INSERITO DA ANGELA CECERE
S’era fatto crescere i baffetti per camuffarsi. Non portava con sé né portafogli né cellulare e viaggiava a bordo di una panda intestata ad una società riconducibile alla moglie. Sperava di restare anonimo Domenico Micillo ma gli uomini del Nucleo Investigativo di Napoli, 4°sezione, diretti dal capitano Erich Fasolino, l’hanno individuato ugualmente. Il 41enne, è stato arrestato mentre andava a ritirare la biancheria di ricambio dalla moglie nella loro casa al mare, a Castelvolturno, nel parco Rondini. La donna e la figlioletta, l’attendevano per cena. Tavola imbandita e prosciutto già pronto. Alla vista dei militari, Micillo, non ha opposto resistenza. Appartenente alla banda delle rapine, legato al clan Mallardo, Domenico Micillo, era sfuggito alla cattura lo scorso febbraio. L’ordinanza a suo carico fece molto scalpore. Coordinata dai carabinieri del Noe di Rom e dal colonnello Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, le indagini svelarono uno spaccato di criminalità locale definita “una piovra dai mille tentacoli”. Voto si scambio, infiltrazione nella pubblica amministrazione, nella politica, negli enti pubblici i punti salienti dell’ordinanza emessa dalla Dda. Ed infatti Micillo è accusato di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso in rapina, favoreggiamento personale, corruzione, sfruttamento della prostituzione, porto di armi comuni da sparo, detenzione e spaccio di stupefacenti.
IL MATTINO
27.10.2013.