INSERITO DA TITOLARE SALERNO. E’ riuscito a recuperare seicentomila euro che serviranno a pagare i rimborsi per le “croci” impegnate nel servizio trasporto infermi in emergenza e ben cinquantatrè milioni che finiranno nelle buste paga del mese di agosto (più contributi) degli undicimila dipendenti dell’Asl. Un’operazione da record, quella firmata dal numero uno dell’Azienda sanitaria locale di via Nizza, soprattutto in una fase in cui la sanità campana rischia il default sotto la minaccia pressante delle aggressioni dei creditori. Ma Antonio Squillante si schernisce e da buon risparmiatore spiega: «Sono stato prudente riuscendo a mettere qualcosa da parte prima ancora che fosse ufficializzata la sentenza della Corte Costituzionale che svincola dall’impignorabilità i beni delle Aziende delle regioni commissariate. In questo modo, almeno nel breve periodo, saldiamo il nostro debito con le croci e garantiamo il pagamento degli stipendi di agosto in autonomia». E’ dunque scongiurato il rischio che da domani le 27 “croci” del territorio consegnino in Prefettura le chiavi delle loro ambulanze in segno di protesta contro i mancati pagamenti. Da settembre però, così come stanno già attuando la Napoli 1 e la Napoli 3, dovremo normalizzare la procedura ed inserirci anche noi nella piattaforma regionale della Soresa». In settimana le associazioni impegnate nel “118” si vedranno rimborsare il dovuto e il pagamento degli emolumenti di agosto avverrà nei tempi stabiliti.
Di qui a un mese, però, anche il futuro dell’Asl salernitana è una incognita che preoccupa non poco il presidente della Regione Stefano Caldoro. «Giù le mani da lavoratori e stipendi. Difenderemo il sistema sanitario. In campo le ragioni del mio impegno politico», ha scritto il “governatore” sulla sua pagina Facebook. «Per tutelare i lavoratori, l’utente, il paziente, per difendere il sistema sanitario - spiega Caldoro - andremo fino in fondo. Con il sostegno delle parti sociali, delle organizzazioni di categoria faremo sentire la nostra voce». Il pignoramento dei fondi delle Asl «ha creato un problema enorme». E, sottolinea, «ci ripetono da più parti che si è applicata la norma. Questa la difesa degli Istituti bancari. Solo in parte è così». La priorità, incalza Caldoro, è la salute dei cittadini: «Si possono lasciare le Asl senza i fondi necessari a garantire i livelli essenziali di assistenza? No! Non dormiamo la notte per trovare immediate soluzioni - spiega - Siamo in una economia di guerra, in un momento particolarmente delicato e nessun pezzo dello Stato può ragionare fuori dal contesto». Caldoro ricorda che la legge che evitava i pignoramenti dei beni delle Asl «ci ha consentito di avviare il risanamento e garantire il funzionamento del sistema. Eravamo in dirittura di arrivo a circa il 70% del percorso». La sentenza della Consulta «ha fatto tornare indietro la lancetta della storia». «La decisone sulla incostituzionalità, legittima, ha permesso l’attacco alle Asl campane e ha frenato il piano che avevamo avviato con successo, ma non concluso - prosegue - È come se si fosse fatta venire meno la legislazione antiterrorismo prima di avere sconfitto definitivamente le Brigate Rosse o interrotta la normativa antimafia nel momento più delicato del contrasto alle cosche». E ancora: «Una scelta saggia? No! Inopportuna? Intempestiva! Adesso bisogna lavorare come stiamo facendo per le soluzioni per una risposta che nessuna norma o decisone può attaccare».
BARBARA CANGIANO LA CITTA