PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Primo Maggio, la Festa dei Lavoratori tra memoria, diritti e nuove sfide

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DI MICHELE PAPPACODA Il Primo Maggio torna a colorare piazze e strade d’Italia. È la Festa dei Lavoratori, giornata nata dal sangue e dalla lotta, oggi momento di riflessione su quanto è stato conquistato e su quanto resta ancora da fare.
Le radici: da Chicago al mondo
Tutto parte il 1° maggio 1886 a Chicago. Gli operai americani scendono in piazza per chiedere le 8 ore di lavoro: 8 per lavorare, 8 per dormire, 8 per vivere. La protesta sfocia nei fatti di Haymarket, con morti e arresti. Tre anni dopo, la Seconda Internazionale socialista sceglie il 1° maggio come giornata mondiale di mobilitazione per i diritti dei lavoratori. Da allora, è simbolo universale di dignità e giustizia sociale.
In Italia: tra divieti e concertone
Anche in Italia il Primo Maggio ha una storia travagliata. Durante il fascismo fu abolito e sostituito con il 21 aprile, “Natale di Roma”. Torna festa nazionale nel 1947. Dal 1990, a Roma, il Concertone di Piazza San Giovanni è diventato l’appuntamento laico più partecipato: musica e lavoro insieme, per ricordare che i diritti non sono mai scontati.
Il Primo Maggio oggi: quali lavori?
Statuto dei Lavoratori, contratti, ferie pagate, malattia: conquiste che diamo per scontate e che vengono proprio dalle lotte del passato. Ma oggi il mondo del lavoro è cambiato. Precariato, rider senza tutele, salari che non tengono il passo con l’inflazione, sicurezza nei cantieri, intelligenza artificiale che sostituisce mansioni. Il Primo Maggio 2026 parla anche di questo: di lavori nuovi che chiedono diritti nuovi.
Tra festa e memoria
Per molti è un giorno di gita fuori porta, per altri di cortei sindacali. Le due anime convivono. C’è chi celebra con il picnic e chi con la bandiera, chi canta sul palco e chi ricorda i morti sul lavoro. L’INAIL conta ancora oltre 1000 vittime l’anno in Italia: una strage silenziosa che il Primo Maggio mette al centro.
Conclusione
Il Primo Maggio non è solo una data rossa sul calendario. È il promemoria che il lavoro deve essere dignitoso, sicuro e pagato il giusto. Che nessun algoritmo, nessuna crisi, nessuna “emergenza” può cancellare diritti scritti con decenni di lotte. Oggi festeggiamo, ma soprattutto ricordiamo: senza lavoro non c’è libertà, senza diritti non c’è futuro.
Buon Primo Maggio a chi lavora, a chi cerca lavoro e a chi lotta per un lavoro migliore.
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