TOSCANA NEWS LIVORNO «È arrivato troppo tardi in ospedale»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Il primario di chirurgia Maurizio Viti ripercorre la storia clinica di Emanuele Ricevuto: «La peritonite era già in fase avanzata e la situazione compromessa, con una tempistica diversa si sarebbe potuto salvare» LIVORNO. Maurizio Viti, primario di chirurgia dell’Asl 6, ripercorre un passo alla volta la storia clinica di Emanuele Ricevuto, l’uomo morto venerdì scorso a soli 38 anni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Livorno a causa di un blocco renale in conseguenza di una peritonite. «L’ho seguito per quattro giorni e garantisco sull’efficienza del reparto», spiega il medico. Una risposta indiretta a chi ha avanzato dei sospetti sull’operato dell’équipe che ha seguito il paziente, non certo nei confronti dei i familiari dell’impiegato che nonostante la tragedia non si sono rivolti alla procura per denunciare un presunto caso di malasanità. Viti, però, alla fine della tragica cronistoria andata in scena tra lunedì notte e venerdì mattina svela «l’antefatto» dentro al quale - secondo lui - si nasconderebbero anche le cause del decesso. E che soprattutto accresce il rammarico per il tragico epilogo. «Il paziente – racconta il primario – ha avuto i primi sintomi sabato mattina, ma quando è stato visitato dal medico di famiglia non ne voleva sapere di restare a casa, addirittura ha chiesto di andare al lavoro. Per fortuna glielo hanno impedito, ma per due giorni non ha fatto accertamenti: al pronto soccorso è arrivato solo nella notte di lunedì quando la situazione era già compromessa e la peritonite avanzata. Fosse venuto subito in ospedale quasi sicuramente si sarebbe potuto salvare». Ad uccidere Emanuele, dunque, sarebbero state le conseguenze della peritonite e in particolare il blocco renale che venerdì mattina si è portato via “Cice”, come lo chiamavano i suoi amici.
FONTE IL TIRRENO
28 GENNAIO 2013
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