PUGLIA E CALABRIA NEWS QUESTIONE ILVA Trovati altri 700 milioni di euro dei Riva Oltre 2 miliardi portati nei paradisi fiscali
INSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Erano nell'isola di Jersey, nel Canale della Manica La procura di Milano indaga anche alle Bahamas Non solo il procurato disastro ambientale. Anche il patrimonio portato all'estero dalla famiglia Riva continua a essere oggetto di indagini, nel caso specifico, della guardia di finanza di Milano. L'ultima somma ritrovata ammonterebbe a 700 milioni di euro (fonte Il Sole 24 Ore). La scoperta sarebbe avvenuta sempre nell'isola di Jersey, paradiso fiscale nel Canale della Manica, già setacciato dalle fiamme gialle nell'ambito dell'inchiesta della procura milanese, sull'appropriazione indebita dei proprietari dell'acciaieria Ilva di Taranto. I 700 milioni scoperti sono terminati in trust finanziari (istituti finanziario fondati da un soggetto che trasferisce beni e denaro a un altro soggetto,che a sua volta li amministra nell'interesse di un terzo beneficiario. Il patrimonio del fondatore è separato da quello del trust stesso) che hanno come beneficiari Emilio e Adriano Riva, assieme ai loro otto figli. Il sistema messo su dai Riva si basa su una rete intricata di finanziarie e intestazioni fittizie che va dall'Olanda alla Gran Bretagna, dal Lussemburgo a Panama e Antille Olandesi, che sarebbe servita a portar via dall'Italia i soldi dell'Ilva di Taranto, l'azienda più importante del gruppo, e la finanziaria del gruppo, la Riva Fire. I soldi fino adesso individuati dalla guardia di finanza supererebbero i 2 miliardi di euro. L'inchiesta di Milano è venuta alla luce nel maggio scorso, quando il gip Fabrizio D'Arcangelo ha posto sotto sequestro 1,2 miliardi di euro, sempre nell'isola di Jersey, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Civardi. Emilio e Adriano Riva sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e intestazione fittizia di beni. L'inchiesta ha evidenziato come l'Ilva sia controllata da una serie di società e trust, sette in tutto, che seguono le tracce della rete che si estende dall'Italia ai Caraibi. Non solo. Sempre secondo il quotidiano economico, gli inquirenti milanesi starebbero ricostruendo l'intero quadro della ragnatela, che arriverebbe fino alle Bahamas e la Nuova Zelanda. Un altro filone di indagine riguarderebbe lo spostamento di 600 milioni di euro avvenuto tra il 1996 e l'anno successivo, dall'Ilva spa alla società Parfinex in Lussemburgo. Fiumi di denaro sarebbero corsi, quindi, dagli altoforni e ciminiere di Taranto, dove la ricchezza è prodotta, a Milano, dove c'è il quartier generale della società, per passare attraverso il Lussemburgo e l'Olanda, per poi finire nei paradisi fiscali di mezzo mondo. Il Sole 24 Ore parla anche dell'altra inchiesta aperta dalla procura di Milano, condotta dal procuratore aggiunto Francesco Greco, per una presunta frode fiscale da 52 milioni di euro, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per Emilio Riva, Turco Liveri, responsabile finanziario dell'azienda, e Agostino Alberti, componente del consiglio di amministrazione.
Gino Martina CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
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