SEZ. POLITICA Mattarella in Kazakistan, il Paese che parla con tutti

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le relazioni tra Italia e Kazakistan sono ottime ed in costante progressione tanto che l'Italia è il primo partner commerciale europeo e il terzo - dopo solo Russia e Cina - a livello globale. Inoltre il Kazakistan, il Paese più grande e strutturato dell'Asia centrale, da anni ha irrobustito una politica estera indipendente che definiscono "multivettoriale", termine che si può semplificare nella capacità di parlare con tutti gli attori globali - quindi anche Unione europea e Stati Uniti - e non solo con il potente vicino russo o cinese. Una politica sempre più aperta quindi nella quale l'Italia ha visto praterie di opportunità che attualmente stanno andando ben oltre lo sfruttamento di idrocarburi, terreno primario di business per l'Italia. Bastano questi dati a spiegare i motivi di una visita ufficiale che il presidente della Repubblica compirà dal 28 al 30 settembre ad Astana. Una missione certamente business oriented che il capo dello Stato completerà con una tappa a Baku, capitale dell'Azerbajan, importante Stato caucasico. L'Asia centrale è da anni una "scelta strategica" della politica estera italiana e si sta rivelando vincente poichè, spiegano al Quirinale, la grande collaborazione politica strutturatisi tra il gruppo dei cinque (oltre al Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan) sta permettendo ad un Paese giovane come il Kazakistan di diversificare la propria economia consapevole che il solo sfruttamento intensivo dei giacimenti di petrolio e gas non può bastare per un vero sviluppo. Questa ricerca di tecnologie avanzate e di know how è miele per le imprese italiane e la penetrazione cresce. A questo bisogna aggiungere che il governo di Astana è pronto ad offrire in cambio non solo tanto petrolio ma anche materie prime critiche, le cosiddette terre rare, delle quali si sussuegono le scoperte di nuovi giacimenti. Naturalmente nei colloqui politici che il presidente Mattarella avrà sia ad Astana che a Baku si parlerà soprattutto di Ucraina e della questione palestinese. I Paesi asiatici, nonostante la loro collocazione geografica e la storica influenza russa, "mantengono un approccio pragmatico", spiega una fonte diplomatica. Si tratta di una posizione mediana, tutto sommato equilibrata, in linea con le posizioni dell'Onu. Il capo dello Stato, accompagnato dal vice-ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, arriverà ad Astana il 28 settembre in serata. Lunedì 29 l'incontro con il presidente Qasym-Jomart Toqaev con un colloquio "tete-a-tete" seguito da dichiarazioni alla stampa e una colazione di lavoro. Il giorno successivo, martedì 30 settembre, il presidente interverrà alla Scuola nazionale per la Pubblica amministrazione. Già nel pomeriggio si trasferirà a Baku dove incontrerà il presidente Ilham Aliyev. Il cerimoniale prevede, dopo i colloqui, dichiarazioni alla stampa e un pranzo ufficiale. Mercoledì primo ottobre Mattarella interverrà all'università diplomatica Ada che ha stretto importanti collaborazioni con cinque atenei italiani. In serata il rientro in Italia.
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Tra l'entusiasmo generale, l'azzurro ha alzato le braccia al cielo come i suoi idoli, Tadej Pogacar e Marco Pantani. Per Finn si tratta di un bis dopo la maglia iridata già conquistata tra gli juniores e che lo ha rivelato al mondo dello sport. In Ruanda ha corso da dominatore, uscendo allo scoperto a -40 chilometri dalla conclusione. Fino a quel momento la prova era stata un monologo belga, che aveva messo tutta la squadra alla frusta per portare, nei chilometri finali, nella posizione migliore il superfavorito Widar. Quando mancavano quattro giri alla conclusione il talento azzurro ha rotto gli indugi, intuendo che il belga non ne aveva più. Si portava dietro un gruppetto di sei corridori, nessuno dei quali veramente disposto a lavorare per il talento azzurro. A 30 km dal traguardo ha attaccato ancora. Solo lo svizzero Huber ha resistito per poi cedere nel giro finale. "Un'emozione incredibile, come l'anno scorso". Sono state le prime parole di Lorenzo dopo aver conquistato l'oro. "Voglio dedicare la vittoria alla mia ragazza Fabiana, questa è per lei", ha aggiunto. "Il piano iniziale era quello di vedere cosa avrebbe fatto il Belgio - ha spiegato a Rai Sport - La prima metà della corsa è stata molto controllata, quando poi abbiamo dato una sgasata sul pavè, si è fatta subito selezione. Siamo rimasti prima in sei, poi in quattro e poi in due con lo svizzero Huber.
All'ultimo giro sono riuscito ad attaccare e a restare da solo e a regalarmi un'al tra gioia incredibile". Alla fine "mi facevano male le orecchie per il grande entusiasmo che sentivo sul rettilineo conclusivo". "E' una vittoria desiderata, sperata, un successo che gratifica il lavoro della squadra. Un premio meritato per tutto il gruppo". ha sottolineato il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni. "Finn sarà il nostro futuro - ha aggiunto al microfono Rai - é un atleta serio, umile. Confido in un Finn protagonista al Mondiale in Trentino del 2031 ma, prima, anche alle Olimpiadi del 2028. Abbiamo un bel gruppo e lui sarà di stimolo a tutti gli altri" ha aggiunto. Fin da domani, nelle prove che attendono gli uomini e le donne, perché "l'appetito vien mangiando" ha concluso Dagnoni. ANSA SPORT
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