Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora furti al cimitero di Salerno. I ladri continuano a fare razzie di arredi sacri e altri oggetti dalle tombe. Tra le cose rubate rubate anche fioriere, vasi e altri oggetti, soprattutto in rame. Da più parti si chiedono maggiori controlli nonostante l'attivazione del servizio di vigilanza privata armata lungo il perimetro del cimitero di Salerno. La vigilanza sarà operativa, tutti i giorni, dalle ore 20.30 alle 5.30, con stazionamento dinamico ad ogni ingresso, in attesa dell'installazione di otto nuove telecamere. Intanto la vergogna resta ed tra i cittadini monta la rabbia.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo avevamo lasciato sospeso a mezz’aria nel cielo dei palazzetti che hanno ospitato le date del Marco Mengoni live2016, per poi ritrovarlo a distanza di circa tre anni quasi a vagare nei sotterranei delle stesse arene indoor prima di mostrarsi al suo “esercito” di fan grazie ad una botola che sbuca nel centro del palco. Comincia proprio così, infatti, l’ “Atlantico tour” di Marco Mengoni che ieri sera ha fatto tappa al Palasele di Eboli per la seconda data prevista in terra campana, trasformata per l’occasione dal cantante in “un posto ideale, dove per una notte tutto è possibile.” Introdotto dai possenti colpi di batteria degli ultimi singoli “Muhammad Alì” e “Voglio”, l’artista laziale ha immediatamente rubato tutta la scena a sua disposizione presentandosi al pubblico da solo ed in completo total white, a fare da contrasto con le ombre dei suoi compagni di viaggio sparpagliati nello sfondo costituito da un telo semitrasparente utilizzato per celare buona parte dello stage. Quest’ultimo si mostra in tutta la sua magnificenza solo al termine del trittico di brani iniziale, quando la caduta improvvisa del velo rivela la presenza di un enorme ledwall incastonato a mo’ di fondale in una struttura dalle fattezze industriali costituita da grosse impalcature mobili e da una miriade di corpi luminosi che, vagando per il palco e modificandosi a fasi alterne, generano le atmosfere dei vari brani in scaletta in un modo talmente penetrante da creare una serie di effetti scenici su cui è impossibile non far posare l’occhio. Il rosso intenso emanato dalla struttura principale durante l’esecuzione di alcuni brani al pianoforte, si mescola più volte al verde ed al blu ritmato dei laser, prima di lasciare spazio alle tinte unite che toccano l’apice nell’ocra de “La ragione del mondo”, la cui esecuzione trasforma il Palasele in una specie di jazz club dal sapore newyorkese, ed il cui skyline notturno viene più volte richiamato alla mente e sembra quasi prendere vita nelle immagini nitide del megaschermo che accompagnano l’esecuzione di “Dove si vola “. Il viaggio nel mondo occidentale continua anche durante le successive porzioni di show, quando l’insormontabile oceano Atlantico che dà il nome all’intera tournée, grazie alla musica ed alla presenza scenica di Mengoni, diventa quasi una piccolissima pozzanghera in grado di azzerare le distanze tra le armonie latino americane e le ciclicità nostrane. L’aria godereccia di Cuba e l’andazzo tribale scandito dai calavera messicani impressi sullo schermo invadono il palazzetto di Eboli mentre nelle casse rinsuonano le varie “Buona vita” e “La casa di Azul”, prima di lasciare spazio al portoghese cantato di “Amalia” ed al virtuosismo della capoeira e della samba che conducono nella tortuosità delle favelas di Rio. I tanti “Esseri umani” incontrati in questo lungo cammino si palesano prima in una delle canzoni storiche presenti in scaletta, e poi nell’unica voce proveniente dal pubblico che a suon di cori e boati prende ben presto il posto delle danze e del ritmo, assecondando i virtuosismi e gli accordi del sorridente Mengoni e della sua band durante l’intonazione dei brani più famosi. In quest’ottica le varie “Io ti aspetto”, “L’essenziale” e “Credimi ancora” si arrichiscono di un sottofondo corale unico che scorre via senza attrito spianando la strada alla chiusura finale affidata all’ oriunda “Hola”. L’ennesimo richiamo al mondo latino, che fa pensare già ad un nuovo viaggio imminente verso terre lontane.
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Sembra che le liti tra padre, moglie e figlia fossero molto frequenti e che il 42enne fosse noto alle forze dellʼordine per essere un violento
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un 42enne di Monterotondo (Roma) è morto in ospedale per una ferita al volto inferta con un coltello dalla figlia 19enne. L'uomo era rientrato a casa nella notte ubriaco e aveva aggredito verbalmente la moglie. Dopo quasi tre ore mamma e figlia, spaventate, sono fuggite di casa, ma l'uomo le avrebbe raggiunte nell'androne. Lì la figlia l'avrebbe accoltellato, recidendogli un'arteria. La Procura valuterà l'eventuale esistenza della legittima difesa.
Il 42enne è caduto per terra perdendo molto sangue: trasportato d'urgenza in ospedale, è morto poco dopo. L'uomo era stato denunciato nel 2014 dalla moglie per maltrattamenti in famiglia. Le aggressioni sarebbero però più numerose. La 19enne è stata portata nella caserma dei carabinieri per essere interrogata. Procura valuterà leggittima difesa - Sulla base di ulteriori accertamenti e dell'esame autoptico, la procura di Tivoli valuterà "l'eventuale esistenza della legittima difesa". Intanto, il pm di turno, d'intesa con il procuratore, ha disposto che la ragazza rimanga a disposizione della Procura.
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DI MICHELE PAPPACODA Nello stomaco del cadavere del capodoglio trovato morto sulla spiaggia di Lascari (Pa) alcuni giorni fa è stata trovata molta plastica. Lo dice Greenpeace che ha diffuso le immagini. «Le indagini - dice Greenpeace - sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto a causa della plastica ingerita ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla». Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia dice: «Sono ben cinque i capodogli spiaggiati negli ultimi cinque mesi sulle coste italiane. Nello stomaco della femmina gravida ritrovata a marzo in Sardegna sono stati trovati addirittura 22 kg di plastica. Il mare ci sta inviando un grido di allarme, un SOS disperato. Bisogna intervenire subito per salvare le meravigliose creature che lo abitano». Greenpeace e The Blue Dream Project monitoreranno per tre settimane i livelli di inquinamento da plastica in mare, in particolare nel Mar Tirreno Centrale. Una spedizione di ricerca che si concluderà in Toscana l'8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani. In occasione della conferenza stampa di presentazione del tour, che si terrà martedì 21 maggio alle ore 11 presso la Sala conferenze Lega Navale di Ostia, i ricercatori del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell'Università degli Studi di Padova, centro di riferimento per le autopsie sui grandi cetacei spiaggiati lungo le coste italiane, presenteranno un report preliminare sullo spiaggiamento dei cetacei in Italia, con un focus proprio sui capodogli e la plastica.
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DI MICHELE PAPPACODA Una tragedia sfiorata. Un aereo monomotore, un Cessna 210 precipitato nel fiume Adige in località Settimo, una zona del comune di Pescantina in provincia di Verona. A bordo del velivolo c'erano due persone: il pilota e un passeggero. Ai comandi c'era Paolo Pacobelli, pilota milanese di 48 anni. È lui ad aver evitato che un terribile incidente si trasformasse in un vero e proprio dramma. Paolo Pacobelli è disabile, paraplegico dal 1993 a seguito di un incidente con il paracadute. La sua manovra ha salvato la vita a lui e al suo passeggero. Ha permesso all'aereo di planare sull'acqua evitando un impatto che sarebbe stato probabilmente fatale. Ma non solo, una volta completato l'"ammaraggio" nell'Adige, prima che il velivolo fosse completamente sommerso dall'acqua, è riuscito a mettere in salvo il suo passeggero rimasto incastrato nella cabina. Paolo Pocobelli, spiega il Gazzettino, è l’anima di "Ali per tutti", l’associazione che ha fondato per dare ai portatori di handicap la possibilità di prendere il brevetto per guidare velivoli: ci è riuscito proprio in Veneto facendo diventare la scuola di volo di Boscomantico (Vr) l’unica in Italia in grado di diplomare piloti disabili. Testimoni della scena, come riportato dal Corriere del Veneto, hanno visto con i loro occhi la manovra del pilota. «Si trovavano molto probabilmente a circa mille piedi di altezza al momento dell’avaria - spiegano Nicola Ometto, imprenditore veronese, e Alessio Giarola, entrambi piloti dell’Aeroclub - e Paolo ha dato prova di grande esperienza e sangue freddo. Ha preso in mano la situazione evitando la tragedia, tenendo l'aereo parallelo all’acqua e consentendo così la planata per finire di pancia nel fiume».
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DI MICHELE PAPPACODA Trova sull'asfalto un portafogli con 7 mila euro in contanti e, senza pensarci, va alla caserma dei carabinieri consegnandolo al piantone. Il protagonista è un 56enne trentino che con la moglie era giunto ad Abano Terme per prendere l'anziana madre che aveva terminato il suo periodo di cure e benessere presso una struttura alberghiera. Giunto vicino al parcheggio del quartiere di Monteortone l'uomo ha notato a terra un portafoglio in pelle e stoffa. Lo ha raccolto scoprendo che all'interno c'erano svariate banconote per un importo complessivo, poi quantificato dall' Arma, di 7.100 euro in contanti. Il trentino è andato subito alla caserma dei carabinieri consegnando portafoglio e denaro. I militari, sulla base di alcune scarne informazioni tratte da vari biglietti e numeri telefonici presenti nel portafogli, sono poi riusciti a rintracciare la proprietaria, una libera professionista del padovano che ha poi recuperato l'ingente somma di denaro, frutto di alcune transazioni commerciali concluse in settimana. La donna, come raccontato ai carabinieri, si era recata nel centro termale per alcune commissioni e quindi, trasferitasi in altra località, solo successivamente si era accorta di non avere più con sé il proprio portafoglio. La stessa, con grande sollievo, ha ringraziato gli investigatori e, telefonicamente, l'encomiabile cittadino.
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DI MICHELE PAPPACODA Due ragazzi, due amici, sono morti stanotte in un incidente sull'autostrada A1 tra Modena Nord e Modena Sud. Le vittime sono Luigi Visconti, 39 anni originario di Napoli, e Fausto Dal Moro, 36 anni di Padova, entrambi residenti a Reggio Emilia. L'incidente è avvenuto attorno all'una di notte, e poco prima uno dei due giovani, Dal Moro, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un video in diretta in cui si vedono gli ultimi attimi prima dello schianto. «Stiamo andando a Rovigo, ragazzi, siamo solo ai 200... , fai vedere a quanto andiamo». Sono le parole che si sentono. I due si riprendono mentre sono in viaggio sull'autostrada, a quanto si capisce diretti a una festa techno. «C'è la strada pulita, si va... questa Bmw è un mostro, siamo ai 220», dicono poi mostrando il cruscotto e allargando l'inquadratura. «Ci fermiamo in Autogrill? No, ci sta aspettando la droga e il resto».La dinamica dell'incidente è al vaglio della stradale. Secondo le prime ricostruzioni i due amici si sarebbero schiantati contro il new jersey dopo aver sbandato. Dopo l'impatto, sarebbero riusciti ad uscire dall'abitacolo per venire poi travolti da un'altra auto che stava arrivando in corsia di sorpasso sulla A1. I corpi sono stati ritrovati a diversi metri dalla BMW 320 tre porte sulla quale viaggiavano.
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di Michele Pappacoda Amalfi in questi giorni e tornato alla casa del padre Andrea Falcone ne danno il triste annunzio i familiari e noi dello staff ci associamo al dolore della famiglia Falcone a cui porgiamo le più sentite condoglianze.
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di Michele Pappacoda Salerno anche quest'anno la compagnia marittima Alicost offre la linea diretta dal molo Manfredi per le Isole Eolie attivata già in questi giorni con l'aliscafo Tommy costruito due anni fa nei cantieri di Castellammare e messo subito sulla linea Salerno Isole Eolie già da due anni.
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INSERITO DA STAFF SILEA - Omicidio questa mattina, 19 maggio, a Silea, in via Nerbon. Un uomo sui 50 anni è stato ucciso con colpi da arma da fuoco, a quanto sembrerebbe dal suocero novantenne, al culmine di una lite. Dopo il delitto, l'omicida si sarebbe barricato in casa, fino all'arrivo di carabinieri e polizia. Non si sa cosa abbia causato la lite che ha poi scatenato la furia dell'anziano, di certo nell'abitazione si trovava anche la figlia dell'assassino nonché moglie della vittima, portata sotto choc in ospedale.