PRIMO PIANO CASERTA, PRENDE A CALCI LA CONVIVENTE. MILZA ASPORTATA A MISS 2OENNE: ARRESTATO
INSERITO DA ANGELA CECERE
CASERTA - Prende a calci la convivente, una donna di vent'anni residente a Macerata Campania, e la manda in ospedale
dove ora versa in pericolo di vita.
È accaduto la scorsa notte nel Casertano. Alla vittima, Rosaria Aprea, è stata asportata la milza dopo una lunga operazione. L'aggressore, che, come accertato, non era la prima volta che picchiava la donna, con la quale conviveva da due anni, è stato fermato dalla Squadra Mobile della questura di Caserta. Si tratta di Antonio Caliendo, 27 anni, di Casal di Principe. I due avevano un bambino.Vistosi braccato, si è recato con la sorella, che è avvocato, al posto fisso di polizia a Casapesenna.
LA LORO STORIA Sin dall’inizio della relazione si erano verificati dei problemi a causa della forte gelosia dell'uomo. Nel 2011, la donna mentre stava partecipando a un concorso di bellezza, a Pesaro, era stata raggiunta dal convivente che, è stato reso noto dalla polizia, a causa della sua gelosia, l’aveva picchiata tanto da costringerla a fare ricorso alle cure mediche presso il locale ospedale civile.
LEGGO.IT
13.05.2013.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
INSERITO DA MARCELLA SOTGIA La 49enne che ha fatto sparire 2 milioni e mezzo di euro aveva vestiti firmati stipati anche in garage e in cantina TREVISO - Aveva trasformato la sua abitazione di San Vendemiano (Treviso) in una vera e propria boutique. In sei armadi, sistemati nella camera da letto, nelle stanze dei figli, perfino in garage e in cantina erano stipati vestiti di lusso di Fendi, Louis Vuitton, Gucci, Ralph Lauren e altre griffe prestigiose: oltre mille capi d'abbigliamento, quasi tutti su misura ma anche accessori, scarpe, abiti da sera e vestiti di ogni genere. Quello ritrovato e sequestrato dalla Guardia di Finanza di Conegliano all'interno dell'abitazione di Silvia Canzian, la 49enne arrestata nel dicembre scorso dalle Fiamme gialle per furto aggravato ai danni dell'azienda in cui lavorava come contabile, era un guardaroba che rappresenta il sogno di ogni donna, accumulato in due anni di spese pazze soprattutto attraverso il web. I finanzieri hanno scoperto gli ammanchi, provocati dalle spese effettuate dalla donna con i soldi dell'azienda (direttamente dal pc del suo ufficio), per 2 milioni e mezzo di euro: la stragrande maggioranza di questo "tesoretto", per quanto incredibile possa sembrare, è stato investito proprio nell’acquisto di abiti di marca. Si parla di circa 1.8 milioni di euro sperperati esclusivamente in questo tipo di spese. La mole di capi d’abbigliamento era tale che più della metà non sono mai stati indossati. Anzi, erano riposti ancora dentro la confezione e con tanto di etichetta. Gli ultimi tre abiti sono stati recuperati della Finanza direttamente in un negozio d'alta moda dove la 49enne avrebbe ritirato altri capi acquistati on line solo qualche giorno prima. E il resto del denaro? È stato investito per comprare un'auto (una Audi A6 Allroad) e in spese che sono sfuggite anche al lavoro delle Fiamme gialle (profumeria, estetista, parrucchiera) e probabilmente, siamo però nel campo delle ipotesi, in regali ad amiche e amici. Infine c'è il conto corrente della donna (quello da cui è transitato buona parte di questo fiume di denaro) che al momento del sequestro contava circa 110mila euro: spiccioli, anche tenuto conto del fatto che il reddito annuo dell'impiegata e del marito è di circa 100mila euro. C'è poi un'altra certezza che è stata cristallizzata dagli investigatori: Silvia Canzian, secondo i militari del nucleo mobile, coordinati dal tenente Salvatore Lo Gatto, avrebbe fatto tutto da sola. Non emerge cioè dalle pieghe dell’indagine alcun coinvolgimento di terzi. Inizialmente gli investigatori avevano ipotizzato, dopo la denuncia presentata dalla stessa Omc (i dirigenti si erano insospettiti spulciando i bilanci), la presenza di uno o più complici, ma questa tesi è ben presto evaporata. È stata soltanto lei, Silvia Canzian. Fra il novembre 2010 e il dicembre 2012, la donna ha approfittato di una falla nel sistema informatico per la contabilità dell'azienda effettuando bonifici sul suo conto o direttamente alle case di moda, dissimulati tra i normali ordinativi. Poi, con altrettanta abilità, faceva sparire ogni traccia di tali operazioni. Silvia Canzian, difesa dall'avvocato Patrizia Vettorel, comparirà di fronte al giudice nella prima udienza che la vede imputata per questi fatti, il 15 luglio prossimo.






INSERITO DA KATIA PERROTTA