SPORT NEWS E PORT LOCALE Fallimento ripescaggi la Lega Pro sarà monca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA. Ormai è praticamente certo: a un solo anno dalla riforma che ha portato alla Lega Pro unica, il format delle 60 squadre divise in tre gironi è destinato a saltare. Ieri, infatti, scadevano i termini per presentare domanda di ripescaggio dopo la mancata iscrizione di 9 società al terzo campionato nazionale, che ha decurtato l’organico a 51 squadre, dalle quali molto probabilmente andrà sottratto anche il Brescia (pressoché sicuro di risalire in B al posto del Parma) scendendo così a quota 50.
Ebbene, ieri soltanto le retrocesse Albinoleffe e Pordenone hanno presentato tutta la documentazione richiesta, e soprattutto la fideiussione da 400 mila euro e il versamento a fondo perduto di 500 mila euro richiesti per essere ripescati. Ci sono poi altri club che hanno consegnato la domanda incompleta, e cioè senza l’onerosissimo versamento a fondo perduto (il Monopoli), o addirittura, a quanto pare, senza nemmeno la fideiussione e i 100 mila euro per l’iscrizione (Viterbese e Taranto). Molto difficile che possano essere prese in considerazione. Anche il Seregno aveva preannunciato la presentazione della domanda, con versamento ma senza fideiussione, ma fino a sera la notizia non era confermata.
Ad ogni modo sembra inevitabile rivedere la composizione della Lega Pro: impossibile allo stato arrivare a 60 squadre, senza considerare il fatto che le inchieste sul calcio scommesse potrebbe ulteriormente dimagrire l’organico del campionato, tra club di Lega Pro già iscritti (Vigor Lamezia, Torres e Savona) a rischio di retrocessione a tavolino e quelli di B (Catania, Teramo) che potrebbero subire la stessa sanzione obbligando a ripescaggi dalla Lega Pro alla serie cadetta.
Questo a meno che non si decida di fare un passo indietro ed eliminare il versamento a fondo perduto (che sembrava messo apposta per impedire i ripescaggi). La Figc due settimane fa aveva confermato il versamento tra le condizioni per il ripescaggio, ma è proprio di ieri la notizia che alcune società - Sambenedettese, Gubbio e Forlì - hanno impugnato davanti al Collegio di garanzia del Coni proprio le norme sui ripescaggi: si contesta da un lato l’entità della cifra richiesta col versamento a fondo perduto, sia la legittimità da parte della Figc di imporlo alle società.
Sta di fatto che ancora una volta la situazione è di grande caos, con il risultato che a fine luglio nemmeno il Pavia sa da quante squadre
sarà composto il suo girone e quali saranno le sue avversarie. L’unica certezza al momento è la Tim Cup: battendo domenica un avversario più che abbordabile come il Poggibonsi c’è la possibilità di andarsi a giocare il secondo turno a Latina la domenica successiva.
LUCA SIMEONE LA PROVINCIA PAVESE
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