Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un giovane di 28 anni è rimasto ferito a Napoli a causa della caduta di un albero di alto fusto, probabilmente determinata dal maltempo. E' accaduto nella centrale Piazza Cavour. Il giovane stava transitando a bordo in un motorino quando è stato colpito dai rami dell'albero ed è caduto. Portato nel Cardarelli, ha avuto ferite agli arti inferiori; non è in pericolo di vita. L'albero ha causato danni anche ad un edificio e ad una auto, secondo le informazioni della Polizia Municipale intervenuta con i Vigili del Fuoco. Il maltempo ha provocato la caduta di alberi anche in altre zone,nel quartiere Barra e in quello del Vomero.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una lenta decrescita della curva del contagio, ma con l'Rt in aumento e il tasso di positività ancora in crescita. Con questi dati una parte del Paese, allo scadere del decreto di Natale, il 6 gennaio, potrebbe finire nuovamente in zona rossa o arancione: a rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l'ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt e che potrebbero essere collocate nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni. Molto vicine a quella soglia ci sono anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Attualmente è previsto che, dopo il decreto, le Regioni tornino alla fascia di colore assegnata prima del lockdown natalizio, cioè tutte gialle (tranne l'Abruzzo arancione), ma l'andamento del contagio non rende scontato che sia così. Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell'Istituto Superiore di Sanità. La data della riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota. Il report del 30 dicembre indica varie criticità: in particolare, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. A questi dati si aggiunge il caso della Sardegna, che ha una classificazione del rischio 'non valutabile' e quindi 'alto', a causa dell'incompletezza dei dati forniti. In attesa che il prossimo report sciolga ulteriormente i nodi, è lo stesso presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, a invitare alla cautela spiegando che "una vera valutazione solida dell'andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio". E il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiunge con una punta di ottimismo: "a fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti". Qualcosa potrebbe cambiare anche sui parametri di valutazione. Nelle prossime ore, dopo una richiesta da parte delle Regioni avanzata attraverso un documento, l'Iss potrebbe ufficializzare alcune modifiche che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l'assegnazione delle regioni nelle varie fasce. Tra questi un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutate potrebbero essere anche la definizione dei 'casi' e le strategie di esecuzione dei test. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il tasso di positività vola quasi al 18% e ora sulla ripartenza delle Regioni, dal 7 gennaio nuovamente divise in tre fasce, pesa l'andamento dei contagi. Crescono di pari passo le perplessità sul fronte della riapertura delle scuole: anche se l'avvio della didattica in presenza al 50% negli istituti resta al momento fissato al 7 gennaio, tra i governatori ci sono ancora molti dubbi. Tanto da spingere il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a rimettere in discussione quella data: "credo sarebbe giusto che il governo nelle prossime ore ci riconvocasse e insieme prendessimo una decisione, in maniera molto laica", dice. In vista di un nuovo decreto che supererà l'ultimo Dpcm in scadenza il 15, si guarda inoltre a cosa succederà nelle prossime settimane: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l'ordinanza con cui si differisce la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio. "Ora si può finalmente ripartire in sicurezza", commentano soddisfatti gli assessori con delega allo sci delle Regioni e Province autonome dell'arco alpino e dell'Abruzzo. E qualche spiraglio si apre sulle palestre con la proposta della coordinatrice dello Sport delle Regioni, Tiziana Gibelli, che ipotizza la ripartenza dal 15 gennaio sotto la garanzia di regole rigide. La collocazione dei territori nelle varie zone - gialla, arancione o rossa - sarà invece decisa già in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà della prossima settimana. A rischiare la zona rossa per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, ma anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Altri indicatori d'allerta riguardano Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna, che hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. Incerta la situaione della Sardegna, mentre fonti di Goveerno fanno sapere che dal 7 l'Abruzzo tornerà in zona gialla. Riguardo all'andamento del contagio, gli ultimi dati a livello nazionale non sono confortanti: il bollettino parla di 364 morti e 11.831 nuovi casi Covid su un numero basso di tamponi effettuati, poco più di 67mila. L'incidenza di positività è ora salita quasi di tre punti, al 17,6%, e tornano ad aumentare - anche se solo di 16 unità - i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Gli effetti del Dpcm del 24 ottobre - secondo diversi esperti - sono ormai esauriti e in tutta Italia la curva dell'epidemia sta tornando a salire, tanto che le stime elaborate dallo statistico Livio Fenga indicano circa 600mila casi complessivi a fine gennaio, contro i circa 577mila attuali. E sono almeno 14 le regioni in cui le stime indicano una ripresa dei contagi a partire dal Veneto. Dall'indagine emerge una tendenza all'aumento nelle province autonome di Trento e Bolzano, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Umbria. Per il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, la speranza è che "la ripresa sia mitigata dagli effetti delle misure introdotte alla vigilia Natale, delle quali si potranno vedere gli effetti nella seconda settimana di gennaio". Secondo l'esperto "sarebbe prudente vedere l'andamento dei dati e soltanto dopo decidere se riaprire le scuole" ANSA
DI BARBARA PAPPACODA IMPORTANZA DEL NILO PER GLI EGIZI L’importanza del Nilo per gli egizi. “L’Egitto è un dono del Nilo” scrisse lo storico Erodoto a proposito del fiume più lungo del mondo. In effetti, se si considerasse l’importanza geografica del fiume in quella regione, ci si accorgerebbe subito che, senza la sua presenza, la nascita e lo sviluppo della civiltà egizia non sarebbe stata possibile. La presenza del fiume, infatti, permette la possibilità di insediamenti umani lungo le due strette fasce di terra costeggianti le sue rive. Tuttavia si tratta di una zona molto ristretta, che varia in ampiezza da 1 chilometro ai 6 chilometri nel suo punto più largo. Al di là di questi “confini” fertili (meglio conosciuti dagli antichi egiziani come “terra nera” e coltivabili vi è il deserto (detto “terra nera”). La presenza del Nilo nella civiltà antica era indispensabile. Ad esempio esso, essendo navigabile in entrambe le direzioni, costituiva un importante via di comunicazione, che consentiva di collegare facilmente luoghi distanti centinaia di chilometri.
LA STORIA DEL NILO Per questo motivo tutte le città egizie sorsero sulle rive del Nilo e questo contribuì ad una caratteristica uniformità urbanistica e culturale. Anche sotto l’aspetto dell’agricoltura, il Nilo era di gran vantaggio in quanto le sue piene regolari erano il centro attorno al quale ruotava tutto il mondo dell’agricoltura egizia. Ogni anno, attorno alla fine di maggio, il Nilo straripava cospargendo le sue rive di limo, una sostanza che, depositandosi sul terreno, lo rendeva fertile. Inoltre secondo le testimonianze dello storico Erodoto, la tecnica di coltivazione, in un terreno così fecondo, non richiedeva particolari attrezzature: bastava che dopo la piena, si seminasse e si facessero passare sopra degli animali, in modo da calpestare i semi.
L'IMPORTANZA DEL NILO OGGI Per questo motivo, al contrario che in altre zone, in Egitto non ci fu uno sviluppo delle tecniche di coltivazione e delle attrezzature, che avvenne solo dopo un forte incremento demografico. Gli egizi cercarono inoltre di migliorare il rendimento della terra perfezionando i sistemi di irrigazione. Sotto l’aspetto culturale, la civiltà egizia crebbe, al contrario della Mesopotamia, in un ambiente isolato e difeso e questo portò loro ad avere la convinzione di essere il popolo più progredito e sviluppato e di aver raggiunto un elevatissimo grado di civiltà. Infatti la civiltà egizia rispetto sempre un senso molto conservatore, come scrisse Erodoto: “Gelosi delle loro tradizioni, essi rifiutarono tutte le altre”. Questo da un lato riuscì a preservare l’indipendenza culturale del Paese, ma finì per ostacolare il progresso della società, che andò man mano irrigidendosi in forme di vita sempre meno adatte alle necessità dei nuovi tempi.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 3 gennaio Si festeggia il S.mo nome di Gesù si ricorda anche S. Daniele mart. Daniele è un nome biblico e di origini ebraiche, significa 'Dio è il mio giudice'. Dice il proverbio… Se il sole la neve indora, neve, neve, neve ancora. Sono nati oggi Marco Tullio Cicerone, Sergio Leone, Michael Schumacher Domenica 3 gennaio 1954 Iniziano le trasmissioni della Rai-Radio Televisione Italiana. Il primo programma messo in onda fu “Arrivi e partenze” condotto da Mike Bongiorno. Il 3 gennaio 1986 L'Unione Europea adotta ufficialmente la bandiera con le dodici stelle dorate in campo blu. Il numero non è riferito agli stati membri ma rappresenta l'armonia e la solidarietà auspicata tra i Paesi europei. Il 3 gennaio 2004 Il rover della NASA, Spirit, atterra su Marte. Dal giorno successivo inizia ad inviare immagini ad alta risoluzione, in bianco e nero e poi a colori del Pianeta rosso. Bob Marley ha detto Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Ciriaco Elia Chavara sacerdote e fondatore (1805-1871) B. Stefana Quinzani terziaria domenicana (1457-1530)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,1-18. In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Circolazione depressionaria. Instabile sul Friuli Venezia Giulia e nevicate sulle Alpi sopra i 700m, instabile sulla Sardegna e poi su tutte le regioni tirreniche, dalla Toscana alla Calabria. Qualche rovescio pure su coste siciliane occidentali e meridionali e a tratti su quelle adriatiche centrali e sulla Liguria di Levante.
NORD
Tempo a tratti instabile sulle nostre regioni. Maggior probabilità di precipitazioni sul Friuli Venezia Giulia, sulla Liguria e su tutto l'arco alpino (qui con nevicate sopra i 700m). Sulla Pianura Padana possibili spazi soleggiati con locali nebbie.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 3 di Torino e gli 11 di Trieste
CENTRO e SARDEGNA
La giornata trascorrerà con un tempo diffusamente instabile su tutte le regioni tirreniche, sull'Umbria e sulla Sardegna. Molte nubi e qualche pioggia sparsa anche sui versanti adriatici. Venti di Libeccio.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 6 di l'Aquila e i 10 di Cagliari, Roma e Ancona
SUD e SICILIA
Rovesci o temporali interesseranno la Campania e la Sicilia sudoccidentale. Sul resto delle regioni il tempo sarà più soleggiato con un cielo poco nuvoloso o anche coperto in Puglia.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 6 di Potenza e i 13 di Palermo
DI MORENA MOTTA Le ferite e la terapia
Molti di coloro che erano riusciti a superare i rischi legati alla nascita e all’infanzia dovevano comunque affrontare l’eventualità di riportare ferite anche molto gravi nel mondo in cui vivevano. Lo studio dei corpi di coloro che erano abbastanza ricchi da potersi permettere la mummificazione ha più volte rivelato tracce di ferite del genere, e anche i ritratti Ie hanno talvolta mostrate altrettanto bene.
Il Papiro Smith è una testimonianza emblematica degli sforzi profusi dagli antichi Egiziani per cercare di convivere con simili traumi. Copia di un testo originariamente redatto nel Medio Regno, il papiro fu scritto durante un periodo di lotte intestine e di guerre e potrebbe essere stato trascritto per aiutare un medico nella cura delle ferite riportate in battaglia. Molte, o forse addirittura tutte Ie ferite descritte nel testo potrebbero essere state causate dalle armi di cui si servivano gli Egiziani e i loro nemici nel corso dei combattimenti.
La medicina egiziana era un compendio di tera-pie e prescrizioni elaborate quasi esclusivamente sulla scorta delle sperimentazioni e degli errori compiuti nel corso dei millenni. Il ricorso alla chirurgia era raro, e la pratica della dissezione era riservata ai macellai e agli imbalsamatori; la maggior parte delle raffigurazioni di organi interni si riferisce a quelli dei bovini o di altri animali, e non a quelli dell’uomo.
I medici facevano ricorso a una vasta farmacopea basata su sostanze di origine naturale. Il miele era utilizzato per Ie sue proprietà curative, oltre che per la sua dolcezza, mentre il succo del melograno era raccomandato come astringente e, al tempo stesso, veniva considerato una autentica prelibatezze. Le ninfee erano venerate in quanto immagini del sole e della gioventù, ma, al contempo, poichè la pianta ha proprietà analgesiche, è possibile che vi si facesse ricorso, ingerendola, allo scopo di lenire il dolore.
E’ inoltre verosimile credere che i medici egiziani avessero familiarità con l’oppio, estratto dal papavero e impiegato come sedativo. Ed è a tal proposito probabile che una particolare classe di vasi ad alto collo, la cui diffusione ebbe inizio nel Nuovo Regno, venisse utilizzata per conservare lo stupefacente importato dall’Asia Minore.
La dea Sekhmet è uno degli esempi del ruolo svolto dalla magia nell’applicazione delle terapie. Al pari di Taweret, Sekhmet era la personificazione di forze sia maligne che benigne; di lei si paventava la facoltà di dare origine a pestilenze o scatenare gli animali selvatici del deserto egiziano (eventualità simboleggiata dall’immagine della sua testa leonina), ma al tempo stesso se ne invocava I’intervento affinchè proteggesse la popolazione da simili pericoli. Di conseguenza, i medici, che apprendevano l’arte della magia tanto quanto la medicina pratica, erano solitamente sacerdoti della dea Sekhmet, come si può rilevare dal caso n. 1 del Papiro Smith.
Nell’antico Egitto la magia si basava sul principio dell’associazione. Per gli Egiziani anche I’acqua poteva acquistare proprietà curative semplicemente venendo a contatto con simboli evocativi appropriati.
I medici
Del titolo di «medico», attestato per gran parte della storia dell’antico Egitto, si ha un esempio su una giara della XXV dinastia, etichettata con la dicitura di «unguento speciale», che apparteneva a un medico capo di nome Harkebi. Gli stessi medici sono rappresentati dalla statua di Yuny, che era anche sacerdote di Sekhmet e dalla testa ritratto di un sacerdote del quale non si conosce il nome, che aveva funzioni analoghe a quelle della Stele Metternich.
E’ probabile che una statuetta in bronzo raffigurante Imhotep e realizzata in età tolemaica, fosse stata a lui dedicata in quanto «santo patrono» dei medici egiziani (il gran sacerdote visse agli inizi della III dinastia, e, fra i molti meriti, gli si attribuisce quello di aver curato la supervisione della costruzione della piramide a gradoni di Djoser a Saqqara; divinizzato all’indomani della morte, fu spesso venerato come dio guaritore, n.d.r.). I Greci associarono Imhotep al proprio dio della medicina, Asclepio, sebbene, paradossalmente, non vi siano prove del fatto che anche Imhotep fosse un medico. Forse anche lo scriba che verga il Papiro Smith pratica la medicina, ma, se anche non fosse stato così, il testo era certamente stato concepito perchè venisse usato dai medici. Con la sua combinazione fra approccio pratico e magia nella cura, il Papiro è una testimonianza eloquente della scienza e dell’arte della medicina nell’antico Egitto.
Il Papiro Smith prende nome dall’egittologo statunitense Edwin Smith (1822-1906), che l’acquistò a Luxor nel 1862. Nel 1948 il prezioso documento fu donato al suo attuale proprietario, la New York Academy of Medicine. Qui riportiamo alcuni brani del testa relativo al caso n. 8, uno di quelli che meglio documentano l’intreccio fra scienza e magia nella pratica medica.
Titolo. Terapie per una frattura nel suo cranio sotto la pelle della sua testa.
Esame e prognosi. Se curi un uomo per una frattura del suo cranio (...) non essendoci nulla in superficie, dovrai trovare la prova della sua ferita. Dovrai trovare un rigonfiamento sopra iI quaIe sta la frattura del suo cranio (...) e I’uomo cammina trascinando il piede dalla parte della frattura (...).
Trattamento. Il suo trattamento consiste nel farlo stare seduto fino a che non si sentirà meglio o fino a quando non comprenderai che è arrivato a un punto di svolta. Poichè osservi che il colpo che ha ricevuto sul cranio somiglia alle ondulazioni che si formano quando si fonde il rame, con qualcosa all’interno che pulsa e batte sotto Ie tue dita (...) mentre egli sanguina dalle sue narici e dalle sue orecchie e soffre per I’irrigidimento del collo, un disturbo per cui nulla viene fatto.
Spiegazioni. Quando si dice di «una frattura del suo cranio al di sotto della pelle della sua testa non essendoci ferite su di lui», si tratta di una frattura dell’osso piatto del cranio, mentre la carne che si trova sulla testa è sana. Quando si dice che «egli cammina trascinando i piedi», si riferisce al fatto che cammina con il piede inerte, e non è facile per lui camminare, essendo debole e ciondolante, con la punta degli alluci piegata all’interno che cerca la terra mentre cammina: significa che questa e la causa per cui trascina i piedi (...).
Ritratto dipinto a encausto su legno, dal Fayyum. 160 d.C. circa.
L’occhio sinistro dell’uomo è più piccolo del destro: è probabile che tale differenza corrisponda a una malattia congenita, poichè anche il diametro dell’iride ha dimensioni inferiori e l’intero volto presenta alcune asimmetrie, come nel caso della mandibola destra, più grande della sinistra.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tre giovani hanno perpetrato due rapine ai danni di altrettante attività sul territorio di Pontecagnano Faiano. Arrestato uno dei responsabili. Indagini in corso per risalire alle identità dei complici Un’importante attività è stata eseguita dai Carabinieri di Battipaglia tra la sera del 30 e la mattina del 31 dicembre 2020. La sera del 30 dicembre, tra le ore 18:30 e le 19:30, sono state compiute due rapine a mano armata a Pontecagnano Faiano presso un tabacchino di via Budetti ed un distributore di carburante in via dei Navigatori. Le rapine sono state compiute da due soggetti a bordo di uno scooter di colore grigio con il volto coperto da passamontagna e casco; uno dei due era armato di pistola. Le modalità sono state simili in entrambi i casi: l’autista aspettava fuori a bordo del mezzo mentre il complice effettuava la rapina. Nella rapina al tabacchino l’importo trafugato è stato di circa 500 euro, mentre nella seconda è stato di 2.400 euro. Il rapinatore in questo caso ha anche colpito con il calcio della pistola il benzinaio, un ragazzo classe ’95 che ha riportato lievi contusioni. Attivate immediatamente le ricerche, i Carabinieri della Radiomobile sono riusciti a fermare R.A., un soggetto del posto classe ’95. Il giovane è stato infatti trovato a bordo del ciclomotore con cui sono state effettuate le rapine, avendo inoltre con sé i due caschi utilizzati per coprire i volti. Stando alle indagini dei militari, il soggetto in questione rappresenterebbe un terzo complice con la funzione del trasporto e dell’occultamento di mezzo – uno scooter senza targa e con matricola abrasa – e caschi. Il 25enne è stato tradotto in carcere con l’accusa di rapina. I Carabinieri sono sulle tracce degli altri due responsabili. Si sospetta che il gruppo fosse anche coinvolto in altre due rapine avvenute il giorno 29 dicembre. La prima era stata perpetrata ai danni di un supermercato situato nella zona industriale di Salerno; la seconda – una tentata rapina – ai danni del portiere notturno di un hotel di Pontecagnano Faiano.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 01 GEN - Cresce in maniera lenta ma progressiva, in Campania, il rapporto positivi-tamponi, oggi all'8,47% contro l'8,17 di ieri e il 7,75 %di due giorni fa. Si allenta la pressione sulle terapie intensive (104 i posti occupati, contro i 113 del bollettino di ieri) mentre si registrano 20 nuove vittime, di cui però 17 risalenti ai giorni scorsi e censite solo ora. Il bollettino odierno dell'unità di crisi, aggiornato alla mezzanotte scorsa, segnala la ripresa significativa del numero dei tamponi (ben 20.458 quelli di ieri) con 1.734 nuovi positivi di cui 203 sintomatici. I posti letto di degenza ordinaria covid occupati sono 1.359, +34 rispetto al giorno precedente. (ANSA).