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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS La tragedia di Rovereto narrata da cento testimoni

26 Agosto 2013, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA NOVI. Oltre 200 pagine, circa 100 testimonianze di persone di ogni età; 14 capitoli che raccontano un anno di fatiche, emozioni, sentimenti con la narrazione di chi ha vissuto il terremoto in prima persona.

È stato presentato, in occasione della sagra di San Luigi, il libro “2012, il terremoto a Rovereto e Sant’Antonio: storie e testimonianze”. Un’opera che analizza a 360° effetti devastanti ma anche la grande forza d’animo degli abitanti delle due frazioni, a partire dai primi campi spontanei fino a oggi. Un libro che si pone anticipa l’uscita di un successivo volume, «che vada oltre le riflessioni e i sentimenti, affinché ci sia la tenacia ed il coraggio per poter parlare di una definitiva ricostruzione».

Tra coloro che hanno contribuito, oltre alla curatrice Francesca Foroni, ci sono Maurizio Bacchelli (presidente dell’ onlus “Tutti insieme a Rovereto e Sant’Antonio”), il geologo Giorgio Barelli, Venanzio Malavolta, Bettina Negri, Diego Zanotti e Renzo Merler.

Una serie di racconti e di immagini preceduti dall’analisi geologica dell’accaduto.

«C’erano tutti gli elementi affinché questo terremoto non fosse neutralizzato, ma quantomeno previsto – spiega Barelli – La classificazione sismica dell’Emilia prevede valori di accelerazione di picco orizzontale del suolo tra 0.05 e 0.15. Sebbene il terremoto del 2012 abbia fatto registrare valori nettamente superiori ai criteri indicati, la nostra zona continua ad essere considerata come a basso rischio. Le leggi inerenti l’argomento terremoto ci sono, ma spesso non sono cogenti».

Tanta la riconoscenza nei confronti di tutte le associazioni di volontariato e dei cosiddetti “angeli delle pietre”, compresi gli alpini di Trento, a cui è stato dedicato un intero capitolo. Tra i temi toccati anche il sostegno sanitario ai più deboli (“Il coordinamento e lo spirito di sacrificio sono stati i segreti per combattere l’emergenza”), la questione impianti sportivi e la demolizione degli edifici, aspetto che riguarda il 45% delle strutture presenti nelle due frazioni. Per niente secondario il capitolo concernente i danni subiti dal comparto commerciale, industriale ed agricolo, che si è dovuto destreggiare tra impianti di bonifica danneggiati ed il costante rischio di sciacallaggio delle attrezzature. Immancabile anche il riferimento a don Ivan, morto durante il sisma, ed alla visita di papa Ratzinger.

«Il messaggio che vuole trasmettere l’opera, oltre a dimostrare come si possa uscire arricchiti anche da una tragedia come questa, è la rinnovata unità e solidarietà tra i cittadini», commenta Francesca Foroni. Soddisfatto anche il presidente dell’onlus Bacchelli: «La raccolta del materiale ha comportato 8-9 mesi di lavoro, ma si tratta di un obiettivo che ci eravamo prefissati sin dall’inizio. Il rischio è che con il passare del tempo si perda parte della memoria storica dell’evento, pericolo che cerchiamo di scongiurare proprio tramite il racconto dei diretti interessati».

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

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