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News Italia e Dal Mondo FORLI Spedizione punitiva con omicidio

23 Aprile 2013, 10:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA FORLI' - La Squadra Mobile di Forlì mette a segno un nuovo colpo: preso un ragazzo 24enne di origine cinese accusato di omicidio aggravato e lesioni gravi per un episodio avvenuto nel milanese. Il provvedimento è la conseguenza della sentenza applicata dalla Corte di Assise di Milano.

I fatti risalgono al 24 febbraio scorso: si tengono in quel di Milano due feste in contemporanea, ma in una di queste bazzica una gang “non autorizzata” allo spaccio di sostanze stupefacenti e così dall’altra discoteca parte una spedizione punitiva in piena regola nel corso della quale Hu Libin perde la vita sotto i colpi violenti di spranghe, coltelli e machete. La squadra Mobile di Milano ha arrestato nove persone per questa vicenda, almeno fino a qualche giorno fa, ma gli agenti erano convinti che altre sei fossero in qualche modo implicate nella spedizione punitiva.

A distanza di un paio di giorni dagli arresti operati nel milanese arriva anche il fermo di Forlì, quindi, in seguito alla sentenza della Corte di Assise di Milano. Secondo le autorità, il 24enne fermato a Forlì avrebbe partecipato all’omicidio del Parthensis, dove Hu Libin, capo di una gang rivale proveniente dalla periferia torinese, stava gestendo il giro della droga nel locale, in un territorio già occupato da un’altra banda. Il 24enne preso a Forlì non sarebbe nemmeno in possesso di un regolare permesso di soggiorno ma si trovava ancora in Italia in attesa di essere rimandato a patria. Il ragazzo era inoltre in possesso di un documento d’identità di proprietà di un 70enne di Bertinoro che già in passato aveva denunciato l’attivazione di contratti telefonici a suo nome.

La rete si stringe attorno alla gang, che pare si sia dispersa un po’ per tutto il paese anche se qualcuno del gruppo pare sia già stato espulso dall’Italia. Per la Squadra Mobile di Milano si tratterebbe di gruppi organizzati che non avrebbero alcun legame con la mafia cinese. Gli arrestati sino ad oggi erano tutti ragazzi di età compresa tra i 18 e i 26 anni con precedenti penali e tutti nati e cresciuti in Italia.

FONTE http://www.forli24ore.it/news/forli/0029091-spedizione-punitiva-omicidio

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SEZIONE SICILIA NEWS Cisl Catania: «Il caso Windjet è finito nel dimenticatoio»

23 Aprile 2013, 10:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/23/windjet--180x140.jpg?v=20130423104237

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Appello a istituzioni, enti e imprese: cancellato il futuro lavorativo di 504 lavoratori CATANIA - Un appello a istituzioni, enti e imprese affinché si rompa il silenzio sul caso Windjet. A lanciarlo è Rosaria Rotolo, segretario generale della Cisl Catania con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio professionale dei lavoratori e mantenere viva un’opportunità di sviluppo del territorio. Da troppi mesi secondo la Rotolo è calato un velo di omertà sulla vicenda che ha visto cancellare il futuro lavorativo di 504 dipendenti della compagnia low cost, attualmente in cassa integrazione straordinaria con l’unica prospettiva possibile del licenziamento. «In questi mesi si è consumato l’ennesimo disastro economico, sotto il silenzio assordante di tutti intorno alla crisi della società di trasporto aereo Wind Jet. Una crisi senza precedenti che in Sicilia ha portato difficoltà per tante professionalità. A farne le spese purtroppo sono stati i lavoratori e il territorio catanese privato di una delle realtà di impresa più importanti». Catania, per la vicenda che si è consumata la scorsa estate, continua a pagare un prezzo altissimo. La città etnea ha perso una realtà produttiva al servizio del territorio e una realtà di lavoro per oltre 500 lavoratrici e lavoratori dipendenti. «Un attentato all’opportunità di sviluppo e di crescita di servizi, di mobilità e infrastrutture nel territorio per le persone, le imprese e, soprattutto, per il turismo – continua la Rotolo - Adesso, incertezza tra i lavoratori e, il fatto più grave, il silenzio: nessuno ne parla, nessuno si interroga o ne discute. Wind Jet era la compagnia di bandiera siciliana, era un simbolo del territorio nel paese e in Europa, rappresentava per il nostro territorio una grande opportunità di sviluppo, serviva rotte importanti e strategiche all’interno del traffico nazionale. Così, oltre ad essere una fonte di occupazione, era una fonte di riferimento per turisti, lavoratori e imprese, importante per la nostra economia. Ci chiediamo com’è stato possibile che Wind Jet abbia fatto questa fine senza che nessuno abbia fatto nulla per salvaguardarne le prospettive». Un’altra azienda che muore nel contesto catanese, che vive da tempo un massacro sociale, ma quello che è più incomprensibile secondo la sindacalista catanese è il modo in cui la vicenda si è evoluta, senza che si sia fatto nulla per salvaguardare i destini della stessa società e dei lavoratori. «Il nostro è un appello a tutti i livelli istituzionali, gli enti e le imprese che possono avere un ruolo per riaccendere l’opportunità nei confronti dei lavoratori di Wind Jet – dice ancora la Rotolo - Un invito alle istituzioni, al ministero, al governo regionale, all’Enac, alla Sac, alle parti sociali, sindacato e imprese, a interessarsi del destino dei lavoratori, ad aprire un confronto per individuare e ridisegnare insieme tutte le opportunità possibili e nuove per la ricollocazione di lavoratori e lavoratrici. Ricordiamo la proposta della società di gestione dello scalo anche per il reinserimento dei lavoratori. Non possiamo permettere si spengano le opportunità per i lavoratori, per Catania e per la mobilità di molti siciliani. Bisogna fare il massimo per tutelare i lavoratori e per dare loro una speranza occupazionale». Da qui l’appello a rompere il silenzio e a ripartire dalla proposta di ricollocazione dei lavoratori negli altri vettori, coinvolgendo anche l’indotto aeroportuale per garantire, da un lato il mantenimento dei livelli occupazionali e dall’altro le medesime opportunità di sviluppo del territorio e di tutela dell’economia.

Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.04.2013.

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News Italia e Dal Mondo FORLI Rifiuti ospedalieri, DestinAzione Forlì chiede di vigilare su Mengozzi

23 Aprile 2013, 10:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

227437_2003962587951_5671684_n.jpgINSERITO DA KATIA PERROTTA FORLI’ - Raffaella Pirini, capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì, ha presentato un’ interpellanza urgente sul fatto che l'inceneritore di Rifiuti Speciali Ospedalieri della ditta Mengozzi  abbia aumentato il pennacchio dei fumi emessi.

“E’ noto che, per la differente impiantistica, dai camini dei due inceneritori funzionanti a Forlì, quello di Hera s.p.a. per rifiuti urbani e quello della Mengozzi s.p.a., non escono due colonne di fumo equivalenti. Ebbene, dal camino di Hera, per questioni legate principalmente alla temperatura e all’umidità, non si vede uscire nulla, mentre da quello di Mengozzi si è sempre vista uscire una colonna di fumo di dimensioni rilevanti – racconta la stessa Raffaella Pirini -. Ma, considerato che da una mia visione diretta e dalla segnalazione preoccupata di molti cittadini, da circa un mese il fumo che esce dal camino dell’inceneritore di Mengozzi è aumentato considerevolmente, chiedo al Comune di verificare la congruità di questa situazione, visto che, per legge, il sindaco Roberto Balzani è chiamato a tutelare la salute dei Cittadini, oltre che a far rispettare le norme sulla salubrità dell’aria che respiriamo”.

Ne segue un accorato appello lanciato alle istituzioni  dalla capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì: “Non possiamo più permetterci di bruciare i rifiuti. Nemmeno gli ospedalieri, per i quali è a disposizione già da anni la tecnica della sterilizzazione con riduzione del volume e produzione di materia prima seconda. Bisogna invertire la rotta del meccanismo che oggi incentiva indirettamente impianti inquinanti e nocivi per la salute”: insiste Raffaella Pirini che, giorno per giorno, chiama alla prova dei fatti il sindaco di Forlì e l’assessore Bellini, che contro gli inceneritori locali si sono costituiti parte civile al processo che per ora si è fermato ad un nulla di fatto.

“Non vorremmo che fosse una manovra degli esponenti del Pd per parlare “male dell’inceneritore” con una anomala “preoccupazione ambientalista dell'ultima ora” magari  solo per risalire la china dell'elettorato sempre più stanco dei partiti che sfruttano il territorio senza   tutelare l’ambiente e soprattutto la salute dei cittadini. Ma in questo caso saremmo lieti di essere smentiti da Balzani se le sue vocazioni ambientaliste si rivelassero genuine”: aggiunge Raffaella Pirini.

Fuori sacco, in un comunicato stampa inviato ai media locali, Raffaella Pirini chiama in causa anche il ruolo dell’attuale presidente della  Provincia di Forlì-Cesena e del suo predecessore ricordando che anche Bulbi aveva avuto più volte  in mano gli strumenti  amministrativi per  rimettere in discussione  il procedimento dell’aumento della portata dei rifiuti ospedalieri da incenerire (oltre che quello dei rifiuti urbani).

E la capogruppo della lista civica  DestinAzione Forlì ne ricostruisce l’iter:  è vero che una  delibera provinciale del 2004 (la n. 30 del 29-01) autorizzava il raddoppio della potenzialità dell’inceneritore della ditta Mengozzi, passando da 16.000 a 32.000  tonnellate/anno fu della giunta Gallina, ma la giunta Bulbi, insediatasi pochi mesi dopo, non fu esente da responsabilità. Infatti nel 2006, pur essendo stato accolto il ricorso al TAR effettuato dal Wwf, con il sostegno dell’Associazione Clan-Destino, che faceva decadere l’autorizzazione concessa e rendendo quindi necessario ripetere la VIA, la Provincia, appellandosi ad un cavillo interpretativo, decise di ignorare le prescrizioni del giudice e di concedere un aumento a 28.000 tonnellate (quantità giudicata idonea anche dai tecnici della stessa Provincia, mentre le 32.000 tonnellate furono autorizzate per una forzatura degli Assessori Provinciali della Giunta Bulbi contro il parere del proprio ufficio tecnico). A luglio 2009 il Consiglio di Stato decise poi, in maniera inaspettata, che la Provincia di Forlì-Cesena fosse obbligata a concedere alla Mengozzi s.p.a. le 32.000 tonnellate richieste.

 “Esistono dunque precise responsabilità politiche della maggiore destinazione di rifiuti speciali ospedalieri nell’inceneritore che non si possono oggi rimuovere, come fanno Bulbi e Balzani. E proprio con queste premesse, oggi, ci troviamo costretti a chiedere con l’annunciata interrogazione   - chiude l’intervento Raffaella Pirini - per quali motivi sia cambiata l'entità della colonna di fumo emessa dal camino di Mengozzi, e chiediamo anche conto delle singole variazioni intervenute, ad esempio: la modifiche impiantistiche e/ autorizzative della pressione di uscita dei fumi, o dell'umidità , oppure se siano stati concessi aumenti dei quantitativi di rifiuti bruciati all'ora o all'anno”.

FONTE http://www.forli24ore.it/news/forli/0029101-rifiuti-ospedalieri-destinazione-forli-chiede-vigilare-mengozzi

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Rifiuti, cassonetti incendiati nella notte Bottiglie di vetro contro pompieri

23 Aprile 2013, 10:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/23/IMG_4957--180x140.jpg?v=20130423101407

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In via Tiro a Segno sono dovuti intervenire i carabinieri per consentire ai vigili del fuoco di spegnere un vasto rogo PALERMO - Ancora incendi di rifiuti nella notte a Palermo. Trenta gli interventi da ieri seri in diversi quartieri. In via Tiro a Segno sono dovuti intervenire i carabinieri per consentire ai vigili del fuoco di spegnere un vasto rogo. Contro i pompieri sono state scagliate numerose bottiglie di vetro. Solo dopo l'arrivo dei militari il rogo è stato domato. Anche questa mattina diverse proteste per i cumuli di spazzatura. In via Galletti le madri non volevano fare entrare i figli a scuola per il cattivo odore nei pressi della scuola Renato Guttuso.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.04.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Appalti sicuri, i Comuni sono tiepidi Il prefetto: colpita per il disinteresse

23 Aprile 2013, 10:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/23/firma--180x140.JPG?v=20130423104315

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Pochi sindaci per la nascita della Stazione unica che prepara i bandi. Strategie anti infiltrazioni malavitose FOGGIA - Pochi i sindaci e rappresentanti dei Comuni della Capitanata presenti, ieri mattina, nella sala di rappresentanza della Prefettura di Foggia dove è stata firmata - tra il prefetto Luisa Latella e il presidente dimissionario della Provincia Antonio Pepe - la convenzione con la quale diventa operativa la Stazione Unica Appaltante. Una importante struttura alla quale sarà affidata l’indizione e la supervisione dell’andamento delle gare d’appalto con l’obiettivo di assicurare la trasparenza, la regolarità e l’economicità della gestione dei contratti pubblici e finalizzata prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose. All’incontro erano presenti i vertici delle forze dell’ordine ma, come evidenziato, non tutti i sindaci del territorio. Un’assenza che non è passata inosservata agli occhi dello stesso prefetto Latella. «Mi dispiace non aver notato oggi la presenza di molti sindaci — ha detto il rappresentante del governo —. Non è facile accettare il cambiamento. Forse significa che il sistema preferito è quello attuale». Eppure la Stazione Unica Appaltante è diventata una realtà in territori molto più particolari e delicati della Capitanata. Nella provincia di Vibo Valentia tutti e 50 i comuni hanno aderito al protocollo. Nel Casertano, dove è stata introdotta nel 2008, c’è stata un’adesione del 50, 60 per cento dei 104 comuni. «Queste assenze - ha aggiunto il prefetto Latella - invece di demotivarmi mi spingono ad andare avanti e a fare di più». Tra i «vuoti» si sono fatti notare maggiormente quelli dei sindaci dei comuni al di sotto di cinquemila abitanti: enti che sono tenuti, obbligatoriamente, ad affidare gli appalti con un’unica centrale di committenza. Tra i rappresentanti dei Comuni foggiani presenti in prefettura quelli di Rignano Garganico, Faeto, Bovino, Lucera, Volturino, San Marco in Lamis e Volturara Appula. Presente anche il sindaco di Cerignola, comune foggiano con più di cinquemila abitanti. Con la firma del protocollo - è stato sottolineato nell’incontro in prefettura - si avvia un processo per la prevenzione delle infiltrazioni della criminalità negli appalti pubblici: un processo che prevede la divisione della provincia, dal punto di vista del controllo della sicurezza, in tre aree che fanno capo a Cerignola, San Severo e Manfredonia. «Quello che oggi stiamo realizzando — ha commentato ancora il prefetto di Foggia — è un segno di attenzione verso il territorio. Ora spetterà al territorio capire se vorrà accettarlo o meno. Non aderire vuol dire perdere un’occasione anche sotto il profilo della lotta alla criminalità organizzata».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.04.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Da piccole case rurali a residenze di lusso Evasione fiscale per 2.900 persone

23 Aprile 2013, 10:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/23/dimore2--180x140.JPG?v=20130423101656

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Le abitazioni estive dotate di piscine e campi da tennis Non pagavano Ici, Imu e Tarsu. Sequestrati 165 immobili BARI - Sulla carta case rurali o magazzini, ma in realtà erano abitazioni estive con tanto di lusso: anche piscine e campi da tennis. È quanto scoperto da militari del comando provinciale guardia di finanza di Bari nell’ambito del controllo economico del territorio effettuato in località periferiche o di campagna. LE IRREGOLARITA' - L’attenzione degli investigatori, infatti, è stata incentrata, in particolare, sugli immobili rientranti nelle categorie catastali a/6 (abitazioni di tipo rurale) e c/2 (magazzini e locali deposito) insistenti nelle province di bari e bat, ma di fatto trasformati in dimore per le vacanze con pertinenze di pregio. Tali trasformazioni, così come emerso dall’incrocio dei dati risultanti presso il catasto dei fabbricati e le banche-dati, non erano in regola con la normativa urbanistica e fiscale. L’attività è stata, quindi, rivolta in due direzioni: una prettamente penale, relativa all’abusivismo edilizio, l’altra di natura amministrativa/tributaria tesa al recupero fiscale dei tributi evasi in materia di imposte sui redditi, Ici, Imu e Tarsu. Sotto l’aspetto penale - è scritto in un comunicato della finanza - è stato riscontrato, anche sulla scorta della documentazione (spesso improvvisata) esibita dai proprietari, la mancanza di ogni autorizzazione o titolo edificatorio, anche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. L'ACCERTAMENTO - Relativamente agli aspetti fiscali, invece, sono stati predisposti ed inviati mirati questionari, le cui risposte hanno permesso di individuare 2.874 soggetti che non versavano, per i predetti immobili, alcuna imposta, ovvero la versavano in misura inferiore rispetto a quella dovuta. In dettaglio sono state denunciate 96 persone con il sequestro di 165 immobili, (compresi, ville, pertinenze, piscine, box, scuderie, impianti sportivi) e segnalate 2.874 evasori fiscali.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.04.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS L'Aga Khan vuole comprare l'aeroporto di Salerno

23 Aprile 2013, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/22/aeroporto_salerno--180x140.jpg?v=20130423104012

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La Geasar, controllata dal fondo Akfed, presenta un'offerta In corsa ci sono anche Gesac e Corporacion America SALERNO - C'è anche la Geasar, società che controlla lo scalo aereo di Olbia-Costa Smeralda, che fa parte della galassia imprenditoriale dell'Aga Khan, tra i potenziali acquirenti della maggioranza delle azioni dell'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi. È questa una delle manifestazioni di interesse che sono state recapitate alla sede della società aeroportuale salernitani nell'ambito del bando per la cessione del 65% delle quote azionarie. Un'altra offerta è firmata dalla Gesac, la società di gestione di Capodichino, che aveva tentato nei giorni scorsi di bloccare il bando con un ricorso al Tar. Basandosi su una vecchia delibera della Regione che stabiliva l'affidamento a un gestore unico del traffico aereo regionale. La controversia è ancora in piedi, ma stavolta al Tribunale amministrativo del Lazio. Poi c'è il terzo aspirante: Corporacion America, holding sudamericana con interessi in Italia. LE RAGIONI - L'idea del gruppo dell'Aga Khan, che sta costruendo una rete aeroportuale in Italia, è chiara: raggruppare le aerostazioni a finalità turistica creando una sorta di polo. Analoga la prospettiva di Corporacion America, che in Italia gestisce lo scalo di Trapani e sta puntando su altri aeroporti siciliani, mentre la Gesac punta chiaramente a raggruppare in una sola struttura la gestione del traffico aereo in Campania.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.04.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO PROCESSO CLAPS Il legale di Restivo «Dubbi su luogo e orario omicidio»

23 Aprile 2013, 09:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Riprende in Corte d’Appello a Salerno il processo sulla morte di Elisa Claps. Attesa per l’arringa dell’avvocato della difesa Bargi Al processo di appello a carico di Danilo Restivo, unico imputato per l’omicidio di Elisa Claps, sarà l’avvocato Alfredo Bargi a prendere la parola. E a dimostrare che «agli atti del processo non esiste la prova della responsabilità di Restivo». In particolare, secondo quanto anticipato dal legale dell’imputato, verranno chiamate in causa le prove scientifiche. «Cercheremo di dimostrare che non è detto che il luogo e l’orario dell’omicidio di Elisa siano quelli da sempre indicati - ha spiegato il legale - convinzione, questa, che ha fatto ritenere inattendibili alcune testimonianze che, invece, potrebbero essere importanti». Perplessità, in merito, è stata dimostrata dal legale dei Claps, Giuliana Scarpetta: «Abbiamo evidentemente letto un processo completamente diverso».

LA CITTA

23.04.2013.

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CULTURA E SPETTACOLI 95 лет назад родился актер Георгий Вицин - 95 anni fa l'attore è nato George Vitsin- RUSSO E ITALIANO

23 Aprile 2013, 09:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

images--1--copia-1.jpgIN RUSSO

903 464501636946579 1480330661 n (1)Di Kulikova Ksenia

Сегодня исполняется 95 лет со дня рождения знаменитого советского актера Георгия Вицина. Его персонажи в нашей стране знакомы и любимы всеми - это трогательный Трус из комедий Леонида Гайдая, обаятельный Миша Бальзаминов из "Женитьбы Бальзаминова", Гаврила Петрович из "Джентельменов удачи" и многие другие.

Актер родился 18 апреля, но традиционно его день рождения празднуется 23 числа - в день его именин. Популярным и известным он стал после знаменитого фильма "Запасной игрок", в котором Вицин сыграл Васю Веснушкина - забавного футболиста, который вынужден сидеть на скамейке запасных. Кстати, роль 18-летнего паренька актер исполнил будучи тридцатилетным взрослым мужчиной.

Однако настоящий успех пришел к Георгию Вицину после участия в комедиях Леонида Гайдая - "Пес Барбос и необычный кросс", "Самогонщики", "Операция "Ы" и другие приключения Шурика" и "Кавказская пленница, или Новые приключения Шурика". Знаменитая троица - Трус, Балбес и Бывалый - с первых же кадров полюбилась советскому зрителю. Но она была бы не мыслима без участия Труса-Вицина.

Знают актера и маленькие дети. Его голосом говорят персонажи таких мультфильмов, как "Снеговик-почтовик", "Приключения Буратино", "Чиполлино", "Рикки-Тикки-Тави", "Паровозик из Ромашкова", "Домовенок Кузя".

Многие отмечают, что Георгий Вицин не только превосходно справлялся со всеми предлагаемыми ему ролями, но и хорошо рисовал.

images.jpgIN ITALIANO

    903 464501636946579 1480330661 n (1) Di Kulikova Ksenia   

    Oggi segna 95 anni dalla nascita del celebre attore sovietico George Vitsin. I suoi personaggi nel nostro paese sono familiari e amato da tutti - è vigliacco patetico di commedie da Leonid Gaidai,     affascinante Misha Balzaminov di "Le nozze di Bal'zaminova" Gavrila Petrovich dei "Gentlemen of Fortune" e molti altri.   

    L'attore è nato il 18 aprile, ma tradizionalmente si festeggia compleanno numero 23 - il giorno del Santo Patrono. Popolare e famoso è diventato famoso dopo il film "Un sostituto", in cui Vitsin     Vasya giocato Vesnushkina - divertente calciatore che è costretto a sedersi in panchina. Tra l'altro, il ruolo di 18-anno-vecchio attore ha interpretato il ragazzo di essere l'adulto Trenta.   

    Ma il vero successo è venuto a George Vitsin dopo aver partecipato a commedie da Leonid Gaidai - "Cane bastardo e croce insolito", "Bootleggers", "Funzionamento" Y "e di altre avventure Shurika" e "Caucasian     Rapimento, Le nuove avventure di Shurika "famoso trio -. Coward, Bobby e con esperienza -. Dal primo fotogramma amato dal pubblico Sovietica, ma non sarebbe stato concepibile senza la partecipazione di Trus-Vitsin.   

    Conoscere l'attore e bambini piccoli. La sua voce parlando personaggi dei cartoni animati come "Pupazzo di neve-mailer", "Le avventure di Pinocchio", "Chipollino", "Rikki-Tikki-Tavi", "treno da Romashkova"     "Brownie Kuzma."   

    Molti dicono che George Vitsin non solo eccelle con tutti i ruoli che gli vengono offerte, ma anche bravo a disegno.   

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CULTURA E SPETTACOLI "Fast & Furious", gli antieroi venuti dalla strada

23 Aprile 2013, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)Di Kulikova Ksenia

Sul set con gli attori del sesto episodio della serie action, in sala il 22 maggio. Corse clandestine rapine e esplosioni, la saga è anche una storia di tradimento e perdono. “Siamo fatti di carne e sangue, per questo il pubblico ci ama”

LONDRA - Vengono dalla strada e dal ring. Hanno conquistato il successo a calci e pugni. Si fanno chiamare The Rock e Diesel, portano con orgoglio cognomi d’origine italiana e ispanica: Carano e Rodriguez. In tempi di crisi sostengono sulle spalle ipertrofiche (la canottiera è divisa unisex) i bilanci delle major. Dwayne Johnson, Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Gina Carano hanno voci potenti, modi spicci e solide carriere hollywoodiane. L’occasione che li mette insieme è il set di “Fast & Furious 6”, nei piovigginosi Shepperton Studios, nel Surrey. Il gruppo degli attori è compresso nel camper ristorazione scelto per l’incontro: Gina Carano, dopo un’occhiata calcolatrice e il timore d’incastrare le cosce poderose nello spazio tra sedile e tavolo, opterà per  un’intervista in piedi.

“Fast & Furious 6” (in sala dal 22 maggio) è il nuovo capitolo di una serie lunga tredici anni. Il numero 5 ha portato a casa 620 milioni di dollari. Dopo aver testato nuovi attori, i produttori hanno recuperato gli interpreti degli esordi e affidato la produzione allo stesso Diesel. E la saga automobilistica ha ripreso velocità: «Ho puntato sul concetto di famiglia, un nucleo atipico e fuori dalla legge ma con le sue regole e la sua morale. Al netto di esplosioni e corse d’auto, i due prossimi film esploreranno i temi della fiducia e del perdono. Vorrei fossero girati alla Coppola». Diesel nel film è Dom Toretto, pilota di corse clandestine. Dalla quinta puntata gli dà la caccia Dwayne Johnson, ora coadiuvato da Gina Carano.

Ma in questo nuovo episodio ambientato a Londra c’è soprattutto il ritorno di Letty (Michelle Rodriguez) la donna di Toretto creduta morta e invece passata al lato oscuro. Spiega Diesel (vero nome Mark Vincent Sinclair III): «I produttori replicano all’infinito i successi. Ma noi avevamo creato, nel primo film, uomini e donne fatti di carne e sangue». Ex buttafuori di Brooklyn, madre astrologa e padre ignoto, metà italoamericano e metà afroamericano, portò a Cannes il corto “Multi facial”, fu reclutato da Steven Spielberg (“Salvate il soldato Ryan”) e Sidney Lumet (“Prova a incastrarmi”). Al suo attivo il B-movie cult “Pitch Black” e lo 007 tutto tatuaggi e pellicce di “xXx”: stanno per tornare entrambi. «Il segreto del successo? Ascolto i fan». Che sono tanti: la sua pagina Facebook piace a 40 milioni di persone. «Il rapporto è diretto e quotidiano. L’idea di scritturare The Rock, è venuta dalla rete, il ritorno di Michelle Rodriguez risponde alle richieste di chi non si rassegnava alla morte di Letty». Anche lei, risata fragorosa e stretta di mano micidiale, è legata al suo pubblico. «“Fast & Furious” piace perché racconta chi sta dall’altra parte della barricata e vive nell’illegalità, ma con una morale. In ogni contesto urbano, in Cina, Russia, Francia, c’è una tribù ai confini del sistema, a volte perché non può farne a meno. Io lo so perché vengo da un posto così» dice l’attrice nata a Santo Domingo e cresciuta in New Jersey. L’altra faccia della medaglia è che “Fast & Furious 5” è stato il film più scaricato: 9,2 milioni di download pirata. Nel curriculum della Rodriguez ci sono “Girl fight” e “Avatar”, in arrivo “Machete Kills” e “Resident Evil”. «Non sono una vera attrice né punto all’Oscar. In 13 anni ho creato un’icona di guerriera a cui le ragazzine possono ispirarsi. Perché in film come “Uomini che odiano le donne” la protagonista deve essere stuprata prima di reagire? O deve morire, come succede alla splendida creatura di “Million dollar baby”? Per far piangere la gente? Vorrei vedere al cinema più donne libere di spirito che non devono chiedere il permesso». In “Fast & Furious 6” l’attrice combatte contro la regina di arti marziali Gina Carano, già traghettata al cinema da Steven Soderbergh (“Knock out - La resa dei conti”) e qui poliziotta. Dice Michelle: «Appena ho visto Gina ho pensato che avrei dovuto imbottirmi di proteine. Ma nella lotta in strada conta più la grinta che la tecnica. Vin batterebbe The Rock».

Gina Carano, che ha abbattuto a calci centinaia di avversarie, dice timida: «Non avevo mai visto “Fast & Furious”, sono più il tipo da “Orgoglio e pregiudizio”. Mi piace combattere fin da ragazzina, ma bisogna saper essere forti e femminili. Vorrei interpretare una Wonder Woman invincibile ma umana». Aggiunge che «a Hollywood non è facile vincere il pregiudizio verso chi arriva dal wrestling o dalle arti marziali. Ho chiesto consiglio a Dwayne». Entrambi sono figli di campioni sportivi. The Rock, idolo wrestler tra i più amati in America, riempie il camper con i suoi 120 chili per 193 centimetri d’altezza. Gli occhi dolci e il sorriso bambino ne hanno fatto un perfetto eroe per famiglie e divo da incasso sicuro. Reduce dal successo commerciale di “G. I. Joe - La vendetta”, Johnson coltiva l’amicizia con Sir Michael Caine e ambizioni d’autore: «Mi vedrete nella commedia dark “Cresci e suda”, Michael Bay ci ha lavorato otto anni. È tratta dalla cronaca, culturisti di Miami rapirono e uccisero un uomo. Siamo dalle parti di “Trainspotting” e “Fargo”: la materia è oscura ma si ride parecchio».

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