CAMPANIA NEWS Studentessa 17enne in coma da 18 mesi bocciata per assenze. Il padre: “Atto disumano, chiediamo annullamento scrutinio”

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DI MICHELE PAPPACODA Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica. Una ragazza di 17 anni, in coma da 18 mesi a seguito di un grave evento, è stata non ammessa all’anno successivo per “troppe assenze”.La situazione
La giovane frequenta un istituto superiore e, a causa delle sue condizioni di salute, non ha potuto seguire lezioni né sostenere le verifiche. Il regolamento scolastico prevede un tetto massimo di assenze per l’ammissione allo scrutinio, tetto che nel suo caso è stato ampiamente superato.La protesta del padre
Il padre della studentessa ha definito la decisione “un atto disumano” e ha chiesto formalmente l’annullamento dello scrutinio. Secondo la famiglia, la scuola avrebbe dovuto tenere conto dello stato di coma e applicare le norme previste per gli alunni impossibilitati a frequentare per gravi motivi di salute.“Non parliamo di assenze volontarie, ma di una figlia che lotta per la vita da un anno e mezzo. Bocciarla è come cancellare la sua storia scolastica”, ha dichiarato l’uomo.Cosa prevede la normativa
Per gli studenti impossibilitati alla frequenza per gravi patologie esistono deroghe al limite di assenze e forme di valutazione personalizzate, da attivare su richiesta della famiglia e con certificazione medica. Resta da chiarire se nel caso specifico sia stata presentata e valutata una richiesta di deroga.Ora la parola passa all’ufficio scolastico
La famiglia ha avviato le procedure per impugnare la decisione. Il caso solleva un tema delicato: il rapporto tra regole scolastiche e situazioni estreme, tra burocrazia e buon senso.La comunità si stringe attorno alla ragazza e ai suoi cari, con l’augurio che possa tornare presto tra i banchi.
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