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CIOCIARIA NEWS Sciopero Moviment Forconi 9 dicembre, la mappa dei blocchi stradali

9 Dicembre 2013, 09:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sciopero Moviment Forconi 9 dicembre, la mappa dei blocchi stradali

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sciopero trasporti: dalle 22 di oggi partirà la protesta organizzata dal Movimento dei Forconi, annunciati blocchi stradali di autotrasportatori e agricoltori in tutta Italia e sui principali valichi di confine. Monito dell’Autorità garante degli scioperi: “Il fermo deve avvenire senza blocchi stradali”. La protesta terminerà venerdì 13 dicembre.

lo sciopero degli autotrasportatori che, nelle intenzioni degli organizzatori dovrebbe portare al blocco delle principali città italiane e dei valichi di frontiera. Lo stop dovrebbe iniziare oggi alle 22.00, per finire venerdì 13 dicembre, anche se gli organizzatori non esitano promettere blocchi ad oltranza. Secondo l’autorità garante degli scioperi i presidi  dovrebbero iniziare oggi alle 24, la protesta è nata e si è organizzata via web, qui la mappa dei blocchi programmati. Il garante degli scioperi ha diffuso una nota preoccupata "Qualora si dovessero verificare violazioni della legge nel fermo dell'autotrasporto, confermato da alcune sigle del settore, non esiteremo ad applicare le sanzioni: il fermo deve avvenire senza blocchi stradali"Mariano Ferro, leader del movimento in Sicilia che anno scorso con un’analoga protesta aveva messo in ginocchio la regione ha precisto: "Non faremo blocchi, ma solo sciopero. In Sicilia non attueranno presidi stabili, ma terremo incontri pubblici e volantinaggi nelle piazze e per le strade". La prima manifestazione si terrà stasera a Siracusa. Il sottosegretario ai Trasporti Rocco Ghirlanda ha diffuso una nota preoccupata: "Ritengo doveroso chiarire che non è un fermo del settore dell'autotrasporto, ma solo di alcuni che aderiscono a movimenti di protesta concomitanti con altre categorie che hanno in animo forme di dissenso eclatanti a livello nazionale e che stanno assumendo in questi giorni preoccupanti toni di carattere rivoluzionario, dal quale si discostano tutte le maggiori associazioni dei vettori".

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Molestie a due sorelle, 59enne arrestato

9 Dicembre 2013, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI VOGHERA. Ha perseguitato per mesi le sue vittime, tanto da portarle sull’orlo dell’esaurimento nervoso: quando le due donne si sono presentate dai carabinieri di Voghera erano terrorizzate, sconvolte e tremanti. A quel punto gli uomini del capitano Francesco Zio hanno raccolto la loro denuncia, si sono appostati sotto casa delle due donne e hanno arrestato il persecutore in flagranza di reato. G.P., 59 anni, un ex commerciante di Alessandria, è accusato di «atti persecutori aggravati»: e cioè il nuovo reato di stalking. Dopo la convalida dell’arresto, ieri mattina è stato rinchiuso nel carcere di Pavia.

Nel 2012 G.P. conosce in un locale da ballo L.M., un’impiegata vogherese di 56 anni. G.P. all’epoca si comporta in modo impeccabile e nasce un’amicizia. Una frequentazione che ben presto si allarga anche a S.M., 62 anni, la sorella maggiore di L.M. Poi qualcosa si rompe. G.P. asserisce di avere avuto una relazione sentimentale con la sorella minore, L.M. smentisce decisamente. Inizia un comportamento persecutorio. Lettere, centinaia di mail, migliaia di telefonate ed sms. Visto che L.M. non cede, G.P. estende la persecuzione anche a S.M.: tenta di arrivare alla sorella minore tramite la maggiore. G.P. dispiega il solito campionario dello stalker: pedinamenti, appostamenti sotto casa, telefonate nel cuore della notte. Inutile staccare i telefoni, lui suona al campanello. Le due sorelle, che abitano nella zona di strada Bobbio, sono terrorizzate e hanno paura ad uscire di casa. Partono delle querele, ma G.P. non se ne cura. Anzi, risponde con controquerele per calunnia (poi ritirate). Uno stillicidio che porta alla disperazione le due donne vogheresi. Il 25 maggio scorso il questore di Alessandria, dove abita G.P. , stabilisce che l’ex commerciante deve stare lontano dalle due donne e non può più mettere piede nel comune di Voghera. Il questore gli inibisce anche l’uso del telefono e del cellulare. G.P. ignora del tutto l’ordine. Anzi, fa il salto di qualità, e dalle attenzioni passa alle minacce indifferenziate alle due sorelle. Il tono dei messaggi è questo: «Non mi fermo più, vi rovino, vi distruggo». A luglio G.P. viene trovato sotto casa delle due donne nonostante l’ordine del questore: dato che è la prima volta, scatta solo la denuncia. Lui però insiste. Giovedì sera le due donne vanno in caserma e presentano una nuova denuncia, visibilmente sconvolte. Venerdì i carabinieri si appostano sotto casa delle due donne e colgono G.P. sul fatto. Nonostante l’ordine del questore ha in mano il cellulare con cui sta mandando un messaggio di minacce all vittime, e scatta l’arresto.

LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Cimitero degli animali nel fango»

9 Dicembre 2013, 08:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. C’è la foto di Birillo, quella del gattino Martedì, un ricordo scritto sulle pietre, vasi di fiori, il peluche mordicchiato. Il cimitero degli animali in via 8 Marzo, accanto a San Giovannino, è stato inaugurato a giugno del 2012. Da allora 86 famiglie hanno deciso di dare qui una sepoltura ai loro animali domestici. Alcune hanno un recinto, altre delle pietre bianche. Quasi tutte hanno un giocattolo che ricorda gli anni trascorsi in famiglia. Un’area di 3500 metri quadrati, divisa in dieci campi con un vialetto centrale. Una decisione apprezzata quella di dedicare un’area al cimitero degli animali, ma con qualche perplessità. «Quando piove la terra diventa subito fango e smuove le sepolture – spiega un cittadino che ha seppellito qui il suo cucciolo – in alcuni punti non si riesce a passare». «C’è anche un problema di illuminazione – aggiunge – in questo periodo anche di pomeriggio non si vede nulla». Nelle giornate di inverno la visbilità è scarsa. «Ho raccolto alcune lamentele di persone che hanno pagato 200 euro e chiedono più cura – interviene il consigliere Pd Fabio Castagna – Dovevano anche essere messe delle fontanelle che però non ci sono». L’assessore Cristina Niutta che si occupa anche dei servizi cimiteriali sottolinea che «i cimiteri chiudono con il calare del sole». Potranno esserci degli interventi? «Al momento non è previsto – spiega l’assessore – non abbiamo ricevuto segnalazioni, ma farò controllare». Dal 2012, quando la struttura è stata inaugurata, 86 famiglie hanno seppellito i loro animali domestici accanto al cimitero di San Giovannino. Secondo il regolamento comunale il costo è di «180 euro per sei anni di concessione, eventualmente rinnovabile». Ci sono alcune regole definite dal municipio: «I resti dell’animale devono essere collocati in un contenitore biodegradabile (tessuto naturale, cartone o legno) e affidati ai servizi cimiteriali – si legge nel regolamento – in corrispondenza del luogo dell’inumazione, gli utenti possono collocare una piccola targa a ricordo e delimitare il luogo con un piccolo cordolo».

@mariannabruschi LA PROVINCIA PAVESE 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Bambino invalido indagata ginecologa

9 Dicembre 2013, 07:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. Un’archiviazione e un avviso di garanzia. Il sostituto procuratore Roberto Valli ha tirato le somme dell’indagine a carico di due medici ginecologi del San Matteo, che avevano avuto in cura la madre di un bambino nato, cinque anni fa, con paralisi cerebrale. Sotto accusa la somministrazione di un farmaco per l’ipertensione, il Coversyl, che era stato somministrato alla madre, una donna di 34 anni di Pavia, durante la gravidanza.

L’avviso di conclusione indagini, che vale come informativa di garanzia e anticipa la richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato nei giorni scorsi al medico del Policlinico Fausta Beneventi, la ginecologa che seguì la paziente durante la gravidanza. Le accuse sono cadute, invece, per un altro medico, che era presente in sala parto nel momento in cui il bambino venne alla luce ma per il quale la procura ha escluso profili di responsabilità.

Sulla vicenda i genitori del piccolo – che ebbe una diagnosi di paralisi cerebrale infantile iatrogena e che oggi ha una invalidità quasi totale – avevano fatto causa al San Matteo, tirando in ballo l’ospedale per la responsabilità civile, ma avevano anche presentato un esposto in procura. I due procedimenti sono andati avanti per mesi in parallelo, ma mentre la causa civile è ancora in corso, l’indagine penale si è conclusa pochi giorni fa, dopo l’esito della consulenza che era stata disposta dal magistrato della procura.

In base a quegli accertamenti, sotto accusa ci sarebbe il medicinale assunto dalla madre del bambino durante la gravidanza. Un farmaco che, secondo l’esperto consultato dal magistrato, ha effetti tossici sul feto e che potrebbe essere stato all’origine delle lesioni riportate dal bambino. Il condizionale è d’obbligo e solo l’eventuale processo potrà stabilire se vi sia stata una effettiva responsabilità da parte del medico che seguì la gravidanza della donna.

Nell’esposto degli avvocati Bernardo Marino e Serena Chiusolo, che rappresentano gli interessi della famiglia del bambino, viene comunque sottolineato il rischio contenuto nella decisione di somministrare proprio quel farmaco. In base alla consulenza, su cui la procura fonda la sua conclusione, quel medicinale andava sostituito con un altro farmaco, privo delle controindicazioni del Coversyl. «Ci sono diversi tipi di farmaci indicati per la patologia di cui soffriva la paziente ma la sostituzione non è stata fatta», dice l’avvocato Chiusolo. «Noi contestavamo anche il ritardo nel parto cesareo ma prendiamo atto del fatto che la procura ha escluso responsabilità in capo al medico che aveva seguito il momento del parto», aggiunge l’avvocato Marino. Non rilascia invece dichiarazioni l’avvocato Alessandra Stefano, che difende il medico indagato.

@mariafiore3 LA PROVINCIA PAVESE

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news italia e dal mondo San Martino, 22enne arrestato per spaccio

9 Dicembre 2013, 07:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Un giovane di 22 anni, M.G., è stato bloccato dai carabinieri del nucleo investigativo a San Martino e arrestato per possesso di droga. Il giovane nascondeva circa mezzo chilo di marijuana, destinato allo spaccio. Sono stati identificati anche alcuni clienti.LA PROVINCIA PAVESE 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS CAVA DE TIRRENI Mercato aperto all'Immacolata

8 Dicembre 2013, 13:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Aperto domenica mattina per il giorno dell'Immacolata il mercato di Cava de' Tirreni. La giornata, recupero di una mancata apertura, sarà l'occasione per tutti coloro che solitamente sono impossibilitati per lavoro, per fare un giro fra i banchi di vendita, respirare l'aria natalizia che solitamente prende avvio con la festività dell'Immacolata Concezione e fare acquisti convenienti, usufruendo dell'offerta vantaggiosa che solitamente caratterizza il mercato rionale,  magari acquistando qualche pensierino da mettere sotto l'albero. Contenti i mercatali che avranno due giorni di seguito per offrire la loro merce ed accogliere i potenziali acquirenti, con le loro offerte anticrisi.

Nota stampa CAVAREPORTER

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SALERNO E PROVINCIA NEWS CILENTO TEGGIANO: INFASTIDISCE AUTOMOBILISTI. 30ENNE FINISCE IN MANETTE

8 Dicembre 2013, 13:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un cittadino di nazionalità rumena, M.B. di 30 anni, è stato arrestato nel corso della notte a Teggiano nella frazione Piedimonte dai Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina per disturbo alla quiete pubblica. L’uomo, in completo stato di ubriachezza, si era posto al centro della piazza, creando problemi per gli automobilisti in transito. Allertati dai passanti, i Carabinieri sono giunti sul posto dove prima di poterlo trarre in arresto ha opposto resistenza scagliandosi contro i militari.

FONTE TVOGGISALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS TENSIONE A SALERNO PER L'ARRIVO DEL MINISTRO KYENGE

8 Dicembre 2013, 13:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Momenti di tensione questa mattina a Salerno dove era attesa il ministro Cecile Kyenge. Prima ancora che il rappresentanto del governo arrivasse a Palazzo di Città dove ha poi partecipato ad un convegno, si sono registrati tafferugli tra associazioni antirazziste e gruppi misti di Forza Nuova e Casapound. Per sedare la rissa scoppiata tra gli opposti gruppi sono intervenuti polizia e carabinieri in tenuta antisommossa. L'intervento degli agenti ha permesso la separazione dei due blocchi contrapposti. I manifestanti sono stati separati e sorvegliati da polizia, carabinieri e digos dopo gli scontri avvenuti su via Roma. La Kyenge è arrivata quando la calma era tornata ed e' stata accolta dal prefetto Gerarda Pantaleone e dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Con eleganza la Kyenge, nel corso del suo intervento, ha sorvolato su quanto avvenuto prima del suo arrivo. "La mia linea - ha detto il ministro - è sempre stata quella del dialogo. Ognuno di noi ha diritto a far sentire la propria voce, ma è importante farlo nel rispetto delle regole. Se mancano questi presupposti il dialogo diventa sempre più difficile. Chi risiede all'interno di un partito politico, chi è un leader politico, chi ha una carica importante deve necessariamente rispettare la sua figura e la sua visibilità per essere un messaggio di educazione, di rispetto". Lo ha detto, stamani, a Salerno, il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, riferendosi alle frasi su Mandela espressa dal leghista Francesco Vartolo, espulso per questo dal Carroccio. "Noi - ha aggiunto Kyenge - già cerchiamo di evitare episodi di questo genere. Il 23 settembre abbiamo infatti firmato la Dichiarazione di Roma che si trova anche sul sito ufficiale del mio Ministero" e che parla "della responsabilità di una persona che riveste una certa carica. Questi sono punti fondamentali per partire con il rispetto verso la diversità vista come risorsa. Il Patto, che partirà nel 2014 e fino al 2020, è stato sottoscritto da oltre 23 Paesi dell'Unione Europea".

TVOGGISALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS TAGLI ALLA SPESA: IL DECRETO CAPITOLO SANITA' PREVEDE LA CHIUSURA DI 19 OSPEDALI IN CAMPANIA

8 Dicembre 2013, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971987 304699559663118 775322804 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Al ministero della Salute, la lista c’è già. Se Regioni e governo daranno il via libera, per i piccoli ospedali con meno di 120 posti letto, inseriti nel nuovo Patto per la salute, sarà l’ora di chiudere i battenti. Magari per essere riconvertiti in quelle strutture per la riabilitazione o per le lungodegenze che scarseggiano. Da venti anni leggi finanziarie, decreti e persino piani regionali ne cantano il de profundis ma loro sono ancora lì, in 175 a rappresentare altrettanti monumenti allo spreco. Perché non c’è esperto in sanità che non dica quanto siano inutili, costosi e insicuri, visto che mancano di servizi di emergenza e apparecchiature in grado di affrontare i casi di una qualche complessità. E poi quasi sempre lavorano «sotto giri», ossia quei pochi posti letto vedono pure pochi pazienti. Che equivale a dire scarsa esperienza sul campo e quindi più facilità nell’inciampare in errori. Basti pensare che ci sono nosocomi con 15-20 posti letto utilizzati anche meno di 3 giorni su 10. Per non parlare del personale. Se si mette a confronto il tasso di utilizzo reale dei pochi posti a disposizione e il numero di chi ci lavora si scopre che intorno a un letto in media si affaccendano sette, otto tra medici e infermieri. Un inno allo sperpero che è tutto nell’elenco stilato dal ministero della Salute, dove assicurano che la parola fine agli ospedaletti dello spreco verrà apposta in via definitiva dal Patto per la salute, che il ministro Lorenzin vorrebbe siglare con le Regioni prima di Natale, per poi inviarlo in Gazzetta sotto forma di decreto. La lista in realtà sarebbe di 222 mini-nosocomi con meno di 120 posti letto, ma tra questi andranno salvati: i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, che in realtà ospedali non sono; gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, perché fanno ricerca; i centri per “post acuti”, che servono per chi dopo un ricovero non è in grado di tornare a casa ma ha bisogno di cure meno intensive. Alla fine si arriva alla lista di 175 ospedaletti (per un totale di oltre 12 mila posti letto), tra i quali figurano anche alcuni collocati in zone disagiate. Isole o montagne. Dove però, dicono i tecnici del ministero, è più economico e sicuro mettere un servizio di soccorso in eliporto che tenere su un intero ospedale. Peccato che però ogni qual volta si prova a chiuderne uno è tutto un alzare barricate. Con in testa sindaci e qualche volta parroci. Così dopo vent’anni dal primo tentativo di chiusura dell’allora ministro della Sanità, Raffaele Costa, ad aver effettivamente sbaraccato sono poco più di un centinaio. Mentre resistono paradossi come l’ospedale di Acquapendente, con i suoi 8 posti letto e con 130 tra medici e infermieri fino al 2010. Oppure l’Ospedale di Leno, provincia di Brescia, 16 letti e 68 dipendenti sempre nel 2010. Ultimo anno per il quale è possibile rilevare informazioni dalla banca dati del dicastero della salute. Esempi che mostrano come gli ospedaletti siano una realtà diffusa tanto al Nord che al Sud. Certo, la parte del leone la fa la Sicilia, con 37 mini-ospedali, ma la Lombardia la segue a ruota con 31, mentre più distaccate sono la Campania, con 19, il Lazio con 16 e la Sardegna con 14. Pochi gli ospedaletti in Veneto e Piemonte, rispettivamente 4 e 5. Sulla loro chiusura i camici bianchi si dividono. «Nelle zone disagiate vanno mantenuti dei presidi sanitari, magari non ospedali veri e propri ma servizi con caratteriste utili a quella popolazione sì», è il parere di Costantino Troise, segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao. Che è però favorevole alla riconversione dei mini ospedali vicino ai grandi nosocomi. «Gli ospedaletti rappresentano un pericolo per i cittadini e persino per chi ci lavora, perché non hanno specialisti, strumentazioni e casistica sufficienti ad operare in sicurezza», taglia invece corto Massimo Cozza, segretario nazionale della Cgil medici. «Se si viene ricoverati per un problema serio - spiega - si rischia di dover essere trasferiti in un altro ospedale, con una dilatazione dei tempi di intervento a volte decisiva per la stessa vita». «Però – conclude - attenzione alla deospedalizzazione selvaggia perché le chiusure devono essere accompagnate dal contestuale potenziamento dei servizi territoriali». Tra i 19 nosocomi da sopprimere previsti in Campania, ben 6 fanno parte della provincia di Salerno. Ecco la lista: MARTIRI DI VILLA MALTA SARNO MAURO SCARLATO SCAFATI S. FRANCESCO DASSISI OLIVETO CITRA OSPEDALE DI ROCCADASPIDE OSPEDALE CIVILE DI AGROPOLI PRESIDIO OSPEDALIERO "IMMACOLATA" SAPRI FONTE LA STAMPA.IT

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CAMPANIA NEWS CAPRI Perde ai videopoker e sfascia la sala giochi del bar, fermato dai Carabinieri.

8 Dicembre 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA . Capri – Sfascia la sala videopoker di un bar al centro di Anacapri dopo aver perso alle macchinette mangiasoldi un’ingente somma. L’episodio, che è accaduto la scorsa notte, ha visto finire in cella un ventottenne del luogo abituale frequentatore del bar dove trascorreva lunghe ore nella sala adibita a giochi, sia per videopoker che per biliardo. L’uomo, al termine di un lungo pomeriggio trascorso davanti alle macchinette mangiasoldi senza nessun motivo apparente si è dato ad atti vandalici sfasciando addirittura il pesante tavolo da biliardo e lanciando alcune sedie e arredi. Un’ira, secondo alcuni avventori e gli inquirenti che hanno ricostruito la scena dovuta alla  perdita di  diverse centinaia di euro,  l’ultima delle quali l’altra  sera, circa 500 euro che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e scatenare la furia che ha portato S.E. a fare uscire dalla sala e minacciare i proprietari e  gli altri clienti presenti che cercavano di calmarlo. Una vera e propria furia devastatrice inspiegabile secondo il titolare del bar che ha speso giudizi positivi nei confronti di quel cliente che non aveva mai dato nessun tipo di problemi o infastidito le persone che frequentano il suo locale. A mettere fine alla scena da saloon è stato l’arrivo dei Carabinieri di Anacapri, che hanno bloccato il giovane energumeno e lo hanno tratto in arresto trasferendolo nei locali della caserma Anacaprese.  Ieri mattina S.E., sempre in stato di arresto, è stato trasferito davanti al Magistrato di Napoli per essere sottoposto a giudizio con rito direttissimo. Immediata la sentenza del giudice che lo ha condannato per il reato di danneggiamento aggravato a 200 euro di multa. Sale ancora una volta alla ribalta l’annoso problema della ludopatia che anche sull’isola sta cominciando a mietere le sue vittime. Sono infatti molti i giovanissimi ed anche casalinghe che trascorrono lunghi pomeriggi davanti alle macchinette mangiasoldi. Un fenomeno che viene tenuto sotto controllo delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, che con la loro presenza cercano di limitare il fenomeno ed anche di assicurarsi che le macchinette non vengano truccate. Due anni orsono, infatti, proprio nell’ambito di un’operazione le Fiamme Gialle dell’isola sequestrarono a scopo preventivo una serie di videopoker che all’esito dei loro controlli risultarono essere difformi da quelle omologate ed in regola.

Anna Maria Boniello CAPRIPRESS

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