Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MICHELE PAPPACODA Nella cittadina della musica i cittadini si lamentano della mancata pulizia delle strade periferiche alcune scale in totale abbandono l erba ne ostruisce letteralmente il passaggio questa situazione va ormai avanti passa da un amministrazione all altra ma non viene mai risolta.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le esequie del 74enne don Enrico Caldirola sono state celebrate oggi pomeriggio, sabato 9 dicembre, nella chiesa del Santo Rosario di Arcore Oggi pomeriggio, sabato 9 dicembre 2023, Arcore si è fermata per l'ultimo saluto a don Enrico Caldirola, il 74enne sacerdote stroncato da un malore nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre 2023. La chiesa del Santo Rosario ha faticato a contenere i tantissimi fedeli che hanno voluto salutare per l'ultima volta il loro amato pastore. Una comunità, quella della parrocchia del «Santo Rosario», che rimane orfana della sua guida, che verrà ricordata per i suoi modi gentili, umili e garbati, della sua grande capacità di ascolto e di fare silenzio per lasciare spazio alla voce del cuore. In prima fila, accanto ai parenti, anche il sindaco di Arcore Maurizio Bono (accompagnato dall'assessore alla Cultura Evi De Marco) e quello di Melzo Antonio Fusè. Oggi pomeriggio, sabato 9 dicembre 2023, Arcore si è fermata per l'ultimo saluto a don Enrico Caldirola, il 74enne sacerdote stroncato da un malore nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre 2023. La chiesa del Santo Rosario ha faticato a contenere i tantissimi fedeli che hanno voluto salutare per l'ultima volta il loro amato pastore. Una comunità, quella della parrocchia del «Santo Rosario», che rimane orfana della sua guida, che verrà ricordata per i suoi modi gentili, umili e garbati, della sua grande capacità di ascolto e di fare silenzio per lasciare spazio alla voce del cuore. In prima fila, accanto ai parenti, anche il sindaco di Arcore Maurizio Bono (accompagnato dall'assessore alla Cultura Evi De Marco) e quello di Melzo Antonio Fusè. L'ingresso dei sacerdoti in chiesa Tantissimi i sacerdoti che hanno concelebrato la cerimonia funebre accanto a vicario generale monsignor Franco Agnesi che ha presieduto l'Eucaristia. Accanto a lui i sacerdoti che operano ad Arcore (Don Giandomenico Colombo, don Gabriele Villa, don Renato Vertemara e don Paolo Ratti), il decano don Angelo Puricelli il vicario Episcopale della zona di Monza monsignor Michele Elli. Il messaggio dell'arcivescovo Delpini "Desidero condividere la preghiera di suffragio e riconoscenza con coloro che hanno conosciuto, amato e stimato don Enrico - si legge nel messaggio di cordoglio scritto dall'arcivescovo Mario Delpini e letto durante le esequie da don Michele Elli - La sua morte improvvisa è motivo di sconcerto per noi tutti. Immagino che, invece, per don Enrico sia stato l'irrompere della gioia e della luce di Dio che lo ha accolto nella sua gloria. Il signore ti ha rivolto la sua parola, vieni servo buono e fedele, vieni amico dei poveri, vieni figlio amato, vieni con il tuo sorridere mite che conosce anche il velo della tristezza. Vieni con i tuoi affetti famigliari ed ecclesiali. Vieni per continuare a pregare, a stare vicino e ad ispirare le persone che hai tanto amato. Il signore gli ha rivolto l'invito e don Enrico ha prontamente ha risposto sì io vengo. Con affetto e dolore lo accompagnamo senza aver avuto il tempo di salutarlo. Ora, però, abbiamo il tempo di pregare per lui". FONTE PRIMA MONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA Agostino Gualdi, 65 anni di Giussano, è morto a causa delle ferite riportate nell'incidente di domenica Per sei giorni ha lottato in un letto dell'ospedale Niguarda, ma alla fine non ce l'ha fatta: Agostino Gualdi, 65 anni, residente a Giussano, è spirato dopo essere stato travolto da un pirata della strada Travolto da un pirata della strada Agostino Gualdi è spirato oggi, sabato 9 dicembre, in un letto dell'ospedale Niguarda di Milano, dove era ricoverato da domenica in prognosi riservata. Per sei giorni ha lottato tra la vita e la morte dopo il drammatico incidente occorso domenica 3 dicembre quando, uscito per la consueta passeggiata con il cane nel dopo pranzo, mentre stava attraversando in via Comasina a Verano Brianza, è stato travolto da un'auto pirata che poi ha proseguito la marcia senza fermarsi a prestare soccorso. Le condizioni disperate Gualdi a causa dell'urto violento era finito a bordo strada mentre il cane, spaventatissimo, era scappato ripercorrendo la strada fino ad arrivare a casa. Qui ad accorgersi del suo arrivo è stato un parente che, insospettito dal fatto che il cane fosse rientrato da solo, ha provato a percorrere il percorso che solitamente Agostino faceva con il suo amico a quattro zampe, trovando appunto il 65enne riverso a terra in via Comasina. Intanto alcuni testimoni, che tuttavia non sono riusciti a identificare con chiarezza l'autovettura e nemmeno a prendere la targa, avevano già allertato i soccorsi. Agostino presentava traumi cranici importanti e fratture multiple. Il trasporto in ospedale è stato immediato: il 65enne era stato ricoverato al Niguarda di Milano in condizioni gravissime. FONTE PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Incidente stradale nella notte a Corteolona, schianto frontale tra un'auto e un carro attrezzi: 6 feriti di cui uno in gravi condizioni.
Incidente a Corteolona
I Vigili del Fuoco Volontari di Belgioioso sono intervenuti intorno a mezzanotte sullaStrada Provinciale 234nei pressi diCorteolonaper unincidente stradale.
Due veicoli, una vettura e un carro attrezzi, si sono scontrati frontalmente per motivi in via di accertamento. Anche se pare che uno dei due mezziabbia sbandato, invadendo l’altra corsia.
Sei feriti, uno gravissimo
I conducenti della vettura e del camion sono stati liberati dalla squadra dei Vigili del Fuoco utilizzandocesoia e divaricatorepoichè sono rimasti incastrati nei rispettivi abitacoli.
In totale sonosei le persone rimaste feritesoccorse dagli uomini del 118. In gravissime condizioni il27enne alla guida dell'auto che è stato intubato sul posto e trasferito incodice rosso al San Matteo di Pavia.
Tra i feriti vi sonodue ragazze di 15 e 19 anni e i genitori entrambi 54enni oltre all’autista del carro attrezzi, un uomo di 47 anni. Sono stati trasferiti tutti incodice Sul posto automedica da Pavia, Sant’Angelo e Casalpusterlengo e tre ambulanze provenienti da Pavia, Chignolo Po e Belgioioso. Presenti anche i Carabinieri per i necessari rilievi di legge. giallonegli ospedali di Cremona, Lodi, Pavia e Stradella. fonte PRIMA PAVIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ragazzo si è arrampicato sull’edificio del Campus scolastico di Pesaro passando dal retro insieme ad altri quattro amici. Due di loro facevano ‘parkour’, il salto tra edifici. Ricoverato in ospedale ad Ancona in codice rosso Pesaro, 9 dicembre 2023 – Era salito sul tetto della palestra del liceo Scientifico del Campus come facevano tutti, da sempre. Ma oggi alle 16, il plexiglass di un oblò che dà luce alla palestra ha ceduto e un ragazzino di 13 anni, un po’ più robusto di altri, è precipitato al suolo cadendo per quattro metri sul parquet della palestra, in quel momento vuota. Gli amici rimasti sul tetto hanno avuto paura e hanno chiamato i genitori del loro amico prima ancora dei soccorsi. Così sono arrivati padre e madre insieme all’ambulanza, prima dei vigili del fuoco chiamati per raggiungere il tetto della scuola e metterlo in sicurezza con delle tavole. Il ragazzino è stato soccorso e portato in eliambulanza ad Ancona in codice rosso. È in prognosi riservata. Al momento dell’impatto appariva cosciente ma alternava lucidità a mancamenti: anche se ha battuto la testa è rimasto sempre cosciente. Sul posto, è intervenuta la polizia per le indagini e la scientifica. Le telecamere disseminate intorno all’edificio hanno ripreso tutti gli eventi. C’è stato un precedente: il 22 febbraio 2001, uno studente dell’istituto Bramante salì sul tetto del liceo scientifico al Campus per seguire un programma televisivo che si svolgeva nel tetto dal titolo Shout, urlo. I ragazzi dovevano salire sul tetto e urlare. Uno studente, Andrea Cioppi, salì senza trovare ostacoli ma cadde per il cedimento di un lucernario. Riportò ferite guaribili in 80 giorni. Il tribunale civile condannò la scuola per mancata sorveglianza ad un risarcimento danni in favore dello studente di 208mila euro. In questo caso, i ragazzini sono saliti sul tetto passando dall’esterno come, all’apparenza, una pratica abituale per divertirsi un po’ IL RESTO DEL CARLINO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vico Equense - La testata giornalistica online SposIn Campania è una community che conta, tra sito internet, app e canali social, migliaia di followers e visualizzazioni. Prima e unica realtà editoriale web interamente dedicata al comparto matrimoni ed eventi, che è motore trainante dell’economia della nostra regione, sia per ciò che concerne le cerimonie locali sia per quel che riguarda il destination wedding, dove migliaia di coppie straniere ogni anno scelgono la Campania per il loro giorno più importante. Proprio attraverso i social è in corso la quinta edizione del “The Best of SposIn Campania”, la competizione che ogni anno mette in gara tra loro le migliori aziende di ogni categoria del settore. In questa edizione, tra le prime quattro location che vanno in semifinale c’è l’Hotel & Resort Le Axidie di Marina d’Aequa. Comunicazione online e marketing territoriale sono i fattori trainanti di SposIn Campania che, attraverso idee innovative e sempre al passo con i tempi, riesce quotidianamente a promuovere le eccellenze campane del settore. Facendo da tramite tra le aziende e le future coppie di sposi attraverso i suoi canali ufficiali. FONTE VICOEQUENSEONLINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vico Equense - Anche le storie più belle hanno un finale. Dopo ben 60 anni di attività, è giunto il momento di chiudere le porte di Cherie Mode. Una storia straordinaria quella di Lucia e Maria Cilento, sorelle che hanno messo l’anima in un’attività cominciata in un piccolo locale del centro e diventata negli anni un’eccellenza della moda in penisola sorrentina. “Guardando indietro, vedo una lunga storia di collaborazione, di fiducia e di legami che hanno reso quest’esperienza unica e indimenticabile – dice Maria Cilento -. Abbiamo attraversato insieme le sfide e celebrato i successi, costruendo una relazione che va al di là del semplice rapporto commerciale.” Il primo negozio era di soli 40 metri quadrati ma loro hanno sempre creduto in quel progetto che è cresciuto giorno dopo giorno. Prima del 1963 nel territorio della penisola sorrentina, della provincia di Napoli, le boutique di alta moda che si aprivano al mondo del prêt-à-porter erano pochissime e sicuramente del tutto assenti a Vico Equense. E, pertanto, la visione e la capacità delle sorelle Cilento di iniziare questa avventura risulta ancora più straordinaria: per quegli anni, per la loro età, per la provenienza, per il loro essere due giovanissime e creative donne imprenditrici partite senza nient’altro che le loro idee. Insieme sono riuscite sempre a coniugare creatività e concretezza. Unite da un grande affetto, hanno portato avanti il loro sogno guidate sempre da un grande valore: il senso di famiglia. “È stato un privilegio essere al vostro servizio e voglio ringraziarvi di cuore per la fiducia che avete riposto in Cherie Mode – aggiunge Maria Cilento -. Ogni vostro acquisto ha contribuito a plasmare la nostra storia e a far crescere il nostro negozio. Siete stati parte integrante di questo viaggio, e per questo vi sarò estremamente grata. Chiudere questa attività, non significa dire addio, ma piuttosto salutare un capitolo importante della mia vita. Porterò con me i vostri sorrisi, la vostra storia e la vostra energia positiva. Mentre guardo al futuro, auguro a ciascuno di voi successo continuato e prosperità in ogni vostra impresa, che la vita vi riservi solo i momenti luminosi e soddisfacenti. Grazie ancora per essere stati parte di Cherie Mode e della mia vita” conclude Maria Cilento. Tra i momenti più significativi della vita di Cherie mode, l’apertura nel ’72 dell’atelier al primo piano di via San Ciro, l’attività a Sorrento, il laboratorio a Firenze, il negozio in piazza Umberto I, il ritorno al primo piano di via San Ciro, cuore dell’attività. FONTE VICO EQUENSE ONLINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Marco Gatti trascorreva sull’isola lunghi periodi. Nel 2010 la perdita dell’amico e collega Marsili ucciso da un aneurisma mentre era alle Maldive
LUCCA. Quello che poteva essere fatto è stato tentato. Ma la malattia lo aveva colpito in una forma aggressiva per essere domata e sconfitta. Il ricovero ha anticipato un epilogo atteso. E dal momento in cui la notizia ha iniziato a circolare i conoscenti, non solo lucchesi, hanno pianto la scomparsa di una persona che, come ricorda un amico, «era buona come il pane». Marco Gatti aveva 55 anni e finché ha resistito anche la speranza non lo ha abbandonato fino alla resa finale. Una patologia tumorale scoperta tempo addietro lo aveva debilitato facendogli ridurre le amate incursioni sott’acqua, la sua grande passione che per un periodo di tempo era diventata un impegno professionale. Esperto sub e istruttore, Gatti per alcuni anni era stato anche socio attivo del Capraia Diving Service. Il mare era la sua fonte di vita. Una rigenerazione che era parte di sé nei silenzi che lo accompagnavano nei percorsi ad accarezzare i fondali in uno slalom tra gli ospiti marini in quello che era il suo ambiente naturale. Le sue presenze nell’isola di Capraia negli anni erano state frequenti sia per seguire il lavoro al diving, sia per l’amore per tutto quello che accadeva e incrociava un secondo dopo essersi immerso nella profondità del mare. Da circa tre, quattro anni aveva limitato fino a esaurire i suoi rapporti con l’isola. Ma per un lungo tempo Gatti era stato protagonista della vita subacquea alla Capraia stringendo amicizie ed entrando in società nella gestione del diving. Un’esperienza condivisa con un grandissimo amico, anche lui lucchese di Sant’Alessio, un professionista delle immersioni che girava il mondo. Si chiamava Alberto Marsili, aveva 41 anni. e la sorte anche per lui non fu benevola in una sequenza che con il senno di poi sembra disegnare un accanimento del destino. Marsili, ex falegname, nel febbraio 2All’epoca Gatti entrò in maniera più decisa nella società del diving e trascorreva lunghi periodi sull’isola. Matteo Della Rosa è un istruttore che con Gatti ha trascorso immersioni e lavoro. «Posso dire che era una persona solare, uno davvero buono come il pane – da quando aveva rallentato le sue visite in Capraia ci sentiva per gli auguri e attraverso Facebook. Se penso alla fine di Alberto e ora a quella di Marco mi mancano le parole».010 morì per un aneurisma mentre era al lavoro come sub in un’isola dell’arcipelago delle Maldive.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sassari Due uomini in ospedale, quattro gatti con disturbi gastrointestinali, due famiglie a cui è stato tolto il piatto incriminato poco prima del pasto. È questo il resoconto degli ultimi due episodi di intossicazione in seguito a consumo di funghi non commestibili registrati nel corso degli ultimi giorni nel Nord ovest della Sardegna. Nel primo caso si tratta di un uomo di 65 anni di Alghero che aveva raccolto i funghi in campagna, cucinandoli per pranzo, e regalandone ai vicini di casa e al fratello. Dopo la cottura dei funghi una parte degli scarti dovuti alla pulizia erano stati fatti mangiare anche ai gatti di casa che, a distanza di qualche ora dal consumo, così come il 65enne, hanno iniziato a manifestare sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale, come vomito e nausea. L’uomo è stato costretto a rivolgersi al Pronto soccorso dell’ospedale Civile di Alghero. È scattato immediatamente il protocollo da intossicazione da funghi. I sanitari, con la consulenza dei micologi dell’azienda sanitaria di Sassari, hanno trattato l’uomo che poi ha passato i successivi 4 giorni in osservazione. L’indagine e le verifiche messe in campo in seguito all’attivazione del protocollo hanno consentito di raggiungere i vicini di casa e il fratello a cui l’uomo aveva regalato parte dei funghi, poco prima che gli stessi venissero consumati. Questa volta il responsabile che ha mandato in ospedale il cercatore di funghi è stato un entoloma sinuatum. Il secondo episodio ha interessato un uomo di 41 anni di Sassari finito al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata, è stato causato da un piatto di macrolepiota rhacodes, scambiato per una “mazza di tamburo” ma tossica, che ha costretto l’uomo a trascorre 48 ore in ospedale. Entrambi gli uomini stanno bene e sono ora fuori pericolo. La Asl di Sassari rinnova l’invito verso i consumatori di funghi spontanei a contattare sempre il micologo dell’azienda prima di consumarli. «L’azienda sanitaria – si legge in una nota – crede fermamente sul servizio offerto dall’ispettorato micologico e intende investire anche in futuro risorse e mezzi per un miglioramento dell’attività, a beneficio della nostra popolazione. Per questo invitiamo tutti, più o meno esperti, a rivolgersi, gratuitamente, ai nostri micologi così da evitare spiacevoli episodi», dichiara il direttore generale dell’Asl di Sassari, Flavio Sensi. «Tutti abbiamo in casa o nel vicinato “l’esperto” raccoglitore di funghi, ma anche se gradito dono, invitiamo la popolazione a prestare sempre attenzione, in questo caso siamo riusciti ad intervenire prima del loro consumo ma non siamo sempre così fortunati», spiega Pietro Murgia, il responsabile dell’ispettorato micologico della Asl di Sassari, che invita la popolazione ad un attento consumo del prodotto stagionale. «Se la nostra consulenza è fondamentale per riconoscere le specie velenose – conclude Murgia – lo sono anche i nostri consigli per il trattamento e la consumazione del prodotto». LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'azienda ha già pagato la somma stabilita dal tribunale, che ha accertato gli errori da parte dei sanitariViene portata in ospedale con un'appendicite d'urgenza, ma qualcosa nelle fasi successive dell'assistenza da parte dei medici non è andata nel verso giusto. Così una donna ha ottenuto adesso un risarcimento da oltre 50mila euro, già liquidato da parte dell'Asp. I fatti risalgono al 2004, quando arrivò in una struttura sanitaria del territorio (negli atti pubblici omissata da parte della stessa Azienda sanitaria) con una diagnosi di appendicite acuta suppurativa e veniva sottoposta ad un intervento di appendicectomia d'urgenza. E' il 2017 quando la stessa però si rivolge al tribunale chiedendo che l'Asp risarcisca i danni provocati dalle cure errate che avrebbe subito in quell'occasione. Una richiesta risarcitoria, a dire il vero, estremamente più rilevante della somma poi effettivamente ricevuta dalla donna: a fronte di oltre 450mila euro richieste, infatti, il tribunale ha stabilito un risarcimento di poco più di cinquantamila euro. Somme che l'Asp ha già liquidato alla donna e ai suoi legali. AGRIGENTONEWS