i luoghi in cui nascono verso i propri obiettivi ne siamo pieni. Lui si sposta soltanto di qualche kilometro, ma gli obiettivi da perseguire possono essere gli stessi di chiunque ci saluti con la mano da un treno. Noi non possiamo far altro che salutarlo e augurargli ciò che merita. AGROPOLINEWS

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CILENTO NEWS Chiazze scure nel mare tra Palinuro e Ascea, monta la protesta dei turisti

28 Agosto 2015, 09:50am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS Chiazze scure nel mare tra Palinuro e Ascea, monta la protesta dei turisti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CENTOLA - Chiazze scure a mare. I casi vengono segnalato a Palinuro e Ascea. I bagnanti si rifiutano di tuffarsi in acqua. A Palinuro proteste nell’acqua antistante la spiaggia della Marinella: «Il mare è pieno di liquami strani, ci sono macchie. Noi non lo facciamo il bagno in quella roba».

Si difendono gli amministratori. Il sindaco di Ascea Pietro D'Angiolillo ha più volte spiegato che si tratta di alcuni micro organismi che secernono schiuma naturalmente. Versione confermata anche dalle analisi svolte dall'Arpac, su una chiazza schiumosa di oltre 400 mq, che sottolinea come le acque antistanti Ascea siano di qualità eccellente.

IL MATTINO.IT

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CILENTO NEWS Raid notturno dei banditi in casa, picchiati madre e figlia

25 Agosto 2015, 09:49am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS Raid notturno dei banditi in casa, picchiati madre e figlia

M.P. Camerota. Entrano in un’abitazione per mettere a segno un furto, vengono scoperti e picchiano madre e figlia. È accaduto nella notte tra domenica e ieri, a Marina di Camerota.
Una banda di malviventi dal chiaro accento dell’est hanno fatto irruzione in una casa in località Calanca in cerca di contanti e oggetti preziosi. La casa è di proprietà di un’anziana, soprannominata «Maceppa» che fitta appartamenti da più di trent’anni. Non è da escludere che i malviventi fossero a conoscenza del suo mestiere, e dell’alta probabilità di trovare denaro liquido in casa. Nell’abitazione c’erano solo le due donne.

di Carmela Santi IL MATTINO.IT

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CILENTO NEWS Cilento: aggressione di un cinghiale ai danni di un 30enne cercatore di funghi

24 Agosto 2015, 13:17pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS Cilento: aggressione di un cinghiale ai danni di un 30enne cercatore di funghi
CILENTO NEWS Cilento: aggressione di un cinghiale ai danni di un 30enne cercatore di funghi

INSERITO DA ANGELA CECERE Lo riporta RadioAlfa, questa mattina poco dopo le 11.30 in località Colle del Pero, sul Monte Cervati a Sanza, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, un trentenne cercatore di funghi è stato caricato ed azzannato agli arti inferiori da una grossa femmina di cinghiale.

Provvidenziale la presenza di un amico che con il telefono cellulare è riuscito ad avvisare i soccorsi che immediatamente si sono recati nella località impervia per portare le prime cure al malcapitato che è stato trasportato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Immacolata di Sapri.

Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe che il giovane abbia riportato alcune lacerazioni agli arti inferiori ma che non sia in pericolo di vita. Sconcerto nel piccolo paesino ai piedi della vetta del Cervati per l’accaduto.

Un episodio non isolato che si ripete dopo le violente aggressioni da parte di ungulati in Sicilia ed in Toscana. Un vero e proprio allarme che a questo punto mette in serio pericolo la vita di escursionisti e cercatori di funghi che in questo periodo frequentano la vetta più alta della Campania.

Leggi: http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?articolo=cilento-aggressione-di-un-cinghiale-ai-danni-di-un-30enne-cercatore-di-funghi&ID=26596#ixzz3jjaewEIC

CILENTO NEWS

24.08.2015. 14.17

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CILENTO NEWS MARINA DI CAMEROTA,CONTO TROPPO ALTO NON PAGANO E AGGREDISCONO LA PROPRIETARIA

24 Agosto 2015, 10:43am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS MARINA DI CAMEROTA,CONTO TROPPO ALTO NON PAGANO E AGGREDISCONO LA PROPRIETARIA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un brutto episodio giunge da una delle perle del turismo nostrano e non solo. Ancora Marina di Camerota alla ribalta per vicende che di relax e vacanze hanno nulla a che fare. La vittima stavolta è una donna, proprietaria di una nota tavola calda, aggredita all’interno della sua attività commerciale fortunatamente solo in maniera verbale.Causa dell’accesa discussione, da parte di un gruppo di turisti, ci sarebbero futili motivi. I vacanzieri infatti, si sono seduti ai tavoli della pizzeria, ordinando da mangiare. A quanto pare e dal racconto dei presenti, le pietanze al tavolo non sarebbero state di gradimento al gruppo, che ha poi inveito contro la donna soprattutto per il prezzo troppo alto del conto. Sono volati così insulti e minacce alla titolare, prima di alzarsi e lasciare la rosticceria senza pagare interamente quanto dovuto.La donna, impaurita, è scoppiata a piangere dopo l’accaduto, ma ha deciso di non sporgere denuncia ai carabinieri nei confronti dei turisti balordi. AGROPOLINEWS

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CILENTO NEWS CONTURSI,MOTO CONTRO CISTERNA GRAVE UN 46ENNE

22 Agosto 2015, 08:14am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INCIDENTE CONTURSI 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

M.P. CONTURSI TERME – E’ in gravi condizioni un uomo di 46 anni rimasto vittima di un incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata di ieri  a Contursi Terme. Il centauro si trovava a bordo del proprio ciclomotore quando si è schiantato contro un’autocisterna incastrandosi sotto il mezzo pesante.Nell’impatto il 46enne ha battuto violentemente la testa a terra e ora si trova ricoverato in rianimazione all’Ospedale di Oliveto Citra. Sul posto anche i Carabinieri per i rilievi del caso e i vigili del fuoco di Eboli intervenuti per mettere in sicurezza il mezzo incidentato svuotando il gas presente nell’autocisterna.

INCIDENTE CONTURSI

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CILENTO NEWS AGROPOLI PARLA CIRO PERUGGI: “NON RIESCO A VIVERE CON 300MILA LIRE AL MESE”

22 Agosto 2015, 08:12am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CIRO PERUGGI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

M.P. AGROPOLI. A 48 anni trovare un lavoro non è facile. Soprattutto in Italia. Ancora di più in una qualsiasi provincia del Mezzogiorno. Se poi la fedina penale non è più immacolata, la corsa ad ostacoli si trasforma in miraggio. E per sopravvivere – con annessi moglie e figli a carico – ti resta qualche lavoretto saltuario. Ciro Peruggiè uno dei tanti (quasi) ex detenuti che lotta. Con un passato sbagliato e ingombrante, ma anche e soprattutto con un presente di stenti e pregiudizio.Con i conti da far quadrare, quando lo stipendio non supera mai i 300 euro e l’indice puntato di chi ti continua a considerare “galeotto” e dunque, inaffidabile. «Nella mia vita ho fatto anche tantissime cose positive, sono un grande lavoratore e chi mi conosce bene lo sa. Purtroppo però gli errori di gioventù si continuano sempre a pagare cari, perché per molti il carcere è una pagina nera che oscura tutto quello che di buono c’è, in misura variabile, in ogni essere umano. Per fortuna non mi scoraggio – dice – Spero che continuando a farmi in quattro arrivi la mia occasione che consenta a me ed alla mia famiglia di vivere dignitosamente».Dopo quattro anni trascorsi a fasi alterne dietro le sbarre del carcere di Fuorni ed ai domiciliari, Peruggi (assistito dall’avvocato Rosario Fiore), sta finendo di scontare la pena usufruendo, in regime di affidamento in prova, di una borsa lavoro. Quattro ore di impegno al giorno, due retribuite, due di volontariato. Prima al cimitero di Agropoli, la cittadina cilentana dove risiede, poi come addetto alla manutenzione della Villa comunale. Ma gli spiccioli che per ora riesce a portare a casa, prima o poi termineranno. Ed ultimata la “riabilitazione” giudiziaria e sociale, inizierà il calvario della spesa, delle medicine, delle bollette da pagare.

 

Peruggi come fa ad arrivare alla fine del mese?

Facendo grandi sacrifici. Mia moglie ha trovato un lavoretto saltuario solo per il mese di agosto. Ma abbiamo tre figli di 24, 19 e 16 anni. Nessuno di loro lavora e con noi c’è anche un nipotino di un anno e mezzo.

Lei ha alle spalle alcuni reati contro il patrimonio. Cosa si porta dentro dell’esperienza di Fuorni?

E’ una realtà complicata. La struttura è vecchia e piena di disagi. Le responsabilità sono in alto, a livello ministeriale. Si parla spesso di sovraffollamento, ma le assicuro che vivere in otto in una cella non è per nulla semplice.

In otto?

Ultimamente, dopo le imposizioni di Strasburgo, le brande sono state ridotte a sette, eliminando quella posta in alto come un letto a castello, ma la superficie di calpestio è restata la stessa. Ho fatto anche ricorso alla Corte Europea, come tanti altri detenuti.

Durante la detenzione ha lavorato.

Sì, prima come lavorante di sezione, poi come portapacchi. In questo modo ho potuto guadagnare qualcosina senza pesare tanto sulla mia famiglia. In carcere purtroppo i soldi servono, non fosse altro che per comprare le medicine. L’assistenza medica è raccapricciante.

E adesso?

Sbarco il lunario con quel poco che guadagno, 300 euro al mese. Ma ho una moglie e tre figli da mandare avanti. Uno, sempre per motivi economici, non ha potuto ultimare il percorso di studi.

Come pensa di fare?

Sono uno che lavora dieci volte più di quello che dovrebbe. Ho fatto degli errori, ma sto cercando di dimostrare che sono anche un “faticatore”, che gli impegni non mi spaventano, che non mi tiro indietro di fronte alle difficoltà. La mia speranza è che qualcuno se ne accorga edecida di darmi una mano.Nota del pregiudizio nei suoi confronti per via del suo passato a Fuorni?Certo che sì. Ma bisognerebbe comprendere che siamo tutti esseri umani. E che gli sbagli non possono cancellare quello che di buono è stato fatto.

AGROPOLINEWS

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CILENTO NEWS La Chiesa del Cilento promuove il servizio diaconale

19 Marzo 2015, 17:28pm

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Pubblicato da www.mikivettica.net

CILENTO NEWS La Chiesa del Cilento promuove il servizio diaconale
CILENTO NEWS La Chiesa del Cilento promuove il servizio diaconale

INSERITO DA ANGELA CECERE La costituzione “Lumen gentium” del Concilio Vaticano II, nel numero 33 dice: "I laici congregati nel Popolo di Dio e formando l’unico Corpo di Cristo sotto l’unico capo, sono stati chiamati, come membra vive, a contribuire alla crescita e alla santificazione incessante della Chiesa con tutte le loro forze, ricevute da parte del Creatore per mezzo della grazia del Redentore".

Sempre la “Lumen gentium” del Concilio Vaticano II, nel numero 29 fornisce indicazioni in merito alle funzioni del diacono nella Chiesa. Egli, infatti, ha il compito, secondo le disposizioni della competente autorità, di amministrare solennemente il Battesimo, conservare e distribuire l'Eucaristia, assistere e benedire il Matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i Sacramentali, presiedere al rito funebre e alla sepoltura.

Nella Chiesa di oggi il diacono è un membro effettivo del clero. Egli appartiene alla gerarchia della Chiesa, in una distinta Diocesi o in un Istituto Religioso. A questi non viene impedito, in alcuni casi, che possa ricoprire ruoli di guida o direzione in una comunità ecclesiale. E’ il primo grado del Sacramento dell'Ordine, ed è finalizzato all'aiuto e al servizio dei due gradi di partecipazione ministeriale al sacerdozio di Cristo: l'Episcopato e il presbiterato.

Il Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, ha molto a cuore la figura del diacono permanente nella Chiesa del Cilento.

Con il suo arrivo è stato dato il via ai corsi di formazione al diaconato.

Recentemente nel borgo di Capaccio Capoluogo i laici interessati alla formazione sono stati chiamati a vivere una bella esperienza di riflessione e preghiera. Il ritiro spirituale è stato guidato da Don Damiano Modena. Gli aspiranti al diaconato, accompagnati dalle rispettive famiglie, si sono incontrati per unirsi nella fraterna preghiera.

Dopo la celebrazione dell’ora media, don Damiano ha tenuto una profonda, edificante e circostanziata riflessione sul Vangelo di Gv. 6, 14-21, lasciando più ricchi di spirito tutti i presenti.

Sua Eccellenza il Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, nella chiesa di “San Pietro” di Capaccio Capoluogo, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica. Mons. Miniero, dopo avere paternamente accolto i presenti, ha illuminato tutti sul Vangelo di Lc. 18, 9-14.

Un momento di grande commozione, nel corso della celebrazione liturgica, è stato quello dedicato al ricordo del compianto Stefano Chiarelli, diacono permanente, scomparso lo scorso aprile. Ulteriori impegni hanno sottratto Mons. Miniero alla fine della celebrazione che, prima di lasciare i convenuti, ha garbatamente salutato e ringraziato i presenti.

Le ore pomeridiane sono poi state dedicate al Sacramento della Riconciliazione e al dialogo tra le famiglie dei diaconi permanenti e quelle degli aspiranti. Gli aspiranti, entusiasti e validamente motivati, hanno voluto conoscere meglio l’esperienza dei primi. Si sono sentiti sollecitati a formulare domande di approfondimento circa il cambiamento di vita nella coppia e nella famiglia; un cambiamento che, di certo, nel percorso intrapreso si è verificato; un cambiamento che la chiamata al servizio, comunque, comporta.

La Chiesa del Cilento riscoprendo la figura del Diacono permanente guadagna la bellezza di essere Chiesa Viva, Chiesa che si fa servizio. L’esperienza della conversione e il rinvigorimento del servizio diaconale è un nuovo momento di Grazia per tutta la comunità credente della Diocesi di Vallo della Lucania. Un momento auspicato da tempo che, nella quotidianità dell’opera pastorale, è sorretto dal dono dell’autentica fede. La costituzione “Lumen gentium” del Concilio Vaticano II, nel numero 33 dice: "I laici congregati nel Popolo di Dio e formando l’unico Corpo di Cristo sotto l’unico capo, sono stati chiamati, come membra vive, a contribuire alla crescita e alla santificazione incessante della Chiesa con tutte le loro forze, ricevute da parte del Creatore per mezzo della grazia del Redentore".

Sempre la “Lumen gentium” del Concilio Vaticano II, nel numero 29 fornisce indicazioni in merito alle funzioni del diacono nella Chiesa. Egli, infatti, ha il compito, secondo le disposizioni della competente autorità, di amministrare solennemente il Battesimo, conservare e distribuire l'Eucaristia, assistere e benedire il Matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i Sacramentali, presiedere al rito funebre e alla sepoltura.

Nella Chiesa di oggi il diacono è un membro effettivo del clero. Egli appartiene alla gerarchia della Chiesa, in una distinta Diocesi o in un Istituto Religioso. A questi non viene impedito, in alcuni casi, che possa ricoprire ruoli di guida o direzione in una comunità ecclesiale. E’ il primo grado del Sacramento dell'Ordine, ed è finalizzato all'aiuto e al servizio dei due gradi di partecipazione ministeriale al sacerdozio di Cristo: l'Episcopato e il presbiterato.

Il Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, ha molto a cuore la figura del diacono permanente nella Chiesa del Cilento.

Con il suo arrivo è stato dato il via ai corsi di formazione al diaconato.

Recentemente nel borgo di Capaccio Capoluogo i laici interessati alla formazione sono stati chiamati a vivere una bella esperienza di riflessione e preghiera. Il ritiro spirituale è stato guidato da Don Damiano Modena. Gli aspiranti al diaconato, accompagnati dalle rispettive famiglie, si sono incontrati per unirsi nella fraterna preghiera.

Dopo la celebrazione dell’ora media, don Damiano ha tenuto una profonda, edificante e circostanziata riflessione sul Vangelo di Gv. 6, 14-21, lasciando più ricchi di spirito tutti i presenti.

Sua Eccellenza il Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, nella chiesa di “San Pietro” di Capaccio Capoluogo, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica. Mons. Miniero, dopo avere paternamente accolto i presenti, ha illuminato tutti sul Vangelo di Lc. 18, 9-14.

Un momento di grande commozione, nel corso della celebrazione liturgica, è stato quello dedicato al ricordo del compianto Stefano Chiarelli, diacono permanente, scomparso lo scorso aprile. Ulteriori impegni hanno sottratto Mons. Miniero alla fine della celebrazione che, prima di lasciare i convenuti, ha garbatamente salutato e ringraziato i presenti.

Le ore pomeridiane sono poi state dedicate al Sacramento della Riconciliazione e al dialogo tra le famiglie dei diaconi permanenti e quelle degli aspiranti. Gli aspiranti, entusiasti e validamente motivati, hanno voluto conoscere meglio l’esperienza dei primi. Si sono sentiti sollecitati a formulare domande di approfondimento circa il cambiamento di vita nella coppia e nella famiglia; un cambiamento che, di certo, nel percorso intrapreso si è verificato; un cambiamento che la chiamata al servizio, comunque, comporta.

La Chiesa del Cilento riscoprendo la figura del Diacono permanente guadagna la bellezza di essere Chiesa Viva, Chiesa che si fa servizio. L’esperienza della conversione e il rinvigorimento del servizio diaconale è un nuovo momento di Grazia per tutta la comunità credente della Diocesi di Vallo della Lucania. Un momento auspicato da tempo che, nella quotidianità dell’opera pastorale, è sorretto dal dono dell’autentica fede.
di Emilio La Greca Romano


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CILENTO NOTIZIE

19.03.2015.

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