Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.
Nella giornata di ieri non si è registrato nessun positivo e fortunatamente si contano 6 guariti ad Amalfi.
Covid Costiera Amalfitana: sono 152 i cittadini positivi. I dati di oggi 21 febbraio
In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 1.637casi di cui 152attualmente positivi, 1.467 guariti e 18 decessi.Di seguito il riepilogo comune per comune.
di Michele Pappacoda A soli 42 anni è venuta a mancare Teresa Esposito, originaria di Vettica di Amalfi , anche se viveva a Conca dei Marini. A strapparla a questa vita è stato un male incurabile contro il quale ha lottato a lungo . Lei molto nota ed amata a Vettica e nel centro di Amalfi, dove è stata nel commercio, poi ha seguito il marito Francesco Frate, imprenditore edile, a Conca dei Marini . Una tragedia per le due comunità della Costiera amalfitana che apprezzavano la famiglia benvoluta e amata da tutti, onesti lavoratori. Michele Pappacoda e la redazione di Vettica di Amalfi Online tutta esprimono il proprio cordoglio al marito Francesco Frate , i figli Gaetano e Giuseppe e ai familiari in questo momento di immenso dolore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco di Cava de’ Tirreni ieri ha firmato un’ordinanza con la quale si dispone la chiusura per 10 giorni, a partire da oggi 20 febbraio, del plesso scolastico San Nicola di via Abbro, appartenente all’Istituto Comprensivo San Nicola di Pregiato. Il provvedimento si è reso necessario per motivi precauzionali a seguito della positività al covid-19 di un operatore di accompagnamento del servizio scuolabus del Comune di Cava de’ Tirreni. Sono state attivate tutte le procedure previste di sanificazione del plesso scolastico e rimesso alla determinazione del dirigente scolastico l’attivazione della didattica a distanza. Sono emersi 10 casi di positività al covid-19 a Fisciano dopo lo screening effettuato sulla popolazione scolastica. Lunedì 22 febbraio, le attività didattiche ed educative in presenza nelle scuole del comune della Valle dell’Irno riprenderanno, ad eccezione della Scuola Secondaria di secondo grado dove si procederà con l’attivazione della didattica a distanza. Un terzo studente che frequenta l’Istituto d’Istruzione Superiore “Cenni-Marconi” di Vallo della Lucania è risultato positivo al tampone. Il giovane è residente nella frazione Pellare di Moio della Civitella e farebbe parte del cluster che comprende altri due studenti della stessa scuola e una studentessa dell’”Ancel Keys” di Castelnuovo. PINO D'ELIA RADIO ALFA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Archiviazione per infondatezza della notizia di reato. Si è concluso così il procedimento penale che vedeva indagati, con l’accusa di tentata concussione in concorso, Salvatore Zungri e Giovanna Carbone, dell’Ortopedia Meridionale Zungri di Napoli, insieme a un ortopedico napoletano. L’indagine nacque a seguito della denuncia presentata ai carabinieri da parte di un disabile di Anacapri, Cristian Durso, che portò il suo caso alla ribalta nazionale attraverso la nota trasmissione televisiva “Le Iene”. L’inchiesta giornalista televisiva e il contestuale procedimento penale riguardavano la vendita a Durso di una carrozzella che avrebbe favorito la sua mobilità. L’azienda coinvolta nella vicenda era la Ortopedia Meridionale dott. Salvio Zungri srl di Napoli, la quale, secondo la denuncia avanzata dal disabile, fatta propria dall’inchiesta televisiva, avrebbe condizionato la consegna dell’ausilio ortopedico al versamento illegittimo, da parte dell’assistito e in favore dell’Ortopedia Meridionale, di una somma di denaro in aggiunta all’autorizzazione alla fornitura con spesa a carico della Asl di competenza.
“Dall’eco mediatico della vicenda la Ortopedia Meridionale ricevette un gravissimo pregiudizio all’attività e al suo volume di affari, nonché alla sua immagine, costruita faticosamente nel corso degli anni, nonché alla dignità e onorabilità dei suoi componenti che avevano fatto da sempre, anche della solidarietà, il proprio emblema”, dice Salvio Zungri, aggiungendo: “A far chiarezza e giustizia sulla vicenda è intervenuto di recente il provvedimento con cui la Procura della Repubblica di Napoli, dopo due anni di accuratissime e approfondite indagini, ha posto la parola fine alla disdicevole vicenda”. Difatti, all’esito delle indagini, il sostituto Valeria Sico, della sezione reati contro la pubblica amministrazione, ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento a carico degli organi della Ortopedia Meridionale dott. Salvio Zungri e a carico di un noto ortopedico napoletano per essere la notizia di reato infondata. “Il provvedimento della Procura della Repubblica di Napoli, che smentisce in modo categorico l’impianto accusatorio prospettato prime facie dal disabile e avallato con i metodi del peggior giornalismo, asservito esclusivamente alle esigenze di far scoop e, quindi share e spettacolarizzazione di fatti che spettacolo non sono, fa ben intendere che la giustizia sommaria fatta fuori dai Tribunali troppo spesso costituisce mala gestio della ricerca della verità che può esser proclamata solo dopo gli approfondimenti e le verifiche di un giusto e corretto processo”, conclude Zungri.
DI MICHELE PAPPACODA E’ di un morto e due intossicati il bilancio di un violento incendio divampato la notte scorsa all’interno di un appartamento di via Renato Grifoglio nel quartiere del Favaro, a La Spezia. Secondo le prime informazioni, a perdere la vita è stato un uomo di 67 anni con disabilità e altre 2 persone hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del 118 dove aver inalato il denso fumo sprigionato dalle fiamme. All’arrivo dei vigili del fuoco, l’incendio, le cui cause sono ancora da accertare, aveva già coinvolto buona parte degli arredi interni ed una tettoia esterna. Una volta estinto il rogo, evitando che si propagasse ai piani superiori dell’edificio, sono cominciate le operazioni di bonifica, che sono poi proseguite fino a questa mattina. L’appartamento colpito dall’incendio e quello al piano superiore sono stati dichiarato inagibili.
INSERITO DA MIKI PAPPACODAPAGANI Malgrado le restrizioni imposte dall’emergenza epidemiologica, c’è chi non rinuncia a celebrare le occasioni importanti con parenti ed amici. E’ accaduto nei giorni scorsi a Pagani dove i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno sono intervenuti a chiudere una pizzeria, perché era in corso una festa di laurea. I Baschi Verdi della Compagnia di Scafati, durante un normale servizio di controllo per il rispetto delle misure “anti-Covid”, sono stati infatti attirati dal trambusto che proveniva dall’esercizio commerciale nella periferia della cittadina dell’Agro. Dall’esterno, in effetti, il locale sembrava chiuso, ma il volume della musica e le voci dall’interno hanno spinto i militari ad entrare, scoprendo così addobbi, festoni ed un assembramento di persone completamente incuranti dell’obbligo di distanziamento e prive di qualsiasi dispositivo di protezione individuale. Tra le 13 persone identificate la 24enne neo-laureata di Nocera Inferiore, che aveva deciso di festeggiare l’importante traguardo, organizzando una serata “per pochi intimi”. All’arrivo delle Fiamme Gialle, gli ospiti hanno dovuto interrompere il party e lasciare il ristorante. Per tutti è quindi scattata l’identificazione e la specifica sanzione di 400 euro per l’inosservanza delle norme anti-contagio, anche perché nel frattempo era pure entrato in vigore il coprifuoco delle 22,00. Anche ammettendo che ricorrano al pagamento immediato del verbale con la riduzione del 30%, il “conto” complessivo della trasgressione ammonta comunque a quasi 4mila euro. Più gravi le conseguenze per il titolare della pizzeria, per cinque giorni ha dovuto rinunciare alle aperture a pranzo ed all’asporto consentiti nelle regioni in “zona gialla”. SARA BOTTE OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Una smart completamente avvolta dalle fiamme e distrutta questa sera al rione libertà di Benevento. L'allarme è scattato poco dopo le 21 quando alcuni passanti hanno notato il fuoco avvolgere la piccola utilitaria. É accaduto tra via Vitelli e via Cocchia. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco del comando provinciale e i carabinieri. Sull'accaduto ora sono in corso le indagini e come sempre in questi casi nessuna ipotesi viene tralasciata. Non è escluso si tratti di un incendio doloso. I vigili del fuoco e i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno effettuato il sopralluogo e i rilievi per cercare elementi utili alla ricostruzione dell'accaduto. L'episodio segue quelli registrati nelle scorse settimane. A partire dall'incendio nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio scorso, nel quartiere Capodimonte dove una Ford Fiesta era stata distrutta da un rogo. Ed ancora: il 4 febbraio quando le fiamme avevano avvolto una Citroen in via dei Mulini e dopo due giorni la Porsche Cayenne di un dirigente del comune al centro di un altro rogo. Episodi al vaglio di polizia e carabinieri che stanno conducendo le indagini. Questa sera ancora un incendio. Al termine dei rilievi l'auto e' stata sequestrata per i consueti accertamenti. DI ALESSANDRO FALLARINO OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Ultimi scampoli di libertà per i giovani avellinesi che questa sera si sono radunati davanti ai locali di Tuoro Cappuccini. Da domenica sera, infatti, con bar e ristoranti chiusi, si frenano anche le uscite. Ma questa sera è dovuta intervenire la polizia per l’eccessivo numero di persone che si sono ritrovate in vai Tuoro, luogo di ritrovo per molti giovani avellinesi. I ragazzi, che indossavano per la maggior parte, la mascherina e rispettavano le distanze di sicurezza, sono stati soltanto ammoniti o allontanati nel caso di gruppi numerosi. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BELLONA (CASERTA) – “Se lo portiamo all’ospedale prende il Covid”. E dopo mezzora spira nel letto di casa in una pozza di sangue, a soli 46 anni. Se i fatti verranno confermati dall’inchiesta, è una vicenda di assoluta gravità quella denunciata dai familiari di Michele Messuri, di Bellona, nel Casertano, che sono assistiti da Studio3A-Valore S.p.A.: una vicenda su cui la Procura di Santa Maria Capua Vetere, per il tramite del Pubblico Ministero dott. Gionata Fiore, ha subito aperto un procedimento penale con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati due medici e disponendo l’autopsia sulla salma delle vittima. Messuri, che abitava appunto a Bellona con l’anziana mamma Maria, e che non soffriva di particolari patologie (era epilettico, ma assumeva regolarmente i farmaci prescritti), lunedì 15 febbraio 2021 comincia a manifestare difficoltà e insufficienze respiratorie sempre più serie, al punto che i familiari nel pomeriggio chiamano il 118. I sanitari, sopraggiunti alle 17.30 con l’ambulanza dall’ospedale di Caserta, gli misurano la saturazione di ossigeno, la febbre (già alta) e altri parametri, senza però sottoporlo al tampone, e non ritengono necessario trasportarlo al pronto soccorso, limitandosi a prescrivergli un antipiretico, un antibiotico e del cortisone e a indirizzarlo dal suo medico di famiglia per le relative ricette. L’indomani mattina, 16 febbraio, però, la situazione precipitata e ai problemi respiratori si aggiunge anche un reflusso di sangue sempre più copioso, dal naso e dalla bocca. In casa, chiamati d’urgenza dalla madre della vittima, accorrono il cognato e una delle tre sorelle e viene nuovamente richiesto l’intervento del 118. L’autolettiga da Caserta arriva poco prima delle 8 e gli operatori rimarranno circa un’ora: sottopongono Michele agli stessi accertamenti dei colleghi intervenuti il giorno prima – neanche stavolta gli fanno il tampone – e prima di ripartire lo lasciano con le medesime prescrizioni, antibiotico e cortisone. I familiari sono interdetti, il loro caro giace su letto che gronda di sangue, insistono per trasportarlo subito all’ospedale ma i sanitari avrebbero obiettato loro: “Se ce lo portiamo rischia di restare contagiato dal Covid. E’ peggio”. Mezzora dopo la loro partenza, alle 9.30, Michele accusa la crisi filale, non respira più: sotto gli occhi disperati della mamma, la sorella e il cognato tentano di praticargli il massaggio cardiaco e richiamano, per la terza volta, il 118. Ma non c’è niente da fare. Quando, un’ora e mezzo dopo, alle 11, arrivano i sanitari, mettono in atto tutte le manovre rianimatorie, provano anche con il defibrillatore, ma il paziente è già spirato. Sconvolti dall’improvvisa perdita ma anche comprensibilmente scioccati per la condotta dell’equipaggio della prima ambulanza intervenuta quel martedì, ritenuta superficiale se non omissiva, e convinti che, se fosse stato condotto subito all’ospedale, il loro caro si sarebbe potuto salvare o almeno avrebbe avuto più chance di sopravvivenza, i familiari di Messuri, attraverso il consulente legale dott. Vincenzo Carotenuto, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e nella stessa giornata di martedì 16 febbraio hanno presentato formale denuncia querela presso la stazione dei carabinieri di Vitulazio. Nell’esposto hanno chiesto all’autorità giudiziaria di porre sotto sequestro la salma per procedere con un’autopsia e di avviare tutti gli accertamenti necessari per fare piena luce sui gravi fatti e su eventuali responsabilità da parte dei sanitari, con particolare riferimento agli operatori dell’ambulanza intervenuta poco prima delle 8 del mattino del 16 febbraio. Istanze prontamente riscontrate dal Sostituto Procuratore di Santa Maria Capua Vetere, dott. Fiore, che ha aperto un fascicolo indagando due medici dell’equipaggio dell’ambulanza del 118, P. S. e N. M., e disponendo la perizia autoptica che sarà fondamentale per capire le cause della morte del quarantaseienne e quindi per valutare anche il comportamento dei sanitari: l’incarico viene affidato quest’oggi, venerdì 19 febbraio 2021, alle 14.30, presso gli uffici di piazza della Resistenza. Alle operazioni peritali, che si svolgeranno a seguire all’ospedale di Caserta, parteciperà anche il dott. Luca Lepore, medico legale di parte per la famiglia Messuri messo a disposizione da Studio3A. COMUNICATO STAMPA GIOVANNA IAZZETTA IL MERIDIANO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA CARINARO – Un operaio di 56 anni, Biagio Mormile, di Crispano (Napoli) è morto dopo essere precipitato da circa 15 metri in un incidente sul lavoro nella zona industriale di Carinaro (Caserta). Secondo la ricostruzione degli agenti del Commissariato di Polizia di Aversa, l’ operaio stava tinteggiando la facciata di un capannone a bordo di un mezzo a quattro ruote con un braccio meccanico ed un cestello che manovrava insieme. Il mezzo si sarebbe capovolto , forse a causa di una buca, e l’ operaio è stato sbalzato dal cestello, precipitando a terra, Il 56enne è stato trasportato all’ospedale di Caserta in condizioni disperate, ed è morto per le gravi ferite riportate. Il capannone e il mezzo meccanico sono stati sequestrati. Sulla salma dell’ operaio è stata disposta l’autopsia. Si tratta della quarta vittima del lavoro da inizio del 2021 in provincia di Caserta. GIOVANNA IAZZETTA IL MERIDIANO