RAVELLO E SCALA NEWS «Sono rimasta con una sola tacca di carburante, ma questa non è solo la loro battaglia»: il pensiero del sindaco di Scala sul blocco degli autotrasportatori

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DI MICHELE PAPPACODA «Sono rimasta con una sola tacca di carburante nel serbatoio. Probabilmente subirò anch'io qualche disagio, ma il problema è molto più grande di una difficoltà personale».È il pensiero del sindaco di Scala, che ha voluto esprimere la propria posizione sulla protesta degli autotrasportatori per il caro carburante, una mobilitazione che in questi giorni sta mettendo in ginocchio rifornimenti e distribuzione in tutta la Campania e in Italia.«Parliamo di lavoratori che svolgono un mestiere usurante, trascorrendo gran parte della loro vita sulla strada, lontani dalle famiglie. Non possiamo lasciare sulle loro spalle un problema così grave, che riguarda tutti noi e che richiede risposte da parte del Governo, che non sono quelle di aver stanziato 480 milioni di euro!».Il sindaco punta il dito sulle cause profonde della crisi: «Stiamo vivendo guerre e tensioni internazionali come se fossero lontane, appartenessero a un altro tempo e non avessero nulla a che fare con la nostra quotidianità. Poi ne paghiamo le conseguenze alla pompa di benzina, nei negozi e nelle nostre attività».E lancia un monito sulla necessità di informarsi e partecipare: «Una società che rinuncia a farsi domande diventa una società più facile da condizionare. E quando smettiamo di comprendere ciò che accade e di chiedere conto delle decisioni che incidono sulla nostra vita, rischiamo di diventare schiavi di narrazioni che non abbiamo mai avuto la volontà di verificare».«Non possiamo limitarci a subire passivamente le conseguenze delle scelte politiche ed economiche senza informarci, approfondire e chiedere conto delle decisioni del Governo. Perché quando smettiamo di farci domande e accettiamo tutto senza capire, rinunciamo ad una parte della nostra libertà».La conclusione è un appello alla solidarietà collettiva: «Agli autotrasportatori va la mia solidarietà. Ma questa non è soltanto la loro battaglia. È una questione che riguarda tutti noi».
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