Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Stato di agitazione. Lo ha proclamato a livello nazionale l'Unione funzionari giudiziari qualificati - a Benevento sono undici quelli in servizio tra Tribunale, Procura e Giudice di pace- per “reclamare equità e coerenza nella gestione del personale giudiziario”. Il punrto di partenza sono “gli ultimi reclutamenti di cancellieri esperti e di direttori avvenuti, rispettivamente, con procedure estremamente semplificate per i cancellieri, e la previsione di titoli che hanno di fatto favorito l'ingresso di ex avvocati e magistrati onorari (che peraltro, sorprendentemente, non hanno sospeso l'attività ma sono autorizzati a svolgere entrambe le funzioni) e con procedure 'blindate' per i direttori, che hanno impedito persino la partecipazione ai funzionari giudiziari qualificati sebbene in possesso di anzianità di servizio pluridecennale nel ministero della giustizia e titoli accademici specialistici favorendo, anche in questo caso, ex avvocati e magistrati onorari”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Secondo le informazioni pubblicate oggi dalla pagina Facebook Sardegna in Volo e riportate dai colleghi della Nuova Sardegna, Air Corsica offrirà un servizio aereo tra la Corsica e la Sardegna nel 2025. Questa nuova rotta collegherà gli aeroporti di Figari e Olbia ogni giovedì dal 6 giugno al 26 settembre 2025. Le partenze da Figari sono previste alle 11.00 e da Olbia alle 12.30. Per questo volo di 40 minuti sarà utilizzato un aereo ATR72. I biglietti sono già prenotabili sul sito della compagnia aerea al prezzo (solo andata) di 113,53 euro da Figari e 103,10 euro da Olbia. ByGuillaume Bereni CORSICAOGGI
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Dolce Vita, si cambia strategia in attesa del deposito delle motivazioni. Negli uffici della Procura di Avellino si continua a lavorare sull'inchiesta che ha travolto il comune e l'ex sindaco Gianluca Festa. Ma dopo la sua scarcerazione - con l'annullamento di ben due misure cautelari degli arresti domiciliari da parte dei giudici della Corte di Cassazione - si pensa a firmare un avviso di proroga delle indagini per altri sei mesi, dopo l'archivazione definitiva del giudizio immediato. Avvisi che potrebbero essere notificati già in settimana.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le sezioni unite civili della Cassazione, con due ordinanze, hanno dichiarato "estinto il giudizio" sul ricorso presentato dal ministero dell'Interno e dal Questore di Ragusa contro la decisione del Tribunale di Catania di non convalidare i fermi di migranti in applicazione del cosiddetto decreto Cutro. La decisione segue la scelta del ministero dell'Interno e del Questore di depositare la rinuncia al ricorso chiedendo "la dichiarazione di estinzione del giudizio" ritenendo che sia "venuto meno il loro interesse all'impugnazione in ragione della irreperibilità" dei migranti destinatari del provvedimento e dal "sopravvenuto nuovo decreto interministeriale che ha introdotto una nuova disciplina integrativa". Le sezioni unite civili della Cassazione hanno anche disposto "il ritiro della domanda di pregiudiziale" presentata alla Corte di giustizia europea e dichiarati assorbiti i ricorsi incidentali. I giudici di Strasburgo erano stati chiamati a pronunciarsi in via d'urgenza sulla garanzia finanziaria di circa 5mila euro che un richiedente asilo deve versare per evitare di essere trattenuto in un centro alla frontiera in attesa dell'esito dell'iter della domanda di protezione. La Corte di giustizia europea, su parere dell'avvocato generale, lo scorso 26 febbraio non ha accolto la domanda pregiudiziale avanzata dalla Corte di Cassazione sull'applicazione del decreto Cutro decidendone la trattazione con la procedura ordinaria, non iniziata. "Il ritiro della domanda di pronuncia pregiudiziale - affermano le sezioni unite civili della Cassazione nelle due ordinanze - non ingenera dubbi neppure riguardo all'estensione delle competenze della Corte di giustizia, visto che, a fronte del ritiro, resta sempre affidata alla valutazione della Corte la decisione sul se pronunciarsi o meno". "La questione rimane aperta, non si è risolta - ha commentato l'avvocato Rosa Emanuela Lo Faro, del foro di Catania, che assiste alcuni dei migranti interessati dal provvedimento - anche se l'Esecutivo ha modificato quello precedente, il decreto presenta aspetti di non conformità alla Costituzione e alle leggi internazionali. Non ci sono misure alternative diverse dalla esibizione del passaporto o altro documento equipollente e dalla garanzia economica e ciò costituisce un 'vulnus' per i richiedenti asilo. Ho già presentato ricorso contro le convalide avvenute a Porto Empedocle, nell'Agrigentino, e la Cassazione dovrà ancora una volta chiarire la questione".ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una piantagione di canapa indiana, realizzata su una superficie di circa 250 metri quadri metri quadri e costituita da circa 80 arbusti pronti per essere raccolti, è stata scoperta e sequestrata a Bonifati dai carabinieri della Compagnia di Scalea. Tre uomini, di 60, 62 e 55 anni, sorpresi in flagranza di reato ad occuparsi della coltivazione sono stati arrestati e posti ai domiciliari. I militari, nell'ambito di un'attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti attuata con coordinamento della Procura della Repubblica di Paola, hanno individuato la coltivazione illecita in una zona montana impervia. La piantagione, con fusti dell'altezza variabile da un metro e mezzo a tre metri, era protetta dalla fitta vegetazione e dotata di un complesso sistema di irrigazione. Giunti sul posto i carabinieri hanno atteso molte ore prima che arrivassero i tre arrestati che hanno iniziato poi le operazioni di raccolta delle piante. A quel punto sono stati bloccati e trovati anche in possesso di due sacchi di juta contenenti complessivamente 6.5 chili di marijuana. La piantagione è stata distrutta mentre alcuni campioni della sostanza stupefacente verranno sottoposti ad accertamenti tecnici da parte del Laboratorio analisi dei carabinieri di Vibo Valentia. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Ercolano. Una separazione coniugale che ha dato vita a due gruppi di spacciatori, fermati dai Carabinieri di Torre del Greco: 21 arresti con le persone accusate della vendita di cocaina, crack e hashish anche a minori nella piazza di spaccio di Ercolano. Un divorzio del 2018 alla base della divisione di una zona in cui due gruppi hanno operato a giorni alterni con turni dalle 11 alle 2 di notte: nell'attività investigativa è emerso anche l'episodio di un cliente che, rivolgendosi a un pusher nel suo giorno di riposo, è stato indirizzato al collega dell'altro gruppo. Sono 21 gli arresti tra i gruppi Minuzzi-Scognamiglio e Asile: figurano 9 donne tra le misure cautelari emesse dal gip su richiesta della DDA, ben 30 sugli 80 indagati. "Dovrà cambiare tutto per renderli luoghi accoglienti" "Un ulteriore colpo durissimo alla criminalità organizzata. L'arresto di 21 persone coinvolte nel traffico di droga è un segnale chiaro: lo Stato ad Ercolano c'è ed è presente": così il sindaco Ciro Buonajuto, anche vice presidente nazionale dell'Anci. "Questo straordinario risultato è il frutto del lavoro incessante delle forze dell'ordine a cui va tutta la nostra riconoscenza. - ha aggiunto il primo cittadino di Ercolano - La sicurezza dei cittadini sarà sempre una priorità assoluta. Parte di questi arresti è avvenuta nei quartieri di Fossogrande e via Cegnacolo dove siamo impegnati in opere di riqualificazione sociale e urbana con i fondi del Pnrr. Zone di insediamenti post-terremoto, a lungo afflitte da degrado e abbandono, preda della criminalità organizzata: dovrà cambiare tutto per renderli luoghi accoglienti grazie agli arresti e agli investimenti": ha affermato Buonajuto.
INSERITO DA MORENA MOTTA Èil 21enne barese Michele Lavopa, già noto alle forze dell'ordine, il giovane fermato dai carabinieri perché ritenuto il responsabile dell'omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa la notte tra sabato e domenica in un locale di Molfetta (Bari), e del ferimento di quattro giovani tra 20 e 25 anni, tutti raggiunti da almeno sei colpi di pistola. Lavopa è accusato di omicidio e tentato omicidio. Raggiunto dai carabinieri nella sua casa del quartiere San Paolo e interrogato, ha confessato e ha detto ai militari di aver gettato in mare l'arma usata per il delitto. Tra i feriti c'è anche Eugenio Palermiti, nipote omonimo del capoclan del rione Japigia di Bari. Gli spari sarebbero avvenuti dopo un litigio, le indagini svolte hanno permesso ai carabinieri di accertare che il tutto è accaduto al termine di una discussione degenerata tra il gruppo capeggiato dal rampollo dei Palermiti, con un altro gruppo di giovani". I militari sono riusciti a individuare Lavopa grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza del 'Bahia' di Molfetta, nonostante le "dichiarazioni di circostanza e palesemente omertose" rilasciate dai ragazzi feriti dopo i fatti. Il giovane ha detto ai carabinieri di essersi recato in discoteca con la fidanzata e alcuni amici "senza alcuna intenzione belligerante" ma di aver portato con sé una pistola "per difendersi da eventuali aggressioni, come spesso accade nei locali notturni baresi". Nel corso della serata ci sarebbe poi stata una lite con il gruppo di Palermiti (con tanto di offese e minacce) e, secondo Lavopa, il rampollo del clan avrebbe a un certo punto estratto una pistola, "scatenando la sua reazione di fuoco". Dopo gli spari, Lavopa sarebbe fuggito a piedi dal locale e sarebbe tornato a casa in macchina con due amici. Lavopa è ora in carcere a Bari. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una lite tra padre e figlio è finita a coltellate questa sera a Siliqua, nel sud Sardegna. Un uomo di 40 anni, già noto alle forze dell'ordine, è stato trasportato in ospedale in codice rosso. I carabinieri stanno ricostruendo la vicenda e verificando la posizione del figlio minorenne. L'episodio è avvenuto dopo le 20. Probabilmente padre e figlio hanno avuto una discussione, poi degenerata. Sul posto insieme ai militari dell'Arma è arrivata un'ambulanza del 118 e l'Elisoccorso che ha trasportato il ferito in ospedale, le sue condizioni sono gravissime. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Gli arresti sono tutti avvenuti su intervento degli uomini dei commissariati più vicini, a fatti tristemente già "consumati" Napoli. Mentre stiamo per completare questo articolo, allo scopo di inviarlo all’attenzione dei media, nell’ambito della nostra meticolosa campagna di monitoraggio della sicurezza dei nostri ospedali, non escludiamo che, in un qualsiasi pronto soccorso italiano, stia per avvenire o si sia appena consumata una nuova vile aggressione. Impossibile non raccontare il nuovo “bollettino” di guerra. Ma lo facciamo con uno scopo preciso, non limitandoci alla mera cronaca, a cui ovviamente non possiamo e non dobbiamo tristemente abituarci. 21-23 settembre 2024: nelle ultime 72 ore, nei pronto soccorsi di casa nostra, “si sono consumati” ben sei episodi all’insegna della violenza, del terrore puro, delle minacce, di quella che sembra diventata una vera e propria “epidemia di rabbia”. 21 settembre pronto soccorso ospedale di Prato, Toscana: 15enne picchia gli infermieri e devasta i locali. 21 settembre pronto soccorso ospedale di Varese: alle prime luci dell’alba, cittadino extracomunitario aggredisce brutalmente due infermieri, appena uscito dall’ambulanza. 22 settembre pronto soccorso ospedale di Imola: 24enne non accetta la diagnosi di trattamento sanitario obbligatorio per la compagna, riempie di calci e pugni due infermieri e un medico e poi, non contento, si barrica in una stanza e inizia a brandire l’asta di una flebo, minacciando sia il personale che i pazienti. 23 settembre pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari: 52enne minaccia di morte il medico di turno. 23 settembre pronto soccorso Vecchio Pellegrini di Napoli: il padre di un giovane paziente, affetto da aritmia, è in disaccordo con la diagnosi dei medici, pretende le dimissioni immediate del figlio. Da qui è un susseguirsi di urla, minacce, spintoni e schiaffi al personale sanitario. 23 settembre pronto soccorso di Treviso. Paziente da in escandescenza perché pretende una tac quando i medici non ritengono sia necessaria. Minacce e spintoni. Abbiamo analizzato i sei episodi, uno per uno, abbiamo ascoltato la testimonianza dei nostri referenti locali, e l’abbiamo anche supportata con quella dei cronisti. Dobbiamo riscontrare un unico pericoloso comune denominatore: sia che l’aggressione avvenga di giorno o di notte, cambia poco o nulla. Prima di tutto, nel 100% dei casi il teatro delle aggressioni è stato il pronto soccorso, e questo corrobora la nostra denuncia presentata al Ministro Schillaci, nel corso del recente summit con i sindacati. I reparti di emergenza urgenza rappresentano “un pericoloso micromondo” e mai come in questo momento vanno trattati con piani di sicurezza ad hoc. La seconda osservazione doverosa è che in nessuno dei citati episodi era presente almeno un agente al momento dell’avvenuta violenza. Non accade, infatti, quasi mai che le aggressioni siano infrante sul nascere ai “primi pericolosi barlumi” di rabbia. Gli arresti, come in questo caso, sono scattati tutti a fatti drammaticamente avvenuti, dopo che il personale, aggredito o minacciato, ha allertato i commissariati più vicini. Non sempre l’intervento delle forze dell’ordine, in arrivo dall’esterno, si rivela però tempestivo, e non dipende nemmeno dalla responsabilità degli agenti stessi. I fatti, molto spesso, all’insegna di veri e propri raptus di follia, sono talmente rapidi nella loro dinamica che solo un poliziotto presente sul posto potrebbe arginarne almeno in parte la brutalità. E non è detto che ciò sia possibile se, come accaduto di recente a Foggia e Pescara, “va in scena” il raid punitivo ad opera di 40 o addirittura 50 soggetti in preda alla rabbia più incontrollabile. In questi casi nemmeno un solo uomo, che per altro in questi episodi non era presente, avrebbe potuto fermare sul nascere le aggressioni. E’ evidente che, oltre ad essere di fronte ad un costante aggravio delle violenze, nell’aggressività e nei numeri, che superano ormai la media di un episodio al giorno, c’è da constatare che non può essere soltanto “la pena rapida ed esemplare”, a fatti drammaticamente avvenuti, la soluzione a lungo termine. Braccialetti con sistemi di allarme, pulsanti con codice rosso sul camice, cartelloni che avvisano del rischio che si incorre nell’aggredire il personale, esposti all’ingresso dei pronto soccorsi, fino ad arrivare agli arresti in flagranza di reato: tutto questo è davvero sufficiente? Qui occorre, come il pane, un nuovo ingente dispiegamento di agenti. Occorrono uomini delle forze dell’ordine dislocati in tutti i pronto soccorsi italiani, 24 ore su 24. In molti casi, in realtà sanitarie con bacini di utenza molto grandi, un solo uomo, appare evidente da quanto sta accadendo, potrebbe addirittura non bastare!
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ASan Vincenzo (Livorno) i pluviometri indicano che oggi in 6 ore sono caduti oltre 200 millimetri di pioggia e il sindaco Paolo Riccucci, intorno alle 18.30 ha aperto il Coc, a fronte degli eventi meteo verificati a partire dalle 16 ha deciso in via precauzionale la sospensione per domani 24 settembre delle attività didattiche di scuole medie, elementari, materna e nido e centro diurno. Chiuse per precauzione le scuole anche a Castagneto Carducci. La situazione è molto complessa anche nella zona di Donoratico tanto che Intorno alle 19 la sindaco di Castagneto Carducci, Sandra Scarpellini, ha diramato un appello raccomandando alla popolazione di non uscire di casa, perché la circolazione è completamente collassata. In questo momento e già da due ore, ha spiegato Scarpellini, operai, volontari, polizia municipale e provinciale sono in azione, ma frane e fossi in uscita determinano di non muoversi. I vigili del fuoco del comando di Livorno, con il supporto dei colleghi di Follonica (Grosseto) e i sommozzatori di Livorno e Firenze, stanno intervenendo per la forte ondata di maltempo che ha colpito la provincia livornese, in particolare nelle zone di Donoratico, Castagneto Carducci e San Vincenzo: al momento, si spiega, sono circa 80 le unità dei vigili del fuoco impegnate prevalentemente per danni d'acqua e allagamenti. In corso anche salvataggi di persone che si trovano in situazioni precarie. Mobilitato anche personale specializzato in soccorso acquatico proveniente dai comandi di Firenze, Lucca e Massa Carrara. "Superati 219 mm di pioggia caduti nelle ultime 6 ore a San Vincenzo, 215 mm a Castagneto Carducci, superiori a quello che cade di media in uno dei mesi più piovosi dell'anno" spiega sui socil il governatore Eugenio GIani. "La linea temporalesca si estende dalla costa centrale ai rilievi del Chianti, oltre 5500 fulmini caduti nelle ultime 6 ore. In aumento i fiumi della zona a causa della intensa perturbazione che si sta spostando verso Siena nel corso della prossima ora". "interventi del sistema di Protezione Civile per allagamenti tra Castagneto Carducci, Donoratico e San Vincenzo - spiega sempre Giani -.. Sotto attenzione i bacini dei fiumi Cornia e Cecina. La linea temporalesca che ha interessato la zona di Cecina-San Vincenzo si è spostata più a sud e ora interessa la zona di Follonica e si estende nell'interno verso Siena e Arezzo. La linea sarà ancora attiva nella prossima ora sulla zona di Follonica" (Grosseto) "e nell'immediato entroterra con cumulati intorno ai 50 mm. Temporali ancora possibili nelle prossime 2-3 ore sulle zone interne, in particolare sulle province di Arezzo e Siena". ANSA