Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Due incendi si sono sviluppati sulle colline di Tramonti, nella zona del valico di Chiunzi. Un fronte di fuoco si trova a Cesarano, l'altro a Capitignano, in zona Croce dell'Arco. Sul posto si sta portando il DOS Antonio Giordano della Pubblica Assistenza di Corbara, che probabilmente richiederà l'invio di mezzi aerei. A spegnere le fiamme da terra i volontari della P.A. "I Colibrì" e gli uomini della Comunità Montana. Intorno alle 13,30 un elicottero è giunto a dar manforte alle squadre da terra. IL VESCOVADO
di Michele Pappacoda Nel pomeriggio di ieri intorno alle 18 30 vi e stato un quarto d ora di pioggia che finalmente ha bagnato Positano e Penisola Sorrentina anche dopo le numerose allerta meteo che hanno portato forti temporali nelle zone interne la pioggia finalmente bagna anche le nostre zone anche se per poco.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le condizioni igieniche e sanitarie dei locali aziendali e della flotta autobus della SITA Sud destano preoccupazioni tra i lavoratori. La FIT-CISL, insieme alla FILT-CGIL, ha richiesto formalmente alla società la documentazione dettagliata che certifichi gli interventi di sanificazione, pulizia e disinfestazione effettuati. Il direttore di servizio della Sita Sud, Simone Spinosa, ha replicato che «l'Azienda, periodicamente e programmaticamente, esegue importanti interventi di disinfestazione ai propri autobus ed ai locali aziendali. Nonostante il massivo ricorso alle operazioni di disinfestazione, dimostrabile tramite il numero di interventi commissionati e fatturati da ditta specializzata, purtroppo continuiamo a registrare alcuni episodi di presenza di insetti (dovuti probabilmente anche a severe infestazioni dei luoghi di sosta dei bus a causa di mancanti o inefficaci piani comunali di disinfestazione, ed in ultimo l'entrata in esercizio del confinante centro di riciclaggio di proprietà della Società AGECO SUD S.r.l.). Ad ogni buon conto l'Azienda si rende disponibile a mostrare alle OO.SS. i registri delle operazioni effettuate in modo tale da verificare, in contraddittorio, le eventuali infestazioni di veicoli già sottoposti ad operazioni di disinfestazione. Tale verifica sarà propedeutica ad un'eventuale riprogrammazione degli interventi da effettuare». Una risposta che, secondo i sindacalisti, è «scontata e superficiale». La situazione è considerata talmente critica che i sindacati hanno richiesto un incontro urgente con l'azienda per affrontare seriamente il problema. Particolarmente preoccupante sarebbe la situazione dei locali aziendali di Salerno, dove, secondo le segnalazioni, un solo addetto è responsabile della pulizia di entrambi gli uffici e degli autobus, senza avere a disposizione i prodotti e gli strumenti necessari per un'adeguata igienizzazione. La FIT-CISL ha inoltre sottolineato che, ad oggi, l'azienda non ha provveduto a nominare un rappresentante per la sicurezza sul posto di lavoro, lasciando i lavoratori privi di un delegato che possa denunciare le mancanze aziendali in materia di igiene e sicurezza. Tutto ciò ha spinto il sindacato a considerare azioni più drastiche, come uno sciopero, per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. In attesa di un incontro risolutivo, la FIT-CISL ribadisce la necessità di intervenire tempestivamente per risolvere una situazione che non può essere più ignorata e che mette a rischio la dignità e la salute del personale aziendale. «A nostro avviso, se l'azienda continua a far finta che il problema non esiste, porteremo i lavoratori a scioperare per la mancata sicurezza e igiene sul posto di lavoro», dichiarano i segretari G. Arpino ed E. Monetta. IL VESCOVADO
DI MIKI PAPPACODA Raffica di furti di biciclette. Ormai quel ladro è considerato il «terrore» del Panorama. Almeno, lo è dei clienti che si recano al centro commerciale di via Pellico in sella alla bicicletta.
INSERITO DA MIKI POAPPACODA Ho avuto un raptus improvviso. Non so spiegare perché sia successo, l’ho vista e l’ho uccisa». È quanto riferito da Moussa Sangare, il 31enne italiano fermato per l’omicidio di Sharon Verzeni. L’uomo è nato in Italia ed è di origini magrebine. L’uomo, disoccupato, è nato a Milano e residente a Suisio, pochi chilometri di distanza dal paese dell’omicidio. Il 31enne, immortalato dalle telecamere mentre si allontanava in bici dal luogo dell’omicidio, è originario di una famiglia della Costa d’Avorio. «Stanotte al termine di serratissime indagini siamo pervenuti a identificare il signore in bicicletta che ha reso prima spontanee dichiarazioni poi, in sede di interrogatorio, ha reso una piena confessione": è quanto ha detto Maria Cristina Rota, procuratore aggiunto a Bergamo, in merito al fermo del presunto killer di Sharon Verzeni. «All’identificazione del fermato hanno collaborato due cittadini stranieri che si trovavano su luogo": è quanto ha spiegato la procuratrice aggiunta a Bergamo Maria Cristina Rota aggiungendo che il presunto omicida di Sharon Verzeni aveva «delle denunce per maltrattamenti ai danni della madre e della sorella ed era andato a vivere da solo». Le due persone che hanno collaborato alle indagini sono «cittadini stranieri di origine marocchine inseriti nel territorio, incensurati, due lavoratori, due onesti cittadini che si trovavano sul luogo del delitto e che in realtà inizialmente si sono presentati per segnalare un’altra presenza strana - ha proseguito - ma la prima segnalata non era strana e poi è stata segnalata la presenza del ciclista su cui si è lavorato». Si chiude a distanza di un mese esatto il giallo sull'omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto nel Bergamasco. Ecco le tappe della vicenda: L’AGGRESSIONE: poco dopo la mezzanotte, tra il 29 e il 30 luglio scorso, viene aggredita in strada a Terno d’Isola la 33enne bar ista Sharon Verzeni, colpita con una serie di coltellate, al torace, all’addome e alle spalle. La donna h a con sé il cellulare, che non le viene sottratto, e aveva lasciato a casa il portafogli. LA TELEFONATA E LA MORTE: dopo l’aggressione, Sharon tenta di chiedere aiuto, chiamando lei stessa il 112, ma senza riferire chi l’avesse aggredita: «Aiuto, mi hanno accoltellato», dice all’operatore. Poi viene soccorsa da due persone di passaggio e da una residente, ma muore al pronto soccorso dell’ospedale di Bergamo: troppo profonde le ferite riportate. L’arma del delitto non viene ritrovata. LA VERSIONE DEL FIDANZATO: il compagno, Sergio Ruocco, che lavora come idraulico per una ditta di Seriate, è nella loro casa, distante meno di 700 metri dal punto dove la trentatreenne viene aggredita. Di solito la accompagnava, ma la sera dell’aggressione è stanco e va a dormire. Sono i carabinieri a svegliarlo e a sentirlo a lungo, tentando di far luce sulla vicenda. Ruocco viene sentito altre tre volte dai carabinieri e con loro partecipa a due sopralluoghi nell’abitazione, che nel frattempo è stata posta sotto sequestro. Ma su di lui non emergono elementi che possano farlo ritenere un sospetto - I VIDEO AL VAGLIO DEI ROS E I SOSPETTI SUL CICLISTA: dopo pochi giorni nelle indagini vengono anche coinvolti i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, il Ros, impegnati ad analizzare le immagini delle telecamere in zona, pubbliche e private, circa una cinquantina. Tra le immagini destano particolare attenzione quelle di un uomo in bicicletta, che percorreva contromano la via dell’omicidio. Il mistero sulla sua identità resta fino ad un paio di giorni fa LE ANALISI DEL DNA: I vestiti di Sharon e i campioni di materiale biologici vengono inviati ai carabinieri del Ris per cercare eventuali tracce genetiche differenti da quello della vittima: sono una quarantina i diversi campioni di Dna prelevati tra gli abitanti del paese. I VERSAMENTI A SCIENTOLOGY, MA NESSUN COLLEGAMENTO: dall’analisi del conto corrente di Sharon emergono dei versamenti anche a Scientology che la 33enne aveva cominciato a frequentare da quando aveva trovato lavoro in un bar i cui responsabili fanno parte del movimento. Ma le indagini accertano che non c'è alcun collegamento con la morte di della 33enne. L’ARRESTO DEL KILLER: il 30 agosto, un mese dopo l’omicidio, i carabinieri fermano Moussa Sangare, un 31enne italiano di origini africane: è lui il misterioso uomo in bicicletta ripreso dalle telecamere. «Ho avuto un raptus improvviso. Non so spiegare perché sia successo, l’ho vista e l’ho uccisa», confessa l’uomo, rintracciato dai carabinieri nel Bergamasco. Alcuni minuti prima dell’omicidio, Moussa aveva puntato il coltello - lo stesso che ha ucciso Sharon - contro due 15enni poi scappati. Nella sua abitazione vengono trovate altre prove dell’omicidio e lui stesso indica il luogo dove si nascondeva l'arma del delitto. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA INSE Le auto che voltano a destra e che arrivano da Traversetolo, imboccando via Baietta, rallentano quando passano dalla villa dell'orrore. Chi guida butta lo sguardo verso quel giardino dove è stato abbandonato, ancora senza un perché, un bambino di pochissimi giorni. Era il nove agosto quando, in quella zona residenziale, si è consumato uno dei drammi più crudi degli ultimi trent'anni a Parma. Ci sarebbero degli indagati per questa brutta storia. È stata eseguita ieri mattina, all'Istituto di medicina legale dell'Università di Parma, l'autopsia sul neonato ritrovato senza vita nel giardino di una villa a Vignale. Ci sono ancora i sigilli, la casa è sotto sequestro e i nastri che delimitano la zona interessata dal ritrovamento stanno cambiando colore. Non più il rosso vivo che si mescola con il bianco, ma un arancio chiarissimo. Colpa del sole, che picchia forte anche a fine agosto. Non passa nessuno e la vita scorre in silenzio in quel pezzo di mondo: abbaia qualche cane quando sente passare una macchina che va verso le colline, in alto. Un uomo sulla sessantina parcheggia e si avvia verso casa: abita a due isolati dalla villetta, prima di entrare fissa lo sguardo verso l'altra abitazione: "I carabinieri ci hanno chiesto se avessimo sentito i cani abbaiare quella notte. Ma cosa vuole mai, siamo gente distinta. Io come faccio a sentire i cani mentre dormo? Purtroppo non abbiamo visto né sentito niente. Vede quella casa (a metà tra la sua e la villa del ritrovamento)? Li ci abita una coppia di anziani, ora è via. Noi non abbiamo sentito niente". Abbassa il capo e se ne va. La famiglia della giovane madre, italiana, individuata tramite il Dna, ha già nominato un legale. Avrebbe tenuto nascosto la gravidanza e avrebbe partorito grazie all'aiuto delle amiche. Dalla Procura, che ha in mano il fascicolo con la Pm Francesca Arienti, non trapela nulla. Ci sarebbero delle persone iscritte sul registro degli indagati.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Met Office, servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, sta monitorando la nube di anidride solforosa sprigionatasi dopo una recente eruzione vulcanica in Islanda. La notizia è stata diffusa domenica scorsa e da allora sta circolando una certa preoccupazione fra gli esperti del settore. A quanto pare la nube di gas è stata prodotta dopo che un vulcano dell'Islanda Sud Occidentale è entrato in eruzione lo scorso giovedì. Si tratta, fra l'altro, della sesta volta che si attiva dallo scorso dicembre. Il vulcano ha eruttato lava e generato anche dei terremoti, arrivando infine ad emettere nell'aria anche il gas tossico, incolore e molto solubile in acqua. La prima Nazione a essere stata investita da questa nube è stata la Gran Bretagna, ecco perché l'attenzione delle autorità locali, ma si sta diffondendo in varie zone d'Europa. "Una colonna di anidride solforosa originata dal vulcano in Islanda ha attraversato il Regno Unito in alto nell'atmosfera e presto si disperderà verso sud-est", ha dichiarato un portavoce del Met Office, come riportato dal portale online lbc.co.uk. "Gli impatti di questa anidride solforosa sono stati bassi, poiché è alta nell'atmosfera e ha poca influenza sulla qualità dell'aria a livello del suolo. Piccole concentrazioni a livello della superficie significano che i livelli di inquinamento atmosferico rimangono bassi. Stiamo continuando a monitorare qualsiasi rilascio di anidride solforosa proveniente dall'Islanda, con le previsioni attuali che suggeriscono poca influenza sull'inquinamento atmosferico superficiale del Regno Unito nei prossimi giorni", ha aggiunto.
Gli effetti dell'anidride solforosa
Come abbiamo detto, l'anidride solforosa è tossica, ma ha un odore pungente. Questo gas può provocare irritazioni alla gola, nausea, mal di stomaco e vomito se inalato in grosse quantità. Possono presentarsi anche irritazioni agli occhi, arrossamenti della pelle e anche problemi alle vie respiratorie. Se entrato a contatto con l'acqua, è in grado di trasformarsi in acido solforico e dare origine alle cosiddettepiogge acide.
Il rischio per l'Italia
Al momento la nube tossica, come si può vedere sul portaleWindy.com, sta insistendo su Gran Bretagna, Francia e Germania, ma alcune estremità stanno scivolando anche verso l'Italia, in particolare sulla zona del Mediterraneo e sulla Sardegna. Secondo gli esperti, tuttavia, il rischio per laqualità dell'ariaè minimo e non la salute della popolazione non sarebbe in pericolo. Non solo. Sembra che la concentrazione di anidride solforosa andrà a diminuire mano a mano che la nube si sposterà nei cieli d'Europa. IL GIORNALE
inserito da Miki Pappacoda Nessun risultato trovato per Guerra in UcrainaBlitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più "linee rosse")Il conflitto nel cuore della Russia per minare il consenso a Putin. Lo Zar e l'obiettivo DonetskGian Micalessin 28 Agosto 2024 - 10:00Blitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più "linee rosse")Ascolta oraOrmai Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin combattono due guerre separate senza più linee rosse. Il presidente ucraino punta a spostare il peso del conflitto sul fronte interno russo. Non a caso ieri, a tre settimane dall'avanzata nel Kursk, dove Kiev sostiene di controllare mille chilometri quadrati di territorio, le truppe ucraine hanno tentato di sfondare anche nella regione di Belgorod.La sortita si è esaurita in poche ore, ma intanto Zelensky lavora per ottenere dalla Casa Bianca il via libera all'impiego di missili a lungo raggio contro obbiettivi strategici in territorio russo. In tutto ciò Vladimir Putin sembra invece ignorare l'avanzata ucraina nel Kursk per concentrarsi sull'offensiva nel Donetsk. Dopo la conquista del villaggio di Orlivka i russi sono a meno di 15 chilometri dal nodo strategico di Pokrovsk. La caduta di quel centro logistico, fondamentale per garantire i rifornimenti alle prime linee ucraine, aprirebbe la strada all'avanzata sulle città di Slovyansk e Kramatorsk completando la conquista dei territori del Donetsk. Il tutto mentre bombe plananti, missili e droni russi martellano le infrastrutture energetiche dell'Ucraina con l'obbiettivo, in vista dell'inverno, di rendere difficili o impossibili le forniture di elettricità e gas.Ma torniamo a Zelensky. Il suo tentativo di spostare il conflitto in terra russa aveva un obbiettivo tattico immediato e uno strategico di lungo periodo. Sul piano tattico Kiev si aspettava che il Cremlino ritirasse alcune unità dal Donbass per fermare l'avanzata nel Kursk. Ma è successo l'opposto. Mosca si è limitata ad arginare l'invasione dei propri territori approfittando del trasferimento di 8mila soldati ucraini nel Kursk per annientare le già svuotate e rabberciate linee difensive di Kiev nel Donbass.Sul piano strategico Kiev punta invece a sostenere la testa di ponte creata nel Kursk con lanci di missili Atacms su aeroporti, depositi di armi e truppe in movimento all'interno della stessa Russia. Nei calcoli di Zelensky tutti questo dovrebbe costringere Putin a una nuova mobilitazione di soldati di leva mettendolo in difficoltà sul piano interno e rendendolo meno propenso ad una continuazione del conflitto. Ma i calcoli di Zelensky e del ministro della difesa Rustem Umerov, volato a Washington per discutere l'utilizzo ad ampio raggio dei missili americani, fanno i conti con una doppia incognita. La prima riguarda la scarsa disponibilità di Atamcs visto che le scorte strategiche americane sono messe a dura prova dal conflitto ucraino e da quello mediorientale. La seconda riguarda la risposta di Mosca. Storicamente la Russia non dispone di una popolazione sufficiente (140milioni di abitanti ) a difendere un territorio grande quasi quanto Cina e Usa messe assieme. La sua immensa estensione gli consente però - come scoprirono a proprie spese Napoleone e Hitler - di far avanzare il nemico nei propri territori fino a sfilacciarne le linee logistiche.In questo contesto lo storico nazionalismo del popolo russo che garanti allo Zar Alessandro prima e a Stalin poi la difesa dei propri territori potrebbe far gioco anche a Putin rafforzando anziché incrinare i consensi di cui continua a godere.Il tutto mentre la lenta, ma costante avanzata nel Donetsk promette di garantirgli il pieno controllo del Donbass e quindi il raggiungimento di uno degli obbiettivi strategici del conflitto. Rimandando ad una fase successiva la riconquista di una regione del Kursk dove la logistica ucraina ben difficilmente reggerà il peso di una presenza prolungata in territorio nemico.. Risultati per Guerra in UcrainaBlitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più linee rosse )Il conflitto nel cuore della Russia per minare il consenso a Putin. Lo Zar e l obiettivo DonetskGian Micalessin 28 Agosto 2024 - 10:00Blitz ucraino a Belgorod e bombe russe su Kiev: le due guerre parallele (senza più linee rosse )Ascolta oraOrmai Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin combattono due guerre separate senza più linee rosse. Il presidente ucraino punta a spostare il peso del conflitto sul fronte interno russo. Non a caso ieri, a tre settimane dall avanzata nel Kursk, dove Kiev sostiene di controllare mille chilometri quadrati di territorio, le truppe ucraine hanno tentato di sfondare anche nella regione di Belgorod.La sortita si è esaurita in poche ore, ma intanto Zelensky lavora per ottenere dalla Casa Bianca il via libera all impiego di missili a lungo raggio contro obbiettivi strategici in territorio russo. In tutto ciò Vladimir Putin sembra invece ignorare l avanzata ucraina nel Kursk per concentrarsi sull offensiva nel Donetsk. Dopo la conquista del villaggio di Orlivka i russi sono a meno di 15 chilometri dal nodo strategico di Pokrovsk. La caduta di quel centro logistico, fondamentale per garantire i rifornimenti alle prime linee ucraine, aprirebbe la strada all avanzata sulle città di Slovyansk e Kramatorsk completando la conquista dei territori del Donetsk. Il tutto mentre bombe plananti, missili e droni russi martellano le infrastrutture energetiche dell Ucraina con l obbiettivo, in vista dell inverno, di rendere difficili o impossibili le forniture di elettricità e gas.Ma torniamo a Zelensky. Il suo tentativo di spostare il conflitto in terra russa aveva un obbiettivo tattico immediato e uno strategico di lungo periodo. Sul piano tattico Kiev si aspettava che il Cremlino ritirasse alcune unità dal Donbass per fermare l avanzata nel Kursk. Ma è successo l opposto. Mosca si è limitata ad arginare l invasione dei propri territori approfittando del trasferimento di 8mila soldati ucraini nel Kursk per annientare le già svuotate e rabberciate linee difensive di Kiev nel Donbass. Sul piano strategico Kiev punta invece a sostenere la testa di ponte creata nel Kursk con lanci di missili Atacms su aeroporti, depositi di armi e truppe in movimento all interno della stessa Russia. Nei calcoli di Zelensky tutti questo dovrebbe costringere Putin a una nuova mobilitazione di soldati di leva mettendolo in difficoltà sul piano interno e rendendolo meno propenso ad una continuazione del conflitto. Ma i calcoli di Zelensky e del ministro della difesa Rustem Umerov, volato a Washington per discutere l utilizzo ad ampio raggio dei missili americani, fanno i conti con una doppia incognita. La prima riguarda la scarsa disponibilità di Atamcs visto che le scorte strategiche americane sono messe a dura prova dal conflitto ucraino e da quello mediorientale. La seconda riguarda la risposta di Mosca. Storicamente la Russia non dispone di una popolazione sufficiente (140milioni di abitanti ) a difendere un territorio grande quasi quanto Cina e Usa messe assieme. La sua immensa estensione gli consente però - come scoprirono a proprie spese Napoleone e Hitler - di far avanzare il nemico nei propri territori fino a sfilacciarne le linee logistiche.In questo contesto lo storico nazionalismo del popolo russo che garanti allo Zar Alessandro prima e a Stalin poi la difesa dei propri territori potrebbe far gioco anche a Putin rafforzando anziché incrinare i consensi di cui continua a godere.Il tutto mentre la lenta, ma costante avanzata nel Donetsk promette di garantirgli il pieno controllo del Donbass e quindi il raggiungimento di uno degli obbiettivi strategici del conflitto. Rimandando ad una fase successiva la riconquista di una regione del Kursk dove la logistica ucraina ben difficilmente reggerà il peso di una presenza prolungata in territorio nemico.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Fuochi d'artificio all'Arechi tra Salernitana e Sampdoria: una partita scoppiettante tra le due compagini che hanno regalato gol ed emozioni ai 15.000 tifosi sugli spalti, con una nutrita presenza anche di tifosi doriani in curva nord. Un'altalena di emozioni, come detto: fischio d'inizio e subito Salernitana in vantaggio con Simy dopo 40 secondi. La Samp reagisce e, prima della chiusura del primo tempo, ribalta il risultato con i gol degli ex Tutino e Coda. Nella ripresa, la Salernitana mette sotto i doriani con un gioco veloce: prima Valencia pareggia, poi, a 5 minuti dal termine, Braaf, entrato da poco in campo, fa esplodere l'Arechi. Una Salernitana che ha mostrato ancora una volta tanto carattere. La cronaca: Mister Martusciello è costretto a cambiare i piani tattici già nel riscaldamento: Soriano, che faceva parte degli undici titolari, è costretto a dare forfait. Al suo posto gioca Valencia. Per il resto, tutto invariato rispetto alla trasferta di Bolzano, tranne Bradaric sulla sinistra al posto del giovane Njoh. La Samp di mister Pirlo, invece, si schiera con il 3-4-1-2, con l'artiglieria pesante in attacco: gli ex di turno, Coda e Tutino. Pronti, via, e la Salernitana passa in vantaggio con Simy, che ruba palla al portiere avversario e realizza il gol dopo soli 40 secondi. La Samp, però, reagisce subito con rabbia e, mentre l'Arechi è ancora festante, al 5' Coda serve Tutino in area, il quale supera con scioltezza Bronn e realizza il pari. I granata restano frastornati dal pari, e Coda, dopo pochi minuti, ha la palla del sorpasso, ma fortunatamente alza troppo la mira. Al 19', sono ancora i doriani a far tremare la difesa granata con Tutino, ma anche lui calcia fuori. La Samp, in questa fase, è padrona del campo e, al 22', passa in vantaggio: Tutino ruba palla a centrocampo e vola in area, il suo cross è preda di Coda, che non sbaglia e porta in vantaggio i blucerchiati. La Salernitana accusa il colpo, e la Samp sfiora in più occasioni la terza segnatura, sempre con lo scatenato Tutino. Finisce il primo tempo con la Doria in vantaggio 1-2, tra lo stupore dell'Arechi. La ripresa inizia senza cambi, né da una parte né dall'altra. La Salernitana, però, ha un altro piglio e sfiora subito il pari con Verde, ma il portiere doriano fa buona guardia. La partita è molto veloce e le azioni si susseguono da una parte e dall'altra. La Samp, sempre sull'asse Coda-Tutino, sfiora ancora la marcatura. Al 57', episodio dubbio in area granata: Veroli viene contrastato da Bronn, e per l'arbitro Feliciani è rigore. Ma il VAR interviene e, dopo un consulto al monitor, l'arbitro rivede la sua decisione. Questo episodio galvanizza la squadra granata, mentre demoralizza i blucerchiati. Al 60', la Salernitana pareggia: Verde si invola sull'esterno e crossa per Valencia, che di testa realizza una rete bellissima. La Samp è in ginocchio, e mister Martusciello si accorge delle difficoltà dell'avversario e tenta la mossa vincente: fuori Tello, dentro Kallon, passando al 4-2-3-1 con Verde dietro a Simy. La Salernitana costringe la Samp in difesa, e prima con Bronn e poi con Amatucci sfiora il sorpasso. Ci prova anche Tongya (migliore in campo), ma il portiere doriano si salva come può. Martusciello cambia ancora e rinforza la spinta sulle fasce con l'ingresso di Njoh e Braaf, fuori Bradaric e Valencia. Andrea Pirlo tenta di correre ai ripari, sostituendo uno stanchissimo Tutino con Sekulov, con l'intento di mantenere un attacco pericoloso per limitare le incursioni dei giocatori granata. Nonostante il gran caldo, la Salernitana continua ad attaccare, e i suoi sforzi vengono ripagati all'85': Braaf, dal limite dell'area, lascia partire un missile che non lascia scampo al portiere avversario. Esplode l'Arechi: la Salernitana è in vantaggio. A questo punto, Pirlo tenta il tutto per tutto, inserendo Kasami e La Gumina. Martusciello, invece, si copre inserendo Gentile per Verde. La Salernitana gestisce gli ultimi minuti, attaccando ancora, e in area Kallon si lascia cadere sotto gli occhi dell'arbitro, che prima lo ammonisce, poi, sulle proteste veementi del calciatore granata, estrae il rosso. La partita finisce così, con la Salernitana che vince per 3-2, regalando gioia ed emozioni ai tanti sostenitori sugli spalti. Ora la palla passa al DS Petrachi, che in questi ultimi giorni di mercato può ancora ingaggiare qualche calciatore per rinforzare la rosa e consegnare a mister Martusciello una squadra che possa ambire ai piani alti della classifica. La prossima partita vedrà i granata impegnati in trasferta domenica 1 settembre a Mantova. TABELLINO SALERNITANA-SAMPDORIA 3-2 SALERNITANA (4-3-3): Sepe; Daniliuc, Bronn, Velthuis, Bradaric (25′ st Njoh); Tello (17′ st Kallon), Amatucci, Valencia (25′ st Braaf); Verde (44′ st Gentile), Simy, Tongya. A disp: Fiorillo, Corriere, Ruggeri, Legowski, Di Vico, Sfait, Iervolino, Soriano. All: Martusciello. SAMPDORIA (3-4-1-2): Vismara; Bereszynski, Romagnoli, Veroli; Depaoli (34′ st Venuti), Meulensteen (46′ st Kasami), Bellemo (46′ st La Gumina), Ioannou; Benedetti (25′ st Akinsamiro); Tutino (25′ st Sekulov), Coda. A disp: Ravaglia, Rodolfo, Giordano, Yepes, Vulikic, Ferrari, Vieira, Girelli. All: Pirlo. NOTE: Marcatori: Simy al 1′ pt (SAL), Tutino al 5′ pt (SAM), Coda al 22′ pt (SAM), Valencia al 15′ st (SAL), Braaf al 40′ st (SAL). Angoli: 7-4. Ammoniti: Bellemo (SAM). Espulso: Kallon per proteste al 49′ st (SAL). Recupero: 4′ pt, 5′ st. di Vincenzo Milite IL VESCOVADO
di Michele Pappacoda direttore Oggi 28 agosto con il direttore Michele Pappacoda e i collaboratori Emanuel e Pasquale siamo passati per Raito poi siamo stati all Avvocatella di Cava de Tirreni poi ci siamo diretti alla stazione di Vietri sul Mare dove ci siamo fermati. Anche oggi un giro e istruttivo moi del Giornale facciamo sempre cose belle e con il cuore.