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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Scrive un tifoso: "Distinti che esultano per il gol del Milan scenario inimmaginabile per Salerno e per chi ha vissuto il Vestuti"

7 Gennaio 2023, 09:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Scrive un tifoso: "Distinti che esultano per il gol del Milan scenario inimmaginabile per Salerno e per chi ha vissuto il Vestuti"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Di seguito il post scritto da Diego, tifoso della Salernitana, sulla propria pagina facebook: "Quello che è successo ieri, per certi versi, è uno dei motivi per cui non vado più allo stadio da 15 anni ormai. Onestamente vedere la parte superiore del settore distinti, lato curva nord, che per metà esultava al gol del Milan manco fossimo stati a Cremona o Udine è un qualcosa che a Salerno non si sarebbe mai potuta nemmeno immaginare, figuriamoci fare. Non oso immaginare cosa ne avrebbe pensato il Siberiano, al quale è stata dedicata una bella coreografia. E qui la colpa è anche in gran parte della società, che ha organizzato (per modo di dire) una campagna abbonamenti ridicola, chiusa con la squadra praticamente non allestita, non fidelizzando lo stadio e consentendo di rendere disponibile la quasi totalità dei posti a un plotone di occasionali, se non addirittura tifosi delle squadre avversarie, con biglietti costosissimi che finiscono per tagliare fuori molti veri tifosi granata. Ma questo non è nemmeno il problema principale, il quale sta a monte. Per me lo stadio era qualcosa di molto più spartano, passionale, un'esperienza quasi tribale, per certi versi... adesso? Tornelli, posti numerati, etc. Ma dove siamo, a teatro? Gente che arriva al fischio di inizio e pretende di sedere sul posto indicato dal biglietto. Ma statevene a casa davanti al televisore! Ai miei tempi chi prima arrivava occupava il posto migliore e prima entravi allo stadio più dimostravi di essere un vero tifoso, era meraviglioso vivere anche il prepartita... questi qui da dove spuntano? Dov'erano quando la Salernitana giocava sulla terra battuta di Giarre o contro l'Atletico Leonzio???Comunque, a parte la questione sicurezza, lo stadio non può e non deve diventare un cinema, ma che schifo è questo? Forse sono soltanto i deliranti discorsi di un povero vecchio, ma io in questa merda di calcio moderno non mi ci riconosco più e non mi appassiona per niente!Cosa c'entro io che ho respirato l'aria del Vestuti e vissuto gli anni '90 dell'Arechi con questo "spettacolo" qui?". https://www.tuttosalernitana.com/news/scrive-un-tifoso-distinti-che-esultano-per-il-gol-del-milan-scenario-inimmaginabile-per-salerno-e-per-chi-ha-vissuto-il-vestuti-91915?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Dalla Cremonese a Wembley, Vialli il Lord del gol Scudetto Samp, Champions Juve e rapporto controverso con azzurro

6 Gennaio 2023, 16:27pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

© EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gianluca Vialli se n'è andato nel giorno dell'Epifania, a 58 anni, in una clinica di Londra, lontano dai clamori del mondo del calcio che ha amato e del quale è stato protagonista assoluto, fra gli anni '80 e '90.

 

 

Prima che il tumore lo mettesse ko, ha vinto tutto quello che poteva.

 

 

Nato a Cremona il 9 luglio 1964, il suo talento, la gioia che trasmetteva fuori dal campo hanno segnato un'epoca.

Così come la sua amicizia con l'attuale ct dell'Italia, Roberto Mancini. Loro due, assieme a un 'gruppo di amici', hanno issato la Sampdoria di Paolo Mantovani (per Gianluca un secondo padre) sul tetto del campionato di Serie A e non solo: le hanno permesso di arrivare un minuto dalla Coppa dei Campioni, vinta a Wembley dal Barcellona grazie a un siluro sparato da Ronald Koeman su punizione. E dire che, in quella sera londinese, Vialli fu più volte a un passo dal vantaggio, graziando il portiere Zubizarreta. Eroe di un calcio senza tempo, icona di spensieratezza e enorme simpatia, poi di eleganza; quell'accuratezza nel vestire, quel suo sapersi mostrare con classe e stile, gli hanno fatto meritare il soprannome di lord del calcio.

Nella sua formazione ha influito anche l'ironia di un personaggio assolutamente sopra le righe - dissacrante e carismatico - come Vujadin Boskov. Vialli iniziò la sua carriera da professionista con la maglia della Cremonese, prima di passare alla Sampdoria nel 1984. In blucerchiato ha vissuto le stagioni più intense, vincendo tanto fra Coppe Italia, lo scudetto 1990/91, la Supercoppa Italiana; il titolo europeo per club se lo prese con la Juventus, nella stagione 1995/96, battendo ai rigori l'Ajax nella finale dell'Olimpico di Roma. In bianconero avrebbe rivinto lo scudetto e molti altri trofei, prima di finire al Chelsea come giocatore e, poco dopo, diventandone anche allenatore. Non gli sono mancate le soddisfazioni in azzurro, dove ha cominciato a segnare nelle giovanili, diventando ad esempio capocannoniere dell'Europeo Under 21 nel 1986, finito alle spalle della Spagna. Intanto, però, era già entrato nel giro della Nazionale maggiore, chiamato da Enzo Bearzot che lo portò ai Mondiali in Messico, dove fu protagonista, sostituendo spesso Bruno Conti sulla fascia destra. All'Europeo 1988, in Germania Ovest, Azeglio Vicini lo schierò nel suo ruolo naturale di centravanti e, l'anno dopo, indossò per la prima volta la fascia da capitano, prima di prendere parte al Mondiale del 1990 che si rivelò una grande delusione per l'Italia e anche per l'attaccante: la sua esperienza con la maglia azzurra sulle spalle si chiuse nel 1992, con un totale di 59 presenze e 16 reti. Nello stesso anno passò alla Juventus, per quattro stagioni ricche di soddisfazioni. gol e trofei, tra i quali anche la Coppa Uefa e un'altra Supercoppa Italiana, Seguì un triennio al Chelsea, in un'Inghilterra che sarebbe diventata la sua seconda casa. Con i 'Blues' arrivarono altri successi e l'opportunità di cominciare la carriera di allenatore, prendendo il posto sulla panchina di Ruud Gullit, come play manager, riuscendo a portare a casa a fine stagione 1997/98 anche una Coppa delle Coppe.

Altre due stagioni e altrettanti trofei non bastarono a evitargli l'esonero nel settembre 2000 e la successiva esperienza al Watford durò un anno solo, convincendolo a guardarsi intorno e trovando una nuova passione nel ruolo di opinionista e commentatore tv. Durante la prima permanenza al Chelsea diventò bersaglio delle accuse di Zdenek Zeman che, nel 1998, rilasciò l'intervista in cui parlava di esplosioni muscolari di alcuni calciatori, fra i quali proprio Vialli. Gianluca non gli perdonò mai quelle dichiarazioni. Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2015, Vialli si era riavvicinato alla Nazionale fra il 2019 e il 2020, quando - pure in lotta con il tumore al pancreas che lo aveva colpito dal 2017 - fu nominato dalla Federcalcio capo delegazione, al fianco del ct e amico di sempre Mancini. In tempo per festeggiare proprio a Londra il trionfo agli Europei, con un abbraccio da brividi e il pianto liberatorio fra i due ex 'gemelli del gol' sampdoriani al termine della finale di Wembley: quel frame resterà nella storia azzurra e non solo Soprattutto ora che il Lord del gol se ne è andato. Con garbo e stile, come da personaggio, raggiungendo altri grandi del calcio.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 06.01.2023 A CURA DI MIKI PAPPACODA

6 Gennaio 2023, 16:13pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 6 gennaio Si celebra l’Epifania del Signore Si ricordano I Magi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre Il nome Gaspare deriva dal persiano e significa “che ha in sé lo splendore”. Baldassarre è un antico nome assiro che vuol dire “Dio protegge la sua vita”, mentre Melchiorre, di origine ebraica, ha il significato di “il mio re è luce”. Dice il proverbio… Pasqua Epifania tutte le feste porta via. Sono nati oggi Giovanna d'Arco, Paolo Conte, Adriano Celentano Il 6 gennaio 1838 Samuel Morse testa sul telegrafo uno speciale codice che permette di codificare le lettere alfabetiche. Il codice Morse appunto. Il 6 gennaio 1911 La Nazionale italiana di calcio indossa per la prima volta una maglia azzurra, colore dei Savoia che da allora verrà adottato per rappresentare l'Italia in ogni sport. Infine il 6 gennaio 1942 La Pan American diventa la prima compagnia aerea commerciale ad avere un volo che compie il giro del mondo Isaac Asimov ha detto Sono conscio dello stato della mia ignoranza e pronto a imparare da chiunque, indipendentemente dalla sua qualifica.

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 06.01.2023 A CURA DI MIKI PAPPACODA

6 Gennaio 2023, 16:09pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

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 A CURA DI MIKI PAPPACODA 

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Valle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegnaValle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegna

APPROFONDIMENTO

Epifania. Pressione stabile su tutto il Paese. Nubi basse e cielo spesso coperto e anche nebbioso su gran parte delle regioni centro-settentrionali, con possibili deboli piovaschi lungo i settori tirrenici, soprattutto sulle coste del Lazio e occasionalmente sulla Sardegna interna. Più soleggiato sulle Alpi, in Sicilia e sulla costa ionica calabrese. Le temperature non subiranno variazioni.

 

NORD

Con l'alta pressione anche la giornata del 6 gennaio trascorrerà con la possibile presenza di nebbia diffusa su gran parte dei settori pianeggianti. Sui rilievi, soprattutto oltre i 600 metri circa, splenderà il sole in un cielo poco nuvoloso. I venti soffieranno debolmente o saranno quasi assenti, i mari risulteranno poco mossi mentre le temperature non subiranno variazioni.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 7-8°C di Torino, Bologna, Milano e Aosta e i 14°C di Genova

CENTRO e SARDEGNA

Anticiclone africano ancora presente sulle nostre regioni per cui la giornata trascorrerà con la nebbia in Toscana e Umbria, un cielo spesso molto nuvoloso o coperto per nubi basse lungo le coste peninsulari e irregolarmente nuvoloso sul resto dei settori salvo annuvolamenti più compatti in Sardegna. I venti soffieranno debolmente da direzioni variabili, temperature invariate.

Temperature

Valori massimi compresi tra i 9-10°C di Perugia, i 12-14°C di Roma e Firenze e i 16°C di Cagliari

SUD e SICILIA

Dominio incontrastato dell'anticiclone africano e la giornata sarà contraddistinta da un cielo spesso molto nuvoloso o a tratti coperto su molti settori delle regioni peninsulari, sarà più soleggiato sulla Sicilia, specie centro-occidentale. I venti soffieranno debolmente dai quadranti settentrionali, i mari risulteranno poco mossi mentre le temperature massime caleranno di qualche grado.

Temperature

Valori massimi attesi tra gli 8°C di Potenza e i 14-16°C delle altre città

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 06.01.2023 A CURA DI MIKI PAPPACODA

6 Gennaio 2023, 16:03pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Epifania - Wikipedia

A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno Epifania del Signore, solennità ? S. Carlo da Sezze frate laico francescano (1613-1670) B. Rita Amada de Jesus suora e fondatrice (1848-1913) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 2,1-12. Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Ruggi, l’odissea di Pierluigi «Due giorni su una barella» Cure impossibili per il giovane con distrofia muscolare: «C’è da attendere...»

6 Gennaio 2023, 15:54pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA SALERNO - «Siamo in attesa dalle 14.30: Pierluigi è su una barella dell’ambulanza nel corridoio senza aver fatto praticamente nessun controllo. Un ragazzo distrofico su una barella, io ho una sediolina». Sono le 18.26: dall’altro capo del telefono c’è Imma Diana , la mamma di quel ragazzo in attesa da ore. Sono arrivati nel primo pomeriggio del 4 gennaio al Pronto soccorso dell’ospedale Ruggi perché il giovane, affetto da distrofia muscolare di Duchenne, ha un’insufficienza respiratoria. Di solito è la madre che si occupa delle sue cure, ha un’intera stanza attrezzata con tutti i macchinari che servono per far in modo che Pierluigi possa arrestare il più possibile l’incedere della malattia, alleviare le sofferenze e aiutarlo nel sostenere le difficoltà che quotidianamente la distrofia mette sul suo cammino. Passa qualche minuto, whatsapp suona nuovamente: «Pierluigi - continua Imma con la voce sempre più rotta dalla preoccupazione e dal pianto - ha bisogno di ventilazione. Ho fatto discussione con non so se con dei medici o degli infermieri, fatto sta che finalmente gli hanno fatto l’emogas ed è emerso che ha una cirrosi respiratoria. E nessuno se ne importa nulla. Lui è sulla barella, a me hanno dato una sediolina. Attorno a me vedo casi di persone con il Covid, sono preoccupatissima. Siamo abbandonati a noi stessi». Trascorrono le ore e Imma non da alcun segnale dall’ospedale di via San Leonardo. Il telefono squilla a vuoto. Passa ancora altro tempo. È il 5, sono passate quasi 24 ore da quando Pierluigi è arrivato al pronto soccorso. E finalmente risponde: «No, non è cambiato nulla», il messaggio della donna, sempre più affranta. «Siamo rimasti qui per tutto il tempo. Ora - continua - mi hanno comunicato che l’ospedale Ruggi non ha i macchinari che servono per trattare il caso di Pierluigi. Ma non mi sanno dire se e dove potrebbe essere trasferito. Quindi, intanto, potrebbe essere trasferito in reparto ma non mi è chiaro nulla soltanto che siamo qui da più di un giorno e nessuno si è occupato realmente delle condizioni di mio figlio. Continua a restare sulla barella ma adesso gli hanno messo una maschera per l’ossigeno che mi sembra quella che viene solitamente utilizzata per la rianimazione per tampinare la situazione ma non va bene per lui. Tra l’altro sembra quello del film “The Mask”». Passa ancora del tempo. Non arriva nessuna comunicazione: Imma e Pierluigi sono ancora al Pronto soccorso senza sapere che cosa ne sarà di loro. «Normalmente - si sfoga la donna - sono abituata a combattere per ottenere anche il minimo sindacale per mio figlio e sono abituata a essere lasciata da sola nella mia battaglia per la sua assistenza. Ma almeno in ospedale mi sarei augurata di trovare un sostegno, speravo che almeno qui mio figlio e la sua malattia grave fossero considerati. Invece siamo qui come se fossimo inesistenti. Aspettiamo, ci dicono che non possiamo fare altro. Ma io mi domando se questo è un ospedale degno di questo nome. E, in queste ore, sto vedendo attorno a me un caos tale da rendere la situazione a dir poco vergognosa», lo sfogo finale dopo più di un giorno in attesa di una risposta, di una parola di conforto, di qualcuno che possa dare finalmente sollievo alle sofferenze di un ragazzo che sta affrontando l’ennesima odissea della sua vita, lasciato su una barella del Pronto soccorso del Ruggi ancora una volta al centro dei problemi e dei disagi che, a cadenza praticamente ritmica, vengono segnalati da tanti utenti che cercano un aiuto e che invece, sempre più spesso, devono attendere prima di vedere quel sollievo tanto sperato. E che sempre più spesso diventa impossibile. Eleonora Tedesco LA CITTA

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CAMPANIA NEWS Maresciallo libero dal servizio sventa furto in parcheggio In due nel Napoletano in azione in centro commerciale

6 Gennaio 2023, 15:49pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 06 GEN - Manca poco alle 19 e due uomini, di 35 e 26 anni, sono in via Santa Maria a Cubito, Giugliano in campania. Stanno armeggiando sullo sportello di una Fiat 500. Sembrano intenzionati a rubarla e quando spaccano uno dei deflettori, il loro obiettivo è ormai chiaro. Uno dei due sale in auto ma non fa in tempo a mettere in moto. Un maresciallo dei Carabinieri libero dal servizio assiste alla scena e allerta la centrale operativa. Arrivano in supporto i militari del nucleo radiomobile di Giugliano. I due non riescono a fuggire. Finiscono in manette per tentato furto aggravato. Addosso attrezzi per lo scasso e una centralina per forzare le difese elettroniche delle vetture. Sono ora in attesa di giudizio (ANSA).

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CILENTO NEWS Docenti diventano imbianchini per abbellire palestra scuola In azione nel Salernitano durante le feste di Natale

6 Gennaio 2023, 15:42pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA SALA CONSILINA, 06 GEN - Si sono dotati di pennelli, rulli, secchi di pittura, scale e cavalletti per tinteggiare tutti i locali della palestra della loro scuola. Accade a Sala Consilina, nel Salernitano. Alcuni docenti si sono trasformati in imbianchini per rendere più fruibile e bella la palestra pitturandola con colori di tendenza. Sono i docenti dell'Istituto di Istruzione Superiore Statale "Marco Tullio Cicerone" che hanno tinteggiato la palestra della sezione ITIS-MODA-IPSIA. E così gli studenti al rientro dalla festività natalizie troveranno la loro palestra rinnovata e più accogliente. I docenti hanno lavorato durante le festività con il beneplacito del dirigente scolastico Antonella Vairo. A trasformarsi in imbianchini sono stati gli insegnati Samantha Durante, Annamaria Scala, Salvatore Belcastro, Antonella Morena. (ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ucraina, raid russi dopo la tregua. Ma Mosca accusa Kiev Putin, il cessate il fuoco per il Natale ortodosso. Kiev: 'E' un'ipocrisia, ritiratevi'

6 Gennaio 2023, 15:36pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ucraina © AFP

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  A mezzogiorno ora di Mosca (le 10 in Italia) è entrato ufficialmente in vigore il cessate il fuoco natalizio nelle operazioni militari in Ucraina annunciato dalla Russia, che durerà fino alla mezzanotte (le 22 italiane) di domani.

 

 

La proposta di Mosca di una tregua di 36 ore in Ucraina per il Natale ortodosso è "cinica" ed è solo un tentativo di Putin di "guadagnare una boccata di ossigeno": a dichiararlo è il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ned Price in un briefing con la stampa, riportato dal Guardian.

 

 

"Non c'è parola che possa descrivere meglio (la proposta di tregua) che 'cinica'. La nostra preoccupazione (...) è che i russi cerchino di sfruttare ogni pausa temporanea nei combattimenti per riposarsi, riprendersi, riorganizzarsi e, alla fine, ri-attaccare", ha detto Price. La tregua proposta dovrebbe scattare a mezzogiorno (le 10 in Italia) di oggi e cessare alla mezzanotte (le 22 italiane) di domani, giorno del Natale ortodosso secondo il Calendario giuliano.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha detto che le truppe di Mosca rispettano il cessate il fuoco proclamato unilateralmente dalle 12 di oggi ora di Mosca, mentre gli ucraini "continuano i bombardamenti di artiglieria su aree popolate e sulle posizioni delle forze russe". Lo riferisce l'agenzia Tass. 

Le forze russe hanno colpito la città di Kramatorsk nell'est dell'Ucraina dopo l'entrata in vigore della tregua natalizia annunciata dal presidente russo Vladimir Putin. Lo ha detto il vicecapo dell'ufficio di presidenza ucraino Kyrylo Tymoshenko. "Gli occupanti hanno attaccato la città due volte con razzi", ha scritto sui social, aggiungendo che è stato colpito un edificio residenziale, ma che non ci sono state vittime.

L'Ucraina ha attaccato a colpi di artiglieria l'area di Donetsk per tre volte subito dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco unilaterale dichiarato da Putin per il Natale ortodosso. Lo riporta la Tass. I bombardamenti sono stati effettuati con artiglieria da 155 mm in dotazione alla Nato, ha specificato su Telegram la missione della cosiddetta Repubblica Popolare del Donetsk presso il Centro congiunto di Controllo e Coordinamento sui crimini di guerra ucraini.

Un allarme aereo è scattato in tutta l'Ucraina dopo il decollo di due caccia dalla base di Baranovichi in Bielorussia. La popolazione è stata invitata ad andare nei rifugi. Lo riporta il gruppo di monitoraggio Belarusian Gayun citato da Unian. Subito prima era decollato da Machulyshchy l'aereo radar A-50U dell'aeronautica russa.

Putin ordina la tregua di Natale. Kiev, 'ritiratevi'. Una breve tregua nei combattimenti - 36 ore in tutto - per il Natale ortodosso, che cade il 7 gennaio. E' quanto ha deciso unilateralmente Vladimir Putin, facendo appello all'Ucraina perché accetti la sospensione delle ostilità. Ma Kiev ha risposto che tregua ci sarà solo quando i russi si ritireranno, mentre il presidente Usa Joe Biden ha affermato che si tratta solo di un tentativo di Mosca di guadagnare "un po' di ossigeno" per ovviare alle difficoltà delle sue truppe sul terreno. La decisione del presidente russo è arrivata dopo che, in un colloquio telefonico in mattinata con quello turco Recep Tayyip Erdogan, aveva in sostanza respinto la richiesta di quest'ultimo di un "cessate il fuoco unilaterale" - ma più lunga scadenza rispetto alla breve parentesi natalizia - per favorire la ricerca di una soluzione negoziata del conflitto, per la quale Ankara torna a proporsi come mediatrice. Per l'ennesima volta Putin ha detto che il suo Paese è aperto ad "un dialogo serio", ma solo se Kiev "soddisfa le richieste note e tiene conto delle nuove realtà territoriali". Se l'Ucraina, insomma rinuncia ad insistere per riprendere il controllo di tutte le sue regioni: non solo la Crimea, ma anche le quattro che Mosca ha annesso lo scorso autunno dopo referendum condannati dalla comunità internazionale e che tra l'altro le truppe russe controllano solo in parte. E il capo del Cremlino ha aggiunto una nota polemica contro i Paesi occidentali, accusandoli di svolgere "un ruolo distruttivo" in Ucraina per il fatto di continuare ad armarla e fornirle informazioni d'intelligence utili alle sue truppe per individuare i bersagli. Passa qualche ora e Putin annuncia di avere ordinato al ministro della Difesa Serghei Shoigu di attuare la tregua natalizia, dal mezzogiorno del 6 gennaio alla mezzanotte del 7, accogliendo una richiesta in questo senso ad entrambe le parti del Patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa. Contemporaneamente il leader russo lancia un appello a Kiev perché accolga la cessazione temporanea dei combattimenti, per dar modo a tutti gli ortodossi di partecipare alle cerimonie religiose. Una pura "ipocrisia", risponde il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, che qualche ora prima aveva duramente attaccato anche Kirill, giudicando la sua richiesta "una trappola cinica" e accusando la Chiesa da lui guidata di agire "solo come propagandista di guerra". "Non possiamo prenderli sul serio", gli fa eco il ministro degli esteri Dmytro Kuleba. Se la Russia vuole una tregua, insiste Podolyak, ha una sola possibilità di ottenerla: "ritirarsi dai territori occupati". Ma al contrario, afferma il segretario del Consiglio di sicurezza e di difesa ucraino, Oleksii Danilov, Mosca si prepara a una nuova escalation in febbraio, quando cadrà il primo anniversario dall'inizio del conflitto. Se questo fosse effettivamente lo scenario, la nuova iniziativa di pace di Erdogan partirebbe decisamente in salita. Parlando del colloquio avuto con il leader turco, tra l'altro, Zelensky ha posto l'accento non tanto su una soluzione generale ma su questioni specifiche, come la centrale nucleare di Zaporizhzhia, lo scambio di prigionieri e lo sviluppo dell'accordo per l'esportazione del grano. Per il presidente ucraino la buona notizia della giornata è un nuovo concreto aiuto militare da parte degli alleati Nato. Joe Biden e Olaf Scholz, nel corso di una telefonata, hanno concordato di inviare a Kiev panzer americani e tedeschi. Berlino, inoltre, si unisce agli Usa nella fornitura degli efficaci sistemi missilistici Patriot. Intanto, mentre sui canali Telegram russi si rincorrono le voci di una possibile visita di Putin a Donetsk, nel Donbass, in occasione del Natale, i civili continuano a morire sotto le bombe. Fonti ucraine riferiscono dell'uccisione in un bombardamento russo di una coppia e del loro figlio di 12 anni a Berislav, nella regione di Kherson. Nella città capoluogo è segnalata la morte di un giovane di 20 anni, mentre nella comunità di Stepnohorsk, nella regione di Zaporizhzhia, viene denunciata la morte di due persone e il ferimento di altre tre. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA È morto Gianluca Vialli L'ex attaccante 58 anni si è spento a Londra

6 Gennaio 2023, 15:17pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Gianluca Vialli: "La malattia può essere un'opportunità" - esclusivo | Oggi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Altro grave lutto per il mondo del calcio.

 

 

E' morto Gianluca Vialli: a 58 anni l'ex attaccante si è spento a Londra, dopo aver combattuto contro un tumore al pancreas.

 

 



La famiglia di Vialli ha confermato la morte dell'ex campione con una nota. "Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli - fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l'hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori". Il calcio piange Gianluca Vialli e la Figc per ricordarlo la Federazione ha disposto un minuto di raccoglimento da osservare prima di tutte le gare dei campionati di calcio in programma nel prossimo fine settimana.

 

 

È morto Gianluca Vialli

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  "Ciao Gianluca": la Juventus saluta così Gianluca Vialli, scomparso all'età di 58 anni a causa di un tumore al pancreas. Sui social, il club bianconero ha voluto omaggiare l'ex bianconero postando una foto dell'ex calciatore che alza al cielo la Champions League, dopo la vittoria nella finalissima del maggio 1996 contro l'Ajax. 

"Lo sport italiano e il calcio in particolare oggi hanno perso un campione ma soprattutto un uomo tutto di un pezzo". E' l'omaggio a Gianluca Vialli del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ricorda una tra le tante immagini legate al campione scomparsa. "Quella del 26 febbraio 2006, quando Vialli, assieme ad altri illustri campioni, portò la bandiera olimpica nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi Invernali di Torino 2006, unico calciatore ad aver avuto questo onore" dice Malagò.

"Quello che ha fatto per la maglia azzurra non sarà mai dimenticato". Il presidente della Figc, Gabriele Gravina ricorda così Gianluca Vialli, scomparso oggi dopo aver combattuto a lungo con la malattia. "Sono profondamente addolorato - aggiunge Gravina - ho sperato fino all'ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane".
 

La sua Cremona si è risvegliata con la morte nel cuore, ferita da una notizia in fondo attesa ma con quella stessa attesa sempre accompagnata dalla speranza di un miracolo. Ha perso il suo campione, il capoluogo lombardo. E nei bar come in piazza del Comune, li dove anche il sindaco Gianluca Galimberti ha appreso della scomparsa di Stradivialli "con estremo dolore", non si parla che dell'addio al lord del gol. "Il sindaco deve proclamare una giornata di lutto cittadino" si spinge a chiedere qualcuno. Per il resto, racconti e ricordi. Luca a Cristo Re, poi presto alla Cremonese. "Frutti e Vialli, che coppia, servirebbe adesso" si lascia andare qualche tifoso sospeso tra passato e presente. Piu d'uno avanza certezze: "adesso ritroverà Luzzara e Mondonico, il suo presidente e il suo allenatore".

Fedez ricorda Gianluca Vialli, con il quale aveva condiviso le paure, i timori e i dolori della malattia. Anche il cantante, infatti, è stato colpito tempo addietro da un tumore al pancreas, seppur di tipo differente - e meno grave - di quello contro il quale ha combattuto il fuoriclasse del calcio. "Non ci siamo mai conosciuti di persona - ricorda Fedez in una storia su Instagram - ma mi hai dato tanto. Con te ho pianto al telefono, pur non avendoti mai visto di persona". Fedez racconta che Vialli gli aveva dimostrato grande vicinanza e affetto durante la sua malattia, e che ne era nata una conoscenza anche se soltanto virtuale. "Avevamo in programma di incontrarci per fotografarci assieme mostrando le rispettive cicatrici, ma purtroppo non è stato possibile".
 

"Il calcio perde uno dei suoi sorrisi più belli e positivamente contagiosi, quello di Gianluca Vialli". Comincia così il ricordo di Gianni Infantino, con un post su Instagram. Il presidente Fifa, nel rendere omaggio alla memoria dell'ex attaccante morto oggi a 58 anni a Londra, parla del "sorriso di chi ha giocato e allenato. Il sorriso di chi ha vinto, trascinando nella propria felicità i piccoli che stavano diventando grandi, come ai tempi della Sampdoria. Il sorriso mantenuto nonostante la malattia, durante la sua ultima esperienza con la Nazionale italiana". "Vialli - ha aggiunto Infantino - è stato un grande calciatore e un uomo intelligente. Un giorno mi ha visto palleggiare e mi ha detto: 'Gianni, diciamolo, non sai palleggiare. Ti insegno io'. E, di nuovo, ha sorriso. È giusto ricordarlo così, attraverso la sua espressione felice. È stato un grande, perché si divertiva e faceva divertire tutti noi. La sua passione è stata la definizione più bella del calcio. Un abbraccio enorme alla famiglia e agli amici".

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