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SEZ. POLITICA Sfida a distanza Pd-Lega. Salvini: "Ecco i 6 impegni della Lega". Letta: "Pontida è Ungheria" Torna, presente Salvini, il tradizionale raduno leghista per la prima volta dallo stop per il Covid

19 Settembre 2022, 06:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Combo Salvini Letta © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Due idee di Italia contrapposte, separate anche fisicamente da una trentina di chilometri, e a sette giorni dal voto. Chi esalta "concretezza dei valori e buon governo locale" dimostrato sul campo dai sindaci e chi scommette tutto su autonomia regionale, flat tax e il revival dei decreti Sicurezza di salviniana memoria. Si è giocata sui contenuti - più che sui numeri, inevitabilmente a favore della Lega - la sfida delle "piazze" andata in scena in contemporanea in Lombardia tra la Lega di Pontida e il Pd dei sindaci che in centinaia hanno occupato la piazza dell'Arengario, l'antico palazzo comunale di Monza. In ballo c'è la rimonta agognata da entrambi i partiti, che potrebbe passare attraverso i voti del Nord, feudo storico dei leghisti ma ormai sempre più in bilico. A contenderselo non è solo il partito di Giorgia Meloni (più favorito dai sondaggi) ma anche quello di Enrico Letta. Che non a caso è candidato pure a Vicenza e che scommette sulla carta del "tutto è ancora possibile" in vista del 25 settembre. Proprio per questo il segretario Dem sceglie di radunare centinaia di sindaci a Monza, l'ex roccaforte di Berlusconi (che ne ha acquisito nel frattempo la squadra di calcio) espugnata a giugno, "contro ogni pronostico", da Paolo Pilotto. La speranza del centrosinistra è, quindi, che la città porti fortuna alla competizione di domenica. Al contrario sul 'sacro' prato di Pontida trionfa la tradizione. Quella delle bandiere del leone di San Marco o di Alberto da Giussano o qualche camicia verde anche se manca il folklore del passato. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE La Genea Lanzara piazza il colpo: arriva il terzino bulgaro Rosen Kolev Kolev è stato nella scorsa stagione il terzo miglior marcatore del campionato bulgaro

19 Settembre 2022, 06:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con grande soddisfazione la Genea Lanzara comunica l'approdo nel team rossoblu del terzino Rosen Kolev. Classe 1998, il forte atleta ventiquattrenne di origini bulgare va a completare la rosa a disposizione del coach Nikola Manojlovic. Terzo miglior marcatore nel campionato bulgaro nella scorsa stagione (117 reti in 15 incontri), Rosen Kolev ha fatto tutta la trafila delle giovanili con la sua Nazionale, partecipando a tre EHF European Championship, l'ultimo nel 2018 con la squadra U21 di cui è stato anche capitano. Stesso discorso per i club in cui ha militato (HC Fregata e HC Chardafon), vincendo più di sei titoli nazionali (con la squadra Senior e con quella Under 19) ed altrettanti riconoscimenti come top scorer delle competizioni. Il team presieduto da Domenico Sica ha seguito con tanta attenzione l'atleta, apprezzandone le innegabili qualità. Un innesto importante, insomma, nel giovane roster del team salernitano intenzionato a ben proseguire il progetto avviato tre anni orsono ed il proprio percorso di crescita. " Sono davvero entusiasta del mio approdo alla Genea Lanzara - esordisce l'atleta - ho avuto già modo di allenarmi con la squadra, trovando un ambiente molto confortevole ed una bella atmosfera. Il club mi ha accolto in maniera fantastica, la squadra è composta da giocatori giovani ma davvero talentuosi e non vedo l'ora di lottare con loro per la conquista degli obiettivi societari. Non ho esitato quando si è presentata questa occasione, vivere in Italia è stato da sempre il mio sogno e l'aver avuto la proposta della Genea Lanzara è stata di conseguenza, per me, una vera e propria benedizione. Ho iniziato a praticare questa disciplina nel 2009, entrando a far parte dapprima della squadra scolastica ed approdando, poi, nel club della mia città. Col tempo sono migliorato sempre di più: ho provato anche altri sport come il rugby e le arti marziali, ma nulla mi ha affascinato come la pallamano ed adesso non riesco più a vivere senza di essa. Nel corso di questi anni ho avuto davvero belle soddisfazioni, sia individualmente che con i club in cui ho giocato, nonché con la Nazionale Bulgara: ora sono pronto a fare bene anche in Italia. Relativamente al mio approdo alla Genea Lanzara, mi intriga il fatto che il club abbia ambizioni importanti e questo è molto stimolante. Credo di poter contribuire a questo progetto con tanto spirito di sacrificio e dedizione, carattere, difesa forte, gioco di squadra e temperamento, tutti fattori che mi inducono a non mollare mai. Ritengo che la mia nuova squadra abbia tutte le caratteristiche per fare bene e ritagliarsi, come nelle ultime stagioni, un ruolo in prima linea: insomma non vedo l'ora, venderemo cara la pelle contro ogni avversaria lungo il nostro cammino".IL VESCOVADO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana. Pasquale Mazzocchi in Nazionale, prima volta per calciatore e società Prima storica chiamata per un calciatore che veste la maglia granata e con l’Italia di Mancini dovrà affrontare L’Inghilterra e L’Ungheria in National League.

19 Settembre 2022, 06:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA È venerdì sera, mancano 10 minuti all'inizio di Salernitana Lecce, quando il DS De Sanctis chiama Pasquale Mazzocchi e lo informa che è arrivata la chiamata in azzurro. Un momento di incredulità poi la gioia, Pako corre a prendere il telefonino per avvisare i familiari e anche Walter Sabatini che lo ha lanciato prelevandolo dal Venezia e portandolo alla Salernitana dove è esploso definitivamente diventando uno dei migliori, se non il migliore, sulla fascia, destra o sinistra che sia. Prima storica chiamata per un calciatore che veste la maglia granata e con l'Italia di Mancini dovrà affrontare L'Inghilterra e L'Ungheria in National League. Mazzocchi è un ragazzo che emerso grazie ai suoi sacrifici, a cui nessuno ha mai regalato nulla. Pako nasce a Barra (quartiere difficile di Napoli) e per poter seguire la sua passione per il calcio, nonostante i problemi economici della sua famiglia, da ragazzo faceva il fruttivendolo, a dodici anni, pur di guadagnare un po' di soldi. Ed è così che, dopo la scuola, correva a lavorare e poi arrivava stanco all'allenamento. Il suo primo allenatore Giuseppe Araimo lo prende a cuore e per non farlo lavorare fa un patto con il ragazzo promettendogli di dargli gli stessi soldi che guadagnava per ogni goal che segnava. Una promessa, quella del Mister Araimo, che innesca un processo virtuoso che vedrà il piccolo Pako diventare un grande calciatore. Mazzocchi dopo molta gavetta approda nel Perugia, prima squadra da professionista, dove però non gioca da titolare e potrebbe essere venduto in categorie minori. Quando arriva sulla panchina, Serse Cosmi immediatamente ne blocca la vendita e lo lancia in campo. Poi passa al Venezia dove non gioca tutte le partite da titolare. La Salernitana è la squadra che lo consacra definitivamente come calciatore degno di vestire la maglia azzurra. Pako indossava la maglia numero sette perché si ispirava ad un certo Cristiano Ronaldo, ma a Salerno quella maglia è di Frank Ribery e allora sceglie la numero 30 che è la data di nascita di un amico che è venuto a mancare. Mazzocchi è certamente un esempio per tanti ragazzi che si avvicinano al mondo del calcio, insegnando loro che solo con sacrifici e tenacia si possono raggiungere obiettivi importanti come quello di vestire la casacca della Nazionale. In bocca al lupo Pasquale, fatti valere anche in Nazionale, e porta ancora più in alto i colori granata. di Vincenzo Milite IL VESCOVADO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Boom di presenze in questa ultima domenica d'estate: traffico intenso di rientro /Foto L'intensa affluenza di turisti in questa domenica di settembre di sole in Costa d'Amalfi

19 Settembre 2022, 06:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Traffico intenso in questa ultima domenica d'estate in Costa d'Amalfi. Vietri Sul Mare, Amalfi, Positano, Minori e Maiori i punti più critici, dove i rallentamenti hanno raggiunto anche diverse decine di minuti. Invitiamo chi è in viaggio sulla Statale 163 Amalfitana, in entrambe le direzioni, a fare molta attenzione e ad utilizzare la massima prudenza. IL VESCOVADO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Problemi respiratori per un neonato di Minori, salvo grazie all'intervento tempestivo dei soccorsi

19 Settembre 2022, 06:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ospedale Costa d'Amalfi: la tenda da emergenza coronavius è troppo grande,  montaggio fallito [FOTO] - » Telestreet Arcobaleno - Sorrento News

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Diventa virale il post di Andrea Villaricca, l'autista dell'ambulanza che ha trasportato in pochissimo tempo il bambino presso l'ospedale di Cava de' Tirreni Un intervento questa notte del 118 ha salvato la vita ad un neonato di Minori con problemi respiratori. Il post dell'intervento, che ha visto salva per miracolo la vita del piccolo, è stato pubblicato nelle prime ore del mattino dallo stesso autista del 118, Andrea Villaricca (Associazione Croce Di Sant'andrea Di Amalfi), diventando immediatamente virale. Con lui in ambulanza il dott. Ciro Senatore e l'infermiere Riccardo Fratti. Di seguito il testo integrale del post che racconta, a caldo, gli attimi concitati appena vissuti: "Emozioni di una notte straordinaria. Ore 02.16 squilla il telefono, la centrale operativa del 118 ci allerta per apnea e dispnea in un neonato di 1 mese di vita a Minori. Voliamo per la strada in pochi minuti siamo lì, nel tragitto si avverte un silenzio fatto di paura e tensione. Arrivati sul posto capiamo, che, nonostante, il bambino sia da poco ritornato da un nosocomio la situazione non è tranquilla. Il medico dell'equipaggio dell' ambulanza dopo aver visitato il neonato e ascoltato la descrizione degli eventi dai genitori si mette in contatto con la centrale del 118 e si fa autorizzare per un trasporto in emergenza all'ospedale di Cava dei tirreni al reparto di pediatria. Con andamento sostenuto mi rimetto alla guida dell'ambulanza, cercando di trasmettere le minori sollecitazioni alla mamma seduta dietro, nel vano sanitario, con il piccolo tra le braccia. Arrivati all'altezza di Capo d' orso l' infermiere che monitorava il neonato ci chiede di fermarci perché il piccolo è in arresto respiratorio, il medico seduto appena mi fermo insieme all' infermiere eseguono una ventilazione polmonare al bimbo che dopo 3 minuti interminabili riprende a respirare. Nel frattempo le grida e le lacrime della mamma del piccolo straziano il cuore, fermo e pronto a ripartire al posto di guida attraverso la finestra intercomunicante con la zona sanitaria incontro lo sguardo della mamma piangente che chiama Dio e mi chiede aiuto . Osservo il medico e l' infermiere che tentano il tutto per salvare il piccolo e mi sento impotente, temo il peggio, ma poi un loro sorriso mi fa capire che il piccolo ha reagito e respira. Si riparte in volata , non so dire la velocità a cui spingevo l'ambulanza ho ancora il rumore del motore allo stremo nelle orecchie, guidavo e pregavo, forse pregavo più forte di come guidavo. Arriviamo a Vietri, proprio mentre la strada si fa più dritta e scorrevole percepisco un movimento alle mie spalle, è di nuovo l' infermiere che prende il piccolo tra le braccia e riparte con le manovre di respirazione, guardo la strada con un occhio e l' altro è puntato allo specchietto retrovisore per vedere cosa succede , capisco che la situazione e' grave. L' infermiere inizia un massaggio cardiopolmonare, mi fermo il medico lo affianca e collabora. Non mi volto riparto al massimo con le sirene spiegate, le preghiere si fanno più intense e supplichevoli, quei pochi km che ci dividono dall'ospedale sembrano infiniti, dietro avverto che si sta combattendo contro la morte, che sembra aver ormai vinto. Arrivo finalmente al pronto soccorso dell'ospedale di Cava dietro non si arrendono, si continua con il massaggio cardiaco , arriva il personale dell'ospedale ma il nostro infermiere non demordere continua il massaggio cardiaco. Il cuore del piccolo riparte d' improvviso, sento aprire la porta, laterale, dell' ambulanza, mi volto e vedo l'infermiere dell' equipaggio di corsa . reca tra le braccia il neonato corre all'interno del pronto soccorso dove già tutti erano pronti per continuare la rianimazione. Il bambino riprende colorito e respirazione. Noi nascondiamo le lacrime dietro un sorriso. Io prima di fare una carezza al bimbo mi fermo un attimo per ringraziare Gesù. Un caffè per festeggiare e ci riavviamo all' ambulanza per rientrare in sede. Nel viaggio di ritorno stranamente regna il silenzio , ognuno sta pensando al vero senso della vita. La notte continua , la gioia di aver vinto contro la morte ci da motivo e invita a continuare con passione e dedizione la nostra missione. Che bello ritrovarsi umani e ancora in grado di emozionarsi. Forse siamo ancora in tempo a salvare il mondo e noi stessi. Buonanotte..." ANDREA VILLARICCA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Serie A: tre big match, Milan-Napoli prima sfida scudetto Spiccano Udinese-Inter e Roma-Atalanta; Juve vuole evitare crisi

17 Settembre 2022, 15:33pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Serie A, Milan-Napoli © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il livello dei veleni del campionato è misurato dall'elenco dei tecnici squalificati: Allegri, Spalletti, Giampaolo e Baroni lasceranno spazio ai propri vice in un turno, l'ultimo prima della sosta delle nazionali, che vede l'esordio di Thiago Motta al Bologna e Palladino al Monza. Le polemiche Var, i punti che pesano sempre di più, gli infortuni a grappoli che bersagliano anche le grandi non potranno però più essere degli alibi perchè la serie A pretende responsi esaurienti. Li chiede, dopo un mese frenetico di gare, soprattutto ai tre big match che scandiscono la domenica degli italiani a una settimana dalle elezioni politiche: a pranzo Udinese-Inter, a merenda Roma-Atalanta, a cena il più importante, Milan-Napoli. Ma sarà un turno delicato (in cui si osserverà un minuto di raccoglimento per le vittime del maltempo nelle Marche) anche per altre tre big: la Juve, con un piedi fuori dalla Champions, non ha alternative al successo a Monza se vuole evitare guai ancora più seri ad Allegri; la Fiorentina, che è a 8 punti dal vertice, deve rispondere alle inascoltate sollecitazioni di Italiano, ma incontra un avversario in crescita come il Verona. La Lazio, che era in un trend positivo, e' stata travolta da una squadra danese che non appartiene all'aristocrazia del calcio europeo, e deve riscattarsi a Cremona. Tanti sono i motivi che rendono attraente la giornata numero sette, che parte stasera con la sfida sudista Salernitana-Lecce, ma si attendono spettacolo ed emozioni tra le due squadre che giocano meglio in Italia, Milan e Napoli. Sarà un confronto, senza i due uomini-vetrina Leao e Osimhen, che potrà lasciare un solco nella corsa allo scudetto visto che regolano i conti due squadre in salute, in testa al proprio girone di Champions. Maignan, Tomori, Hernandez, Bennacer e l'implacabile Giroud sono i cardini di Pioli, in attesa del miglior De Ketelaere, mentre il Napoli fa quadrato intorno al mirabile centrocampo costruito con perizia da Spalletti (Anguissa, Lobotka, Zielinski) superiore alla somma delle individualità. Ma, in assenza di Leao, a spaccare la partita potrebbe essere l'irresistibile Kvara, che in alcuni spunti ricorda George Best. A favore di Spalletti c'è anche il potenziale dei nuovi acquisti visto che Ndombelè ancora stenta, Simeone e Raspadori stanno emergendo ora. Ma il senso di squadra ormai acquisito dal Milan rende questa elettrizzante sfida da tripla. Lo stesso equilibrio regna negli altri due big match di domenica: la Roma di Mourinho sta superando qualche incertezza col super innesto di Dybala, osannato dai tifosi come non accadeva dai tempi di Totti, il recupero di Zaniolo e il lavoro prezioso dei due maestri della Premier, Smalling e Matic. L'Atalanta, che Gasp sta ricostruendo con l'inserimenti dei nuovi Holjund, Ederson e Lookman, e con la bacchetta di direttore d'orchestra nelle mani di Koopmeiners, ha un po' frenato ma è ancora in testa a una classifica corta, con sei squadre in due punti. Le altre due si affrontano al Friuli in casa della sorpresa della serie A, l'Udinese affamata di Sottil, che si giova del senso del gol di Beto, pronto a fruttare ai Pozzo una futura plusvalenza alla Alexis Sanchez o De Paul. Dopo quattro meritati successi di fila ecco l'esame con l'altalenante Inter di Inzaghi, priva di Lukaku e Calhanoglu, risollevata dai gol di Brozovic e Dzeko, ma mai del tutto convincente. Mancheranno anche Milik e Cuadrado alla Juve falcidiata dagli infortuni (16 in due mesi) e in seria crisi di gioco e di risultati. Per Allegri, che spera nel risveglio di Vlahovic, c'è l'ostacolo Monza che Berlusconi ha affidato a Palladino e che ha conquistato il primo punto a Lecce. I gol di Immobile e la dura reprimenda di Sarri dovrebbero dare la sveglia alla Lazio in casa dell'altra neopromossa Cremonese, che ha raccolto finora molto meno di quello che ha seminato. Più arduo il compito della Fiorentina, piena di infortunati, che si affida a Jovic per arginare un Verona che prova a risalire la china. Molto interessante è anche la sfida tra il Torino, guidato di nuovo in panchina da Juric, che sembra maturo per portarsi in zona Europa. L'avversario, il Sassuolo di Dionisi, ha una classifica inferiore agli altri anni: si giova degli spunti e dei gol di Frattesi e attende i miglioramenti di Pinamonti. Riguardano la zona salvezza gli altri due incontri: il Bologna, affidato a Thiago Motta che vuole cambiare modulo, recupera Arnautovic e riceve l'Empoli reduce dalla buona prova contro la Roma, mentre tra Spezia e Sampdoria la vittoria può venire nella sfida del gol tra Nzola e Caputo. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coppa Davis: l'Italia batte anche Argentina, è ai quarti Vincono Berrettini e Sinner: "Ora vogliamo il primo posto"

17 Settembre 2022, 15:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coppa Davis: Italia batte Argentina 2-0, è alle finali © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un punto dal match dominato da Matteo Berrettini, un altro dalla sfida vinta non senza sofferenze da Jannik Sinner. All'Italia di Coppa Davis bastano i due singolari per battere l'Argentina nel secondo tie del girone A, in corso a Bologna, conquistando l'accesso alle finali di Malaga, in programma a fine novembre tra le migliori otto al mondo. La nazionale capitanata da Filippo Volandri aveva superato 3-0 mercoledì scorso la Croazia alla Unipol Arena e questo nuovo successo sul veloce bolognese vale il pass per la Spagna, senza dover attendere il doppio (Simone Bolelli/Fabio Fognini contro Maximo Gonzalez ed Horacio Zeballos) e tantomeno il confronto finale previsto domenica con la Svezia. Nel primo match, quello tra i numeri due dei rispettivi team, Berrettini (n.15 Atp) ha impiegato 70 minuti per battere 6-2, 6-3 un Sebastian Baez (n.37 Atp) mai in partita Nella sfida tra i due numeri uno, Sinner (n.11), al debutto in questa edizione delle Finals, ha invece lottato per due ore e 36 minuti contro l'argentino, Francisco Cerundolo (n.27), all' esordio assoluto con la maglia della nazionale. Vinto il primo set 7-5, l'azzurro ha avuto un colpo a vuoto cedendo 6-1 la seconda partita per poi chiudere il match a suo favore con un 6-3 nella terza. Una sfida ad alto tasso di adrenalina per il pubblico, ma anche per l'altoatesino, evidentemente sollevato nelle dichiarazioni a caldo. "Non ho giocato benissimo, la squadra mi ha aiutato molto, da Volandri al pubblico - ha detto Sinner -. Giocare in casa è speciale, sono contento di aver vinto pur non giocando benissimo. E' una vittoria importante per me e per l'Italia, posso essere felice. La cosa più importante era qualificarsi ma domenica c'è un'altra partita da vincere". "Vogliamo andare a Malaga da primi, ma tutti i giocatori quando entrano in campo danno il 100%", ha concluso, facendo ricordare che il primo posto nel girone garantirebbe un quarto 'morbido', cosa per niente certa se l'Italia si qualificasse per seconda. A fare gran tifo per Sinner, specie nei momenti difficili del secondo set ma soprattutto nell'interminabile game finale, c'era soprattutto Berrettini. Forte della sua quasi perfetta prestazione su Baez, il romano si è sgolato e spellato le mani per sostenere il compagno di squadra, quasi trascinandolo alla vittoria. Parlando in precedenza della sua prestazione, Berrettini ha detto di essersi trovato oggi "molto più a mio agio rispetto a mercoledì. Veniamo tutti da New York dove le condizioni erano abbastanza differenti. Questo campo - ha spiegato - è un po' più lento, che per me non è l'ideale, però mi permette anche di usare un po' di più le rotazioni. Col mio rivale odierno la stazza fisica era differente, ma se non avessi messo in campo un buon ritmo la partita poteva diventare complicata perché lui sa fare tante cose". I numeri danno ragione a Berrettini, specie quelli relativi al servizio: quattro ace contro un solo doppio fallo, il 70% di prime in campo con il quale ha ottenuto il 78% dei punti ma anche un 56% di punti conquistati con la seconda e nessuna palla-break concessa. ANSA

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MONZA E PROVINCIA NEWS LA SITUAZIONE NEGLI OSPEDALI Infermieri e medici più sicuri: quattro milioni dalla Regione per vigilantes e telecamere

17 Settembre 2022, 15:18pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Infermieri e medici più sicuri: quattro milioni dalla Regione per vigilantes e telecamere

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Installazione di sistemi di videosorveglianza e attivazione di servizi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie: saranno finanziati dal Pirellone. Quattro milioni di euro per rendere i Pronto soccorso degli ospedali pubblici lombardi più sicuri. Sono stati stanziati dalla Giunta Fontana con delibera approvata martedì scorso; serviranno per finanziare l’installazione di sistemi di videosorveglianza e l’attivazione di servizi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie. Infermieri e medici più sicuri: quattro milioni dalla Regione per vigilantes e telecamere Basterebbe un dato per comprendere la drammaticità della situazione in corsia: ogni anno in Italia si contano 2mila e 500 atti di aggressione ai danni dei lavoratori della sanità e nel 70 per cento dei casi le vittime sono donne. Succede anche in Brianza dove, secondo i dati elaborati dal sindacato medico Anaao-Assomed Lombardia, l’incremento degli atti di violenza è tra i motivi che hanno spinto decine di camici bianchi a lasciare il servizio sanitario regionale: solo negli ultimi 5 anni sono stati 120 in totale i medici che hanno abbandonato, divisi equamente tra l’Asst Vimercate (oggi Asst Brianza) e l’Asst Monza, rispettivamente con 54 e 66 cessazioni. Del resto numerosi studi hanno dimostrato che l’esposizione a eventi aggressivi da parte di pazienti e accompagnatori comporta effetti rilevanti sia per il benessere dei lavoratori (per esempio ansia, depressione, sintomi di stress post-traumatico, riduzioni dell’autostima), sia per la qualità del lavoro (aumento di assenteismo e turnover). Nel luglio del 2020 la Regione aveva già promulgato una legge in materia - «Sicurezza del personale sanitario e sociosanitari» -, rimasta però ferma al palo secondo la denuncia dei consiglieri regionali dem Carmela Rozza e Fabio Pizzul che lo scorso aprile avevano ipotizzato «un aumento del 41 per cento dei numeri generali di aggressioni fisiche e verbali nei presidi ospedalieri nel 2022». Telecamere e vigilantes Martedì della scorsa settimana, il Pirellone ha dato il disco verde al nuovo provvedimento proposto della vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti di concerto con l’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale Romano La Russa. Quattro milioni, come detto, le risorse necessarie per porre in essere le attività, già ricompresi nel finanziamento di parte corrente del Fondo Sanitario Regionale per l’esercizio 2022. Sono diverse le azioni contenute nel documento. A partire «dall’installazione di sistemi di videosorveglianza ad uso interno alla struttura sanitaria con adeguata cartellonistica e con sistemi di allerta rapida delle Forze dell’ordine». Inoltre, è indicata «l’attivazione di un servizio di sicurezza interno che garantisca adeguata presenza nelle aree individuate e considerate a maggior rischio, con una copertura che non potrà essere inferiore alle 12 ore». Si aggiungono la prosecuzione dell’attività di rilevazione e monitoraggio degli atti di violenza nei confronti degli operatori oltre che lo sviluppo e l’adozione di protocolli d’intesa «con gli uffici territoriali del Governo al fine di potenziare la collaborazione con le forze di Polizia». Attenzione agli utenti La delibera si concentra inoltre sugli utenti, prevedendo il periodico aggiornamento, nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy, degli accompagnatori dei pazienti circa lo stato di avanzamento del percorso di diagnosi e cura dei congiunti e la creazione di ambienti accoglienti nelle sale di attesa. «Ciò anche attraverso la realizzazione di colonne di ricarica per tutte le principali marche di smartphone e tablet» e «l’installazione di schermi televisivi con collegamento ai principali canali nazionali e alla presenza di distributori automatici di bevande e snack». «Livello di protezione più alto» «Con questa delibera aumentiamo il livello di protezione degli ambienti in modo che i lavoratori dei pronto soccorso possano operare in modo più sicuro e i pazienti ricevere le cure - ha commentato la vicepresidente della Regione Lombardia - Senza temere, gli uni e gli altri, violenze, aggressioni e comportamenti incivili che pregiudicano la fiducia e la collaborazione tra operatore sanitario e paziente». «Circa un mese fa la Regione aveva stanziato 1,5 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione di telecamere sui mezzi di soccorso sanitario e bodycam agli operatori in servizio - ha ricordato La Russa - È fondamentale consentire agli operatori di lavorare serenamente e migliorare le condizioni dei pazienti e dei parenti» Si contano oltre 2.000 aggressioni all’anno. Più colpite le donne Nel quinquennio 2016-2020 sono stati 12 mila i casi di infortunio sul lavoro per il personale sanitario legati a violenze, aggressioni e minacce, con una media di circa 2 mila e 500 l'anno. A rilevarlo è l’Inail, l’Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che lo scorso marzo, in vista della prima Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, ha diffuso i dati di un fenomeno sempre più preoccupante. Il 46 per cento degli infortuni conseguenti ad atti di violenza è concentrato nel settore «assistenza sanitaria» che include ospedali, case di cura, istituti, cliniche e policlinici universitari; il 28 per cento è stato riscontrato nei «servizi di assistenza sociale residenziale» (case di riposo, strutture di assistenza infermieristica, centri di accoglienza), mentre il restante 26 per cento ricade nel comparto «assistenza sociale non residenziale». I più colpiti sono infermieri ed educatori professionali - normalmente impegnati in servizi educativi e riabilitativi con minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani all'interno di strutture sanitarie o socio-educative - con più di un terzo del totale dei casi. La categoria dei medici rappresenta invece il 5 per cento sul totale dei casi ma il dato non include i sanitari generici di base e i liberi professionisti in quanto non inclusi nell’obbligo assicurativo Inail. Riguardo infine al genere, gli infortunati sono per quasi tre quarti donne. I numeri, sottolinea l’Inail, sono comunque sottostimanti perché spesso le aggressioni «non vengono denunciate o le vittime tendono a soprassedere». Le aggressioni, negli anni scorsi, a Desio e Monza Insulti, minacce, ingiurie. Fino ad aggressioni vere e proprie in cui a farne le spese sono, il più delle volte, medici e infermieri che operano al pronto soccorso. Se ne contano diverse anche nel nostro territorio. Nel luglio del 2018, ad esempio, un 21enne giussanese aveva dato in escandescenza all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale di Desio. Bersagli della sua furia erano stati due infermiere e un altro addetto. Il paziente si era presentato in serata per un presunto abuso di sostanze alcoliche; verso l’1 di notte, la decisione di tenerlo monitorato e sedarlo per farlo riposare. Dopo una decina di minuti, però, il ragazzo si era scagliato contro il personale di turno. Inutile anche l’intervento della guardia giurata in servizio. Un’infermiera aveva rimediato un calcio al torace e un colpo alla spalla, l’altra un trauma alla mano mentre il terzo dipendente degli sputi al volto. Sempre a Desio, a luglio dello scorso anno, un altro paziente aveva perso la calma fino a mandare in frantumi il vetro di protezione della postazione riservata all’operatore del triage, fortunatamente in quel momento non presente. Per riportare la calma c’era stato bisogno dell’intervento dei Carabinieri. Nel maggio di quattro anni fa, due infermieri del San Gerardo, esasperati dalle troppe aggressioni sia verbali che fisiche subite, si erano affidati all’avvocato Francesco Mongiu e avevano presentato formale querela. La prima era nata a seguito del tentativo di un paziente psichiatrico di tirare un pugno a un medico, andato a vuoto solo grazie all’intervento di un infermiere. Paziente che nei giorni seguenti era tornato al pronto soccorso, prendendosela con un’infermiera. «Brutta tr..a, io ti scanno col mio coltello che ho qui in tasca e faccio fuori anche la tua famiglia», le aveva gridato mentre, afferrandole la mano e ruotandola, le provocava una distorsione al polso. Il San Gerardo è «sul pezzo»: guardie giurate già in servizio La gran parte dei contenuti delle due delibere approvate martedì dalla Giunta Fontana non sono una novità per l’ospedale San Gerardo. Rappresentano semmai una spinta a «standardizzare processi già attivati» e «ad introdurre elementi di miglioramento». Lo spiega Silvano Casazza, direttore generale di Asst Monza, che venerdì mattina della scorsa settimana ci ha accolti nel suo ufficio al terzo piano di Villa Serena. Ad un anno ed un giorno esatti dal suo arrivo alla guida dell’Azienda socio-sanitaria, datato 8 settembre 2021. Si parte dal «bed manager», il «manager dei letti» che, in estrema sintesi, crea le condizioni per usare al meglio tutti i posti letto disponibili nel nosocomio. Una figura centrale che al San Gerardo è presente dal 2019. In tempo di «pace», quindi, divenuta provvidenziale in quello di «guerra» al Covid-19. «In un unico professionista sono saldate due diverse aree di intervento», spiega Casazza. Dal governo dei posti letto alle dimissioni protette, queste ultime da definire già entro le 24/48 ore dall’ingresso del paziente in ospedale. Un aiuto fondamentale arriva dal software realizzato «in casa», al quale hanno accesso tutti i reparti nel nome di una corresponsabilità nella gestione. Stesso discorso per il «Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica» che già si riunisce da mesi e ora sarà formalizzato. Dottor Casazza, la Regione vuole tagliare i tempi di attesa al Pronto soccorso, mettendo come limite massimo otto ore tra il triage e l’eventuale ricovero. Limite rispettato nei nosocomi lombardi solo in sei casi su dieci. Quali sono le percentuali del San Gerardo? «Superano il 70 per cento. L’obiettivo resta quello di migliorarle. Tenuto conto del contesto in cui operiamo: il nostro ospedale è hub di riferimento per diverse patologie. Questo comporta un aggravio nell’affluenza al pronto soccorso: a quella diretta si sommano i trasferimenti esterni. Dobbiamo inoltre apportare continui aggiustamenti necessari per la convivenza con il cantiere aperto per la ristrutturazione e l’ammodernamento della struttura. Infine c’è una domanda che cambia e ci impone di essere flessibili: questa estate, ad esempio, abbiamo registrato un iperafflusso in pronto soccorso dovuto alle temperature elevate». Passiamo alla sicurezza del personale sanitario, altro tema cardine dei provvedimenti del Pirellone: siete pronti su questo fronte? «Sì, anche se l’obiettivo resta sempre quello di migliorare. Abbiamo guardie giurate in servizio 24 ore praticamente da sempre; a queste si aggiunge il presidio di Polizia interno, in accordo con la Questura. La videosorveglianza è presente, ma va implementata. Le delibera regionale richiede la creazione di ambienti accoglienti per utenti e accompagnatori: nelle sale di attesa disponiamo di distributori automatici di bevande e snack, provvederemo invece ad installare le colonne di ricarica per smartphone e tablet». Avete segnalazioni di episodi di violenza? «Principalmente verbale: sei o sette casi nei primi otto mesi dell’anno, sostanzialmente in media con il passato, concentrati principalmente al Pronto soccorso». Restando sul personale, il Nursind (sindacato del personale infermieristico) ne denuncia la carenza in tutta le regione... «Nel primo semestre dell’anno abbiamo assunto molto, riuscendo a coprire il turn over di medici ed infermieri. Con 3mila dipendenti è necessaria una programmazione costante che faccia i conti con pensionamenti, dimissioni dovute al desiderio di una posizione migliore e di mutate esigenze famigliari oltre che delle norme del settore pubblico. Il San Gerardo resta una struttura attrattiva, anche perché sede universitaria. In questo anno ho potuto notare il senso di appartenenza alla struttura di chi ci lavora; molti arrivano dal territorio e sono orgogliosi del loro ospedale». Insoddisfatto il sindacato degli infermieri: «Non si è messo mano ai veri problemi» Donato Cosi, coordinatore regionale e consigliere nazionale Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche), non è soddisfatto degli interventi approvati dal Pirellone. Partendo dal fatto che vigilantes e telecamere «sono, in gran parte, già presenti in molti Pronto soccorso della Lombardia», denuncia come la Giunta regionale non abbia messo mano «ai veri problemi che vivono medici e infermieri che lavorano nel Pronto soccorso e che spesso sono anche alla base delle lamentele dei pazienti e dei familiari che, in casi particolarmente esasperati, potrebbero sfociare anche in aggressioni fisiche». Era lì che secondo Cosi andava messa mano. «In Pronto soccorso manca personale; nei reparti mancano posti letto e personale; sul territorio mancano strutture adeguate ad accogliere pazienti dimessi comunque dal Pronto soccorso, ma che a casa non hanno la possibilità di essere seguiti adeguatamente - sottolinea - La coperta è sempre corta e si continua a tirare senza però risolvere il problema alla base». Negli uffici del sindacato «arrivano segnalazioni di colleghi che nei reparti subiscono le lamentele dei malati e dei loro familiari che, dimessi dal pronto soccorso, vengono ricoverati in ospedale ma attendono anche diverse ore prima di avere un posto letto che dovrebbe già essere assegnato. Una condizione diffusa anche in Brianza». È questo, prosegue il sindacalista, il problema: «Se si allungano i tempi di attesa, si esasperano gli animi. Ma sia in ospedale sia sul territorio non ci sono risposte adeguate. In Lombardia chi viene dimesso dal pronto soccorso ma necessita comunque di assistenza è circondato dal deserto dei tartari». Cosi guarda invece con favore al finanziamento volto all’assunzione di guardie giurate nelle strutture ospedaliere «E’ un provvedimento positivo - dice - Ma non basta il loro presidio 12 ore, il Pronto soccorso è aperto 24 ore e per tutto l’arco della giornata è necessaria una reale protezione di chi lavora». Nuovi limiti: otto ore tra l’arrivo e il ricovero Ottimizzazione ed efficientamento del flusso dei pazienti in pronto soccorso e riduzione dei tempi in attesa del ricovero. È quanto prevede la seconda delle due delibere dedicate alle strutture ospedaliere lombarde approvate martedì dalla Giunta regionale su proposta dalla vicepresidente e assessore al Welfare. Nel dettaglio il documento impone agli ospedali di garantire un numero minimo giornaliero di posti letto, anche nel fine settimana e nei giorni festivi, per l’accettazione dei ricoveri dal pronto soccorso. Numero che sarà definito singolarmente per ogni azienda sanitaria. Due le misure previste per ridurre i tempi di attesa: l’identificazione di un «bed manager» e del «Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica» che definiranno le strategie per la gestione dei pazienti in caso di non immediata disponibilità dei posti letto da parte di una singola unità operativa. E’ previsto inoltre che tra l’arrivo al triage del paziente e il suo eventuale ricovero non dovranno trascorrere più di otto ore, come da indicazioni del Ministero della Salute; un limite che attualmente in Lombardia viene rispettato nel in sei casi su dieci. Ogni azienda dovrà dotarsi di una «admission room», ossia aree dedicate ai pazienti che terminato il percorso di emergenza-urgenza al pronto soccorso e sono in attesa di essere inviati all’unità operativa . Dovranno essere definite, in caso di sovraffollamento, le modalità gestionali alternative dei pazienti. Ed ancora, individuati i percorsi per la gestione delle «dimissioni difficili», in particolar modo verso ospedali di Comunità, strutture riabilitative e unità di offerta residenziale della rete territoriale. Regione Lombardia, infine, istituirà un osservatorio dei ricoveri in area medica. Scopo quello di effettuare una costante attività di controllo del flusso nei pronto soccorso lombardi. PRIMA MONZA

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VELASCA VIMERCATE NEWS VIMERCATE L’ex consigliere comunale della Lega diventa sacerdote

17 Settembre 2022, 15:12pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

L’ex consigliere comunale della Lega diventa sacerdote

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sabato prossimo l’ordinazione di Daniele Grossule, frate francescano, cresciuto a Vimercate ed ex militante del Carroccio. Prima frate, ora prete. Oggi, sabato 17 settembre, frà Daniele Grossule sarà ordinato sacerdote. Vimercatese, 48 anni, Grossule ha un passato di militanza politica e per alcuni anni è stato anche consigliere comunale in città per le file della Lega, di cui è stato anche segretario della locale sezione. L’ex consigliere comunale della Lega diventa sacerdote Un cambio di vita il suo che avevamo raccontato esattamente dieci anni fa quando l’allora 38enne vimercatese aveva indossato il saio dell’ordine del Francescani (come noto presenti anche in città nello storico convento di Oreno) pronunciando i voti perpetui di povertà, castità e obbedienza dopo un cammino incominciato addirittura nel 2006, quando deciso di lasciare anche lo scranno di consigliere comunale. Da allora aveva incominciato un lungo percorso di fede, passato nel 2015 attraverso l’ordinazione diaconale. Poi alcuni anni di ulteriore riflessione e preparazioni. Ora l’ultimo atteso passaggio. «Qualcuno si potrà chiedere come mai sono passati così tanti anni tra un’ordinazione e l’altra - ha scritto l’ormai prossimo sacerdote sull’ultimo numero dell’informatore parrocchiale - Non è perché dovevo finire gli studi teologici, ma per una scelta personale. Perché volevo vivere appieno il mio essere diacono e non come un semplice passaggio obbligato in vista del sacerdozio». Ed in effetti in questi anni Davide Grossule è stato volontario nel carcere di Venezia, responsabile della mensa dell’Opera San Francesco per i poveri di Milano, vicario in una parrocchia di Crema. Come detto il 48enne sarà ordinato sacerdote oggi, alle 15.30, nella chiesa di San Francesco a Varese. Domani, domenica 18, celebrerà la sua prima messa, alle 11.30, a Vimercate, in Santuario. PRIMA MONZA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Traffico container in calo: ma è record di passeggeri De Rosa: «Preoccupati per la flessione, ora migliorare accessibilità e servizi»

17 Settembre 2022, 15:09pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA SALERNO - Il porto di Salerno segna il passo. E, per la prima volta, dopo tanti anni di curva positiva, fa segnare numeri in discesa. Perché quella che nel tempo s’è confermata essere la prima azienda del Salernitano nel primo semestre di quest’anno frena vistosamente rispetto al recente passato, quando i dati erano sempre in salita. Certo il recupero è possibile nei prossimi sei mesi ma fa comunque specie verificare come lo scalo commerciale marittimo della città capoluogo viva un piccolo periodo di crisi, per quanto riguarda la movimentazione dei container, che è sempre stato il core business dell’approdo salernitano. Ma pure per il traffico “ro-ro”, le cosiddette autostrade del mare che hanno nel porto dei Salerno uno dei principali hub del Mediterraneo, la strada non è più in discesa. L’unico dato positivo è quello riguardante i passeggeri, sia delle crociere che delle vie del mare e dei traghetti. I dati negativi. Scendendo nei particolari si registra una brusca frenata per i traffici marittimi , che nel primo semestre del 2022 registrano una flessione pari al -14,9% rispetto all’analogo periodo del 2021. Nei primi sei mesi del 2022, infatti, lo scalo campano ha movimentato 183.705 container (espressi in Teu, unità di misura equivalente a 20 piedi), con una flessione del 12,4% rispetto ai 209.825 container movimentati nello stesso periodo dell’anno 2021 (-26.120). E contestualmente il traffico ro-ro (abbreviazione dell’espressione inglese Roll-on, Roll-off, con cui si indica un tipo di nave traghetto per trasporto di autoveicoli, nella quale i veicoli stessi entrano ed escono con i propri mezzi senza l’ausilio di gru o elevatori) cala complessivamente del 14,6% , con un aumento dei veicoli privati (+72,2%) e una diminuzione di quelli commerciali (-20,7%). Come detto le uniche note liete provengono dal comparto crocieristico e da quello delle vie del mare. Per quanto riguarda le crociere, visto il “fermo” degli ultimi 2 anni, causa Covid, i ge dei primi sei mesi del 2022 sono stati 23.368. Ben più alti i numeri per qunto riguarda i passeggeri “locali”, ossia entro le 20 miglia e quelli dei traghetti. In questo caso c’è stato un vero e proprio boom con un totale di 320.478 viaggiatori, che significa addirittura +320.478%. La preoccupazione degli operatori portuali. Ad essere preoccupati per i numeri in discesa sono gli operatori portuali. Tant’è che Domenico De Rosa , amministratore delegato del Gruppo Smet , fondato a Salerno 75 anni fa e oggi leader europeo della logistica intermodale, non si nasconde dietro un dito. «È una flessione significativa - evidenzia - che desta preoccupazione anche alla luce della drammatica crisi energetica che stiamo vivendo e della recessione economica in atto». Proprio per questo motivo De Rosa indica la strada da seguire per uscire dalla crisi che, si spera, sia solo temporanea. «Porteremo all’attenzione del prossimo Governo, in particolare del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti- rimarca l’ad di Smet il ruolo strategico del porto di Salerno, che è scalo di riferimento per tutto il Mezzogiorno e prima industria della nostra provincia. È, dunque, di vitale importanza promuoverne la crescita, migliorando accessibilità e servizi». La crisi e i numeri negativi, tuttavia, non frenano gli investimenti, tant’è che De Rosa conferma come il gruppo da lui diretto manterrà fede a tutti gli impegni presi. «Nonostante lo scenario attuale di recessione economica e flessione dei traffici, il Gruppo Smet - conclude De Rosa conferma gli investimenti previsti sul porto di Salerno. Partiranno, infatti, la prossima settimana nuovi servizi regolari strategici per la nostra clientela del Sud Italia con destinazione Palma de Maiorca nelle Isole Baleari, che si affiancheranno ai collegamenti preesistenti con Sardegna, Sicilia e Spagna. I nuovi servizi verranno avviati come sempre in partnership con il Gruppo Grimaldi e saranno effettuati con le navi di classe GG5G, che sono le unità navali più eco sostenibili e con maggiore capacità di trasporto al mondo, potendo trasportare oltre 500 trailer per ogni viaggio effettuato». Gaetano de Stefano LA CITTA

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