PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Allarme sulla costa, sostanze a pelo d'acqua: scattano i controlli
INSERITO DA ANGELA CECERE
Si tratta di «tunicanti», le indagini dell'Arpa Da Taranto a Campomarino, Capitaneria all'opera Una delle TARANTO - Vistose chiazze di colore brunastro e maleodoranti sono state segnalate lungo tutto il tratto orientale del litorale jonico tarantino. Numerose segnalazioni sono giunte in contemporanea nella mattinata di ieri, da Taranto-San Vito sino a Campomarino di Maruggio: Telefonate sono arrivate ai centralini della sala operativa della capitaneria di porto e della Guardia di Finanza marittima da parte di cittadini allarmati dalla visione dell’improvviso fenomeno. Il presunto inquinamento che si presentava a macchia di leopardo ad una cinquantina metri di distanza dalla riva e in alcuni punti anche fino alla costa, interessava un fronte di circa venti chilometri. La prima telefonata è partita da Torre Ovo, marina di Torricella, dove l’ambientalista Mimmo Carrieri, responsabile del settore ambiente ed ecologia dell’associazione «Caccia, pesca ambiente» di Taranto, ha documentato fotograficamente il fenomeno schiumoso che dalla scogliera della Torre Saracena si spingeva al largo. Allarme sulla costa Ad intervenire sul posto sono stati i militari della Guardia costiera partiti dal vicino distaccamento di Campomarino. Con le prime verifiche, i marinai con le stellette hanno potuto costatare che la sostanza presente non era di origine oleosa o chimica ma verosimilmente di natura organica. Sempre secondo questa prima ipotesi avanzata dagli specialisti, si tratterebbe di un’abnorme presenza di alcuni microrganismi misti ad alghe in putrefazione che in questo periodo dell’anno provocano la formazione di una sostanza schiumosa che emette cattivi odori conosciuta con il nome di «tunicanti marini». Questo prodotto della macerazione organica determina anche la morte di numerose meduse la cui presenza è stata effettivamente riscontrata ieri nel tratto di mare interessato. Per tutto il pomeriggio di ieri le unità navali della Capitaneria giunte anche da Taranto, hanno proseguito l’attività di monitoraggio lungo tutto il tratto di mare colpito dallo strano fenomeno. Il personale delle motovedette ha raccolto campioni di acqua di mare per le successive analisi di laboratorio da parte dell’Arpa di Taranto. I «tunicanti» sono, in sostanza, animali marini cosiddetti «filtratori» che si nutrono dei microrganismi aspirati attraverso il sifone inalante e quindi digeriti e assimilati durante il percorso all’interno del corpo dell’animale. Facilmente scambiali per meduse, la loro massiccia presenza era stata già segnalata nei giorni scorsi lungo la battigia di alcuni tratti di mare interessati dal fenomeno schiumoso di ieri. A differenza delle meduse, la specie marina dei «tunicanti» non provoca danni all’uomo neanche per contatto. Saranno comunque le analisi sui campioni prelevati a certificarne la natura e la loro innocuità nei confronti dell’essere umano e dell’ambiente marino. I laboratori dell’Arpa di Taranto dove sono destinati i prelievi comunicheranno il risultato direttamente al comando della Capitaneria di porto al più presto per le misure del caso.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
18.05.2013.
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