Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Choc a Palermo dove una giovane è stata aggredita da una mezza dozzina di ragazzini tra gli 8 e i 12 anni, secondo quanto lei stessa ha riferito alla polizia, mentre si trovava alla fermata del bus in via Basile, nei pressi dell'università. Accerchiata, è stata spintonata, palpeggiata e insultata; ha urlato, ma nessuno è arrivato in suo soccorso. Quando i ragazzini, forse per gli strepiti della giovane, sono fuggiti, la ragazza ha trovato riparo nell'edificio 19 nella cittadella universitaria, da dove ha chiamato gli agenti.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Sarà un processo a fare piena luce sulla tragedia che ha visto il piccolo Giovanni Morello spegnersi ad appena 6 anni, mentre si trovava ricoverato all'ospedale di Rovigo per quella che inizialmente si presentava come una forma particolarmente forte dell'influenza intestinale che circolava in quei giorni. Una morte che ha segnato profondamente la comunità di Anguillara, dove il bambino viveva con i genitori Federico e Tiziana, ma anche l'intero Polesine e in particolare l'ospedale, oggetto anche di un'indagine interna avviata dalla Regione che non aveva tuttavia fatto emergere inadempienze o scostamenti dai protocolli da parte del personale medico.
L'INCHIESTA. Nel frattempo, in questi mesi è andata avanti l'indagine condotta dal sostituto procuratore Giovanni Nalin, che aveva visto inizialmente raggiunti da avviso di garanzia sette medici, dei tre diversi reparti nei quali il piccolo è transitato nei cinque giorni di degenza, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Le perizie dei consulenti nominati dalle parti sembrano aver trovato una convergenza nell'individuare come causa del decesso uno strozzamento di un'ansa intestinale. Sulla base degli ulteriori sviluppi nelle indagini, il pm Nalin ha poi chiesto il rinvio a giudizio per il solo Vincenzo Rametta, 42 anni, dirigente medico della Struttura organizzativa complessa di Pediatria, al tempo anche direttore facente funzione del reparto che allora era scoperto a livello di primario...
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due gialli: un’unica indagine. Il caso Tuzi e il caso Mollicone sono collegati e vanno valutati unitariamente.
Nuovo colpo di scena, nelle ultime ore, attorno alle indagini per l’omicidio di Serena Mollicone, gli ultimi sviluppi investigativi, infatti, hanno portato la Procura della Repubblica di Cassino ad indirizzare le indagini in maniera univoca e, a questo punto, non è escluso che, nelle prossime settimane, ci sia l’unificazione dei fascicoli.
Un preciso cambio di rotta - non certamente improvvisato - quello della magistratura inquirente di piazza Labriola a Cassino che da un paio di anni, su binari diversi, a seguito delle richieste dei familiari, ha riaperto le indagini sulle morte di Santino Tuzi e su quella di Serena Mollicone. Le informazioni che trapelano dagli uffici inquirenti, attorno all’ipotesi unificazione dei fascicoli, sono relegate alla più classica espressione imposta dalla segretezza istruttoria: “Non si conferma e non si smentisce”.
L’unificazione dei fascicoli. Il caso Mollicone è affidato al Pm Beatrice Siravo, e Tuzi al Pm Alfredo Mattei, l’unificazione dei fascicoli, che spesso segue logiche temporali, è un fatto interno agli uffici dei sostituti, non occorre alcuna autorizzazione del Gip, tantomeno la comunicazione alle parti interessate, per cui potrebbe emergere anche a fine indagini preliminari. Resta, ad oggi, il dato sostanziale: i collegamenti e la valutazione unitaria. La sostanza delle indagini svolte sinora e quelle che, con ogni probabilità, saranno svolte, ruotano attorno alla caserma dei carabinieri di Arce.
Serena quel giorno è entrata in caserma? Se così fosse, perché si è recata in caserma? Chi l’ha ricevuta? Questi ed altri gli interrogativi degli inquirenti e dei carabinieri che indagano. Ed ecco allora che l’univocità delle indagini potrebbe portare ad inquadrare scenari - ad esempio sulle presenze in caserma quel primo giugno 2001 - sinora rimasti in ombra. Volutamente? Anche questo è per ora resta un’incognita.
Il fatto storico è che Santino Tuzi, brigadiere dell’arma, in forza alla stazione di Arce nel 2001, sette anni dopo la morte di Serena, nell’aprile del 2008, poche ore dopo aver riferito agli inquirenti di aver visto Serena entrare in caserma, si tolse la vita con la pistola di ordinanza. Suicidio. Fu l’esito della prima inchiesta, ma un anno e mezzo fa la famiglia chiese la riapertura delle indagini e il Gip ordinò al Pm Alfredo Mattei di fare tutti gli accertamenti per valutare la dinamica della morte e le ultime ore di vita, anche attraverso i contatti avuti , per valutare un eventuale istigazione al suicidio. Accertamenti che sono stati eseguiti dai carabinieri di Pontecorvo, ma il caso, e non è un mistero, ancora non è stato chiuso proprio perché occorre una valutazione connessa al fascicolo Mollicone. Nel frattempo in questi giorni, dopo la rogatoria internazione, con la quale è stato ascoltato un testoni residente in Francia, proseguono gli accertamenti su alcuni ordini di servizio, risalenti al primo giugno 2001, sequestrati all’interno della stazione dei carabinieri di Arce. Accertamenti di natura calligrafica per verificare, con ogni probabilità, la genuinità della grafia riscontrata. Anche in questo caso, il fine, potrebbe portare alla caserma di Arce.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Era scappato dalla casa famiglia in cui stava, in Umbria, per raggiungere gli zii in Francia. Protagonista un bambino di 10 anni rintracciato ieri sera, intorno alle 21, da una pattuglia della polizia alla stazione Termini di Roma, dove vagava da solo. Il bimbo aveva fatto perdere le sue tracce ieri pomeriggio, dopo l'allenamento di calcio. In serata gli agenti della Polfer lo hanno rintracciato alla stazione della Capitale. Il bambino si è mostrato dapprima diffidente poi, al caldo, negli uffici di polizia, mentre sorseggiava una cioccolata calda, ha raccontato la sua storia. Parlava perfettamente in italiano, aveva con sé un telefono cellulare ed era ben vestito e curato nell'aspetto. I responsabili della casa famiglia sono partiti subito alla volta di Roma, per prendersi cura del minore loro affidato e riportarlo nella struttura.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Una scazzottata con altri giovani, forse con il carburante dell'alcol e di droghe, forse un'aggressione vera e propria, ed è finita in tragedia in Spagna, nella popolare località turistica di Loret de Mar in Costa Brava. A perdere la vita è un giovane italiano di 22 anni, Niccolò Ciatti, di Scandicci, alle porte di Firenze. Una tragedia avvenuta tra la notte di venerdì e quella di sabato.
La polizia è stata chiamata alle 3 del mattino per una rissa in discoteca. Nella telefonata alle forze di sicurezza, qualcuno ha riferito di almeno tre giovani che ne pestavano un altro a pugni e calci, anche alla testa, secondo quanto scrive El Mundo. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, Ciatti era in condizioni disperate ed è stato immediatamente trasportato nell'ospedale Trueta di Girona, dove è morto domenica.
La polizia catalana citata da vari media, parla apertamente di «pestaggio in una discoteca». Secondo El Mundo, la polizia sta indagando sull'episodio trattandolo come un caso di omicidio. Una tragedia per la quale, per adesso, sono finiti in manette altri tre giovani, che i media spagnoli, dicono essere tre russi di 20, 24 e 26 anni, rintracciati, sulla base delle testimonianze, poco lontano, sul lungomare di Lloret.
La morte del ragazzo è stata confermata dalla Farnesina e poi anche dal sindaco di Scandicci, Sandro Fallani: «Siamo sconvolti. È un episodio tremendo che ci ha toccato profondamente ed è necessario che si faccia chiarezza. Tutta la città è vicina ai familiari, faremo qualsiasi cosa per aiutarli, con l'affetto e con tutto il supporto necessario», ha detto il primo cittadino del comune toscano, dove Ciatti viveva nel quartiere di Casellina. La Farnesina ha confermato la morte e fatto sapere che insieme al Consolato Generale d'Italia a Barcellona sta seguendo sin dall'inizio il caso con la massima attenzione.
Il Consolato, che sta prestando alla famiglia ogni possibile assistenza, è in contatto con le Autorità locali e al momento sono in corso accertamenti volti a chiarire la dinamica dei fatti. Gli amici del ragazzo toscano hanno inondato di messaggi accorato il suo sito Facebook. Scrive Sara Scandia: "Perdere un amico così, un amico che non toccherebbe neanche una mosca, un amico bravo, un amico che non immagineresti mai una fine così... era impossibile non ridere con te...Eri così tenero , un bonaccione".
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DI MICHELE PAPPACODA Da circa un mese, a causa delle piogge, si è staccato un masso dalla parete rocciosa e, a tutt'oggi, il masso è ancora lì. Cosa si aspetta a toglierlo? L'Anas aspetta prima una tragedia?
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Prendono il via da domani a Minori i solenni festeggiamenti in onore di Santa Trofimena nell’anno in cui ricorre il 225° anniversario del secondo ritrovamento (1793-2018) delle reliquie avvenuto nella notte tra il 26 e 27 novembre 1793.
Allora, sei minoresi, dopo aver pregato, scavarono presso l’altare di Santa Trofimena dell’antica Cattedrale dove furono ritrovati i resti mortali della Santa. Per questo, la comunità ecclesiale di Minori si appresta a inaugurare il 27 novembre 2017 un anno speciale celebrativo rinnovando così la memoria del ritrovamento delle reliquie.
Tale circostanza per Minori riveste, ora come allora, una valenza commovente e coinvolgente di ampia portata. «È una ricorrenza, quindi, che non può passare sotto silenzio e che, al di là dell’impatto puramente emotivo e commemorativo, suscita un’attenzione, nutre una speranza, illumina un cammino, riaccende una fiamma – si legge nel manifesto realizzato per questi festeggiamenti – Ricordiamo, quindi, questo avvenimento rivivendo gli stessi sentimenti di fede e devozione che animarono i sei lavoratori minoresi come il capomastro racconta: “Figliù dicimmici a Litania a Madonna, ca Nui sta’ sera vulimmo trovare la santa Nostra”, e quando fui all’ultimo io dicetti tre bote “S. Trofimena ora pro nobis”».
PROGRAMMA
Triduo di preparazione Giovedì 23, Venerdì 24 e Sabato 25 Ore 8 – S. Messa in Cripta Ore 17.30 – Recita del S. Rosario e della Coroncina Ore 18 – S. Messa in Basilica
Sabato 25 Ore 19 – in Piazza Umberto I, accensione dell’Albero di Natale e prima Rassegna di Zampogne “I Suoni del Natale”
Domenica 26 Ore 9 – S. Messa in Arciconfraternita Ore 10.30 – S. Messa in Basilica Ore 18 – Venerazione delle Reliquie di Santa Trofimena e S. Messa in Basilica (al termine Esposizione del Santissimo e Adorazione Eucaristica “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo” Ore 20 – Canto dei Vespri e Benedizione Eucaristica
Lunedì 27 novembre Memoria del secondo ritrovamento delle Sacre Reliquie di Santa Trofimena
Alle 4,30 furono ritrovate le reliquie: «…accostai la lucerna di oglio accesa, e subito si smorzò: la feci riaccendere, accostai la medesima al buco fatto nella terza cameretta, e vidi che non erano funghi, ma ossa di petto umano, ed alzai la voce, e dissi: “chesta è a Santa Nostra”. … Abbiamo fatto orazione vicino a quel luogo, ci abbiamo acceso molti lumi a cera, ed a oglio di notte, e di giorno».
ore 5.30 – Canto dell’Ufficio delle Letture, al termine canto del Te Deum di ringraziamento in tono pastorale ore 6 – S. Messa in tono pastorale presieduta dal Nunzio Apostolico S. E. Rev.ma Mons. Mario Giordana, Arcivescovo titolare di Minori ore 9 – 10.30 SS. Messe
ore 18 – Solenne pontificale presieduto da S. E. Rev.ma Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni. Animerà la celebrazione il coro “Amici di San Francesco” diretto dal M° Candido Del Pizzo.
Al termine processione della statua di Santa Trofimena sul Sagrato della Basilica, Apertura dell’Anno speciale celebrativo e Annuncio del Santo Natale.
Domenica 3 Dicembre in Arciconfraternita ore 8.30 – Ufficio delle Letture, Santa Messa e Lodi Mattutine ore 10.15 – Raduno e corteo verso la Basilica e intronizzazione della Parola
in Basilica ore 10.30 – S. Messa e Benedizione delle Corone d’Avvento ore 17.30 – Recita dei Vespri ore 18 – S. Messa solenne presieduta da P. Salvatore Farì c.m. e apertura di “Minori in Missione – La Parrocchia intorno alla Parola”
Le giornate festive saranno allietate dal gruppo di zampognari “Symphonia” di Minori, dalla “Famiglia Di Lieto”, dal concerto bandistico “Città di Minori” e dal gruppo “Amici della Tammorra”. Lo spettacolo pirotecnico è a cura della premiata ditta “Fireworks Events” del cav. Luigi di Matteo di Sant’Antimo (NA). L’addobbo floreale della Basilica è a cura della ditta “Piante e Fiori” Ferrigno di Minori
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INSERITO DA MORENA MOTTA Il Cavaliere ha infatti deciso di versare complessivamente la bellezza di 138mila euro in più rispetto a quanto previsto in convenzione. A far salire il prezzo è stata la scelta di materiali di elevata qualità. Oltre ovviamente ai 50mila euro versati nelle casse della parrocchia per sostenere le spese del sagrato.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Domenica scorsa i clienti in coda per lo shopping di Natale, presso Agri Brianza di via Dante a Concorezzo, hanno potuto pensare anche alla propria salute presso lo stand della sezione di Vimercate del Lions Club. Un semplice test di pochi secondi ha permesso loro di controllare gratuitamente il tasso di glicemia e di verificare che fosse nella norma o a rischio di diabete.
Il grazie di Agri Brianza ai suoi clienti. Agri Brianza ringrazia il Lions Club di Vimercate per la bella iniziativa offerta ai propri clienti.
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INSERITO DA MORENA MOTTAUna storia di speranza. Ci sono tante piccole cose banali nella vita di ogni giorno e poi ci sono momenti che la vita te la cambiano per sempre. Per Silvia Colombo, 33 anni, monzese ora residente a Lissone, l’attimo del 30 gennaio 2011 in cui le hanno detto che aveva un linfoma linfoblastico B alla colonna vertebrale, resterà indelebile. La paura della morte, il senso di ingiustizia («Perché doveva capitare a me, che sono una brava persona?», si chiedeva), il senso di smarrimento. E poi a un certo punto, la grinta, la voglia di farcela e di lottare, l’appoggio immenso delle persone care. Fino a quando è arrivata la guarigione completa. Oggi i capelli sono ricresciuti, può dirsi veramente guarita (dal 2015 ne è uscita, ma solo dopo sei anni è ufficiale), è bella e sorridente e tutta la vita che ha davanti brilla nei suoi occhi.
Quello che conta davvero. Adesso Silvia ha scelto di raccontare la sua storia e l’ha fatto per dare speranza ed essere d’esempio per tutti coloro che stanno ancora lottando, ma soprattutto per insegnare a tutti che la vita a goduta senza perdere tempo su litigi e banalità. Quando ti succede di andare in ospedale perché hai mal di schiena da un po’ e ti ricoverano immediatamente per un tumore, la percezione del mondo si altera. “Io sono rinata e so che è un dono vivere quindi voglio godermi ogni istante. Tante cose che ci fanno arrabbiare sono piccole, ma ce ne rendiamo conto solo davanti a problemi davvero grandi. Vorrei far capire questo a tutti. Io ho avuto una seconda possibilità e so quanto conta”. Come l’aria fresca sul viso dopo che sei stata a lungo tre le mura di un ospedale. “Non sapete quanto è bella fino a quando ve la tolgono”.
La lettera. Silvia affida a una lunga lettera, che abbiamo scelto di pubblicare il suo bellissimo messaggio di speranza. “Quando è arrivata la diagnosi mi sono sentita precipitare nel vuoto. Non avevo la forza nemmeno di parlare.Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non farcela, le chemio mi toglievano ogni forza. Ma mi sono sempre rialzata, mi bastava un bacio e un abbraccio del mio amore, il suo pensiero mi spingeva a reagire con tutte le mie forze! Quante lacrime abbiamo versato tutti insieme! E quanti vedendomi per strada con una bandana mi hanno detto che forza e coraggio che hai, sei un punto di riferimento! Ma io non mi sono mai sentita un’eroina, la voglia di vivere e l’amore dei miei cari sono stati sempre la medicina migliore”.
L’amore è il cuore di tutto. “Pensi sempre che tutte le cose brutte che possono accadere su questo mondo non ti riguarderanno mai. Hai sempre sentito qualche conoscente che si ammalava, ma ciò non ti ha mai fatto passare per la mente che un giorno potesse accadere proprio a te. Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini, tutti quelli che si sono interessati di come stavo e che nonostante tutto non mi hanno abbandonato in quel momento difficile. Un grazie in particolare al mio ragazzo Alessandro che mi è stato sempre accanto anche nei momenti più neri di questa brutta esperienza e che anche se senza capelli e con molti chili in più mi ha sempre fatto sentire stupenda e non ha mai smesso di amarmi..”.