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SALERNO E PROVINCIA NEWS Centrale del latte Bufera sulla vendita

26 Settembre 2013, 10:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La pubblicazione del bando per la vendita della Centrale del Latte ha sorpreso tutti, in particolar modo i rappresentanti sindacali tenuti all’oscuro dei lavori del tavolo. È questa la più grande colpa che si imputa all’amministrazione comunale. «Quello che ha maggiormente infastidito – commenta MimmoOliva della Cgil – è il metodo utilizzato. Ci sono state delle riunioni tra le parti in cui si è affermato anche pubblicamente che si sarebbe lavorato insieme invece non è stato così».

Il riferimento è all’incontro al Centro Sociale che si è tenuto lo scorso aprile. «Abbiamo aspettato una convocazione per stilare il bando e poi lo troviamo sul sito del Comune. Ci sembra un comportamento molto scorretto - continua Oliva - e dato che non pensiamo che la proprietà della Centrale pecchi di ingenuità, ci sembra alquanto bizzarro». In realtà, la convocazione ci sarebbe stata, come sottolineato dall’assessore al Bilancio Alfonso Buonaiuto in una nota stampa. «In data 7 agosto – ha detto l’amministratore – è stata inviata la convocazione per discutere della procedura messa in campo. All’invito è stata fornita una risposta di indisponibilità delle stesse rappresentanze sindacali. La convocazione era un impegno preso dal Comune e se non si è potuta tenere per l’assenza dei sindacati stessi, non può essere attribuita alcuna responsabilità al Comune». Ma i sindacati ribattono dicendo che avevano chiesto di fissare una seconda data non prima del 19 agosto, non ricevendo risposta.

Ma le polemiche non si limitano a questo aspetto; entrando nel merito del bando e della procedura preliminare, tocca a Ciro Marino della Cisl evidenziare un altro punto: «La cosa più grave – afferma – rispetto anche a quanto dai noi chiesto nei mesi scorsi, è che alla fine l’amministrazione ha deciso di non riservarsi alcuna quota per mantenere un minimo di controllo sull’azienda». Infatti, come è ormai noto, ad essere venduto sarà l’intero pacchetto azionario. C’è solo una cosa che fa sperare i rappresentanti sindacali: «Prendiamo atto del punto 1.4 del disciplinare di gara – dice Oliva – che impegna il futuro acquirente al mantenimento del marchio e dei livelli occupazionali». Ma oltre le sigle sindacali, a commentare la decisione del Comune sono anche i politici. Per l’avvocato Antonio Cammarota «il contenuto del bando tradisce la lettera e lo spirito della delibera di delega del consiglio comunale. Ora nel bando si privilegia l’offerta economica rispetto al progetto di sviluppo e nulla si impone sul divieto di delocalizzazione». Il consigliere chiederà al sindaco di ritirare il bando oppure di modificarlo «affermando la prevalenza del piano industriale rispetto all’offerta economica, l’obbligo di non delocalizzare e così il mantenimento dei livelli occupazionali, mantenendo quote di minoranza in mano pubblica». Critiche simili vengono mosse anche da Roberto Celano che sottolinea anche come il bando «esclude ogni possibilità di acquisto da parte di aziende locali e taglia le gambe all’interesse manifestato da qualche fondazione (Carisal - ndr) che avrebbe potuto lasciare gli utili prodotti sul territorio cittadino, investendoli in attività sociali».

DI ANGELA CASO LA CITTA DI SALERNO

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