SPORT NEWS E SPORT LOCALE Bradley Wiggins: «Sniffavo cocaina dalla medaglia olimpica. Ero senza casa fino a un anno fa». Doping, droghe e alcol: il tracollo dell’ex ciclista

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DI MICHELE PAPPACODA Non è l’immagine che ci si aspetta di associare a un campione olimpico. Eppure Bradley Wiggins, leggenda del ciclismo britannico, ha raccontato senza filtri uno dei momenti più oscuri della sua vita: nel 2012, mentre il mondo celebrava la sua vittoria al Tour de France e l’oro olimpico a Londra, lui era nel pieno di una spirale autodistruttiva. «Sniffavo cocaina dalla medaglia d’oro», ha confessato in un’intervista al Times, in occasione dell’uscita della sua autobiografia "The Chain". Wiggins spiega come il trionfo sportivo, invece di appagarlo, lo abbia svuotato: «Era come profanare qualcosa di sacro. Guardavo quelle vittorie come si guarda a una tomba. La mia». Il declino dopo la gloria: droga, alcol e solitudine Dopo aver raggiunto l’apice della carriera sportiva, la vita personale di Wiggins è crollata. L’uso di droghe e alcol, la crisi del suo matrimonio, e infine la perdita della casa lo hanno trascinato in un periodo di profonda depressione. Quel successo, tanto inseguito, si era trasformato in un peso insostenibile: «Mi sentivo vuoto, disconnesso. Ogni cosa che avevo ottenuto sembrava priva di senso». Wiggins ammette che il riconoscimento pubblico era solo una facciata, dietro la quale si nascondeva un uomo in frantumi. Un nuovo inizio: «Oggi ho una routine, non bevo più» A distanza di anni, Wiggins racconta di essere riuscito a risollevarsi. Oggi ha 45 anni e una vita completamente diversa: «Non bevo più. Mi sveglio alle sei e un quarto ogni giorno, vado in palestra, ho ricostruito una routine. Vivo come se fossi ancora un atleta professionista, e questo mi tiene in equilibrio». È tornato anche in sella alla bici, ma con uno spirito diverso: «Pedalo nei weekend per il puro piacere. Provo la stessa libertà di quando ero bambino». Ha riacquistato stabilità economica, possiede finalmente una casa ed è riuscito a trovare una nuova dimensione personale, lontana dalla pressione del passato. Il capitolo oscuro del Team Sky e le accuse di doping Nel suo libro, Wiggins affronta anche il tema spinoso delle accuse di doping che lo coinvolsero nel 2018, quando fu messo sotto accusa per aver fatto uso, secondo i critici, di corticosteroidi grazie a esenzioni mediche sospette. L’ex ciclista ha sempre negato ogni illecito, ma ora aggiunge un’accusa ben più pesante: secondo lui, il Team Sky lo avrebbe sacrificato per proteggere qualcun altro all’interno della squadra. «Mi hanno fatto da capro espiatorio. Ma la verità, prima o poi, verrà fuori»
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